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L'Arena di Pola settembre 2018
Cari Amici Lettori, cari Soci del'AIPI-LCPE,
il 15 settembre ricorreva l'anniversario dell'entrata in vigore del Trattato di Parigi – anniversario ricordato in prima pagina nel numero di questo mese de L'Arena di Pola, nel cui sommario troviamo:

- La drammatica svolta
- Un tragico verdetto della storia – 71 anni fa l'applicazione
- Anche allora era settembre (l'8 settembre 1943 in Istria)
- Vergarolla e la tragedia di una madre: Jolanda Nardin Micheletti nel ricordo del nipote; la sua testimonianza in un video https://bit.ly/2DrUzqH
- La memoria in fondo al mare – celebrazioni a Porto Torres - mostra fotografica del relitto della corazzata Roma
- Quel 15 settembre 1947 – la testimonianza
- La mozione per la revoca dell'onorificenza a Tito – note dell'ANVGD
- Un po' di pace per le vittime di Castua
- Radici istriane e diramazioni orbitali – importanti traguardi raggiunti dai figli d'Istria, seppur nati e cresciuti lontani dalla terra d'origine: Giulio Manzoni a Singapore
- Red land - Rosso Istria: la tragedia delle foibe sul grande schermo in anteprima alla 75° Mostra del   Cinema di Venezia
- El cantonzin del nostro dialeto con Roberto Stanich
- Un racconto lussignano di Dario Burresi
- L'inserto di Cultura, Arte, Fatti e Tradizioni curato da  Piero Tarticchio
- Notizie e spigolature da tutto il mondo
- Alla scoperta e riscoperta dell'Istria con gli itinerari di Marina Parladori
- Il prezioso lavoro di William Klinger in un libro pubblicato postumo
- Le nostre rubriche, con la tradizione istriana in cucina e i cognomi
- Ci scrivono da tutto il mondo
- Lissa 150 anni dopo
- Lino Vivoda ricorda la gente de via Abazia
- 80 anni dalla proclamazione delle leggi razziali
- Pola culla di santi: la Venerabile suor Tarsilla Osti a cura di Maria Rita Cosliani

Leggiamoci e sentiamoci 
Arrivederci alla prossima volta!
Viviana Facchinetti
 
Arena di Pola agosto 2018
Cari Amici Lettori, cari Soci del'AIPI-LCPE,
il numero di agosto de L'Arena di Pola non poteva non essere particolarmente dedicato all'anniversario della strage di Vergarolla, commemorata il 18 agosto, purtroppo ancora da molti non conosciuta.

Sommario:
- A 72 anni da Vergarolla
- L'anniversario del sacrificio di Nazario Sauro
- Sulla rotta di Sauro – incontro con il nipote Romano, in barca a Vela alla Galiola
- L'Aida e l'eclisse a Pola
- Tito e l'articolo de Il Piccolo di Trieste: la lettera di FederEsuli
- Pola e la Società Nautica Pietas Julia: pagine da conoscere
- Lacrime per Vergarolla in prima nazionale ad Aquileia
- Itinerari istriani, giovani studenti e la sensibilità di un'insegnante preparata dall'albero genealogico istriano
- La musica ci unisce: dopo Arena International nuovo appuntamento
- El cantonzin del nostro dialeto con Roberto Stanich
- Un ricordo di Marchionne sensibilmente conservato dal socio Sergio Uljanic
- L'inserto di Cultura, Arte, Fatti e Tradizioni curato da Piero Tarticchio
- Notizie e spigolature da tutto il mondo
- Il Fondo Luigi Papo
- Le nostre rubriche con la tradizione istriana in cucina e i cognomi
- Lo slancio delle nuove generazioni
- Borse di studio dedicate a Lussino
- La richiesta di un certificato anagrafico: praticamente un calvario
- Ci scrivono da tutto il mondo
- Il Venerabile Egidio Bullesi l'apostolo dei poveri
- completa il giornale di questo mese il video che ho realizzato in omaggio alle vittime di Vergarolla ed a tutte le esistenze che da quella strage vennero lacerate. Per vederlo cliccare su https://bit.ly/2PHMKiJ

Leggiamoci e sentiamoci
Arrivederci alla prossima volta!
Viviana Facchinetti
 
Arena di Pola - luglio 2018
Cari Amici Lettori, cari Soci del LCPE,
ecco pronto il numero di luglio de L'Arena di Pola
Qualche anticipazione:
- Il tempo si fermò a Castua: dopo 73 anni ritrovati resti umani
- Vergarolla: celebrazione a Pola per l'anniversario
- Lettera aperta al Responsabile del Servizio Recapito per il Friuli Venezia Giulia di Poste Italiane Mestre
- L'Italia rovesciata di Tullio Canevari
- Non solo mondiali: da Pola a Oderzo il calcio racconta gli esuli
- Rinnovati i vertici di FederEsuli
- Bibione: sapore di sale e di memorie istriane
- Tributo del Giorno del Ricordo a Marina di Massa
- Presentata la 17esima edizione di Arena International a Pola
- Nuovo impulso alla beatificazione di Egidio Bullesi
- Dagli U.S.A. A Fiume a Torino : una vacanza sempre troppo breve
- La pagina del dialettto con Roberto Stanich e Pietro Musina
- L'inserto di cultura arte fatti e tradizioni di Piero Tarticchio
- Notizie e spigolature dal mondo
- Le nostre rubriche con la tradizione istriana in cucina e i cognomi
- Il canal di Leme - storia e notizie
- Storia di un tricolore
- Un esule capodistriano alla conquista della luna
- Ci scrivono da tutto il mondo
- Il “kolo” a Pola
- Riflessioni di Francesco Tromba
- Sergio Marchionne: intreccio adriatico di radici abruzzesi e polesane
- Il Disertore Dalmata – pubblicato postumo il terzo romanzo di Lucio Toth
- Era il 1866: in Istria cambiano i cognomi
- il video del mese questa volta è un omaggio al collega ora ultranovantenne Enrico Pimpini, dal 1945
 profugo da Fiume e in Australia dal 1950 – dal 2009 Cavaliere dell'Ordine della Stella d’Italia
 Per visionarlo cliccare su https://bit.ly/2LyIvGJ
Leggiamoci e sentiamoci
Arrivederci alla prossima volta!
Viviana Facchinetti
 
EGIDIO BULLESI

Nuovo impulso alla causa di beatificazione
Come informano Walter Arzaretti, coordinatore del Comitato per la Beatificazione del Venerabile Egidio Bullesi e Maria Rita Cosliani vice presidente Associazione Italiani di Pola e Istria - Libero comune di Pola in Esilio, una delegazione si è recentemente recata in visita ai luoghi di nascita e morte del Terziario Francescano, nato, vissuto e morto a Pola.

Egidio Bullesi o Bullessich, come si firmò tutta la vita (il suo cognome fu mutato in Bullesi due mesi prima della morte) – così Lucia Bellaspiga, l'inviata di Avvenire nella sua orazione commemorativa al Giubileo degli Esuli 2016 - nella sua vita breve ha bruciato tutte le tappe, come se sapesse di avere poco tempo. Nato nel 1905 nella Pola ancora austriaca, terzo di nove fratelli, frequentò la scuola italiana. A dieci anni, durante la Prima guerra mondiale, in quanto italiano conobbe la dura condizione di profugo in Ungheria e Austria.

 Nel 1918 tornato nella Pola ormai italiana, lavorò nel cantiere navale, dove già si impegnava nell’apostolato, nel pur difficile contesto socialista dei colleghi: aveva solo 13 anni. A 15 durante uno sciopero rosso, si inerpicò sulla gru più alta e innalzò il Tricolore. Operaio anche nei Cantieri Navali di Monfalcone, portò il Vangelo nel difficile mondo del lavoro con la stessa passione apostolica messa nei due anni, in cui vestì la divisa della Marina Militare Italiana sulla nave Dante Alighieri insieme a duemila commilitoni, che egli riaccostò alla pratica della fede. Catechista entusiasta del Duomo a Pola, fu fondatore dell’Azione Cattolica in città e del gruppo degli scout cattolici. “Si tratta di dare alla nostra Italia la giovinezza di domani, forte, colta e pia”, scriveva (ancora dall'orazione di Bellaspiga). Proprio nelle sue opere di carità contrasse la tisi, di cui morì nell’ospedale di Pola.
Il funerale, in un Duomo affollatissimo,
aperto dai bambini dell’orfanotrofio, cui aveva sempre dedicato il suo magro salario, venne celebrato da don Antonio Santin, suo padre spirituale e primo promotore della causa di beatificazione, poi perorata da padre Antonio Vitale Bommarco di Cherso, arcivescovo di
Gorizia, e tuttora in corso. Francescano nel cuore, iniziatore a Pola dei laici francescani (Terziari), alla morte volle essere sepolto col saio dei Frati Minori. Soccorse i poveri nelle conferenze di San Vincenzo e insegnò con la vita gli alti ideali del Cristianesimo. Per tale condotta di vita, l’Ordine dei Frati Minori nell’isola Santuario di Barbana – dove da 44 anni riposano i resti di Egidio - postula la causa della sua beatificazione.
Con la trasferta in terra istriana – sottolinea Arzaretti nel suo comunicato - intendimento della delegazione è stato quello di sollecitare attenzione alla causa di un vero apostolo di Cristo, da proporre specialmente nel mondo giovanile. (Egidio morì nel 1929 a 23 anni). Importante
occasione per farlo conoscere oltre i nostri confini (la sua famiglia si portò, con l’esodo istriano, nel Pordenonese, al seguito di due dei tre suoi fratelli preti) sarà il prossimo Sinodo dei giovani in programma in ottobre a Roma. Anche le Associazioni degli Esuli perorano l’elevazione agli altari del conterraneo, auspicando diventi loro patrono.
Un auspicio, espresso anche nel “Giubileo degli esuli” celebrato a Barbana nell’anniversario della morte il 25 aprile dell’anno giubilare della Misericordia 2016, e che i frati di quel Santuario si augurano possa trovar realizzazione in occasione del 90° anniversario, nel 2019.

Ultimo aggiornamento ( domenica 05 agosto 2018 )
 
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