EDITORIALE DI LUGLIO DEL SINDACO TULLIO CANEVARI

L’ultimo numero de “L’Arena”?

(L'Arena di Pola luglio 2016)

Questo potrebbe essere l’ultimo numero. “L’Arena di Pola” potrebbe cessare, o quantomeno interrompere, quel legame spirituale che da decenni, da quel lontano 1945, si perde nei ricordi dei più anziani. L’inspiegabile insensibilità della burocrazia ha fatto sì che gli incentivi statali, indispensabili per la sopravvivenza del nostro giornale, siano fermi al 2011; i meccanismi infernali che regolano l’operato dello stato non hanno ancora permesso la nomina di un funzionario statale che firmi un documento che permetta l’erogazione dei fondi che la legge ci ha assegnato, dal 2012 ad oggi.
La sopravvivenza del nostro giornale è perciò legata, appesa, alla generosità dei polesani: molti l’hanno già dimostrata; molti possono, e oserei dire devono, dimostrarla, per l’affetto che ci unisce, per l’amore della nostra terra.
Tuttavia il Libero Comune di Pola in Esilio è forte; lo è come i liberi Comuni dell’Italia, dell’Istria, fieri della loro indipendenza, fedeli, quando hanno deciso di farlo, alla grande Serenissima Repubblica di Venezia.
Il Libero Comune di Pola in Esilio è vivo; lo ha dimostrato il recente Raduno a Pola, dove abbiamo visto non solo vecchi indomiti nonostante  l’avanzare inesorabile dell’età, ma anche giovani mamme nel pieno delle loro energie, e piccoli virgulti che partecipavano, disinvolti, interessati, commossi, ai momenti, gioiosi o solenni, delle nostre giornate: la seconda, la terza, forse la quarta o la quinta generazione, se noi ottantenni, ormai nonni, abbiamo lasciato la nostra città al seguito dei nostri genitori, e qualcuno dei nonni.
La nostra associazione è resa visibile dai fatti, importanti e significativi: siamo stati a Cattaro, che non è dietro l’angolo, con una mostra di disegni, con cui Leonardo Bellaspiga ha illustrato con maestria ineguagliabile quanta bellezza c’è nelle nostre terre, quanti leoni guardano dalle mura e dalle porte delle nostre città a ricordare San Marco; ci hanno visto ambasciatori e ministri e non lo dimenticheranno. Siamo stati ad Albona e ad Arsia, dove rimangono i segni di quello che di buono e di bello ha fatto l’Italia, pur sotto un regime, già autoritario ma non ancora pervaso da una nefasta e autodistruttiva sete di gloria e di potere; abbiamo conosciuto un’altra presenza della Comunità degli Italiani, che si aggiunge alle tante che già conosciamo e che sono uno dei punti di forza della nostra azione.
Saremo a Pola per ricordare il martirio di Nazario Sauro, a cento anni dalla sua morte, forse deponendo un fiore nel cortile del carcere, sul luogo del suo sacrificio, che lo accomuna a Cesare Battisti, l’altro grande martire che l’Austria, ormai immemore della sua grandezza, ha ucciso, irridendolo, nel cortile del Castello del Buon Consiglio. Saremo a Pola per ricordare le vittime della strage di Vergarola, che con ostinazione cerchiamo di onorare, lavorando per riuscire a completare il monumento con l’aggiunta dei loro nomi; potremo, forse, accedere alla spiaggia su cui si è consumato il delitto, per deporre un fiore e recitare una preghiera.
Non vi dico anacronisticamente “stringiamci a coorte….”, vi dico serriamo le fila, e questo momento passerà e ne rimarrà soltanto un ricordo, perso fra i tanti, importanti e gratificanti, che sono molti, molti di più.
Tullio Canevari
Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio

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