Appello a Benco e Mazzaroli

Caro Presidente, caro Direttore,

al rientro dall’Assemblea di Torino ho letto, come faccio sempre, il periodico dell’Unione degli Istriani, il quale riporta come prassi ormai consolidata articoli con cui getta discredito gratuito su altre associazioni. 

Se non fossi stato eletto nel Consiglio del Libero Comune di Pola, che ha un rapporto assai stretto con l’Unione, mi sarei comportato come al solito, ovvero rammaricandomi per articoli che isolano e gettano in realtà discredito su chi li scrive ed interrogandomi semmai sulle ragioni per cui una persona diffonda bugie.

La nostra Assemblea di Torino ha approvato all’unanimità una mozione con cui, tra l’altro, si auspica che “buon senso, coesione, armonia e spirito di servizio possano prevalere in tutte le associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, nessuna esclusa, al fine di raggiungere unità d’intenti e di azione.”            

Sono parole in cui credo sinceramente. Non c’è nessuno che possa affermare, infatti, di avermi mai sentito esprimere giudizi meno che corretti nei confronti di tutte le Associazioni e dei loro dirigenti. Tutti, nessuno escluso. E la speranza che questa armonia possa affermarsi in tutte le Associazioni mi ha indotto a partecipare all’Assemblea di Torino, sollecitato da tanti amici che ritenevano –forse ingiustamente- che vi fosse nel Libero Comune di Pola un deficit di armonia e democrazia.             

A questi amici ho sempre ribadito che gli unici luoghi deputati per rivolgere critiche e formulare proposte al Libero Comune di Pola fossero solo ed esclusivamente i suoi organi statutari: Assemblea, Direttivo/Consiglio, Esecutivo/Giunta e Sindaco/Presidente. In quei luoghi e non altri si poteva e doveva parlare di ogni problema afferente il Libero Comune.            

Vi sarò grato se lo spirito della mozione troverà osservanza innanzitutto sulle pagine della nostra Arena, evitando di entrare nel merito di quanto accade nelle altre Associazioni di esuli, come del resto queste non entrano nel merito delle questione interne alla nostra Associazione o ad altre, salvo comunicare iniziative di diffuso interesse.            

Alla luce dei rapporti che esistono tra Libero Comune di Pola ed Unione degli Istriani Vi prego di voler intervenire, per quanto nelle Vostre possibilità, anche su questa importante Associazione affinché possa, evitando di spendersi in guerre solitarie contro tutte le altre Associazioni di esuli, sotterrare le armi ed avviare un’epoca di collaborazione con tutti gli esuli. Un primo passo potrebbe essere proprio la cessazione delle ostilità a mezzo stampa, con quegli articoli che hanno ottenuto il risultato di gettare in cattiva luce chi li scrive.                   

Tra pochi mesi i circa diecimila iscritti all’ANVGD celebreranno il proprio Congresso  nazionale, attraverso 40 congressi provinciali che eleggeranno oltre 400 dirigenti locali ed un centinaio di delegati al congresso nazionale, i quali a loro volta eleggeranno il nuovo Consiglio nazionale ed il nuovo Esecutivo nazionale che, è bene ricordarlo, è stato quasi completamente rinnovato dopo l’ultimo Congresso. In questi luoghi non solo si potranno, ma si dovranno far emergere problemi e proposte da condividere con gli altri delegati. Si denuncerà ciò che è ritenuto scorretto o non conforme a Statuto o anche solo alle buone regole di convivenza. Si proporranno azioni volte al riconoscimento dei diritti degli esuli. Se una proposta, qualunque essa sia, otterrà la maggioranza assoluta dei voti essa sarà vincolante per gli organi eletti, come democrazia impone.            

L’Unione degli Istriani scrive che l’ANVGD è guidata da un “gruppuscolo di persone, da anni inamovibili dalle poltrone di comando”, mentre è noto che i due terzi dei dirigenti nazionali sia stato cambiato tre anni fa, con una media di età di poco superiore ai 50 anni.            

La Presidenza nazionale è costituita dal Presidente Lucio Toth, uomo di grande e raffinata cultura, magistrato in quiescenza, che abbiamo fortemente voluto confermare alla presidenza, nonostante egli avesse ritenuto esaurita la sua esperienza. Codarin e Brazzoduro sono parimenti rappresentativi di tutta la nostra Associazione ed a maggior ragione dopo i reiterati attacchi che essi hanno ingiustamente subito.            

Si afferma nello stesso articolo, inoltre, che in sede sono pervenuti “oltre un centinaio di richieste di intervento da altrettanti associati dell'ANVGD residenti in Italia ed all'estero”. Sappiamo bene che così non è perché saranno forse una decina quelle pervenute alla sede dell’ANVGD.            

Lo so io, lo sa certamente chi ha scritto l’articolo in questione, forse non lo sapete voi, ma negli ultimi dodici mesi, su 31 Consiglieri nazionali eletti dell’ANVGD si è dimesso un solo Consigliere ed un Presidente di Comitato provinciale su 40 attivi.      

Considerate le “diversità” legittimamente presenti in ogni forma associativa (che personalmente continuo a ritenere costituire una ricchezza e non certo un ostacolo), non escluso il nostro Libero Comune e l’Unione degli Istriani, ritengo che trattasi di un dissenso assolutamente fisiologico, circoscritto ad una esigua minoranza, che potrà certamente tradursi in maggioranza nell’imminente congresso nazionale. E se ciò dovesse accadere sarà essa a determinare le sorti dell’ANVGD.            

E che dire della frase “la sede centrale dell'ANVGD nelle persone dei noti triumviri, con metodi da "pizzinari" che sembrano ricordare le più efferate associazioni a delinquere di stampo camorrista, ha tempestivamente scippato i danari alle strutture periferiche rubando ai poveri per dare ai ricchi.” Non è in discussione l’evidente falsità delle asserzioni, ma la volgarità e la bassezza.            

“Difesa Adriatica” e le diverse altre pubblicazioni non ospitano articoli con cui si insultano e denigrano i dirigenti del Libro Comune di Pola e dell’Unione degli istriani e così rimarrà, per evitare alla maggioranza degli esuli abbonati il dispiacere di assistere a queste sceneggiate, che gli iscritti non condividono, non capiscono e giustamente considerano sgradevoli bizze personali tra alcuni dirigenti.            

Non è gradevole che il deterioramento dei rapporti personali tra alcuni dirigenti diventi ragione di impedimento di costruttive ed armoniose relazioni tra le diverse associazioni di esuli, stante la comune (almeno mi auguro) consapevolezza che gli interessi da tutelare siano i medesimi.            

Certamente le strategie e le tattiche da adottare possono essere diverse a seconda della diversa sensibilità, del diverso vissuto, come è fisiologico che accada in qualsiasi comunità. Ma un diverso modus operandi non può generare infantili risse che nuocciono al mondo degli esuli e dalle quali non trae beneficio nemmeno chi le alimenta.


Vi sono tanti, tantissimi amici in tutte le nostre Associazioni che dialogano e collaborano tra loro malgrado ciò. Vi sono amicizie consolidate da comuni percorsi. Pur non avendo vissuto l’esodo non ricordo nemmeno da quanti anni ci conosciamo con tanti dirigenti anche del Libero Comune di Pola (da Tarticchio a Gissi, da Vivoda a Uljanic, solo per citarne alcuni). Il desiderio mio e degli esuli con cui ho avuto il piacere di rapportarmi è quello di vivere in un clima di serenità, di reciproca stima e collaborazione.  Il mio sogno è addirittura quello di un grande raduno internazionale, promosso contestualmente da tutte le Associazioni, in cui poter parlare liberamente per due o tre giorni, senza il condizionamento di elezioni di organi rappresentativi, e che possa gettare le basi per una futura aggregazione di tutte le Associazioni e di tutti i giornali. Senza forzature e senza fretta.            

Voglio essere certo, pertanto, che anche la nostra Arena concorrerà in futuro ad arginare le azioni volte a distruggere ed a premiare quelle volte a costruire nuovi rapporti, fondati sul rispetto reciproco, sull’amicizia, sulla collaborazione, sulla certezza della buona fede altrui.            

Se tutte le Associazioni, nessuna esclusa, non saranno capaci di fare ciò perderanno quella capacità di rappresentanza che ancora posseggono. Sono certo anche che farete quanto nelle Vostre possibilità affinché anche altre Associazioni e giornali facciano altrettanto. Personalmente è quello che continuerò a fare.            

Formulando nuovamente al Sindaco ed alla Sua Giunta un meritato augurio di buon lavoro confermo la mia più ampia disponibilità ad ogni forma di collaborazione, nell’interesse esclusivo dell’Associazione e di tutti gli esuli.            

Con stima ed amicizia,

Rodolfo Ziberna
Consigliere del Libero Comune di Pola in Esilio

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