Lettera a Ziberna

Caro Ziberna,

i nostri rapporti, sia a livello personale che come rappresentanti delle nostre rispettive Associazioni, erano stati sin qui cordiali e collaborativi; per questo e perché non pregiudizialmente ostile anche a chi la pensa in qualche modo diversamente da me, da Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio (LCPE), avevo accettato di buon grado - non però senza qualche perplessità per la tua inaspettata ed improvvisa adesione alla nostra Associazione nell’imminenza delle elezioni per il rinnovo del suo direttivo - la tua candidatura a Consigliere e poi accolto come amico in seno alla nostra Assemblea generale. A pochi giorni dalla tua elezione la lettera da te indirizzatami mi fa non poco ricredere sulla tua persona e modo di fare.

Ti sei presentato a noi tutti con atteggiamento “buonista” e quando hai chiesto ed ottenuto la parola in sede di dibattito successivo alla mia relazione (a tutti, per iscritto, distribuita in anticipo), ti sei guardato bene dall’esprimerti nei termini contenuti nella lettera. Dubito, se l’avessi fatto, che saresti stato eletto. Gli esiti delle elezioni, infatti, per le preferenze accordate a Benco, a me ed a quant’altri la pensano come noi, dimostrano chiaramente che la base degli elettori condivide la linea d’azione del LCPE, in modo trasparente sempre delineata dalle pagine dell’Arena. Di più, l’elevato numero di voti (il più elevato) andato a Tarticchio evidenzia non solo l’apprezzamento per il suo ben noto impegno ma anche, nella particolare contingenza, la solidarietà dei soci nei suoi confronti in esito alle problematiche interne alla Anvgd ed ai suoi Comitati provinciali.

Con la tua lettera, dunque, non so quanto consapevolmente - ne intuisco, però, forse le finalità - hai “gettato la maschera”; te ne sono grato, perché reputo sempre positivo il sapere quanto prima con chi si ha a che fare. Nel tuo scritto ventili un deficit di armonia e democrazia nel LCPE. Il modo con cui sei stato accolto e quanto occorso nel nostro raduno di Torino dimostrano l’esatto contrario. In particolare, lo dimostra l’approvazione unanime della mozione cui fai riferimento e da cui estrapoli solo ciò che ti fa gioco, ovvero la sola frase da te scritta e che io, autore della mozione, ho accettata come modifica al mio scritto originale.

Un’estrapolazione fatta ad arte la tua, perché non accenni minimamente al rimanente testo che conferma la continuità della nostra vicinanza e solidarietà all’Unione degli Istriani, come peraltro confermato dal Sindaco entrante Argeo Benco, in apertura del primo Consiglio Comunale del nuovo corso, nel suo comunicato stampa e nel saluto ai lettori su l’Arena di maggio. Reputo il tuo modo di fare - ovvero la resa di pubblico dominio, persino con la messa in rete da parte del CDM, della lettera che correttezza avrebbe voluta rivolta personalmente a Benco, a me ed eventualmente ai tuoi colleghi Consiglieri - un fatto estremamente scorretto e, per di più, compiuto in consapevole mala fede.

Infatti, avevi accompagnato la tua modifica alla mia mozione delineando verbalmente un modus operandi - iniziale dibattito interno per un eventuale riavvicinamento a ciò che resta della Federazione; successiva convocazione di un tavolo riservato tra “amici animati da buona volontà” per verificarne la fattibilità e prepararlo; solo da ultimo, ufficializzazione verso l’esterno di quella che si sperava poter non rimanere solo una pia intenzione - che tutti avevamo accolto favorevolmente. Inutile dire che ti sei comportato in modo diametralmente opposto, peraltro, senza minimamente fare quel “passo indietro” da te auspicato da parte di tutti; anzi, con le tue insinuazioni, critiche e specifiche accuse hai fatto un maldestro passo avanti, compromettendo il tutto ancor prima di provare a dargli corso.

Ritengo, inoltre, assai grave che il tuo primo atto da Consigliere del LCPE sia stato quello di schierarti, senza averlo prima nemmeno ventilato in seno al Consiglio Comunale magari con una mozione di minoranza, contro la linea dell’Associazione; ti sei dimenticato di aver sottoscritto (ed è agli atti) la mozione che la confermava e ribadiva? Grave, altresì, che con le tue parole tu abbia di fatto preso posizione contro Tarticchio che pure, in altra parte della tua lettera, affermi di stimare ed apprezzare. In tutta sincerità e schiettezza, noi del LCPE non sentivamo affatto la necessità di avere in seno una “quinta colonna”; qualche “colonnina” l’avevamo di già, comunque, decisamente più corretta di te e sempre democraticamente gestita, dal momento che tutte le nostre decisioni sono state prese a maggioranza, registrando agli atti eventuali contrarietà od astensioni.

Purtroppo, anche la democrazia è, nelle nostre associazioni, percepita ed esercitata in maniera difforme; la nostra come hai potuto constatare, indubbiamente molto elementare e quasi “familiare”, e di tipo occidentale e liberale; quella della tua altra associazione di militanza, indubbiamente più complessa e burocratizzata, ricorda molto da vicino, per come viene esercitata al suo interno, le democrazie popolari. Nella tua lettera ti spendi in un’accorata, non richiesta - anche se comprensibile - e, soprattutto, non condivisa dalla maggioranza dei nostri soci difesa della sacra “trimurti” che guida l’Anvgd nazionale/Federazione. Nel farlo smentisci, oltre a tutto, te stesso. Affermi di non aver mai parlato male di nessuno, ma dai pesantemente del bugiardo al Presidente dell’Unione degli Istriani, Lacota.

Personalmente non ti do del bugiardo, ma del negazionista sì dal momento che neghi l’evidenza di fatti che sono inequivocabilmente sotto gli occhi di tutti gli esuli che sono sufficientemente attenti a quanto succede nel nostro mondo anche se - e qui concordo con te e con tantissimi altri che la pensano allo stesso modo - non sempre sono in grado di capirne le ragioni. Certe cose per capirle bisogna viverle molto da vicino! Permettimi, a questo punto, una considerazione. Tutta questa deprecabile vicenda rafforza la mia convinzione, espressa sull’Arena in tempi non sospetti (ovvero prima che pervenissero la tua e le altrui candidature), che tutti noi dovremmo innanzi tutto fare una consapevole e coerente scelta da che parte stare. Inoltre - e questo l’ho chiaramente detto nel corso della nostra ultima Assemblea, prima del voto - reputo sconveniente, soprattutto a livello dirigenziale, il pretendere di stare con “i piedi in più staffe” quando i cavalli che si vogliono montare vanno in direzioni diverse, anche se il traguardo finale è, almeno apparentemente, unico.

È un fatto che può essere assolutamente traumatico per il cavaliere (che, però, se l’è cercato) e che sconcerta e rende le cose incomprensibili a quanti di quella corsa vogliono essere partecipi oltre che spettatori. Insomma, assolutamente da evitare! Avviandomi a conclusione, posso dirti che da “civile” ho sempre considerato “con riserva” e con crescente diffidenza: politici, politicanti e furbetti vari. Con i tuoi precedenti politici, le tue tante militanze e, da ultimo, con la presente uscita, ti collochi in tutte le predette categorie. Da “militare”, invece, i nemici mi è sempre piaciuto averli di fronte e combatterli, per quanto possibile, con reciproco rispetto.

Aborrisco averli di fianco o alle spalle. Per quanto precede, come ex Sindaco e come Consigliere, ti invito, per il bene di tutti, come liberamente sei entrato nel LCPE, altrettanto liberamente, ad uscirne; come Direttore dell’Arena, che mai ha indugiato nell’offendere chicchessia bensì ha denunciato e commentato fatti inequivocabili, che la linea del giornale, a meno che non si manifestino quei cambiamenti che anch’io sinceramente auspico e per i quali il mio “passo indietro” l’ho fatto, non cambierà.

Tutto questo, naturalmente, è il mio personale punto di vista; l’ultima parola al riguardo spetta al nuovo Sindaco ed al Consiglio Comunale. Quanto successo mi spiace sinceramente, non tanto per quanto direttamente ci riguarda, bensì per i nostri soci e, più in generale, per gli esuli che ora avranno qualche difficoltà in più a capire. O, forse, no!

Distinti saluti

Gen. Silvio dr. Mazzaroli
Consigliere del Libero Comune di Pola in Esilio e Direttore dell’Arena di Pola

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