Profonda delusione dopo la seconda riunione del tavolo Governo-Esuli: promesse mancate

Si è riunito per la seconda volta a palazzo Chigi l’11 giugno scorso, sotto la presidenza del Sottosegretario Gianni Letta, il Tavolo Istituzionale Governo - Esuli Istriani Fiumani e Dalmati, per fare il punto sul lavoro svolto dai vari gruppi tecnici, a distanza di 4 mesi dalla prima inaugurale riunione del 5 febbraio. Per il Governo erano presenti i Sottosegretari agli Affari Esteri sen. Alfredo Mantica, il Sottosegretario agli Interni Nitto Francesco Palma, il Sottosegretario all’Economia e alle Finanze Alberto Giorgetti, il Sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche sociali Pasquale Viespoli, il Sottosegretario alla Famiglia, Droga e Servizio Civile Carlo Amedeo Giovanardi e il Sottosegretario all’Ambiente e al Mare Roberto Menia. Per l’Unione degli Istriani erano presenti il presidente Massimiliano Lacota, il cap. Silvio Stefani, il vicepresidente Enrico Neami e Enrico Brandmayr.

Per il Libero Comune di Pola in Esilio il Sindaco Argeo Benco e il consigliere Silvio Mazzaroli. La Federazione delle Associazioni degli Esuli era invece rappresentata dal presidente Renzo Codarin e dai vari rappresentanti delle associazioni federate, tra i quali Lucio Toth, Guido Brazzoduro, Renzo de’ Vidovich, Lorenzo Rovis e l’avv. Vipsania Andreicich. Gli argomenti trattati sono riportati di seguito.

Restituzione dei beni espropriati, conservazione dei cimiteri italiani, applicazione Legge 193/04.

In avvio il Sottosegretario Alfredo Mantica ha relazionato sul lavoro svolto dal tavolo tecnico Farnesina - Associazioni degli Esuli ed illustrato la situazione dei rapporti con Slovenia e Croazia in merito alle restituzioni. Ha ribadito l’impegno della Farnesina per trovare una soluzione definitiva al problema, in primis per quanto concerne i casi non coperti dai trattati internazionali, ovvero i beni nazionalizzati e confiscati nel periodo bellico, quelli confiscati ai cittadini con opzione reietta e quelli confiscati in violazione delle leggi jugoslave. Mantica ha poi evidenziato la questione dei beni per i quali era stata concessa la libera disponibilità (500 casi per i Territori ceduti e 179 per la Zona B), che andrebbe definita senza particolare difficoltà. Nel corso della prossima riunione del negoziato tecnico con il Governo croato, che avrà luogo a Roma il prossimo 1° luglio, la Farnesina – è stato assicurato – chiederà alla controparte di porre il blocco alla vendita degli immobili oggetto di richiesta di restituzione da parte dei proprietari italiani e di dar corso all’individuazione di tutti i singoli casi di espropri non compresi nei trattati internazionali (si tratta di oltre 5.000 proprietà, la maggior parte delle quali in territorio croato), slegando l’intera questione dall’esito dell’attesa sentenza sulla denazionalizzazione della Corte Suprema Croata. Mantica ha dichiarato che il Ministero degli Esteri intende chiedere sia in questa circostanza, come pure in sede di riunione della commissione mista con la Slovenia, in programma a Lubiana per il 9 settembre prossimo, una rinegoziazione della questione, sulla base delle risultanze dei lavori svolti dalla cosiddetta “Commissione Leanza”, ferma dal 2004. Per quanto riguarda la situazione delle restituzioni nella Zona B, Mantica ha ancora sottolineato che la questione sarà affrontata prioritariamente nel corso dei prossimi incontri con i Governi croato e sloveno, dai quali però bisogna aspettare qualche segnale di “apertura” per poter costruttivamente trovare una minima soluzione. Il Sottosegretario ha poi accennato alla questione della conservazione dei cimiteri italiani in Istria, Fiume e Dalmazia, sottolineando come il problema può essere affrontato solo con un aumento dei fondi già destinati allo scopo ed incentivando la minoranza italiana in loco – come più volte chiesto dall’Unione degli Istriani – a riservare maggiori risorse alla sistemazione dei monumenti ed al pagamento degli affitti per evitarne la rimozione. Infine è stata trattata la questione del rifinanziamento della legge ex 193/04 che prevede il sostegno alle attività culturali delle associazioni. Sull’argomento Mantica ha confermato l’impegno del Ministero agli Affari Esteri, che eroga i contributi, al reperimento dei fondi, che includono anche quelli per l’Unione Italiana in Istria, Fiume e Dalmazia. A questo proposito la Federazione ha segnalato i ritardi con i quali vengono erogati i fondi assegnati per gli anni trascorsi (2007 e 2008) e le difficoltà che ne conseguono per le nostre associazioni. Dopo l’esposizione di Mantica è stato il momento delle repliche da parte degli esponenti delle associazioni. Il presidente Lacota, pur ringraziando per i buoni propositi, ha sostenuto che il Governo italiano non ha, come deducibile da quanto predetto, alcuna seria intenzione di avviare a soluzione il problema poiché condiziona l’avvio di qualsiasi trattativa ad un preventivo gesto di “buona volontà” da parte di Slovenia e Croazia che è ben lungi dall’intravvedersi. In sostanza, si tratta di uno sterile impegno parolaio per una “forte determinazione politica” (!?) che contrasta con l’azione ben più concreta posta, ad esempio, in atto dal Ministro Frattini che, minacciando il veto all’ingresso della Croazia nell’Ue, in meno di venti giorni ha indotto Zagabria a cambiare idea in merito alla sua unilaterale proclamazione relativa alla “Zona ittica esclusiva di pesca”. Quello che evidentemente manca è la seria determinazione a far valere i diritti degli esuli.

Indennizzi ai sensi della Legge 137/2001

L’argomento degli indennizzi è stato approfondito dal Sottosegretario Alberto Giorgetti, che ha relazionato sul lavoro svolto a tutto maggio dai funzionari del Tesoro con la liquidazione, ai sensi della Legge 137/2001, di quasi tutte le richieste. Secondo il Ministero, infatti, le pratiche da liquidare sarebbero ancora 1.500 circa ed entro l’anno dovrebbero esaurirsi. Nulla di nulla invece sulla questione principale che l’Unione degli Istriani aveva posto come punto fondamentale assieme alle restituzioni, e cioè una legge per il risarcimento definitivo. Nonostante la presentazione di un nuovo disegno di legge approntato dall’Unione degli Istriani con i propri tecnici e consulenti ed accettato dalla Federazione, e nonostante la discussione dei suoi contenuti in diverse riunioni fra Ministeri nelle ultime tre settimane con esiti che sembravano positivi, il Sottosegretario Giorgetti ha ribadito che il problema non può essere definito in tempi ristretti, poiché la questione del reperimento delle risorse finanziarie non è stata adeguatamente affrontata. Sull’argomento è anche intervenuto il Sottosegretario Giovanardi ribadendo che vi è la necessità di costituire un tavolo tecnico specifico tra Governo ed Associazioni degli Esuli per stabilire i parametri utili alla definizione delle risorse da destinare effettivamente per la risoluzione dell’annoso problema. In conclusione del suo intervento ha altresì accennato alla necessità di procedere, al fine predetto, anche alla rivalutazione degli anticipi sin qui corrisposti; un’ipotesi che le associazioni hanno sempre respinto. Nella replica, Lacota ha manifestato al Governo insoddisfazione ed indignazione, protestando per l’ennesima presa in giro, nonostante che diverse assicurazioni informali da parte governativa avessero dato nei giorni precedenti per molto probabile l’avvio di una discussione definitiva e positiva in merito alla questione. Alla protesta dell’Unione degli Istriani si è accodata quella della Federazione ed alla fine è stato chiesto l’intervento diretto di Berlusconi che, come per i profughi della Libia ha saputo chiudere i conti, così deve farlo per coloro che con maggior diritto reclamano giustizia.

Alloggi assegnati ai profughi

Sul tema degli alloggi popolari da assegnare ai profughi è interv e n u t o i l r a p p r e s e n t a n t e dell’Agenzia del Demanio, che ha confermato come in tutte le Regioni le problematiche siano in via di risoluzione nel rispetto della legge 449/97 e della 137/52. Il Demanio ha riferito di aver fornito precise disposizioni ai Comuni interessati per far applicare la normativa.

Problematiche in materia di anagrafe, acquisizione della cittadinanza italiana

Il Sottosegretario Nitto Francesco Palma nell’affrontare i due argomenti di propria competenza ha sottolineato come ci sia stata una buona collaborazione con le Associazioni degli Esuli, in particolare sul problema della mancata o non corretta applicazione della legge 54/89 concernente l’indicazione del solo comune italiano di nascita. Palma ha riferito delle problematiche che esistono ancora nell’aggiornamento dei software di varie amministrazioni e del coordinamento dei dati fra diversi soggetti pubblici e di come alcune situazioni critiche, poche decine di casi, siano difficili da risolvere. Comunque, nel caso di segnalazioni da parte dei singoli cittadini interessati dalla Legge in questione oppure delle associazioni, il Ministero provvede immediatamente ad individuare le irregolarità applicative, fornendo in tempi relativamente rapidi l’aggiornamento corretto dei vari documenti non regolari. Per quanto concerne il riacquisto della cittadinanza italiana ai cittadini croati residenti in Dalmazia, figli e nipoti di cittadini che non avevano optato dopo il Trattato di Rapallo del 1920, richiesta sostenuta dalla Federazione degli Esuli ma che vede la netta contrarietà dell’Unione degli Istriani poiché trattasi di richieste che esulano completamente dalle necessità degli Esuli, Palma ha confermato la possibilità della promulgazione di una legge a determinate condizioni, ovvero che i richiedenti siano stati da sempre stabilmente residenti nei territori di origine, che abbiano la conoscenza della lingua italiana e che non superino il 2° grado di parentela. Comunque – ha assicurato Palma – gli eventuali beneficiari della cittadinanza italiana non potrebbero superare le 80/120 unità. Alle precisazioni del Sottosegretario ha replicato la Federazione, considerando ingiusta la condizione di aver sempre dimorato nei territori di origine.

Problemi in materia previdenziale

Sull’argomento è intervenuto il Sottosegretario Viespoli, il quale ha relazionato su due principali problematiche: il riconoscimento dei contributi previdenziali degli anni di carcere e lavoro coatto subiti da cittadini italiani cui venne negata l’opzione e la modifica della Legge 140/85 sulla perequazione automatica della maggiorazione delle pensioni alle categorie speciali (combattenti, orfani di guerra, profughi, etc.). Sul primo punto la notizia positiva è stata che sostanzialmente c’è la possibilità di varare una legge specifica (vi sono da anni numerose bozze, tra cui quelle dell’On. Roberto Menia e dell’On. Ettore Rosato), poiché l’Inps, avendolo quantificato, considera affrontabile il conseguente impegno fin a n z i a r i o p a r i a d Eu r o 3.744.000,00 (stima a tutto il 2009). Sul secondo punto la questione è completamente diversa; il Sottosegretario, infatti, ha confermato la non fattibilità dell’abrogazione della norma di interpretazione autentica che, nel corso della Legge Finanziaria dell’ultimo anno di Governo Prodi, aveva bloccato le erogazioni perequate agli aventi diritto della maggiorazione prevista dalla Legge 140/85 (ex Lire 15.000/ mese). Ciò, non perché non sussista il diritto degli interessati a detto beneficio, bensì perché il costo del provvedimento ammonterebbe ad Euro 198.900.000,00, assolutamente insostenibile da parte del Governo. La truffa a danno degli Esuli, quindi, è destinata a continuare.

Adeguamenti programmi scolastici

L’ultimo argomento all’ordine del giorno è stato l’esame della richiesta, da tempo avanzata dagli esuli, per l’inserimento nei programmi di insegnamento delle scuole di ogni ordine e grado della tematica relativa all’esodo dalle loro terre. I rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca hanno confermato l’interesse all’argomento proponendo la creazione di un Tavolo tecnico ad hoc per valutare congiuntamente le richieste da parte delle Associazioni e trovare le soluzioni più opportune. È stato comunque rappresentato che un cambio dei programmi scolastici nella direzione auspicata dagli Esuli è nel breve termine di difficile attuazione.

Ancora una volta un nulla di fatto

Che dire se non che ancora una volta si è di fronte ad un nulla di fatto? In passato, spesso, le Associazioni degli esuli non sono state concordi nelle critiche rivolte al Governo. Questa volta, invece, a pochi giorni di distanza dall’incontro è sembrata esserci una sostanziale concordanza d’indignazione. È sembrata, appunto, perché se il 15 giugno la Segreteria dell’ANVGD nazionale criticava pesantemente il Governo con un comunicato stampa (APCOM - Nuova Europa) dal perentorio titolo “Basta prenderci in giro” – questo il passaggio finale: «In questi anni tutti i politici, di ogni orientamento, si sono riempiti la bocca di false promesse: ancora 18 mesi e i pagamenti saranno completati; in un anno sarà tutto finito; pochi mesi e la legge verrà completamente attuata; entro il 2009 saranno terminati i pagamenti. Sarebbe il caso che i nostri politici si tenessero per loro questi proclami, perché il popolo dell’Esodo dopo 60 anni di attesa non ne può più di sentirli» – già il giorno19 (ed è paradossale!) con una conferenza stampa, poi riportata sulle pagine del Piccolo, il Presidente della Federazione Codarin, appoggiato da quello delle Comunità Istriane Rovis e dal rappresentante del Libero Comune di Zara de’ Vidovich, forse spaventati da tanto ardire, si premuravano di correggere il tiro esprimendo apprezzamento per il fattivo impegno e le «false promesse » dello stesso. Tutto già visto e già sentito. Sta di fatto che si è persa un’altra buona occasione per esprimersi con voce unitaria, cosa che avrebbe potuto, forse, sortire qualche positivo effetto, oltre che – e sarebbe già stato un buon risultato – attenuare la confusione che attanaglia la base degli esuli, che hanno tutte le ragioni “per non capire”.

(red)

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