CONTINUITÀ CON IL PASSATO GUARDANDO AL FUTURO

Questo è il mio primo articolo su un giornale a “grande diffusione”, così mi piace pensare sia il giornale che si indirizza ai cittadini di Pola in esilio e da essi sostenuto e finanziato. Nella mia lunga carriera professionale ho scritto e pubblicato un numero elevato di relazioni scientifiche, conferenze, dispense universitarie, ma sempre su argomenti strettamente scientifici o di divulgazione scientifica.

Gli unici tentativi su argomenti non scientifici risalgono a molti anni fa, scritti per un “giornaletto” preparato per le nostre cene natalizie e pomposamente chiamato “Quatro Ciacole”, poca roba e di poco peso. Mi accingo, quindi, a scrivere quanto segue seguendo i criteri che fin qui ho sempre adottato: preparare una scaletta, scegliere i testi di riferimento e le referenze. La “scaletta” la scoprirete alla fine di questo elaborato.

“I testi di riferimento”: - Il testo fondamentale, che giustifica lo stare insieme in un’unica Associazione e guida il nostro comportamento è lo Statuto, che all’articolo 2 elenca le “Finalità” dell’Associazione e nell’art. 3 ricorda quali sono le “Attività” per il raggiungimento dei suoi fini sociali. Pochi ricordano i testi di questi articoli, pensati e scritti dai nostri padri, uno per tutti: Bruno Artusi, ma non ritengo sia qui la sede per ricordare e commentare i singoli commi, che, già pubblicati in passato, potranno magari esserlo di nuovo, opportunamente riquadrati. Mi piace ricordarVi solo il comma in cui si afferma che il Libero Comune di Pola in Esilio si prefigge “… di mantenere e rafforzare il clima ideale, etico e spirituale della Città, per rinsaldare i vincoli di affetto, di concordia civica, di unità d’intenti e di fraterna solidarietà che li legano”. Alcuni fatti di questi giorni ci invitano a riflettere sull’interpretazione di questi principi. - Il 23 febbraio 2004 veniva approvato dal Consiglio allora in carica un “Documento Programmatico” da proporre e sostenere nell’ambito dell’allora Federazione degli Esuli.

Molte delle proposte contenute in quel documento sono ancora attuali, quelle che riguardano la Restituzione dei beni e quelle che riguardano l’Equo e Definivo Indennizzo che lo Stato deve agli esuli, in particolare. Già allora si auspicava l’istituzione di un “tavolo di concertazione”, poi istituito, per fissare l’ammontare e le modalità degli indennizzi e individuare il modo per ottenere qualche risultato positivo sulle restituzioni. Nonostante siano state elaborate e presentate molte interessanti proposte su entrambi gli argomenti, ancora dall’ultimo incontro con le Autorità Governative (Roma 11 giugno scorso) siamo usciti con un nulla di fatto.

I contenuti del documento del 2004 andranno rivisitati ed aggiornati, ma l’impianto del documento conserva la sua validità, andrà rivisto, aggiornato e completato alla luce delle esperienze maturate in questi ultimi anni, nel segno di una continuità dei programmi iniziati e di collaborazione con l’Unione degli Istriani e sulla falsariga di quelli portati a termine sul piano culturale. Per quanto mi riguarda, intendo impostare il mio mandato tenendo ben presenti, in ogni momento, le linee programmatiche di entrambi questi due documenti. Ma che cosa sarà possibile fare nei prossimi anni, al di là delle legittime speranze ed aspirazioni, mie e degli amici polesani? Mi ha telefonato, qualche giorno fa, un esule da Pola ottantatreenne residente in provincia di Varese, abbonato all’Arena; aveva trovato il mio numero telefonico sul solito elenco e mi chiedeva se in provincia di Varese c’erano altri polesani e dove poteva eventualmente incontrarli.

Ecco, questo dovrà essere uno dei nostri obbiettivi: trovare il modo per ritrovarsi, per ciacolar nel nostro dialetto, per scambiarci ricordi, per far partecipi tutti i nostri concittadini della gioia di stare insieme, anche per qualche ora, per sentirsi parte di una stessa Comunità. L’Arena di Pola ci unisce, forse potrebbe fare anche il miracolo di farci incontrare. Il giornale è diffuso su tutto il territorio nazionale e l’incaricato all’anagrafe della nostra Associazione, Salvatore Palermo, mi diceva un giorno di essere in grado di fornire gli elenchi degli abbonati divisi per provincia o regione. Non dovrebbe essere impossibile trovare per ciascun raggruppamento un referente di buona volontà in grado di amalgamare piccoli o grandi gruppi di Soci che vivono più vicini e farli incontrare tra loro, con i membri del Consiglio e con altri che ambiscono essere più partecipi della nostra vita associativa.

Se saremo sufficientemente bravi e motivati potremmo, forse, attirare ed interessare anche qualche giovane discendente, magari non tediandolo troppo con i nostri problemi, ma portandolo ad amare la nostra Terra, illustrandone storia, cultura e tradizioni, proiettando filmati e documentari che ne esaltino la bellezza del mare e della campagna, le ricchezze artistiche, ecc.. In questo Consiglio abbiamo la fortuna di avere una buona rappresentanza di persone della seconda e della terza generazione di esuli; dobbiamo approfittarne e fare il possibile per motivarli a conservare e tramandare la nostra storia e continuare ad occuparsi delle nostre vicende. L’istituzione della “Giornata del Ricordo” ci ha dato la possibilità di parlare diffusamente di noi nelle scuole e nei quartieri; purtroppo, quasi tutte le manifestazioni sono organizzate in tempi molto ristretti, le iniziative si accumulano intorno alla data del 10 febbraio.

Dovremmo sforzarci di proporre ai vertici dell’Istruzione Pubblica una diversa presentazione della storia del confine orientale, coinvolgendo il corpo docente anche prima e dopo il “Giorno del Ricordo”. Questo importante obiettivo non può essere perseguito da una sola Associazione, ma deve essere programma e patrimonio di tutte le Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, nessuna esclusa. Con un po’ di buona volontà si potrà lavorare in armonia e unità d’intenti, senza prevaricazioni e diritti precostituiti. Siamo figli di una stessa terra, dovremmo perseguire e trovare un terreno comune d’intesa su questo e su altri temi di interesse per le nostre Comunità.

di Argeo Benco

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