Diamo un futuro alla nostra associazione

Carissimi lettori,

su questo numero del giornale ho voluto lasciare, come è giusto che sia, ampio spazio al nostro Sindaco per un intervento di consuntivo e di prospettiva che condivido pienamente. Tuttavia, dopo un altro anno d’impegno a Voi dedicato (il nono), mi sento, in veste di Direttore responsabile, di esternarVi anche il mio pensiero su due punti che ritengo di particolare importanza per il nostro futuro associativo.

 

Lo faccio, prendendo spunto da due comunicazioni pervenute alla Redazione. La prima, a firma dell’amico Ruggero Botterini e con preghiera di pubblicazione, recita: «Per aiutare “L’Arena”, nel rinnovo dell’abbonamento per il 2011, cerchiamo di autotassarci – nel limite delle possibilità di ognuno – aumentando la quota richiesta». Il suo è un invito non privo di fondamento. Il nostro giornale, vuoi per la consistenza ed i ritardi dei finanziamenti a suo sostegno da parte dello Stato, vuoi per gli aumentati costi di realizzo e di spedizione e, soprattutto, per il decremento dei suoi lettori, dovuto principalmente all’avanzare dell’età ed alla scomparsa di nostri soci, manifestatosi in maniera particolarmente evidente in quest’ultimo anno (e lo sarà ancora di più in futuro), potrebbe venire a trovarsi prossimamente in condizione critica.

Non mi piace lo “stendere la mano” ed ancor meno il mettervi d’arbitrio la “mano in tasca” aumentando la quota d’abbonamento che, già così, so essere per qualcuno non priva di significato. Considerato, però, che l’esistenza dell’“Arena” è fondamentale per la sopravvivenza stessa della nostra Associazione, di cui costituisce il principale collante, Vi rivolgo un invito alternativo in grado di ovviare ai predetti inconvenienti: non lasciate cadere gli esistenti abbonamenti, intestateli a Vostri discendenti; sottoscrivetene di nuovi per i Vostri nipoti e pronipoti per tramandare la nostra storia; regalate un abbonamento annuale ad un amico che sapete in qualche modo interessato alle nostre vicende (forse poi vi provvederà in proprio) per contribuire a diffonderne la conoscenza. Anche se solo un terzo di Voi raccogliesse l’invito, le perdite sin qui registrate – e mi riferisco all’intero periodo di mia direzione – risulterebbero compensate e la “tiratura” del nostro giornale aumentata a beneficio della nostra causa.

La seconda, a firma di un altro amico che spesso sento particolarmente vicino, Danilo Colombo, è un biglietto augurale che così suona: «Al direttore ed alla redazione de “L’Arena di Pola” l’augurio di continuare ad essere il simbolo della nostra storia in uno spirito di superamento di ogni odio, ma senza tentennamenti sulla verità della storia». È un augurio che interpreta perfettamente l’intendimento che ho espresso sin dal mio iniziale inserimento nel “Libero Comune di Pola in Esilio” e che, condiviso anche dal Consiglio Comunale in carica, trova espressione nello scritto del Sindaco Argeo Benco che precede questo mio breve intervento. Ho sempre affermato che nostro prioritario impegno debba essere, in un’ottica di verità storica, fare memoria del nostro passato, ma altrettanto lo è che noi tutti ci si impegni per costruire un futuro migliore; forse pochi di noi ne vedranno gli effetti ma di sicuro, se ci saremmo riusciti, ne beneficeranno i nostri figli. È proprio nell’ottica di detto superamento che è stata presa la non facile decisione, volta a dare un particolare ed alto significato al nostro 2011, di svolgere il prossimo Raduno nazionale a Pola. È un’iniziativa che, una volta presa, deve essere coronata dal più ampio successo possibile; è un’iniziativa che richiede l’impegno di tutti e la partecipazione di molti, anzi, moltissimi di Voi.

Mi sembra persino superfluo il sottolineare che da entrambi i suddetti punti dipende, in buona misura, il futuro della nostra vita associativa, come pure che gli stessi implicano un necessario e più ampio coinvolgimento delle nuove generazioni. Il legame di noi anziani con la nostra Terra sta inevitabilmente per esaurirsi; quello dei più giovani deve essere ancora in gran parte costruito, il tempo a disposizione non è molto e solo noi possiamo provare a farlo.

Noi cercheremo di fare del nostro meglio. Voi cercate di esserci vicini.

Il Direttore

Silvio Mazzaroli

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