Un altro anno insieme per ricordare il passato e preparare il futuro

Cari soci, il nostro direttore mi ha invitato a rivolgerVi un affettuoso saluto e gli auguri per le prossime Festività natalizie. Gli auguri li troverete alla fine di queste note, il saluto non può prescindere da un succinto commento su quanto realizzato in quest'ultimo anno. In particolare dalla nostra ultima Assemblea Generale, tenutasi a Montegrotto, ad oggi e su quanto ci proponiamo di fare nel futuro prossimo.

In questi giorni mi è capitato tra le mani il numero dell’“Arena” del 15 luglio 2002 in cui Mario Ive, riassumendo l’elezione di Silvio Mazzaroli a Sindaco del nostro Comune in Esilio, scriveva: «… il nuovo Sindaco ha nominato i suoi due vicesindaci: l’ing. Alberto Durin, per la continuità, e il dott. Argeo Benco, per il rinnovamento». Quanto allora ci si proponeva di fare sarebbe poi stato chiaramente indicato nel Documento Programmatico da lui proposto e approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale a Brescia il 23 febbraio 2004; lo stesso ancora oggi, recepito dal nuovo Consiglio, conserva piena validità e attualità. Ne consegue che le azioni impostate da chi mi ha preceduto sono state determinanti anche per il conseguimento dei risultati che hanno caratterizzato questo primo periodo del mio mandato di Sindaco.È continuato l’impegno per la diffusione a livello nazionale delle nostre vicende – anche in forma multimediale – con la realizzazione del DVD sull’esodo degli italiani d’Istria tratto da “La Cisterna” che, in particolare, abbiamo voluto rivolgere alle scuole. Il DVD, completato con Linee guida per una sua corretta presentazione, è stato messo a disposizione del Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR) e sarà prossimamente inviato a tutti gli Uffici Provinciali Scolastici. L’iniziativa intrapresa si presenta oggi, rispetto anche al recente passato, foriera di maggiori successi poiché, con comunicazione cui si da notizia a pag. 3, la Direzione Generale per gli Orientamenti Scolastici del MIUR ha informato i Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali sulle attività ed i compiti del Gruppo di Lavoro da esso istituito per la conoscenza e diffusione della storia degli Esuli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e, ciò che più conta, inserito anche il “Libero Comune di Pola in Esilio” tra le Associazioni che ne fanno parte e che sono deputate, a tal fine, a collaborare con gli Istituti scolastici.
L’impegno che ci siamo assunti è rilevante e va condiviso da tutti; pertanto, rinnovo l’invito, a quanti di Voi ne hanno la volontà e possibilità, a voler collaborare, rendendosi disponibili per promuovere e curare eventuali presentazioni e dibattiti.Nuovo impulso è stato dato ai contatti ed alla collaborazione con la Comunità degli Italiani di Pola. La buona volontà e lo spirito di collaborazione palesati da entrambe le parti in diverse circostanze hanno dato e danno l’impressione che ci si stia avviando, con prudenza ed a piccoli passi, sulla buona strada per un reciproco riconoscimento delle scelte effettuate e, quel che più conta in prospettiva futura, per affermare, di comune accordo ed in un’ottica di interessi condivisi, l’identità etnica e culturale della nostra gente e della nostra città. Ciò ha permesso, tra l’altro, di organizzare con successo la manifestazione a ricordo delle vittime di Vergarolla, il contestuale pellegrinaggio sulla tristemente famosa Foiba di Vines e la celebrazione per il giorno dei Defunti. Dette manifestazioni, che sono state ampiamente illustrate dal nostro Giornale, hanno avuto un’inusitata risonanza sulla stampa sia locale che nazionale e su varie TV regionali.È in virtù di quanto precede che il Consiglio del LCPE ha deciso di organizzare il prossimo nostro Raduno nazionale a Pola.
Si è molto discusso in passato sull’opportunità di una simile scelta che, a nostro parere, era ormai matura per avvalorare il nostro diritto a considerare la nostra Città natale parte integrante della nostra identità. Siamo istriani italiani che vogliono ritornare nella propria terra per riaffermare le proprie origini e la propria storia; polesani che vogliono tornare, per un momento, a risentire, tutti assieme, il profumo ed i suoni della propria terra, il rumore cadenzato del flusso e riflusso dell’onda sull’acciottolato del Bianco, della risacca sulle rocce di Veruda e per rivisitare i nostri monumenti, che da soli attestano l’appartenenza della nostra stirpe. Non per rivendicazioni fuori tempo, ma per sentirci ancora una volta “a casa”.
Con questi obbiettivi rivolgo a tutti Voi l’invito affettuoso non solo a venire, ma a farlo con i vostri nipoti e pronipoti per far loro capire che cosa significa essere Istriano, per far loro provare le Vostre stesse sensazioni e, attraverso la conoscenza, portarli ad amare la terra dei loro avi. Se così sarà, il nostro Raduno di Pola potrà essere viatico per programmi a lungo respiro rivolti al futuro.Nello scorso settembre tra le manifestazioni del “Salone del Libro dell’Adriatico Orientale - La Bancarella” è stata inserita una Tavola Rotonda sul tema “Ruolo delle Associazioni degli Esuli oggi e nell’avvenire”. Preparando il mio intervento in rappresentanza del LCPE, mi è venuto spontaneo chiedermi chi e come commemorerà il centenario dell’esodo il 10 febbraio 2047 e come le nostre vicende saranno ricordate dalle generazioni future. Non è facile rispondere ad un tale quesito, ma sono convinto che il tutto dipenda da noi; da come noi, protagonisti dell’esodo e testimoni della tragedia delle Foibe, sapremo creare le premesse perché nei tomi sulla storia d’Italia del XX e XXI secolo sia menzionato l’esodo dei 350.000 Istriani, Giuliani e Dalmati, quali ne furono gli antefatti e quali le ragioni della scelta di lasciare la terra natia.Da ultimo, il prossimo anno si celebrerà in tutta Italia quello che viene presentato come il 150° Anniversario dell’Unità Nazionale. Come per ogni evento importante saranno verosimilmente pubblicati studi approfonditi sulle vicende storiche che hanno determinato le condizioni per detta celebrazione. Dovremmo trovare il modo per farvi inserire, con il risalto che merita, un capitolo sulla storia dei confini Orientali almeno dal 1861 al Trattato di Osimo del 1975. Potrebbe essere questo un passo importante per non essere dimenticati e se sul piano strettamente celebrativo una nostra proposta l’abbiamo già lanciata, e ci aspettiamo che da altri venga raccolta, su quello accademico un risultato potrebbe essere conseguito, ad esempio, coinvolgendo primari Istituti Storici Universitari con l’istituzione di importanti borse di studio, anche biennali per assicurarne un adeguato sviluppo, da finanziare con fondi che potrebbero essere reperiti di comune accordo tra tutte le Associazioni degli Esuli attingendo alle somme annualmente stanziate dallo Stato (Legge 172/2001 e seguenti) a sostegno delle nostre attività culturali.Concludo con i miei più affettuosi Auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo a tutti Voi ed alle Vostre famiglie.    Il vostro Sindaco  Argeo Benco 

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