Monte Ghiro tutelato come patrimonio culturale

In conformità a un’apposita legge, il cimitero di Monte Ghiro è stato proclamato dal Consiglio municipale di Pola patrimonio culturale d’importanza locale e sarà iscritto nel Registro dei beni culturali tutelati dal Ministero della Cultura croato. Lo “Studio sullo sviluppo storico-ambientale – Indirizzi per la conservazione dell’area memoriale del cimitero di Monte Ghiro” ha previsto la tutela dei campi sepolcrali “A”, “B” e “C”: in tutto 1.008 tombe. Fra queste, 27, classificate come di grande valore storico, non sono né potranno essere date in usufrutto perpetuo, ma la Città dovrà garantirne a proprie spese restauro e conservazione tramite l’impresa municipalizzata di pompe funebri “Monte Giro”. Verranno così preservate le tombe della famiglia protestante Cappieri, della famiglia ebrea Kreiss, delle famiglie Rizzi e Demartini, nonché l’unica cappella sepolcrale di Pola: quella della famiglia Scracin. Altre 37 tombe, indipendentemente se in concessione o meno, sono state ritenute di grandissimo valore monumentale, architettonico, stilistico, storico, culturale, edile, documentario, artistico, d’autore o legato all’importanza dei personaggi sepoltivi. Lo studio, realizzato da Raul Marsetič, del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, e da Nataša Nefat, dell’Ufficio ministeriale di sovrintendenza del patrimonio storico-monumentale con sede a Pola, ha suddiviso le tombe in quattro categorie. La prima ne comprende 480, che necessiteranno di permessi speciali per qualsiasi intervento di restauro, riparazione o manutenzione; non si potrà modificarne l’aspetto originario né coprirne le scritte. La seconda categoria riguarda 354 tombe, in ordine alle quali l’Ufficio cittadino per la tutela del patrimonio architettonico potrà consentire solo alterazioni armoniche con lo stile originario o volte a correggere interventi che le abbiano intaccate diminuendone il valore. La terza categoria include 139 «beni storico-culturali», per i quali l’Ufficio potrà autorizzare interventi di rinnovo solo con materiali, modellature e decorazioni compatibili con gli originali e l’ambiente circostante. La quarta categoria ingloba le tombe che potranno venir ricomposte con materiali nuovi ma sempre nel pieno rispetto dei valori ambientali del cimitero. Qualsiasi nuova concessione era già stata vietata dal 2008.L’esempio di Pola sarà presto seguito da Isola d’Istria (Slovenia), il cui Consiglio comunale dovrebbe approvare una delibera che proclamerà il cimitero patrimonio culturale cittadino. Qui, presso la tomba della famiglia Delise, è recentemente avvenuta la traslazione dei resti mortali di don Attilio Delise, parroco isolano esule a Trieste e fondatore dell’associazione “Isola nostra”. (Paolo Radivo)