COMUNICATO STAMPA

Foibe croate:

il Libero Comune di Pola in Esilio chiede siano resi noti i siti istriani

 

Il Libero Comune di Pola in Esilio apprende con viva soddisfazione che il Governo della Repubblica di Croazia ha mappato in tutto il Paese diverse centinaia di siti, tra cui molte fosse comuni, dove i comunisti jugoslavi gettarono le loro vittime durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Finora le decine di esumazioni operate dalla polizia avrebbero fatto rinvenire i resti di circa 4.000 persone, perlopiù prigionieri di guerra, sia militari che civili. Per l’Istria si parla di 780 soggetti, provenienti da 9 fosse comuni e una singola: cifre senz’altro inferiori a quelle effettive.

Secondo il ministro della giustizia Tomislav Karamarko, nel complesso dei siti accertati giacerebbero i resti di ben 90.000 individui, soprattutto ustascia croati, civili, donne, bambini, ma anche soldati italiani e tedeschi. La polizia avrebbe interrogato 2.000 persone, sporto cinque denunce contro ignoti e una contro persona nota, nonché steso circa 500 rapporti sui crimini commessi, mentre associazioni e singoli avrebbero depositato altre 39 denunce.

 Ora gli inquirenti starebbero per intensificare indagini, scavi, riesumazioni, riconoscimenti delle vittime e individuazioni dei colpevoli. Il ministro croato, con il pieno appoggio del suo Governo, ha assicurato di voler andare fino in fondo.


Il Libero Comune di Pola in Esilio, che rappresenta gli esuli polesani in Italia e nel mondo, nell’esprimere il proprio apprezzamento per il lavoro delle autorità croate:– auspica che, ottemperando alle risoluzioni 1096 e 1481 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, il Parlamento di Zagabria approvi al più presto la legge «sul rinvenimento, la marcatura e la cura delle fosse delle vittime del regime jugo-comunista dopo la Seconda guerra mondiale»;

– ribadisce oggi, a maggior ragione, le richieste inviate nel maggio 2009 in una lettera al Presidente della Repubblica e agli organi di Governo di attivarsi presso le autorità croate e slovene perché siano resi noti i luoghi in cui sono state trovate vittime italiane;


 affinché sia consentito in un primo tempo alle Associazioni degli esuli quantomeno di recarsi a rendere l’omaggio collettivo ai propri connazionali ivi giacenti;


– chiede che in un secondo momento l’indagine sia volta, per quanto possibile, a far conoscere “chi si trova dove”, affinché gli si possa rendere l’omaggio individuale mirato da parte dei familiari;

– rende nota inoltre la propria disponibilità a collaborare con quanto in suo possesso per agevolare le ricerche in Istria.Tutto ciò allo scopo di lenire le ferite del passato in un’ottica di sincera riconciliazione europea.    
                   
Il Presidente del Libero Comune di Pola in Esilio

Prof. Argeo Benco

Trieste, 14 febbraio 2011
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