SPECIALE RADUNO: "Fratelli riuniti dall’amore per Pola"

La giornata di domenica 19 giugno è stata la più breve ma anche la più intensa, solenne e partecipata di tutto il raduno.

Alle 9 in duomo il vescovo emerito di Trieste mons. Eugenio Ravignani, esule da Pola, e il connazionale mons. Desiderio Staver, già parroco di quella parrocchia, hanno concelebrato in italiano una santa messa nella ricorrenza della santissima Trinità. Erano presenti oltre 200 persone, in maggioranza esuli polesani e/o loro discendenti, ma anche diversi “rimasti” ed esuli di altre località dell’Adriatico orientale.

Insieme alla dirigenza del Libero Comune di Pola in Esilio (LCPE) hanno assistito fra gli altri: Renato Cianfarani, console generale d’Italia a Fiume; Tiziano Sošić, vice-console onorario d’Italia a Pola; l’on. Furio Radin, presidente dell’Unione Italiana; Viviana Benussi, vice-presidente della Regione Istriana; Fabrizio Radin, presidente della Comunità degli Italiani di Pola (CIP); Claudia Milotti, presidente dell’Assemblea della CIP; Giovanni Radossi, presidente del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno; Silvana Wruss, presidente della sede di Pola della Società Dante Alighieri; Olga Milotti, già presidente della CIP; Rodolfo Ziberna, vice-presidente nazionale dell’ANVGD e presidente provinciale di Gorizia sia dell’ANVGD che della Lega Nazionale; Donatella Schürzel, consigliere nazionale dell’ANVGD e presidente del comitato provinciale di Roma; Livio Dorigo, presidente del Circolo Istria; Maria Luisa Botteri, in rappresentanza del Libero Comune di Zara in Esilio - Dalmati Italiani nel Mondo; Franco Biloslavo, segretario della Comunità di Piemonte d’Istria e membro del direttivo dell’Associazione delle Comunità Istriane; Carmen Palazzolo Debianchi, del direttivo dello stesso sodalizio; nonché diversi soci della Mailing List Histria.

Tutti i posti a sedere erano pieni, tanto che molti sono rimasti in piedi ai lati dell’ingresso. Una così folta partecipazione di pubblico a una messa in italiano a Pola non si vedeva da decenni, probabilmente dal 1947, e anche questo è un fatto emblematico che potremmo a ragione definire “storico”. Il vice-sindaco Lucio Sidari ha retto per tutto il tempo il labaro del Libero Comune di Pola in Esilio vicino al leggio: era la prima volta che ciò avveniva, a ulteriore dimostrazione dei passi avanti compiuti. Il rito è stato vissuto da tutti con spirito fraterno di unità e riconciliazione.

«Nella luce della fede e nell’amore che tutti ci unisce in una sola famiglia che ha Dio per Padre – ha affermato mons. Ravignani – sta il significato di questo ritrovarci insieme per rendere più stretto il vincolo d’amore che ci lega alla nostra città, a quanti ancora ci vivono e a quanti ne custodiscono il patrimonio. Ricordo i giorni felici dell’infanzia e la grande sofferenza di quando abbiamo dovuto lasciare questa città. Rivolgo un deferente saluto alle autorità, a quanti, insieme e con felice intuizione, hanno deciso e promosso questo raduno e a quanti vi partecipano condividendone le finalità. Un grazie va al vescovo di Parenzo e Pola mons. Ivan Milovan, che mi ha consentito di concelebrare questa funzione. A lui, oltre al comune ministero pastorale, mi lega un vincolo di fraterno affetto e di profonda gratitudine. Ringrazio inoltre il parroco e i sacerdoti della parrocchia. Vivo tale celebrazione con cuore commosso. In questa chiesa sono stato battezzato, ho ricevuto la prima comunione, la cresima e la confermazione. Ricordo inoltre i parroci e i sacerdoti che hanno adempiuto in perfetta devozione il loro servizio. L’amore di Dio è più grande della nostra debolezza».

La prima lettura è stata affidata al sindaco dell’LCPE Argeo Benco, mentre il salmo responsoriale, la seconda lettura e la preghiera a soci della CIP. La celebrazione è stata inframmezzata dagli splendidi canti del coro della società artistico-culturale “Lino Mariani”, contraddistinti dalla profondità delle voci maschili e dalla soavità di quelle femminili. Davvero emozionante il «Kyrie eleison» durante l’atto penitenziale.

Al termine della messa il console generale d’Italia a Fiume Renato Cianfarani ha preso la parola con signorile umiltà. «Ringrazio – ha detto – le autorità ecclesiastiche, la Regione Istriana e voi rappresentanti del Libero Comune di Pola in Esilio e della Comunità degli Italiani di Pola. È molto bello che siate tutti assieme. Per me, rappresentante dell’Italia, è molto difficile non sentire la commozione di questo momento simbolico e sostanziale, in cui ci si sente tutti fratelli e si va verso il futuro. So delle sofferenze, delle violenze, delle sopraffazioni che vi hanno colpito. Molto tempo è passato sia dal 1943-45 sia dal 1947, ma non è cambiato l’amore che tutti voi nutrite per questa bellissima città. So che continuerete ad amarla, così come l’Istria e l’Italia. Avete trasmesso il vostro amore ai vostri figli. Molto è cambiato da quell’epoca: i nazionalismi si sono sgonfiati e le ideologie che hanno causato tanti lutti stanno morendo. Non è così facile, ma siamo sempre più vicini alla comprensione, alla tolleranza e al volerci bene. Anche queste terre entreranno nell’Unione Europea. Dobbiamo lottare contro le frontiere e le categorie “loro/noi” che abbiamo nella testa. Siamo in un momento particolarmente significativo. So che vi saranno altri incontri. Questo non è il luogo adatto per parlarne, perché è la casa del Signore, ma voglio dirvi che l’Italia è vicina a tutti voi e sa quello che è successo. Come italiani non dobbiamo dimenticare la storia, bensì mantenere le tradizioni, la lingua, l’identità. Con piacere e un po’ di commozione vi saluto tutti».

Il sentito intervento del console ha suscitato in più di qualcuno lacrime sincere che si sono aggiunte a quelle già abbondantemente versate durante la cerimonia. Il coro misto ha eseguito un canto che invocava la benedizione di Dio sulla «nostra città» e ha concluso con un toccante «Va’ pensiero», provocando ancora qualche lacrima e un applauso catartico finale, ripetutosi al momento dell’uscita dei chierici.

Dopo la messa sono state scattate delle storiche foto di gruppo intorno al cippo che ricorda le vittime di Vergarolla e poi davanti al tempio di Augusto. Quindi la maggior parte dei partecipanti si è recata al Cimitero di Marina a Stoia. Qui il console Cianfarani, mons. Ravignani, mons. Staver, i dirigenti dell’LCPE e della CIP e tutti i presenti hanno reso omaggio al cippo che ricorda il sacrificio di Nazario Sauro.

Quindi il gruppo si è spostato al Sacrario Italiano. Il direttore de “L’Arena di Pola” Silvio Mazzaroli ha raccontato che nel 2002, quand’era sindaco dell’LCPE, un amico polesano che ritorna in quei luoghi d’estate gli aveva parlato di un monumento sul lungomare di Lisignano ai 96 naufraghi della real nave «Cesare Rossarol», un cacciatorpediniere allora chiamato «esploratore» che, partito da Pola il 16 novembre 1918 in direzione di Fiume, incappò in una mina al largo di Lisignano spezzandosi in due. Ciò avveniva appena 13 giorni dopo la fine della Prima guerra mondiale.

«La prua – ha riferito Mazzaroli – proseguì per qualche centinaio di metri, mentre il restò della nave si inabissò sul posto in pochissimi minuti. Il comandante, capitano di vascello Ludovico De Filippi, fu decorato con la medaglia d’argento per aver ceduto il proprio salvagente a un marinaio che in tal modo poté salvarsi. Il monumento fu edificato poco tempo dopo in pietra d’Istria con una grande ancora e con una lapide bronzea per volontà e a spese delle famiglie dei caduti. Fu quindi donato alla Marina Militare Italiana, che ogni 16 novembre fino al 1942 vi tenne annualmente una grossa cerimonia. Poi cadde nell’oblio, ma ciononostante ha resistito all’usura del tempo e ai danneggiamenti. Nel 2003 il console generale d’Italia a Fiume Pietrosanto iniziò una pratica per il restauro del monumento, ma il progetto è ancora in itinere. Abbiamo pensato di riprodurre intanto la targa bronzea e di posizionarla nel Sacrario Italiano del Cimitero di Marina perché il monumento di Lisignano resterà comunque al di fuori degli itinerari turistici e cerimoniali. Qui invece almeno il 2 novembre i naufraghi saranno ricordati».Dopo il discorso di Mazzaroli è stata tolta la bandiera italiana che copriva la targa. Salvatore Palermo per l’LCPE e Claudia Milotti per la CIP hanno deposto una corona d’alloro e Mons. Ravignani ha benedetto la targa. Quindi dall’altoparlante è stato fatta risuonare la Preghiera del marinaio.
In contemporanea un gruppo di radunisti impossibilitati a partecipare ha seguito Lino Vivoda in una breve visita guidata per Pola. Il raduno si è concluso con il pranzo di commiato, che all’Hotel Riviera ha visto la gradita partecipazione del console Cianfarani.

Paolo Radivo 

  • Notizie Importanti

     

    5 x 1000  90068810325

     

    ARCHIVIO STORICO ARENA DI POLA

    TUTTI GLI ARTICOLI
    DAL 1948 AL 2009

    www.arenadipola.com

      RECAPITI 
    "Associazione Italiani di Pola e Istria-Libero Comune di Pola in Esilio" AIPI-LCPE

    - informatico:
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    cellulare +39 388 8580593.

    - postale:
    c/o Tipografia Art Group S.r.l.
    via Malaspina 1
    34147 TRIESTE

    ***
    Quota associativa annuale, che dà diritto a ricevere L'ARENA DI POLA, euro 35,00 a mezzo bonifico bancario intestato a:
    Associazione Italiani di Pola e Istria-Libero Comune di Pola in Esilio (AIPI-LCPE)
    IBAN dell’UniCredit Agenzia Milano P.zle Loreto
    IT 51 I 02008 01622000010056393
    BIC UNCRITM1222.

    oppure 

    C/C/P 38407722 intestato a "il Periodico L'Arena di Pola"

     ***

    Siamo anche su Facebook. Associazione Italiani di Pola e Istria - Libero Comune di Pola in Esilio
    Diventiamo amici.

    ***

    Dalle elezioni dell' 11 giugno 2017

     Sindaco/Presidente:
    Tito Sidari
    Vice: Maria Rita Cosliani
    Direttore dell'Arena di Pola: Viviana Facchinetti

     (l'organigramma completo nella sezione
    Chi siamo")