NOTIZIE FLASH DEL MESE DI LUGLIO 2011

Notizie Flash a cura di Paolo Radivo

La Croazia restituirà i beni esclusi dai trattati

Il Governo croato ha presentato il 7 luglio al Parlamento un disegno di legge per estendere ad alcune ristrette categorie di cittadini stranieri – italiani compresi – i benefici della legge n° 80 del 5 luglio 2002, che prevede per i soli croati la restituzione dei beni sottratti dal regime comunista jugoslavo oppure, nel caso ciò sia oggettivamente impossibile, l’assegnazione di un bene sostitutivo o altrimenti l’indennizzo. Il testo, rapidamente approvato in prima lettura, stabilisce che l’indennizzo dovrà essere saldato entro 20 anni a partire dal 2015 in contanti, obbligazioni o azioni. Una volta approvata la nuova legge in seconda lettura (a settembre?), gli uffici potrebbero prendere in esame le 4.211 domande presentate fra il 5 luglio 2002 e il 7 gennaio 2003 da stranieri che desideravano rientrare in possesso di quanto loro tolto decenni or sono. Fra questi: 1.034 italiani, 676 austriaci, 175 israeliani, 143 tedeschi, 114 sloveni e 14 statunitensi. Entro un anno dall’entrata in vigore della normativa, anche altri stranieri espropriati (o loro eredi in linea diretta, nel caso di decesso dei titolari) potranno presentare domanda. Non però coloro i cui casi sono già risolti da trattati internazionali vigenti. Non saranno inoltre restituibili boschi e terreni agricoli, la cui proprietà è per legge riservata unicamente a croati. Il Ministero della Giustizia prevede che si dovrebbe arrivare a circa 5.500 pratiche. In tal caso la cifra totale per gli indennizzi salirebbe a 10 milioni di euro, da erogare perlopiù tramite obbligazioni.

Le categorie di italiani beneficiari dovrebbero essere tre: 1) gli esuli espropriati da una legge interna jugoslava in quanto trasferitisi per svincolo (alias congedo) dalla cittadinanza jugoslava dopo che era stata loro rifiutata l’opzione; 2) gli esuli espropriati da una legge interna jugoslava dopo che avevano acquisito per diritto di successione i beni dei rispettivi genitori, nonni o zii morti come cittadini jugoslavi. 3) i 500 esuli (o i loro eredi) cui la Lista A del Trattato di Roma del 1983 aveva garantito (sulla carta) la libera disponibilità dei rispettivi immobili. Resterebbe dunque esclusa dalla restituzione la stragrande maggioranza dei beni: quelli il cui esproprio è stato legittimato dai vari accordi italo-jugoslavi che, fra il 1949 e il 1983, hanno previsto magri indennizzi peraltro non ancora pienamente corrisposti né dalla Croazia e dalla Slovenia all’Italia, né da questa agli aventi diritto. Secondo il Ministero della Giustizia di Zagabria, non saranno resi i beni sottratti fino al 28 aprile 1948 o, nell’ex Zona B del TLT, anche quelli nazionalizzati in seguito.

Il disegno di legge intende applicare la sentenza dell’agosto 2010 con cui la Corte suprema croata aveva stabilito che avrebbero dovuto avere diritto alla restituzione anche i cittadini stranieri non "coperti" da accordi internazionali, onde eliminare la discriminazione garantendo pari trattamento. Nei mesi scorsi le autorità di Zagabria avevano inviato lettere con richiesta di documenti integrativi e traduzione in croato ai 1.034 esuli italiani che avevano presentato istanza. Molti di costoro hanno risposto fornendo quanto richiesto.

L’unico partito croato espressosi in Parlamento contro le modifiche di legge è stato quello socialdemocratico, secondo cui si favorirebbero solo «alcuni gruppi d’interesse» ponendo le basi per indennizzare due volte chi è già stato indennizzato in base ad accordi internazionali. Il deputato della Dieta Democratica Istriana Damir Kajin ha invece dichiarato che in tal modo si porrebbe fine a una «vergogna storica» poiché «il comunismo è stato eccome crudele nei confronti di qualcuno».

L’Associazione delle Città croate ha protestato perché con il disegno di legge «non si risolve la questione del diritto di proprietà sui beni dei quali dispone l’autogoverno locale e che, nei libri tavolari, vengono ancora trattati come "proprietà sociale" o "popolare". La Repubblica di Croazia, infatti, tramite la Procura di Stato, presenta le richieste per l’iscrizione della proprietà su questi beni, ignorando i regolamenti prescritti dalla legge sulla proprietà». L’associazione teme dunque che Zagabria «continuerà anche in futuro a impadronirsi e a svendere i beni delle autonomie locali».

«La storia – ha dichiarato il presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipović nella conferenza stampa congiunta con il presidente Giorgio Napolitano lo scorso 14 luglio a Zagabria – non si può più cambiare, ma bisogna rispettare tutti gli impegni presi negli accordi internazionali, mentre il diritto alla restituzione dei beni deve essere riconosciuto a tutti coloro che hanno visto lesi i loro diritti. I cittadini italiani, e tutti gli altri non compresi negli Accordi di Osimo, hanno diritto a essere risarciti e in questa materia non ci saranno discriminazioni, come in fondo conferma anche la delibera della Corte Costituzionale croata di alcuni anni fa».

Il Dipartimento di Stato USA, pur lodando la proposta governativa, ha chiesto la restituzione anche dei beni sottratti – specie a ebrei e serbi – dal regime ustascia.

 

Inaugurata la Umago-Pola

Il 14 giugno è stato inaugurato il raddoppio delle corsie della Ipsilon istriana da Umago (o meglio dal confine sloveno-croato) a Canfanaro, per un totale di 50 km. Si è così completato e trasformato in autostrada a due corsie per senso di marcia l’intero tratto occidentale Umago-Pola, lungo 78 km. La velocità massima è di 110 km orari. In pratica adesso dal confine sloveno-croato si arriva a Pola in meno di un’ora. Il pedaggio costa 5 euro (37 kune). Sono stati posizionati cartelli stradali bilingui per quasi tutte le località di destinazione. È stato soppresso il casello dopo il viadotto sul Quieto, ma quello realizzato in corrispondenza di Umago produce code soprattutto in uscita. Si può pagare anche in euro, però il resto viene dato sempre in kune. Utilizzando il telepass ricaricabile della società concessionaria «Bina Istria» si risparmia dal 30 al 50%.

Il 6 luglio è stata inaugurata la «grande circonvallazione» di Pola (parzialmente aperta già il 14 giugno), che a Siana si allaccia alla Ipsilon per raggiungere Pomer dopo 8,2 km. Nel tratto più settentrionale (1,2 km) ha due corsie per senso di marcia, nel tratto restante una. Il limite di velocità è di 80 km/h, salvo che in corrispondenza delle 5 rotatorie e dell’incrocio. Così il traffico cittadino, pesante specie in estate, è stato alleggerito.

 

Aziende italofone in Istria

Durante la sua visita a Zagabria, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha incontrato fra gli altri lo scorso 20 maggio il presidente dell’Unione Italiana (UI) on. Furio Radin, il quale gli ha riferito con soddisfazione che negli ultimi anni è cresciuto il numero di cittadini italiani e di connazionali residenti che hanno avviato iniziative in settori come le energie rinnovabili, l’agroalimentare e il digitale. Finalmente sono sorte aziende che parlano italiano e danno lavoro a centinaia di italofoni. Finora invece i connazionali potevano parlare la loro madrelingua a livello professionale solo a scuola, nelle amministrazioni locali o nelle istituzioni minoritarie. La presenza di tali imprese stimola un migliore apprendimento e una maggiore diffusione dell’italiano nei territori di insediamento storico della nostra comunità nazionale, oltre che un rafforzamento dell’identità etnica. Radin ha invitato Romani in Istria e a Fiume.

 

Pola rievoca la romanità

È stata inaugurata il 18 maggio al lapidario di Pola la mostra Romani e Romane eccellenti del Museo Archeologico dell’Istria, realizzata da studenti della Scuola media superiore italiana «Dante Alighieri», del Centro cerebrolesi di Veruda e della Scuola di avviamento professionale con acconciature, trucchi e abiti d’epoca. Per l’occasione gli allievi dell’elementare-media italiana «Martinuzzi» hanno inscenato uno spettacolo bilingue sulla storia dell’Istria.

Pola ha ospitato dal 9 all’11 giugno la decima edizione delle Giornate dell’Antichità, promosse dall’associazione «Pola Superiorum» con il patrocinio dell’Ente turistico e della Città. In piazza Foro ha avuto luogo la fiera romana, sono state recitate poesie e passi della tragedia antica, si sono esibiti artisti di strada, danzatori, saltimbanchi, giocolieri, gladiatori e matrone, mentre bambini e insegnanti hanno dato vita all’asilo romano, legionari hanno garantito l’odine, cuochi hanno preparato pietanze, artigiani hanno costruito ruote e modellato vasellame e una compagnia teatrale ha rappresentato La storia di Pola antica. In piazza Port’Aurea si sono svolti spettacoli di legionari, allenamenti di gladiatori e sfilate di moda. L’Arena ha invece rivissuto le lotte gladiatorie.

 

Confine sloveno-croato

Croazia e Slovenia hanno depositato all’ONU ai primi di giugno l’accordo di arbitrato sulla definizione del confine in Istria sottoscritto il 4 novembre 2009 e poi ratificato dai rispettivi Parlamenti. Lo scambio delle ratifiche ha avuto luogo nel novembre 2010. L’intesa diverrà operativa dopo che la Croazia avrà firmato l’accordo di adesione all’UE. Allora una corte internazionale composta da cinque giudici stabilirà il confine, individuando per la Slovenia le forme di accesso alle acque internazionali e di sfruttamento delle relative risorse ittiche. Il contenzioso tra i due Paesi si protrae dal 25 giugno 1991, quando proclamarono l’indipendenza. Fino ad allora il confine marittimo non esisteva, mentre quello terrestre non corrispondeva a quello catastale. Da vent’anni la Slovenia rivendica buona parte del golfo di Pirano, lo sbocco diretto alle acque internazionali e alcuni villaggi a nord del Dragogna, mentre la Croazia metà del golfo e lo status quo per il confine terrestre. Finché non sarà stata definita la frontiera, i circa 60 pescatori sloveni non potranno più pescare in acque croate fino a Orsera. Il Governo di Lubiana pagherà loro un risarcimento per i mancati guadagni e per le spese di gestione. In cambio la Croazia rinuncia alla Zona ittico-ecologica protetta in Adriatico.

 

Europeismo giuliano

Alla CI di Pola è stato presentato lo scorso 7 giugno il libro a cura di Lorenzo Nuovo e Stelio Spadaro L’Europeismo nella cultura giuliana – Un’antologia 1906-1959, che raccoglie vari scritti di intellettuali triestini e fiumani fautori dell’unità europea. Ne hanno parlato lo stesso Spadaro, i docenti Bianca e Fulvio Camerini e il presidente del Circolo Istria Livio Dorigo.

 

Poliziotti italiani a Pola

Poliziotti italiani in divisa ma disarmati saranno in agosto a Pola, Spalato e Lesina per assistere i turisti connazionali. Lo prevede un accordo firmato il 5 luglio dai ministri dell’Interno Roberto Maroni e Tomislav Karamarko. Già dal 2006 agenti sloveni, tedeschi, austriaci, cechi, slovacchi e ungheresi pattugliano nei mesi estivi alcune località di villeggiatura assieme ai loro colleghi croati: ora potranno farlo anche gli italiani. L’intesa incrementa la collaborazione tra le due Polizie nello scambio di informazione e di ufficiali di collegamento per la lotta al traffico di droga e di esseri umani, alle mafie e al terrorismo. L’Italia inoltre aiuterà la Croazia nell’applicazione degli standard di Schengen ai confini.

 

Mostra fotografica

È stata inaugurata venerdì 8 luglio al piano terra del Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata di via Torino 8 a Trieste la mostra 100 x ISTRIA. Un percorso fotografico nella Nostra Provincia. 1920-1940. Promossa dall’IRCI, l’esposizione illustra luoghi, persone, situazioni ed eventi che alcuni possono ancora ricordare, mentre altri solo scoprire. Il percorso si snoda da Muggia a Pola, con incursioni fino a Postumia, al Monte Nevoso, a Fiume, a Cherso e a Lussino. Fra le immagini di maggior interesse storico-documentario segnaliamo quelle che immortalano la realizzazione dell’Acquedotto Istriano, la bonifica del lago di Ceppi, l’edificazione della cittadina di Arsia, gli operai al lavoro nel 1938 nella vicina miniera, come pure il Monumento della Redenzione eretto a Rovigno nel 1922 e poi distrutto dai titini. Altre foto mostrano momenti di festa o svago. La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 7 agosto dal lunedì al sabato fra le 10 e le 12.30 e fra le 16 e le 18.30, la domenica fra le 10 e le 13. È disponibile un catalogo che propone le foto esposte.

 

Consigli delle minoranze

Si sono svolte domenica 10 luglio in tutta la Croazia le elezioni per il rinnovo dei Consigli delle Comunità Nazionali o dei singoli rappresentanti delle stesse nei consessi elettivi regionali, cittadini e comunali. La bassa affluenza è dipesa principalmente dalla scarsissima informazione data all’evento.

Per il Consiglio della Nazionalità Italiana della Regione Istriana hanno votato appena 782 elettori su 13.565 aventi diritto, ossia il 5,76% (in testa Sandro Manzin), mentre per quello della Regione Litoraneo-Montana 348 connazionali su 3.385, ovvero il 10,28% (in testa Andrea Marsanich). Per il Consiglio minoritario della Città di Pola si sono recati alle urne 182 italiani su 2.451: il 7,42%. Il più votato fra i 15 eletti è stato Ervino Quarantotto, seguito da Dalen Geromela, Guido Stocco, Fabrizio Radin, Ardemio Zimolo, Argeo Zimolo, Anna Giugno Modrušan, Patrizia Bossich, Sandra Kalagaz, Kristina Fedel Timovski, Vito Paoletić, Diana Dušić, Majda Marković, Sonia Modrušan e Sandra Brakus Brženda. A livello comunale il massimo della partecipazione italiana si è verificato a Verteneglio (20,38%), il minimo a Pinguente e Arsia (0%).

 

Il presidente Napolitano sarà a Pola il 3 settembre

La visita congiunta a Pola dei presidenti italiano e croato Giorgio Napolitano e Ivo Josipović, prevista per venerdì 15 luglio, è stata rinviata martedì 12 luglio a sabato 3 settembre. L’anticipata approvazione il 15 luglio alla Camera della manovra finanziaria, che necessitava dell’urgente firma del nostro capo dello Stato, lo ha indotto ad abbreviare di un giorno il suo viaggio in Croazia. Napolitano, insieme al ministro degli Esteri Franco Frattini, è arrivato a Zagabria la sera del 13 ed è rientrato a Roma la sera del 14 dopo aver incontrato il suo omologo Ivo Josipović, il presidente del Parlamento Luka Bebić e il primo ministro Jadranka Kosor.

«Un anno fa, il 13 luglio 2010, a Trieste, Croazia, Italia e Slovenia – ha detto intervenendo nell’aula parlamentare – hanno aperto una nuova pagina nella loro storia, nel segno della riconciliazione, lasciandosi alle spalle le tragiche ferite del passato, e nel segno di una fiduciosa visione del futuro. Quello che abbiamo chiamato lo "spirito di Trieste" è irreversibile, torneremo ad esprimerlo anche in terra croata a Pola a settembre. […] Insieme al Presidente Josipović mi recherò presto in Istria per rendere omaggio alle vittime di un atroce passato, inchinarci dinanzi agli innocenti, impegnarci a riavvicinare chi ha subito torti. Ma soprattutto per riaffermare che questa tragica pagina della storia appartiene al passato: non al presente, non al futuro. E col passato della violenza e della guerra fascista l’Italia ha chiuso i conti con la lotta di Liberazione, con il 25 aprile 1945, e dando vita alla Repubblica e alla Costituzione».

«Ho incontrato più volte – ha aggiunto Napolitano – e incontrerò presto anche a Pola gli esuli italiani, i rappresentanti di coloro che sono stati protagonisti loro malgrado dell’esodo dalle terre natali dell’Istria, Fiume e Dalmazia. Sono certo che potranno trovare piena applicazione anche nei loro confronti i principi europei che abbiamo seguito finora: rispetto dei Trattati, non discriminazione e parità di trattamento. E rispetto per le loro dolorose esperienze. La comune appartenenza all’Unione Europea, ai suoi valori, ai suoi principi rappresenta il modo migliore per superare definitivamente ogni ferita e ogni contrapposizione, per farsi cittadini di una polis più ampia, comune e condivisa».

«Non mancano – ha ricordato poi il nostro presidente durante il brindisi in occasione del pranzo di Stato offertogli da Josipović – esuli che, avendo lasciato queste terre durante e dopo la fine del secondo conflitto mondiale, cominciano a tornare, saldando la frattura che si è consumata con coloro che sono "rimasti". Tornano perché amano queste terre, le terre della loro gioventù o dei loro padri, e perché sanno che saranno accolti con rispetto per la difficile esperienza umana di cui sono stati protagonisti e con sentimenti di leale riconciliazione». Venerdì 15 luglio a Pola erano previsti tre appuntamenti: la riunione fra Napolitano, Josipović e la presidenza di FederEsuli, l’incontro alla CI con i nostri connazionali di Croazia e Slovenia e il grande evento all’Arena, dove sarebbero dovuti intervenire Napolitano, Josipović, il presidente dell’UI on. Furio Radin e il presidente della Regione Istriana Ivan Jakovčić. Cinquemila persone avrebbero poi assistito al concerto Italia e Croazia insieme in Europa, durante il quale l’orchestra filarmonica zagabrese avrebbe eseguito i due inni nazionali cantati da 195 coristi delle CI di Pola, Fiume, Dignano, Buie e Umago. L’avvenimento sarebbe stato trasmesso in diretta dalla TV nazionale croata.

L’inatteso rinvio della tappa polese ha suscitato rammarico fra i numerosi connazionali mobilitatisi nelle settimane precedenti per la buona riuscita di quello che si prefigurava come il più grande "raduno" di italiani della ex Jugoslavia in un luogo simbolico come l’Arena a 150 anni dall’«Unità d’Italia», a 20 sia dall’indipendenza croata sia dalla fondazione dell’UI e in concomitanza con la chiusura dei negoziati per l’adesione della Croazia all’UE.

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