DIMOSTRIAMOCI "POPOLO"! NE ABBIAMO L'OCCASIONE

C’è una metafora di manzoniana memoria che, più di ogni altra, si presta ad illustrare all’immaginario collettivo l’attuale realtà associativa degli esuli istriani, fiumani e dalmati. È quella dei polli che, legati assieme ed avviati ad un comune destino, l’estinzione, continuano, apparentemente inconsapevoli di ciò che li spetta, a beccarsi tra di loro. Campanilismi, faziosità ed esasperati personalismi hanno fatto sì che questa fosse l’unica rappresentazione di noi che siamo stati capaci di proiettare all’esterno e, che di certo, in nessun modo ci ha giovato né in ambito nazionale né, tanto meno, in quello internazionale.

Sarebbe ora di cambiare registro e, di questi tempi, sembra proprio che ce ne venga data l’occasione. I tempi, noi volenti o nolenti, stanno cambiando; il vento della storia sta girando; barlumi di luce si intravvedono in fondo al tunnel. È da ciechi non prenderne atto, sarebbe da stolti non saper cogliere le opportunità che ci vengono offerte e demenziale ostacolare il cambiamento.

L’accolto con diffuso scetticismo e da tanti bistrattato "spirito di Trieste" non è rimasto, com’era lecito immaginare, un isolato e, tutto sommato, inconsistente fatto formale; ha avuto successivi sviluppi: piuttosto deludenti a Roma, in occasione dell’ultimo incontro italo-sloveno; certamente più positivi e promettenti – con ciò evidenziando una diversa sensibilità e disponibilità al dialogo – in occasione del recente incontro a Zagabria tra i presidenti Napolitano e Josipović. Insomma, ha aperto una strada e, alla lunga, sembra funzionare. Ne abbiamo beneficiato anche noi, in occasione del nostro recente Raduno Nazionale a Pola e ne potranno beneficiare diversamente altri e ben più numerosi in futuro, stante l’apertura croata in tema di restituzione di beni, di cui si parla in altra parte di questo giornale. Soprattutto, lo sta a dimostrare una dichiarazione del presidente Napolitano – «Torneremo a esprimere lo stesso spirito di Trieste anche in terra oggi croata, a Pola, a settembre. Mi recherò in Istria assieme al presidente croato Josipović per rendere omaggio alle vittime di un atroce passato, per inchinarci assieme dinanzi agli innocenti, per impegnarci a riavvicinare chi ha subito torti…» – a cui forse, fagocitati da interessi materiali, non è stato dato il dovuto rilievo. Sono parole che, in particolare, non possono escludere in alcun modo l’eventualità di un omaggio, in terra croata, anche alle vittime delle foibe.

Di questo – non poco, in verità – qualcuno ha provato ad auto accreditarsi dei meriti particolari; altri sono stati, invece, indotti a richiedere, in occasione della prevista visita a Pola, poi annullata, dei presidenti Napolitano e Josipović alla locale Comunità degli Italiani, un incontro esclusivo con i rappresentanti di FederEsuli. Fermo restando che nessuna delle nostre associazioni rappresenta gli esuli nella loro totalità e che tutte indistintamente hanno sin qui commesso degli errori ma anche fatto qualcosa di buono per il bene di tutti, sono questi atteggiamenti ed iniziative che ancora una volta portano ai distinguo, all’esclusione di alcuni a beneficio di altri e, in ultima analisi, alla divisione; in definitiva, un qualcosa di profondamente sbagliato e di assolutamente non confacente al momento attraversato che ci chiede, di contro, di dimostrarci finalmente "popolo": quel popolo istriano, fiumano e dalmato a cui sempre ci rifacciamo quando parliamo del nostro passato, che siamo incapaci di rappresentare nel presente e che abbiamo difficoltà a configurarci per il futuro.

È, però, giunto anche per noi il momento di dare segnali di cambiamento e ci sono due occasioni prossime in cui poterlo fare: il 18 agosto, anniversario dell’eccidio di Vergarolla, e il 3 settembre, data fissata per la prossima visita del presidente Napolitano a Pola. Sono avvenimenti che si verificheranno entrambi nella nostra Città ed è per questo che il Libero Comune di Pola in Esilio, anche attraverso le pagine della nostra «Arena», rivolge, con forza e convinzione, un invito all’unità e formula due proposte:

– la prima, esserci tutti, con l’educazione e la dignità che già abbiamo dimostrato di saper esprimere, alla cerimonia di Vergarolla in considerazione del fatto che, come da tanti sottolineato, quella tragedia non è stata esclusivamente "cittadina" ma ha sconvolto tutto il nostro popolo dando la spinta decisiva all’esodo;

– la seconda, per il 3 settembre, promuovere un incontro di tutte le nostre associazioni con i presidenti Napolitano e Josipović per richiedere coralmente, in particolare e soprattutto, in relazione alla sua dichiarazione di cui sopra ed in accoglimento della più frequente e pressante istanza che ci viene rivolta dalla base, di conoscere finalmente dove giacciono i nostri morti e poter andare a rendere loro omaggio.

Soprattutto in relazione a quest’ultimo appuntamento, essendoci il tempo necessario per poterlo fare, invita tutti i presidenti delle Associazioni degli esuli a volersi preventivamente incontrare per concordare una posizione unitaria.

I treni, specie quelli già in corsa, passano una sola volta. Sta solo a noi il volerci salire sopra per dare a noi stessi ed ai nostri discendenti un futuro.

Silvio Mazzaroli

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