NOTIZIE FLASH DEL MESE DI AGOSTO 2011

Flash di agosto a cura di Paolo Radivo

 

Daila: è scontro Croazia-Vaticano

Sull’ex convento di Daila è scontro fra Croazia e Vaticano. Nel 1841 il conte Francesco Grisoni aveva lasciato tutte le sue proprietà nei comuni di Cittanova e Verteneglio al monastero benedettino di Praglia (PD) per farne un convento a scopi benefici. Dal 1860 edifici e terreni furono gestiti dal priorato di Daila, dipendente dall’abbazia di Praglia, ma nel 1947 la Commissione Agraria del Distretto di Buie li confiscò. Nel 1996 il Tribunale di Buie riconobbe alla parrocchia di Daila la proprietà su 30 ettari e fra il 1997 e il 2002 le autorità statali le assegnarono parti ancora più estese. Nel 2000 i benedettini intavolarono trattative con la diocesi. Dato però il diniego del vescovo di Parenzo-Pola Ivan Milovan, nel 2002 chiesero alla Direzione statale di Buie di rientrare in possesso del maltolto. La risposta fu negativa. Il 17 maggio 2006 diocesi e abbazia firmarono un accordo che assegnava oltre il 60% dei beni alla prima e meno del 40% alla seconda, ma che non ebbe applicazione. Così il 27 giugno 2006 i frati si rivolsero al Tribunale di Buie negando che la parrocchia di Daila fosse l’erede legale del convento. Il 21 novembre 2008 Benedetto XVI istituì una commissione, formata da tre cardinali tra cui il primate di Croazia Josip Bozanić, per giungere a una convenzione. Questa, approvata dal papa, ricalca l’accordo del 17 maggio 2006 più un risarcimento di 4,5 milioni di euro per imposte, spese procedurali e giudiziarie e interessi di mora, pagabile in denaro su un conto corrente bancario tedesco alla società «Abbazia» (totalmente partecipata dall’abbazia di Praglia ma con sede a Pola) o in beni materiali.

Nel frattempo però la diocesi ha alienato (anche a una sua società partecipata) oltre metà dei terreni a scopi turistici. Nell’impossibilità di restituire tutto, la convenzione prevede un indennizzo forfettario di 25 milioni di euro. Dato che il vescovo, paventando la bancarotta della diocesi, non ha voluto firmare, il papa lo ha provvisoriamente sospeso nominando commissario «ad actum» il vice-camerlengo Santos Abril y Castelló, che il 13 luglio ha provveduto. Allora Milovan si è rivolto alle autorità politiche e alla Procura di Stato. La premier Jadranka Kosor ha scritto al segretario di Stato vaticano e al papa sostenendo che «gli Accordi di Osimo e le delibere basate su quell’Accordo sono per noi in maniera assoluta intoccabili». I benedettini avrebbero già ricevuto un indennizzo di 1,7 miliardi di lire, ma secondo il settimanale cattolico «Glas Koncila» lo avrebbero rifiutato. Il presidente della Repubblica Ivo Josipović ha dichiarato che spetta alla Procura di Stato accertare se i beni dovevano essere restituiti alla Chiesa o se invece sono statali.

«Il risarcimento – ha affermato l’ex presidente Stipe Mesić – è stato già riscosso dai benedettini di Praglia e pertanto la richiesta di un secondo indennizzo non è altro che un subdolo tentativo di revisionare Osimo». Il presidente della Regione Istriana Ivan Jakovčić ha espresso solidarietà al vescovo denunciando il «tentativo flagrante di revisionare gli accordi tra la Repubblica di Slovenia e quella di Croazia (quali successori giuridici dell’ex RSFJ) e la Repubblica Italiana, attraverso un terzo Stato, il Vaticano». «Si creerà – ha aggiunto – un pericoloso precedente giuridico e allora non sarà solo la diocesi di Pola e Parenzo a dichiarare la bancarotta, ma c’è d’aspettarsi decine di migliaia di simili domande di risarcimento per beni in Istria, Fiume e in Dalmazia».

«La questione – ha replicato la Santa Sede – è di natura propriamente ecclesiastica. Dispiace, pertanto, che sia stata strumentalizzata a fini che cercano di presentarla in chiave politica e demagogica, come se intendesse danneggiare la Croazia. Invece, la decisione della Santa Sede mira esclusivamente a ristabilire la giustizia dentro la Chiesa, peraltro con un risarcimento solo parziale», e a ripristinare, «per quanto ad oggi possibile, la condizione determinata dalla volontà testamentaria del donatore originario». Il 4 agosto il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Croata ha espresso appoggio alla scelta vaticana, mentre 70 parroci istriani riunitisi a Pisino hanno manifestato pieno sostegno al vescovo e all’idea di restituire gli immobili allo Stato, nonché di indennizzarlo per quelli venduti.

Il 9 agosto è stato recapitato alla diocesi l’ordine di pagamento della prima rata dell’indennizzo (500.000 euro). Qualora non avesse tale somma, le verrebbero pignorati beni corrispondenti. Il ministro della Giustizia ha dichiarato nulle le decisioni che avevano assegnato le proprietà alla parrocchia, e subito la Procura di Stato ha chiesto al Tribunale di Buie di vietarne l’alienazione annunciando di volerne assicurare la restituzione allo Stato. Ciò comporterebbe però l’annullamento delle vendite effettuate dalla diocesi.

 

Esuli e rimasti a Semedella

Domenica 8 maggio capodistriani esuli e rimasti hanno partecipato assieme alla festa in onore della Beata Vergine delle Grazie che ogni anno si svolge nella chiesetta di Semedella in memoria dell’intercessione che la Madonna avrebbe compiuto per salvare la città dalla peste del 1630-31. Il vescovo ausiliario di Capodistria mons. Jurij Bizjak ha concelebrato una messa con i parroci di Capodistria Jože Pegan e del rione di San Marco Jože Koren. Nell’omelia Bizjak ha affermato che il tradizionale pellegrinaggio consolida i vincoli di amicizia tra capodistriani e la loro fede religiosa. Ha poi ringraziato il console generale d’Italia a Capodistria Marina Simeoni e il presidente della locale CI Mario Steffè e ha inoltre ricordato don Giovanni Gasperutti, sacerdote capodistriano esule a Trieste mancato nel 2010 che aveva sempre fornito il suo apporto alla buona riuscita della celebrazione insieme a Lino Cernaz, presidente della CI di Capodistria, mancato pochi mesi prima di lui. La funzione è stata allietata dai canti del gruppo corale «Incontro» di Trieste. Al termine si è tenuto un incontro conviviale nel cortile della chiesa.

 

Cultura abitativa in area adriatica

Ha avuto luogo a Parenzo presso il Museo del Territorio Parentino dal 19 al 21 maggio la quinta «Biennale Istriana di Storia», convegno scientifico internazionale promosso e organizzato dallo stesso Museo, dall’Università di Pola - Dipartimento di Scienze umanistiche e dall’Archivio di Stato di Pisino, con il sostegno dei Ministeri della Cultura, Scienza, Istruzione e Sport della Repubblica di Croazia, della Regione Istriana, della Città di Parenzo e di varie istituzioni locali istriane. Sono stati presentati gli atti della quarta Biennale dal titolo Filii, filiae...: posizione e ruolo dei bambini nell’area adriatica e si è poi passati al tema di questa edizione: Domus, casa, habitatio...: la cultura abitativa nell’area adriatica. Studiosi croati, sloveni e italiani hanno affrontato il tema da angoli visuali e in riferimento a periodi storici diversi.

 

Restaurato crocifisso di Cittanova

Il crocifisso rinascimentale ligneo da secoli presente nella chiesa della Beata Vergine del Carmelo a Cittanova d’Istria, restaurato a Venezia grazie alla legge regionale veneta 15/94, è tornato nella località d’origine lo scorso maggio. Non però nella sua sede storica, chiusa perché anch’essa sottoposta a restauro, bensì provvisoriamente nella chiesa parrocchiale. Il costo dell’operazione è stato di 15.900 euro a carico della Regione del Veneto.

 

58° «Pula Film Festival»

Si è svolta dal 9 al 23 luglio la 58ª edizione del «Pula Film Festival». Quest’anno il «Paese Amico» è stata l’Italia. Di ciò si è compiaciuto il presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipović durante il suo intervento alla serata inaugurale. In tale sezione sono state proiettate al cinema «Valli» le recenti pellicole Habemus Papam di Nanni Moretti, Io sono l’amore di Luca Guadagnini, Cosa voglio di più di Silvio Soldini, La doppia ora di Giuseppe Capotondi e Una vita tranquilla di Claudio Cupellini.

 

Narni: via a Norma Cossetto

Lo scorso 15 luglio è stata intitolata una via di Narni, cittadina umbra in provincia di Terni, a «Norma Cossetto, 1920-1943, Martire delle Foibe». Erano presenti alla cerimonia fra gli altri il sindaco Stefano Bigaroni, il senatore Valentino Valentini, il vicesindaco del vicino Comune di Attigliano Leonardo Fazio, Franco Papetti, presidente del Comitato di Perugia dell’ANVGD, e il consigliere comunale narnese del PDL Ilaria Ubaldi, la cui proposta, presentata nel 2008, è stata appoggiata sia dalla maggioranza di centro-sinistra che dalla minoranza di centro-destra.

 

Rovigno: danneggiati i monumenti di due italiani

Nella notte fra il 15 e il 16 luglio in piazza Valdibora a Rovigno ignoti vandali hanno forzato e girato i perni su cui si trovavano i busti dei partigiani internazionalisti Pino Budicin e Matteo Benussi Cio. Il gesto è stato denunciato dalla locale Associazione dei Combattenti Antifascisti. L’amministrazione cittadina di Rovigno ha subito fatto smontare i due monumenti per sottoporli a riparazione. Il vicesindaco Marino Budicin si è appellato ai suoi concittadini affinché aiutino le autorità a individuare i colpevoli. Il presidente dell’Unione Italiana (UI) Furio Radin ha manifestato sdegno per l’esecrabile atto, «compiuto come sempre da ignoti, nei confronti dei monumenti a due tra i più noti e coraggiosi antifascisti italiani di Rovigno e della nostra comunità intera». L’on. Radin ha protestato per «questo ennesimo attacco nei nostri confronti, che segue a ripetuti atti di vilipendio alla nostra bandiera e a scritte offensive nei confronti della nostra identità e della nostra madrepatria», chiedendo che «sia fatta finalmente chiarezza e identificati i responsabili». «Le forze di polizia perciò – ha concluso – sono chiamate a fare il loro dovere». Già in precedenza il monumento a Budicin era stato ripetutamente imbrattato.

 

Trieste si riavvicina all’Istria

Il nuovo sindaco di Trieste Roberto Cosolini (centro-sinistra) ha ricevuto lo scorso 19 luglio in municipio il presidente dell’UI Furio Radin e il presidente della Giunta esecutiva Maurizio Tremul. «Nei prossimi mesi – ha affermato – intendo incontrare i sindaci dei Comuni istriani, di Fiume, di Lubiana e Zagabria, accompagnato dai miei assessori, e gradirei anche la presenza dell’Unione Italiana. Intendo creare una rete ad ampio raggio ed avviare un dialogo diretto con le Comunità. Riapriamo gli antichi sentieri dei nostri padri, lasciando fluire idee e nuovi progetti». Radin e Tremul hanno garantito piena disponibilità a partecipare agli incontri. «Abbiamo concordato – ha reso noto Radin – sul fatto che stanno per essere ritracciati gli antichi sentieri di comunicazione che sono nel DNA di questa zona dell’Europa, che partono da Trieste e abbracciano l’Istria, Fiume e le isole del Quarnero. Bisogna ricreare un’area di circolazione completamente libera di persone, merci e idee».

 

Fiume: si ristruttura una scuola

Il sindaco di Fiume Vojko Obersnel, il presidente dell’UI Furio Radin, il presidente della Giunta esecutiva Maurizio Tremul, il presidente dell’UPT Silvio Delbello e la direttrice della Scuola elementare italiana «San Nicolò» Iva Bradaschia Kožul hanno firmato venerdì 22 luglio nel municipio del capoluogo quarnerino una lettera d’intenti per la ristrutturazione della sede dell’istituzione scolastica, che prevede anche l’ampliamento di un vano da adibire a biblioteca, sala di lettura e aula multimediale. UI e UPT si sobbarcheranno la metà dei 118.000 euro di spesa previsti, mentre la Città di Fiume farà altrettanto. Il prossimo passo dovrà essere la ristrutturazione della palestra.

 

Albona: restaurata chiesetta

Ad Albona è stata riaperta al pubblico la sera di venerdì 22 luglio la chiesetta di Santa Maria Maddalena dopo i restauri finanziati dal Ministero croato della Cultura, dalla Regione Veneto e dalla Città di Albona. L’edificio sacro risale al XIV secolo, ha pianta rettangolare, presenta sulla facciata principale un occhio a rosetta sovrastato da un campaniletto a vela ed ha un’entrata ad arco gotico ogivale. All’interno si possono ammirare i resti degli affreschi che illustrano la vita di un santo. La chiesetta era stata proprietà della nobile famiglia albonese degli Scampicchio.

 

Genova: distrutta lapide

Nella notte fra il 23 e il 24 luglio nei Giardini Cavagnaro a Genova è stata spezzata la lapide e infranta a sassate la piastra toponomastica che reca inciso «Passo Vittime delle foibe». Solo poche settimane prima il vice presidente del IV Consiglio municipale della Valbisagno Domenico Morabito aveva denunciato il pessimo stato in cui versa l’area del monumento, usata da persone incivili nei fine settimana come luogo per grigliate, latrina a cielo aperto e immondezzaio.

 

Isola Calva: lapide per le vittime

Il primo ministro croato Jadranka Kosor ha visitato lo scorso 25 luglio l’Isola Calva (Goli Otok), che tra la fine degli anni ’40 e la metà degli anni ’50 fu sede di un famigerato campo di concentramento titino per prigionieri politici. Lì persero la vita o comunque subirono torture, maltrattamenti e gravi privazioni migliaia di detenuti di varia nazionalità, tra cui non pochi cominformisti italiani sia istriano-fiumano-dalmati sia provenienti dall’Italia. La premier ha reso loro omaggio accendendo un cero ai piedi della croce eretta in loro memoria. Sempre sull’Isola Calva, il 23 agosto, in occasione della Giornata delle Vittime dei Sistemi Totalitari e Autoritari, è stata inaugurata una lapide in ricordo delle vittime.

 

10ª «Arena International»

Si è svolta dal 28 luglio al 4 agosto la decima edizione di «Arena International», la scuola estiva di musica classica della CI di Pola. Numerosi i concerti eseguiti dagli allievi: il 28 luglio alla CI di Pola I maestri interpretano…, in onore del maestro Nello Milotti recentemente scomparso; il 31 luglio, alla CI di Dignano, La musica ci parla di…; il 1° agosto nella chiesa dei Santi Felice e Fortunato di Sissano Pagine immortali; il 2 agosto l’opera di Mozart Bastien e Bastienna e il primo balletto di Mozart; il 2 e 3 agosto alla CI di Pola Viaggio nella musica e Il profumo della musica. Il 4 agosto nell’affollato duomo di Pola ha avuto luogo il concerto di gala dei solisti e dell’orchestra «Arena International».

 

Croazia: niente doppio voto

In Croazia neppure alle elezioni politiche del 4 dicembre le minoranze nazionali potranno esercitare il doppio voto, ovvero la facoltà di scegliere sia uno dei partiti in lizza sia uno dei candidati al proprio seggio minoritario specifico. Dovranno invece optare nuovamente fra il voto politico e quello etnico. Inoltre la minoranza serba non avrà più diritto a tre deputati. Lo ha deciso il 29 luglio la Corte Costituzionale sentenziando l’incostituzionalità dell’art. 1 della legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali approvata nel dicembre 2010 dal Parlamento con la maggioranza dei due terzi. Secondo la Corte, «non è permesso garantire e determinare in anticipo il numero di rappresentanti al Sabor per nessuna minoranza etnica e su nessuna base» perché altrimenti si riconoscerebbe che ogni etnia costituisce una parte a sé della popolazione. Ciò, malgrado il doppio voto sia previsto dalla stessa Costituzione, oltre che dalla legge di tutela delle minoranze e da quella sull’elezione dei deputati, e malgrado una legge costituzionale attuativa della Costituzione vieti modifiche alla legge elettorale per le politiche nell’ultimo anno prima della scadenza naturale della legislatura. La Corte ha però deciso che quest’ultima clausola non si applica alle comunità nazionali.

Furio Radin, deputato della minoranza italiana e presidente del gruppo parlamentare delle minoranze, ha definito la sentenza «una vergogna», frutto della politicizzazione della Corte Costituzionale e di interessi trasversali sia al centro-destra sia al centro-sinistra. Solo pochi giorni prima aveva spedito in proposito una lettera al presidente Giorgio Napolitano. «La sentenza – ha dichiarato Radin – farà la felicità di tante persone alle quali le minoranze disturbano. Il mio progetto è di continuare a disturbare queste persone ancora a lungo». Il gruppo parlamentare informerà di questo «scandalo» i maggiori Paesi dell’UE e i più importanti fra quelli extraeuropei. Radin ha invitato gli italiani di Croazia il prossimo 4 dicembre a «votare in massa per il seggio specifico, perché così dimostreremo la nostra protesta».

 

«Italian Film Festival di Rovigno»

Si è svolta dal 1° al 6 agosto 2011 l’11ª edizione dell’«Italian Film Festival di Rovigno», organizzata dalla locale CI, dal Circolo Lumière di Trieste, dal Circolo del Cinema di Adria (RO) e dalla Federazione Italiana Circoli del Cinema. L’iniziativa si è avvalsa del contributo del Ministero italiano per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Istriana, delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, delle Province di Trieste e di Rovigo, della Città di Rovigno e del Comune di Adria. Sponsor sono state la Comunità Turistica di Rovigno, le Cooperative Operaie di Trieste, l’UI e l’UPT. Obiettivo era presentare il cinema italiano in Istria, sostenere la locale comunità italiana e offrire momenti di scambio culturale alle diverse comunità linguistiche presenti. Il festival si componeva di tre sezioni: Panorama, con film recenti non agevolati dalla distribuzione italiana; Retrospettiva, con vecchi capolavori; Corti e documentari. Particolare attenzione è stata riservata al Risorgimento.

 

Il Comune di Capodistria mette all’asta 62 beni

Lo scorso 11 agosto il Comune-Città di Capodistria ha messo all’asta 62 immobili, fra terreni, edifici e locali, per un valore iniziale di 32 milioni di euro. Lo scopo era semplicemente quello di far cassa. Il Ministero dei Trasporti sloveno ha però diffidato dalla compravendita dei terreni compresi nell’area del porto, costituenti i due terzi del valore complessivo, sostenendo che la loro vendita sarebbe illegale e quindi nulla perché vietata dal nuovo Piano Regolatore Portuale. Inoltre la Comunità Locale di Ancarano e i promotori della "secessione" della stessa da Capodistria hanno annunciato il ricorso alle vie legali per impedire che si alienino alcuni terreni di particolare pregio a Lazzaretto, Punta Grossa e Valdoltra, per un totale di 177.000 metri quadri, che dovrebbero rientrare nel futuro Comune di Ancarano.

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