I POLESANI COMMEMORANO ASSIEME VERGAROLLA

Si sono svolte a Pola lo scorso 18 agosto in un clima disteso e con una partecipazione ancora superiore a quella del 2010 le cerimonie per il 65° anniversario della strage di Vergarolla, organizzate dalla Comunità degli Italiani di Pola (CIP) in collaborazione con il Libero Comune di Pola in Esilio (LCPE) e il Circolo di Cultura Istro-Veneta «Istria».

 

Intorno alle 9.30 è partito dalla riva davanti alla Capitaneria di Porto un battello che ha condotto una delegazione ristretta dei soggetti promotori, insieme ad alcuni giornalisti, fin davanti alla spiaggia di Vergarolla, teatro del terribile eccidio. Appena salpati, è emerso dall’acqua nei pressi dell’imbarcazione un benaugurante delfino.

Claudia Millotti, presidente dell’Assemblea della CIP, ha espresso soddisfazione per il fatto di trovarci lì tutti assieme con molta naturalezza. Ha ammesso di essere molto emozionata e commossa. «Pare impossibile – ha detto – che questo mare così calmo, bello e trasparente sia stato testimone della più grande strage avvenuta a Pola in tempo di pace. Era una tranquilla domenica di sole e tante famiglie si stavano godendo la pace riconquistata. La pineta pullulava di gente per assistere alle manifestazioni sportive organizzate dalla società "Pietas Julia". La città, riunita a Vergarolla, era in festa. Improvvisamente la catastrofe, un boato che non dimenticheremo mai: 28 mine disinnescate e poi innescate di nuovo hanno creato l’inferno. La strage ha spalancato le porte all’esodo cambiando la storia della città. Più di 100 furono le vittime, 64 quelle identificate. Noi ora siamo qui in rappresentanza di tutti i polesani che avrebbero voluto esserci».

Paolo Radivo, consigliere dell’LCPE, ha letto i 64 nomi con la relativa età (quando nota) pregando affinché il Signore conceda loro l’eterno riposo. Poi Claudia Millotti e Lino Vivoda, consigliere ed ex sindaco dell’LCPE nonché fratello di una delle vittime, hanno lanciato in mare la corona che la CIP e l’LCPE hanno dedicato a quei loro concittadini defunti con la scritta «I polesani» su un nastro tricolore. Contemporaneamente Ardemio Zimolo, vice-presidente del Consiglio municipale, ha gettato in mare la corona della Città di Pola che riportava una dedica bilingue gialla su nastro azzurro.

Ritornata a riva, la delegazione si è diretta al duomo, dove stavano affluendo gli altri partecipanti: in tutto circa 200, provenienti sia da Pola sia dall’Italia. Di questi ultimi, 53 sono giunti da Gorizia con il pullman organizzato dal Comitato provinciale dell’ANVGD e dalla sezione della Lega Nazionale, altri 53 da Monfalcone, Trieste e Muggia con il pullman del Circolo «Istria». Non erano solo esuli polesani o istriani, ma anche residenti nelle province di Trieste e Gorizia desiderosi di assistere alle cerimonie e di visitare Pola. Altre persone dall’Italia sono arrivate con mezzi propri.

Per il Libero Comune di Pola in Esilio erano presenti il sindaco Argeo Benco, 9 consiglieri (la sera prima si era tenuta all’Hotel Riviera una seduta di Consiglio) e diversi soci, per il Circolo «Istria» il presidente Livio Dorigo, il tesoriere Fabio Scropetta e altri aderenti o simpatizzanti. Anche quest’anno non è mancato Furio Radin, deputato della comunità nazionale italiana al Parlamento di Zagabria, presidente del gruppo parlamentare delle minoranze e presidente dell’Unione Italiana. Ci hanno poi onorato della loro partecipazione il sindaco di Muggia (TS) Nerio Nesladek, il vice-sindaco di Trieste Fabiana Martini, il vice-sindaco di San Dorligo della Valle (TS) Antonio Ghersinich e l’assessore alla Cultura, Commercio e Marketing Territoriale di Monfalcone (GO) Paola Benes.

Cospicua e di alto livello è stata anche la rappresentanza degli altri sodalizi della diaspora. C’erano infatti il vice-presidente di FederEsuli e presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane Lorenzo Rovis, il vice-presidente nazionale dell’ANVGD nonché presidente del Comitato provinciale dell’ANVGD e dalla sezione isontina della Lega Nazionale Rodolfo Ziberna, il presidente della Famiglia Dignanese Luigi Donorà (con alcuni membri del direttivo), il segretario della Comunità di Piemonte d’Istria (aderente all’Associazione delle Comunità Istriane) Franco Biloslavo e la componente del direttivo dell’Associazione delle Comunità Istriane e della Comunità Chersina Carmen Palazzolo Debianchi. Da segnalare inoltre il presidente del Comitato 10 Febbraio di Trieste Daniele Mosetti, quello della società nautica «Pietas Julia» di Sistiana Antonio Tommasi e la presidente della sezione polese della società «Dante Alighieri» Silvana Wruss.

Ma l’ospite più prestigioso è stato senz’altro l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Alessandro Pignatti Morano di Custoza. Non era mai successo prima che un ambasciatore italiano in Croazia intervenisse a tali commemorazioni: ciò testimonia l’ulteriore salto di qualità compiuto quest’anno. Si sono invece rammaricati di non poter presenziare il console generale d’Italia a Fiume Renato Cianfarani (ancora convalescente), il vice-console onorario italiano a Pola Tiziano Soš
ić, la presidente della CI di Valle Rosanna Bernè e la presidente della Famiglia Montonese Simone Peri, che ha inviato un sentito messaggio augurale di vicinanza e condivisione.

Alle 11 ha avuto inizio la messa. Il duomo era gremito un po’ più dell’anno scorso e come la mattina del 19 giugno 2011 per il nostro raduno, tanto che alcuni sono dovuti rimanere in piedi. Mons. Desiderio Staver ha ringraziato le autorità e chiesto al Signore di essere misericordioso con le vittime di Vergarolla donando loro l’eredità beata del suo Regno. «La Chiesa peregrinante – ha aggiunto – va verso l’eternità ricordando quelli che sono già nell’eternità. Abbiamo un Padre, un Re che ci ha donato suo Figlio immolatosi per noi perché testimoniassimo l’amore e il perdono. Nessuno vive e muore da solo, ma sempre in comunione». Anche stavolta la funzione religiosa è stata splendidamente accompagnata dal coro misto della società artistico-culturale «Lino Mariani» aderente alla CIP, che al termine ha cantato il «Va’ pensiero». Claudia Millotti ha ringraziato sia mons. Staver, auspicando di poterlo avere per tanti anni ancora in quel duomo ricco di storia e di ricordi, sia il coro per le indimenticabili emozioni dateci.

Gli intervenuti si sono poi posizionati nell’attiguo giardino all’ombra degli alberi, mentre le autorità sono rimaste davanti al cippo memoriale e il coro della «Lino Mariani» a lato della chiesa. Per prima è intervenuta Claudia Millotti. «65 anni fa – ha detto – la tragedia di Vergarolla avrebbe scritto le pagine più dolorose e laceranti della storia di Pola. Grazie a nome della Comunità degli Italiani di Pola a tutti coloro, polesani e non, che si inchinano alle vittime del terribile evento e che ne mantengono viva, con rispetto e umana pietà, la memoria. Grazie alle autorità per la significativa presenza, grazie al Libero Comune di Pola in Esilio e al Circolo di Cultura Istro-Veneta "Istria" per esserci al fianco in questo luogo. Siamo qui, assieme, per ripercorrere a testa alta le pagine del passato e commemorare degnamente i concittadini che persero la vita quella domenica di agosto del 1946, quando ormai si credeva che dopo gli orrori della guerra la vita sarebbe ripresa. E siamo qui per onorare accanto ai tanti l’eroica figura del dott. Geppino Micheletti».

«Pola – ha continuato la Millotti – non dimenticherà mai il 18 agosto del 1946! Ci riuniamo in questo luogo dal 1997, da quando a 51 anni dalla tragedia vi venne posto il cippo memoriale, semplice ma significativo: una pietra spezzata a simboleggiare le vite spezzate, la città spezzata, distrutta dal dolore e mutilata. Sulla pietra solo una scritta sintetica, essenziale: "Vergarolla", la data, l’ora. Ai piedi una firma importante: "Grad Pula - Città di Pola", a conferma che Vergarolla è una tragedia intrisa nella sua storia. Con la posa del cippo la Città diede un forte segnale di democrazia, di libertà e di maturità ed indicò il percorso da seguire. Giunti al 65° anniversario, l’emozione di ritrovarci attorno a questo cippo è sempre la stessa, grande, sofferente nel ricordo, perché, per quanto il tempo possa lenire il dolore, le tragedie umane scavano tracce indelebili sul volto, nei cuori e sulla pietra. Il dolore chiama a raccolta noi polesani, ci unisce, e apre la strada per scrivere nuove pagine di un futuro sereno».

«L’Europa, ambasciatrice di civile convivenza, unisce popoli e costumi – ha rilevato la presidente – nella comune meta della pace. Perché proprio la pace, la tolleranza, ossia la conquistata capacita di ascoltare l’altro, sono il collante dell’umanità. Dopo secoli di alterne fortune, i muri e i paletti eretti dall’intolleranza hanno ceduto, e anche la Croazia nel 2013 farà parte della grande famiglia europea. E con lei l’Istria. Noi vi accederemo fieri di aver saputo, voluto e potuto conservare la presenza italiana, la storia, la lingua, la cultura italiana a Pola e nell’Istria. In un’unica casa, nel rispetto della comune memoria, continueremo a ritrovarci in questo luogo, in questo giorno, convinti nei valori della preghiera, della giustizia e della speranza cristiana che il bene avrà il sopravvento sul male. Porteremo alle vittime e alle loro famiglie la nostra vicinanza, il nostro cordoglio e i fiori del ricordo perché "Nessuno muore del tutto finché ne sarà conservata la memoria"».

Il direttore de «L’Arena» Silvio Mazzaroli ha ringraziato Claudia Millotti, ribadito che l’esplosione di Vergarolla fu un crimine e non un fatto accidentale e auspicato che a organizzare l’evento sia in futuro la Città di Pola alla presenza delle bandiere croata, italiana, polese ed europea.

L’ambasciatore Pignatti, lodando quanto affermato dai precedenti oratori, ha ringraziato tutti i partecipanti e le autorità croate e si è rallegrato del fatto che a Pola gli esuli siano i benvenuti. Richiamandosi al discorso pronunciato dal presidente Napolitano al Parlamento di Zagabria, ha sottolineato che è giusto e necessario coltivare la memoria per costruire il futuro su solide basi. «L’Italia – ha rilevato Pignatti – ha sostenuto con convinzione l’avvicinamento della Croazia all’Unione Europea perché la comunanza dei valori europei rinsalderà ancora di più i nostri rapporti». L’ambasciatore ha infine confermato che i presidenti Napolitano e Josipovi
ć saranno a Pola il prossimo 3 settembre e ha invitato tutti i convenuti ad assistere al concerto all’Arena, dove si celebrerà con musiche sia italiane che croate l’amicizia fra i due paesi.Dopo le allocuzioni, l’Ambasciata d’Italia, la Città di Pola, l’LCPE, il Circolo «Istria», la CIP e l’ANVGD – Lega Nazionale di Gorizia hanno deposto le rispettive corone ai piedi del cippo, accompagnati dal requiem cantato dal coro della «Lino Mariani». La maggioranza dei presenti si è quindi recata nella sede della CIP per un incontro conviviale e un rinfresco all’insegna della ricomposizione fra esuli e rimasti. Verso le 15 la comitiva goriziana è andata a visitare il centro storico. Poco dopo altri partecipanti dall’Italia hanno raggiunto l’ex chiesa dei Sacri Cuori. Nello spazio espositivo inaugurato lo scorso 14 luglio Giulia Codacci Terlević, archeologa e curatrice del Museo Archeologico dell’Istria, ha illustrato i contenuti della mostra Pola, la nascita della città, donando infine a tutti gli interessati il catalogo della mostra stessa, nonché due pubblicazioni sul Tempio di Augusto e l’Arena. Il gruppo è poi sceso nell’ex rifugio anti-aereo, dove ha rapidamente visitato la mostra Gli inizi dell’aeronautica a Pola.

Alle 18, sul Colle di San Giusto a Trieste, il vice-sindaco dell’LCPE Tito Lucilio Sidari e il consigliere Lino Vivoda hanno presenziato alla scopertura della stele con i nomi delle 64 vittime identificate della strage di Vergarolla, promossa dalla Federazione Grigioverde e dalla Famiglia Polesana.

Paolo Radivo