NOTIZIE FLASH DEL MESE DI SETTEMBRE 2011

Flash

A cura di Paolo Radivo

Una targa per la Viribus Unitis

Il presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipović ha inaugurato sabato 20 agosto a Brioni Minore una targa in memoria degli oltre 300 membri dell’equipaggio della corazzata Viribus Unitis morti il 1° novembre nello scoppio avvenuto quando questa si trovava in rada a Pola. Alle 5.30 il maggiore del Genio Navale Raffaele Rossetti, intrufolatosi nella baia insieme al tenente medico Raffaele Paolucci, aveva applicato alla carena della nave un esplosivo da 200 kg. Catturato, venne a sapere che nel frattempo la Viribus Unitis era stata affidata al neocostituito e neutrale Stato degli Sloveni, Croati e Serbi. Allora rivelò che l’esplosione sarebbe avvenuta alle 6.30. L’ammiraglio Janko Vuković Podkapelski fece sgomberare la corazzata da tutto l’equipaggio. Visto che però la deflagrazione tardava, alcuni marinai ritornarono sulla nave. Così, quando alle 6.44 la carica esplose, perirono oltre 300 uomini, compreso l’ammiraglio. Molte vittime erano istriane, quarnerine e dalmate: a maggior ragione dunque appare doveroso commemorarle degnamente. La targa reca la scritta «Gloria et memoria – Viribus Unitis – In hoc signo vinces – 1918-2011». Alla cerimonia, organizzata dalla sezione istriana dell’Albo degli ufficiali, hanno presenziato delegazioni di sodalizi di ufficiali di complemento croati, sloveni e austriaci, il colonnello Drago Lovrić del Comando delle Forze Armate della Repubblica di Croazia, Ljubomir Cerovac dell’Albo degli ufficiali della Regione Istriana, il vice-presidente della Regione Istriana Vedran Grubišić, il sindaco di Pola Boris Miletić, delegazioni di città italiane, slovene e austriache e rappresentanti di comunità religiose. Josipović ha affermato che, accanto alle vittime della Viribus Unitis, bisogna ricordare le vittime di tutti i conflitti. In alternativa alla guerra – ha detto – occorre scegliere il dialogo, l’amicizia, la collaborazione e la pace, che è il dono più grande.

 

Zara: asilo italiano nel 2012

L’asilo italiano di Zara dovrebbe aprire i battenti fra un anno e si chiamerà «Pinocchio». A primi di settembre è stato firmato il contratto per il versamento della prima rata, di 60mila euro, per acquistare la sede. Si tratta di una villetta di due piani, di circa 300 metri quadrati, con giardino. Una volta acquisita la proprietà dei locali, bisognerà provvedere alla loro ristrutturazione, agli arredi e ad altre incombenze per avviare l’attività. In tutto la spesa preventivata è di 400mila euro. Dunque, dopo anni di tira e molla, la situazione sembra essersi finalmente sbloccata. L’Unione Italiana sarà fondatrice dell’istituzione prescolare, come richiesto dalla Città di Zara, la quale si sobbarcherà l’onere di pagare gli stipendi al personale. Per ora vi sono 19 bambini pre-iscritti. Così lo scorso 23 settembre la Comunità degli Italiani (CI) di Zara ha festeggiato i suoi primi vent’anni di vita con la ragionevole speranza di vedere presto realizzato un obiettivo a lungo perseguito. Nel frattempo continueranno i corsi di italiano per bambini sia nella sede comunitaria, sia in due asili croati, sia nell’elementare cittadina.

 

Vittime del piroscafo «San Marco»

Sono state solennemente commemorate a Porto Salvore lo scorso 9 settembre le circa 130 vittime del piroscafo di linea «San Marco», colpito da aerei anglo-americani il 9 settembre 1944 al largo dell’estrema punta nord-occidentale dell’Istria oggi croata. Alla commossa cerimonia sono intervenuti il sindaco di Umago Vili Bassanese, il vicesindaco Mauro Jurman, il presidente del Consiglio cittadino Goran Slavujević, parecchi consiglieri municipali, i rappresentanti delle CI del territorio e diversi parenti delle vittime. Parlando sia in croato che in italiano, Bassanese ha definito quella di 67 anni fa una «tragedia assurda e inutile». Dopo un minuto di raccoglimento, una delegazione è salita su un battello per deporre in mare corone di fiori.

Alle 6.30 del 9 settembre 1944 il «San Marco», lungo oltre 50 metri, partì da Umago alla volta di Salvore, Pirano, Isola, Capodistria e Trieste. Era una limpida giornata di sole, sgombra da nubi e un po’ ventilata. A bordo si trovavano numerosi civili, alcuni dei quali portavano con sé cassette di pesci e di generi alimentari destinati a essere venduti a Trieste, una trentina di soldati tedeschi, per lo più della stazione di avvistamento di Petrovia, e alcuni giovani di leva diretti a Udine. L’imbarcazione era appena ripartita da Porto Salvore quando nove aerei anglo-americani la bombardarono, facendola colare a picco, e mitragliando poi i superstiti gettatisi in mare. Alla fine perirono un centinaio di civili, tra cui diversi bambini, e una trentina di militari tedeschi. Molti corpi, trivellati dalle pallottole e affondati, non sono mai stati rinvenuti.

 

Celebrata l’Impresa di Fiume

Il 12 settembre è stata ricordata a Ronchi dei Legionari (GO) l’Impresa di Fiume, che proprio da lì ebbe inizio nella notte fra l’11 e il 12 settembre 1919 su iniziativa di Gabriele d’Annunzio. La cerimonia è stata promossa dalla sezione di Fiume della Lega Nazionale di Trieste, presieduta da Elda Sorci. Accanto a lei, presso il monumento celebrativo dei Legionari, erano presenti il sindaco del Libero Comune di Fiume in Esilio Guido Brazzoduro e varie altre persone provenienti da Trieste, Monfalcone, Gorizia e Udine. Sono state esposte le bandiere italiana e fiumana, nonché i labari della Dalmazia e dell’Associazione Nazionale Alpini.

 

2012: esuli albonese ad Albona?

Il prossimo Raduno Nazionale Albonese potrebbe svolgersi nel 2012 ad Albona: sarebbe la prima volta dal 1952. La proposta è stata avanzata ufficialmente domenica 13 settembre dalla delegazione della CI di Albona e del comitato albonese della «Dante Alighieri» al 38° Raduno Nazionale Albonese svoltosi a Trieste. Gli esuli albonesi sono raggruppati nella Comunità di Albona, aderente all’Associazione delle Comunità Istriane. La loro prima valutazione è stata positiva, ma ora dovranno decidere. Intanto è già un fatto altamente significativo che il Raduno di quest’anno sia stato un’occasione di incontro coi rimasti. Dopo la messa celebrata nella chiesa di Montuzza e la deposizione di fiori sulla lapide dedicata all’albonese Lelio Zustovi nel Parco della Rimembranza, i partecipanti hanno pranzato assieme nel ristorante del castello di San Giusto.

 

Daila: il Vaticano contro Zagabria

Il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone ha firmato a nome della parrocchia di Daila e della diocesi di Parenzo-Pola il ricorso al Tribunale amministrativo della Croazia contro il decreto con cui il 9 agosto il ministro della Giustizia Dražen Bošnjaković aveva stabilito di restituire allo Stato tutti i beni immobili dell’ex convento di Daila che la Repubblica di Croazia fra il 1997 e il 2002 aveva donato alla parrocchia e alla diocesi, compresi quelli poi venduti a privati. Il “ministro degli Esteri" vaticano si è così sostituito al vescovo Ivan Milovan e al parroco Milivoj Koren, i quali hanno accettato di delegare Bertone pur preferendo che la tenuta torni per intero allo Stato. Lo stesso Milovan non aveva voluto firmare la convenzione, stipulata il 13 luglio 2011, che prevedeva di restituire all’abbazia di Praglia (PD), legittima intestataria espropriata nel 1947-48, circa il 40% dei beni più un indennizzo. Per superare l’impasse il papa aveva delegato un altro sostituto a firmare in vece del vescovo. Analogo ricorso contro il provvedimento ministeriale è stato presentato dalla ditta Abbazia SRL, costituita a Pola dai benedettini di Praglia.

Su richiesta della Abbazia SRL, il Tribunale comunale di Buie ha rinviato al 19 ottobre l’udienza prevista per il 19 settembre in seguito a una denuncia precedentemente sporta dalla stessa SRL contro la parrocchia di Daila, la diocesi di Parenzo-Pola e la Città di Cittanova. I frati si sono detti disponibili a ritirarla nel caso si applicasse la convenzione del 13 luglio. Intanto però il Tribunale ha respinto per vizi di forma la richiesta di intavolazione ai benedettini della parte dei beni dell’ex convento stabilita nella convenzione.

Mentre il presidente della Regione Istriana Ivan Jakovčić continua a difendere pubblicamente il vescovo Milan, è stata aperta su Facebook la pagina in croato «Cattolici per il Papa», dove si esprime appoggio alle scelte vaticane su Daila, si criticano le falsità di certa stampa croata contro Benedetto XVI e il primate Bozanić e si ricorda che la Chiesa cattolica in Croazia non è una Chiesa nazionale, come invece sosteneva Tito.

 

Piemonte: case ai profughi

Dopo 59 anni finalmente i profughi giuliano-dalmati residenti in Piemonte o i loro discendenti potranno acquistare a un prezzo di favore gli alloggi in cui vivono e che erano stati costruiti per loro in base a una legge del 4 marzo 1952. Lo ha stabilito una legge proposta dalla Lega Nord e approvata lo scorso 14 settembre dal Consiglio regionale piemontese. «Oggi – ha commentato Mario Carossa, capogruppo leghista e primo firmatario – paghiamo un debito che avevamo nei confronti di persone più sfortunate di noi. Il prezzo di cessione degli appartamenti sarà pari al 50% del costo della costruzione, come previsto dalla legge nazionale 560 del 1993». «Con questa legge – ha affermato Paolo Tiramani, consigliere leghista di origini istriane – si lancia un grande messaggio, quello che i profughi e le vittime della guerra non hanno colore politico». «Finalmente – ha dichiarato Andrea Buquicchio, capogruppo dell’Italia dei Valori – una casa per gli esuli di Istria e Dalmazia a 60 anni da quella tragedia. Il miglior modo per celebrare il 150° anniversario dell’unità d’Italia all’insegna di un’autentica solidarietà nazionale. Il Consiglio regionale ha riconosciuto il diritto dei rimpatriati ad ottenere un alloggio a prezzo agevolato, un diritto a lungo ignorato dallo Stato italiano per incomprensibili cavilli burocratici».

 

Raduno rovignese a Rovigno

Si è svolto anche quest’anno a Rovigno il Raduno della Famìa Ruvignisa. Alla 54ª edizione hanno partecipato circa 180 esuli tornati nella città natia da varie parti d’Italia e del mondo. La mattina del 16 settembre in duomo hanno festeggiato insieme ai rimasti la patrona Sant’Eufemia. La mattina del 17 hanno assistito a una conferenza sul castelliere di Moncodogno, che poi sono andati a visitare. Quindi hanno visitato il Museo civico di Rovigno. Nel pomeriggio alla CI hanno ascoltato la conferenza su La fotografia sul dramma della campagna di Russia. La sera poi si sono goduti il concerto di musica popolare rovignese del gruppo «I Batana». La mattina del 18, dopo la messa all’Oratorio, un battello li ha portati a vedere l’arcipelago rovignese. Nel pomeriggio all’Hotel Park i radunisti hanno seguito una conferenza sulla storia dell’Istria organizzata dal Centro di Ricerche Storiche di Rovigno.

La sera al Centro Multimediale c’erano la vicepresidente della Regione Istriana Viviana Benussi, il sindaco di Rovigno Giovanni Sponza, il vice Marino Budicin, la vic
epresidente del Consiglio cittadino Cinzia Russi Ivančić, il presidente della CI Gianclaudio Pellizzer, il presidente della Famìa Ruvignisa Francesco Zuliani, nonché numerosi attivisti della CI e soci della Famìa. I mini-cantanti della CI hanno interpretato canzoni dialettali. Tullio Svettini, attore rovignese esule a Grado, ha letto brani sul tema Risorgimentando: dai mille di Garibaldi a Trieste italiana. Infine il coro della «Marco Garbin» ha cantato canzoni tradizionali.«Siamo molto felici – ha dichiarato Pellizzer – che tanti esuli rovignesi tornino ogni anno nella nostra e nella loro città in occasione di Sant’Eufemia. Come lo storico incontro tra i presidenti Napolitano e Josipović e il concerto all’Arena, anche incontri come quello di stasera hanno una grande importanza perché sono un’occasione per dialogare, collaborare e stare insieme».

Zuliani ha confessato l’emozione di tornare a Rovigno, ritrovare gli amici d’infanzia e reimmergersi in quel clima culturale. «Purtroppo nel dopoguerra – ha aggiunto – noi esuli siamo finiti sparsi un po’ ovunque per l’Italia e in altri paesi del mondo, e non siamo riusciti a mantenere vivo né a trasmettere ai nostri discendenti il tessuto culturale che voi avete invece saputo custodire. Ve ne siamo profondamente grati».

 

Cittanova il nuovo asilo italiano

Ha aperto i battenti in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico la nuova sede dell’asilo italiano di Cittanova. I lavori di ristrutturazione e ampliamento sono durati tre mesi come previsto. La superficie interna è stata estesa a 295 metri quadri, quella esterna a 126. Il Governo italiano, attraverso la collaborazione UI-UPT, ha consentito la realizzazione dell’opera grazie a un finanziamento di 100.000 euro, ha fornito mezzi e attrezzature didattiche, e in avvenire fornirà riviste professionali e si occuperà dell’aggiornamento linguistico e didattico delle educatrici. La Città si farà invece carico delle spese di manutenzione e di quelle per gli stipendi del personale. L’asilo, parte integrante della locale scuola elementare italiana, ospita 37 bambini: 2 in più dell’anno precedente.

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