CENSIMENTO: I DILEMMI DEGLI ESULI

Censimento: i dilemmi degli esuli
La mancanza di indicazioni chiare da parte dell’ISTAT sta creando imbarazzi

Il 9 ottobre scorso l’ISTAT ha iniziato la distribuzione dei moduli per il 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni, che le famiglie hanno tempo fino al 20 novembre di consegnare a un ufficio postale o a un centro di raccolta oppure di compilare via web.

Alcune domande hanno messo in serio imbarazzo gli esuli istriano-fiumano-dalmati. A pagina 7 si chiede infatti rispettivamente: «Dove è nata Sua madre?» (domanda 3.4) e «Dove è nato Suo padre?» (domanda 3.5). Occorre indicare il luogo di nascita anche se la madre o il padre non sono dimoranti abitualmente nell’alloggio della persona interessata o sono deceduti.

I casi possibili sono due: 1) «in Italia»; 2) «all’estero». Nel secondo bisogna specificare lo stato estero di nascita. Sulla Guida alla compilazione del foglio di famiglia si precisa che «se i genitori sono nati all’estero va indicata l’attuale denominazione dello stato estero considerando i confini al 9 ottobre 2011».

Mettiamo il caso di un genitore nato a Pola nel 1922: è giusto scrivere «in Italia» perché allora Pola era Italia. Se però uno dei due genitori fosse nato a Pola nel 1910, quando cioè questa faceva parte dell’Impero austro-ungarico, cosa si dovrebbe scrivere? «All’estero»? Non però «Austria-Ungheria», perché non esiste più. Ma la Croazia non esisteva ancora... Non resterebbe che scrivere «in Italia», visto che pochi anni dopo Pola fu annessa al Regno. In tal modo si evidenzierebbe che il genitore in questione non emigrò da Pola in Italia, ma che furono i confini a spostarsi.

L’altra domanda imbarazzante (la 1.4) si trova a pagina 11. Riguarda il proprio luogo di nascita. Le alternative sono: 1) «in questo comune»; 2) «in un altro comune italiano»; 3) «all’estero». La seconda risposta è corretta per chi è nato a Pola durante l’amministrazione italiana, ovvero tra il 2 febbraio 1921 (entrata in vigore del Trattato di Rapallo) e il 15 settembre 1947 (entrata in vigore del Trattato di pace di Parigi). Bisognerebbe inoltre specificare che il comune era «Pola» e la sigla «PL».

I nati a Pola o nei territori ceduti alla Jugoslavia in base al Trattato di pace a partire dal 16 settembre 1947 è invece corretto che scrivano «all’estero», specificando lo stato in cui la località oggi si trova: nel caso di Pola, «Croazia».

Chi invece fosse a nato a Pola prima del 4 novembre 1918 (entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti) o durante l’occupazione armistiziale italiana, cioè fra il 4 novembre 1918 e il 1° febbraio 1921, si troverebbe nello stesso dilemma riguardante i genitori nati prima dell’annessione all’Italia. Se volesse scrivere «all’estero» non potrebbe indicare «Austria-Ungheria» perché non più esistente: dovrebbe necessariamente scrivere «Croazia», nel caso di Pola o di altra località oggi appartenente a quello stato. Sarebbe però meglio se scrivesse «in un altro comune italiano» specificando «Pola» e «PL».

I nati nell’ex Zona B del TLT dopo il 15 settembre 1947 ma in possesso della qualifica di profughi possono tranquillamente scrivere «in un altro comune italiano», specificando quale e indicando la sigla «PL». I nati nell’ex Zona B del TLT dopo il 15 settembre 1947 ma non in possesso della qualifica di profughi dovrebbero invece scrivere «all’estero», indicando lo stato (Croazia o Slovenia) in cui si trova ora tale località.

Paolo Radivo

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