NOTIZIE FLASH DEL MESE DI NOVEMBRE 2011

Notizie Flash a cura di Paolo Radivo


Carpi dedicherà un monumento

ai Martiri delle Foibe

Il Consiglio comunale di Carpi (MO) ha approvato all’unanimità il 27 ottobre scorso un ordine del giorno presentato dal consigliere Cristian Rostovi (PDL) che, esprimendo soddisfazione per l’avvenuta posa il 10 febbraio 2011 di una targa in memoria dei profughi istriani transitati nel campo di Fossoli, chiede alla Giunta di accettare in dono dall’ANVGD e posizionare il prossimo 10 febbraio un monumento in pietra carsica commemorativo dei Martiri delle Foibe, organizzando dal 2012 momenti di approfondimento e divulgazione con scuole e associazioni. L’assessore alle Politiche culturali Alessia Ferrari, ricordando come le locali scuole superiori si siano dal 2008 fortemente impegnate sul tema, ha spiegato che il monumento sarà posizionato in un’area verde a fianco del Parco della Cappuccina e accompagnato da una targa esplicativa. «Col tempo – ha affermato il sindaco Enrico Campedelli – sono state superate le interpretazioni sbagliate su chi veniva da territori così martoriati: Carpi è cresciuta anche grazie a questi esuli. Il monumento che poseremo diverrà un presidio di riflessione sui temi della democrazia e della pace, della memoria, in un momento storico così complesso per il nostro continente». Il presidente del Consiglio comunale Giovanni Taurasi ha deplorato la diffidenza con cui la comunità carpigiana accolse all’epoca gli esuli.

Turate: è polemica sul monumento alle vittime di Tito

È polemica a Turate (CO) dopo che, lo scorso 10 febbraio, l’amministrazione comunale aveva fatto erigere un monumento in ricordo delle vittime italiane del titoismo. Il giovane consigliere di Rifondazione Marco Tenconi ha affermato che i «pur ingiustificabili eccidi» delle foibe non furono imputabili «semplicisticamente alle “violenze comuniste” o alla popolazione slava, per anni violentata e torturata, bensì alla spartizione dei territori prima e all’italianizzazione forzata (con annesse umiliazioni, esecuzioni e deportazioni) poi». «Forse Tenconi – gli ha risposto su «La Provincia» l’esule zaratino Mario Marcuzzi – non ha capito che il monumento realizzato in paese non è certamente dedicato ai fascisti, ma alle vittime di soprusi, come avvenne alla mia famiglia, ed a tutti coloro che vennero barbaramente uccisi, svuotando città che erano a tutti gli effetti territorio italiano». Sostegno al sindaco Cristiano Banfi è giunto anche dal Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia.

Così Rovigno canta e prega a Dio

L’Unione Italiana, l’Università Popolare di Trieste e il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno hanno presentato il 28 ottobre presso il Centro Multimediale di Rovigno il libro del giovane e valente maestro David Di Paoli Paulovich Così Rovigno canta e prega a Dio. La grande tradizione liturgica, musicale e religiosa di Rovigno d’Istria. Il monumentale volume (1.196 pagine) costituisce il 32° “gioiello” della collana degli Atti del Centro. Dopo brevi cenni sulle origini della Chiesa rovignese, illustra la musica sacra in quella città e soprattutto il canto patriarchino, le realtà corali e strumentali, gli organi e le chiese. Propone quindi una ricchissima silloge di canti liturgici e religiosi patriarchini o aquileiensi in lingua latina diffusi in Istria e in Dalmazia, che si ritenevano perduti per sempre, nonché di canti in lingua volgare praticati nella basilica rovignese di Santa Eufemia sino al 1945. Il testo riunisce per la prima volta i materiali dispersi con l’esodo riaccostandoli secondo il ciclo dell’anno liturgico: sono canti in massima parte inediti o inaccessibili, trascritti dalla viva prassi della tradizione orale del periodo compreso fra la metà del XIX e la metà del XX secolo.

Educare alla diversità

Si è tenuto il 28 ottobre a Trieste presso una sala del Consiglio regionale l’incontro d’avvio del progetto EDUKA - Educare alla diversità, finanziato dal Programma per la cooperazione trans-frontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali. Partner guida è lo SLORI - Istituto Sloveno di Ricerche (Trieste). Gli altri aderenti sono la Provincia di Ravenna, l’Università del Litorale (Capodistria), l’Università di Trieste, l’Università di Udine, l’Università «Ca’ Foscari» (Venezia), la Società Filologica Friulana, l’Unione Italiana e l’Accademia della Scienza e dell’Arte Slovena. Verrà creata una rete trans-frontaliera di collaborazione tra i licei «Slomšek» e «Carducci» di Trieste e i ginnasi «Kosovel» di Sesana e «Carli» di Capodistria, tra gli istituti comprensivi triestini di San Giacomo, Guardiella e «Masih», il 2° circolo didattico di Trieste, nonché le scuole elementari «Vatovec» di Prade (Capodistria) e «Vergerio il Vecchio» di Capodistria, e ancora fra alcuni dei partner. Saranno promossi convegni, laboratori didattici e di ricerca trans-frontalieri per studenti e docenti, conferenze informative presso scuole e università, unità didattiche, manuali, giochi e dvd. Si punterà sull’educazione interculturale dei giovani tenendo conto sia della minoranza slovena e friulana in Italia, sia della minoranza italiana in Slovenia, sia delle nuove minoranze o gruppi di migranti.

Roma-Trieste 1945-1954:

la difficile intesa

Raoul Pupo e Massimo Bucarelli hanno presentato il 28 ottobre a Trieste presso la libreria «La Fenice» il libro della storica Anna Millo La difficile intesa. Roma e Trieste nella questione giuliana 1945-1954, Edizioni «Italo Svevo», 2011. In 238 pagine l’autrice analizza, anche grazie a documenti nuovi, i problematici rapporti tra il Governo italiano e i diversi soggetti politici che a Trieste ne sostenevano gli obiettivi, primo fra tutti il ritorno della città all’Italia. La Millo (Università di Bari) sottolinea come la spregiudicatezza di strumenti tattici utilizzati da Roma per influire sulla vita politica locale, l’ambiguo atteggiamento verso l’amministrazione anglo-americana e il sostegno concesso a formazioni neo-fasciste non sempre fossero condivisi dai partiti filo-italiani di Trieste, preoccupati di salvaguardare i valori democratici e perplessi di fronte all’inerzia governativa nell’affrontare la situazione economica della città.

A Trieste mostra sulla Dalmazia

È stata inaugurata il 16 novembre al Civico Museo della Civiltà istriana, fiumana e dalmata di via Torino 8 a Trieste la mostra storico-artistica La Dalmazia da Roma e Venezia all’Italia unita, a cura della Fondazione «Rustia Traine». Rimarrà visitabile fino al 28 dicembre con orario 10-13 e 15-19. Nell’affollata cerimonia inaugurale il pittore zaratino Secondo Raggi Karuz ha donato all’IRCI due quadri che riproducono rispettivamente il generale romano Marcellino, massima autorità in Dalmazia dal 461 al 468 d.C., e l’uccisione nel 480 d.C. a Spalato di Giulio Nepote, successore di Marcellino in Dalmazia e ultimo imperatore romano d’Occidente. Renzo de’ Vidovich, presidente della fondazione, ha spiegato che l’iniziativa intende sollecitare gli storici su temi trascurati, come: la lingua illirica, che sarebbe stata parlata anche sulla sponda adriatica occidentale; la centralità politico-militare della Dalmazia negli ultimi secoli dell’Impero romano; Venezia quale protettrice dei dalmati da pirati, re ungheresi e signori slavi dell’entroterra; il triplice esodo dei dalmati italiani: il primo causato dall’Impero asburgico dopo il 1848, il secondo determinato dal Regno dei Serbi, Croati e Sloveni fra il 1921 e il 1940, il terzo prodotto sia dai bombardamenti anglo-americani che dal terrore titoista fin dal 1943-44.

Fioriscono le iniziative di studio su “Unità d’Italia”

e Adriatico orientale

Numerosi sono stati fra ottobre e novembre i momenti pubblici di riflessione sui 150 anni dello Stato unitario italiano e sulle coeve vicende dell’Adriatico orientale.
Il 12 ottobre Fulvio Salimbeni ha tenuto alla Lega Nazionale di Trieste una conferenza su Il Risorgimento italiano visto dalla periferia: il caso della Venezia Giulia, 1863-2007.
Il 20 ottobre ha avuto luogo alla Biblioteca centrale di Capodistria una serata su Risorgimento italiano e dissoluzione dell’Austria-Ungheria. Kristjan Knez e i curatori hanno presentato gli atti dei convegni Unità italiana, indipendenza ungherese: dalla primavera dei popoli alla “finis Austriae” e Il Trianon e la fine della Grande Ungheria, organizzati dalla Società di studi storici e geografici di Pirano, dall’Associazione culturale italo-ungherese «Pier Paolo Vergerio» e dalla Sodalitas adriatico-danubiana di Duino-Aurisina.
La Fondazione per la tutela e lo studio del patrimonio storico sportivo della società nautica «Pietas Julia» ha tenuto nella sala Baroncini di Trieste due conferenze sul ruolo dello sport nella formazione della coscienza nazionale degli italiani della Venezia Giulia fino al 1915. In quella del 27 ottobre Sara Bergamasco e Paola Valentin hanno inquadrato il periodo storico fra il 1848 e la fine del secolo ricordando la nascita in vari paesi europei di società sportive patriottiche volte all’addestramento pre-militare dei giovani. Il presidente Antonio Tommasi ha illustrato l’attività velatamente irredentistica svolta dalle società canottiere come la «Pietas Julia» di Pola, l’«Adriaco di Parenzo», la «Libertas» di Capodistria, la «Pullino di Isola», la «Saturnia» di Trieste o l’«Ausonia» di Grado. Tali sodalizi, formalmente solo sportivi ma in pratica anche politico-culturali, furono sorvegliati dalle autorità asburgiche e limitati nelle loro esternazioni patriottiche fino alla Prima guerra mondiale, quando furono soppressi. Il 14 novembre Sara Bergamasco e Paola Valentin hanno tratteggiato la figura di Gregorio Draghicchio. Nato a Parenzo nel 1851, il patriota istriano studiò a Trieste e ottenne a Graz l’abilitazione all’insegnamento della ginnastica. Oltre che come docente, si distinse come autore di libri, elaboratore della corretta terminologia sportiva, oratore e giornalista. Nel 1882 passò 6 mesi in carcere a Trieste e gli venne tolta l’abilitazione all’insegnamento per «lesa maestà sovrana». Fra il 1898 e il 1900 fu direttore tecnico della società sportiva «Pro Patria» di Milano. Tornato a Parenzo, riuscì a fondere in un’unica società di ginnastica aperta a tutti ceti sociali («Forza e Valore») i due preesistenti sodalizi sportivi. Morì a Parenzo nel 1902.
Il 3 novembre Salvator Žitko ha tenuto a Pirano presso l’Istituto per il patrimonio del Mediterraneo una conferenza su Pirano e la Dieta provinciale istriana (1861-1918).
Dal 9 all’11 novembre si è svolta nel palazzo della Provincia autonoma di Trento la tre giorni Ai confini dell’unità d’Italia: territorio, amministrazione, opinione pubblica.
Il 10 e 11 novembre la Sodalitas adriatico-danubiana e l’Associazione culturale italo-ungherese «Pier Paolo Vergerio» hanno tenuto a Trieste presso la Biblioteca statale un convegno internazionale su Unità italiana e mondo adriatico-danubiano. Fra i numerosi relatori, Kristjan Knez ha trattato delle lotte compiute a Fiume per la difesa dell’autonomia e della lingua italiana, Ester Capuzzo del contributo dei triestini all’unificazione italiana, e Gianluca Pastori della rinuncia dei Governi italiani a modificare lo status quo dei confini dopo il 1870 per consolidare lo Stato monarchico. L’iniziativa è continuata il 12 novembre al castello di Duino con una conferenza e una tavola ritonda su Risorgimenti: identità nazionale, federalismo, europeismo.
Sempre il 10 e l’11 novembre, ma all’Università statale di Milano, ha avuto luogo il convegno intitolato Un’altra Italia ancora: Repubblica e minoranze nazionali al confine orientale. Rolf Wörsdorfer ha relazionato sulle minoranze al confine italo-jugoslavo nel quadro dell’Europa centro-orientale, Roberto Spazzali sulla Resistenza e il problema nazionale nella Giulia, Antonio De Francesco sul libro La Venezia Giulia dello storico Ernesto Sestan, Marta Verginella sui nazionalismi di confine, Paolo Giangaspero sull’istituzione della Regione a statuto speciale Friuli - Venezia Giulia. La due giorni si è conclusa con una tavola rotonda sulle minoranze nazionali ai confini orientali nel quadro dell’UE.
Il 17 e 18 novembre si è svolto a Trieste presso il Museo «Sartorio» il convegno Italiani a Trieste, promosso dal Laboratorio democratico «Bruno Pincherle» e dal Circolo «Norberto Bobbio» di Pordenone. Roberto Finzi ha parlato del contrastato rapporto fra l’Italia e Trieste, Giorgio Negrelli delle diverse idee di nazione nella Trieste asburgica, Anna Millo di nazionalismi e irredentismo, Anna Vinci di nazionalismo e fascismo a Trieste, Diego d’Amelio della strategia dei cattolici riguardo all’italianità, Patrick Karlsen del difficile sentimento nazionale triestino e Monica Rebeschini di Bruno Pincherle come italiano in equilibrio tra due mondi. Al termine una tavola rotonda si è incentrata sull’identità come problema culturale.
Il 18 novembre si è svolto a Isola d’Istria, a palazzo Manzioli, un convegno internazionale organizzato dalla Società di studi storici e geografici di Pirano su L’Unità d’Italia e l’Adriatico orientale: il ruolo degli intellettuali (1859-1870). Nella sessione riguardante il contesto storico-politico, Carlo Ghisalberti ha parlato del Governo e dell’opinione pubblica dell’Italia appena unificata di fronte ai problemi della sponda orientale adriatica, Almerigo Apollonio della classe politica liberale di Trieste e dell’Istria negli anni dell’unificazione italiana, Gino Ruozzi della concezione federalista, repubblicana e democratica dell’Unità elaborata dal dalmata Niccolò Tommaseo. Nella sessione dedicata agli intellettuali, Alberto Brambilla ha illustrato il controverso pensiero politico del glottologo goriziano Graziadio Isaia Ascoli, Fulvio Salimbeni l’idea “geografica” del confine orientale d’Italia secondo il patriota friulano Prospero Antonini, Antonio Cernecca l’attività intellettuale e politica dell’esule albonese Tomaso Luciani in Italia tra l’Unità e il 1866, e Michele Pietro Ghezzo Tardivo il ruolo degli studenti dalmati all’Università di Padova in epoca risorgimentale. Nella sessione I letterati e l’Unità d’Italia, Fulvio Senardi ha trattato dell’impegno risorgimentale del poeta classicista Giuseppe Revere, Nedjeljka Balić-Nižić delle riflessioni letterarie sul Risorgimento nei periodici dalmati italiani e slavi fra il 1859 e il 1870, Sanja Roić di come il garibaldino Ippolito Nievo descrisse la Dalmazia e il Montenegro nelle sue opere, Živko Nižić del poemetto del funzionario asburgico dalmata Marco Antonio Vidovich Lissa e l’i.r. viceammiraglio Tegetthoff (1867). Infine, nella sessione Italiani e Slavi meridionali dell’Impero asburgico: aspirazioni e contrapposizioni, Branko Marušič ha delineato l’atteggiamento degli sloveni verso il Risorgimento italiano, Milan Pahor lo sviluppo del movimento nazionale sloveno a Trieste dalla nascita dell’Associazione slava nel 1848, all’istituzione della Sala di lettura slava nel 1861, sino alla costituzione della Società politica «Edinost» nel 1874, Kristjan Knez l’impegno degli italiani di Trieste e dell’Istria nella difesa dell’autonomia contro le pretese annessionistiche degli sloveni della Carniola fra il 1865 e il 1871, infine Salvator Žitko le opinioni del giornale jugoslavista triestino «Primorec» sull’Unità d’Italia.

Dal 15 al 18 dicembre a Trieste

libri, convegni e spettacoli

su Istria, Fiume e Dalmazia

Si svolgerà a Trieste dal 15 al 18 dicembre la manifestazione In mezzo al mare si mise a nuotar…, ovvero La Sera del dì di festa e La Bancarella - Anteprima. A organizzare l’evento sono il Circolo culturale «Jacques Maritain», il CDM, l’Associazione delle Comunità Istriane e il Circolo «Istria». L’inaugurazione avverrà giovedì 15 dicembre al teatro «Miela» alle ore 15. Fra le 15.30 e le 18 saranno presentati gli ultimi libri editi dal Circolo «Istria». Alle ore 20 Laura Marchig e Leonora Surian, del Dramma Italiano di Fiume, leggeranno alcune pagine scelte dal libro Bora di Anna Maria Mori e Nelida Milani.
Venerdì 16 dicembre, al «Miela», fra le ore 10 e le ore 18 si terrà un convegno con relatori Stelio Spadaro, Roberto Spazzali, Kristjan Knez, Chiara Vigini, Paolo Radivo, Lucio Toth, Davide Rossi, Antonio Tommasi e Giorgio Tessarolo dal titolo 150° dell’Unità: il sogno italiano dell’Adriatico orientale. Alle ore 20 andrà in scena Il vertice capovolto, azione drammatica in sei quadri di Roberto Spazzali liberamente tratta da scritti e liriche della poetessa istriana Lina Galli.
Sabato 17 dicembre sarà dedicato alla presentazione di libri: alle ore 10.30 quello di Loris Premuda Sanità e personaggi nell’Istria veneto-asburgica, a cura di Silvio Premuda e Simone Peri, alle 11.30 quello di Lucio Toth Spiridione Lascarich alfiere della Serenissima, alle 15 quello di Rosanna Turcinovich Giuricin e Stefano De Franceschi Una raffica all’improvviso, alle 16 il Dizionario fiumano curato da Mario Bianchi e Fulvio Mohoratz, e alle 17 i testi di Guido Rumici Chiudere il cerchio - Vol. II e Parenzo nei ricordi. Alle 18 Il Libero Comune di Pola in Esilio presenterà il lavoro di Erica Cortese L’Esodo dimenticato e anticiperà i contenuti del convegno, previsto a Pola nel maggio 2012, riguardante i restauri che il prof. Mario Mirabella Roberti effettuò sui monumenti polesi bombardati dagli angloamericani. Alle 19 andrà in scena lo spettacolo di Maurizio Soldà Le incredibili storie di un venditore di lunari.
Domenica 18 dicembre alle ore 10 sarà presentato il romanzo di Maria Rosaria Dominis La panchina di pietra e alle 11.30 inizierà lo spettacolo di Franco Fornasaro Il viaggio. Seguirà una degustazione di prodotti tipici istriano-fiumano-dalmati.
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