NOTIZIE FLASH del mese di gennaio 2012

 

Al di qua e al di là del confine

Notizie Flash a cura di Paolo Radivo 

Beni degli esuli: il ministro Terzi riprenderà i negoziati con Slovenia e Croazia

Il deputato umbro del PDL Rocco Girlanda ha presentato il 13 gennaio scorso un’interrogazione al ministro degli Esteri Giulio Maria Terzi di Sant’Agata per sapere «se vi siano state evoluzioni» con le autorità slovene e croate «nelle iniziative volte a tutelare le legittime rivendicazioni» degli esuli istriani, fiumani e dalmati alla restituzione dei loro beni espropriati. Secondo il parlamentare, che aveva già interrogato due volte il precedente Governo in materia, l’avvicinarsi del Giorno del Ricordo impone «una particolare attenzione al tema dei diritti degli italiani che dovettero affrontare l’esodo dalle terre italiane della Venezia Giulia e della Dalmazia, nonché degli eredi delle migliaia di morti infoibati».
Una risposta il ministro l’ha indirettamente fornita al «Piccolo» di Trieste. «Riprenderemo – ha annunciato Terzi nell’edizione del 14 gennaio – i contatti diplomatici con Slovenia e Croazia per trovare rapidamente una soluzione accettabile per tutte le parti con in prima fila le associazioni degli esuli, che sono a noi carissimi per quello che rappresentano per la nostra cultura e per i sacrifici che hanno sopportato in tutti questi anni. Nel 1983 nascevano dei crediti nei confronti di questi esuli e siamo intenzionati a portare avanti il negoziato sulle quote residue che sono a carico della Slovenia per 57,7 milioni e della Croazia di 35,3 milioni». Richiesto di commentare il giudizio espresso nel 2007 a Lubiana dal suo predecessore Massimo d’Alema, secondo cui bisognava rivalutare la cifra di 110 milioni di dollari pattuita con l’ex Jugoslavia, il ministro ha risposto: «È una tesi che si può discutere. I valori stabiliti nel 1983 erano veramente i minimi accettabili da parte dell’Italia, quindi se c’è un qualsiasi margine interpretativo da parte nostra per aggiornare questi valori lo considereremo sicuramente con molta attenzione».

 

Capodistria celebra il Beato Monaldo

Lo scorso 9 novembre Capodistria ha dedicato un pomeriggio alla luminosa figura del Beato Monaldo. Su iniziativa della Biblioteca civica «Srečko Vilhar», della locale Comunità degli Italiani, della parrocchia triestina di Santa Maria Maggiore e dell’Associazione turistica di Costabona, il vescovo mons. Metod Pirih ha celebrato una messa nell’ex chiesa di San Francesco. Si è quindi esibito il coro dei pellegrini di Buie e Umago. Infine, nell’ex convento di Sant’Anna, un convegno ha tratteggiato la poco nota figura dell’ecclesiastico. Nato a Capodistria o forse a Pirano nel 1210, Monaldo svolse dapprima la professione di giurista per diventare poi frate francescano. In tale veste compilò la Summa Iuris Canonici (o Summa Monaldina), che fece di lui il principale giurista francescano del ’200. L’opera ebbe grande diffusione anche nei secoli successivi. Monaldo scrisse inoltre opere di teologia e filosofia, commenti biblici e sermoni. Fra il 1240 e il 1260 sarebbe stato anche padre provinciale francescano di Dalmazia. Morì nel 1280 a Capodistria in odore di santità. Le sue spoglie, conservate via via in luoghi diversi ma sempre in quella cittadina istriana, furono trasferite il 22 dicembre 1954 a Trieste nella chiesa di Santa Maria Maggiore.

 

A Pola una targa in memoria di Nello Milotti

«In questa casa visse e lavorò Nello Milotti, 1927-2011, compositore. Amato dalla musica con la musica hai parlato al prossimo. Al maestro con gratitudine i cittadini di Pola. 2011». Così recita la targa ricordo inaugurata lo scorso 11 novembre sulla casa di via Mutila (ex Medolino) 33 a Pola, dove il maestro dimorò dal 1935 alla morte, nel marzo 2011. Il Comitato di Quartiere di Grega, su iniziativa di Anita Flego Sponza e con il sostegno della Città di Pola, dell’Unione Musicale Istriana e dell’Università «Juraj Dobrila», ha voluto in tal modo rendergli omaggio perpetuo. Per onorarlo, il coro maschile della società artistico-culturale «Lino Mariani» della Comunità degli Italiani di Pola e quello misto della «Matko Brajša Rašan» hanno interpretato due sue canzoni. La sera prima la Federazione Nazionale Musicisti aveva dedicato al compositore un concerto con alcune delle sue melodie più celebri.
Nato l’11 novembre 1927 a Trieste e trasferitosi con la famiglia a Pola nel 1935, Nello Milotti faceva l’apprendista all’officina elettromeccanica di Scoglio Olivi quando l’arresto del padre ad opera dei fascisti lo indusse ad unirsi ai partigiani nel Gorski Kotar, dove nel 1944 compose il suo primo brano corale. Diplomatosi alla Scuola di musica di Zagabria e laureatosi in composizione all’Accademia musicale di Lubiana, insegnò al Ginnasio italiano di Pola, alla Scuola di musica «Ivan Matetić Ronjgov» (di cui fu anche preside negli anni ’70) e infine al Dipartimento di musica dell’Accademia di pedagogia di Pola. Diresse i cori di tre società amatoriali istriane: la «Lino Mariani» (dal 1953 al 2003), la «Brajša Rašan» (dal 1961 al 1981) e la «Roženice» di Pisino (dal 1979 al 2002). Scrisse un centinaio tra canzoni per coro e componimenti orchestrali, scenici e popolari, spaziando dalla musica classica alla leggera con opere sia in italiano che in croato. Vinse numerosi premi. Fra le onorificenze conferitegli ricorderemo quella di Cavaliere della Repubblica Italiana (1990).

 

Istria: sorgono nuove "case degli italiani"

In Istria si costruiscono nuove "case degli italiani".
A Orsera è partito ai primi di novembre il riatto di un palazzo nella centralissima Piazza Degrassi che dovrà ospitare la sede della locale Comunità degli Italiani, costituitasi nel 1991 ma per anni poco attiva anche causa la mancanza di un idoneo luogo di ritrovo. L’edificio, abbandonato con l’esodo del 95% circa delle popolazione urbana, era già stato individuato negli anni ’90, ma risultava di proprietà del Comune solo per due terzi. Dopo anni di attesa, la situazione si è finalmente sbloccata grazie ai 318.000 euro stanziati dal Ministero degli Esteri tramite l’Università Popolare di Trieste (UPT) e l’Unione Italiana (UI), ai buoni uffici del Comune stesso e all’impegno della nuova presidente Gilliana Boncompagno Pruže. Ancora per pochi mesi dunque i connazionali della suggestiva località costiera dovranno accontentarsi del piccolo locale offerto loro dal Comune. La nuova sede avrà invece una superficie di 240 metri quadri su quattro livelli. L’inaugurazione dovrebbe aver luogo la prossima estate.
Il 16 novembre a Visignano è iniziata con una solenne e festosa cerimonia la costruzione dello stabile che diverrà la sede della CI «Dott. Silvio Fortuna», sorta nel 1992. Il nuovo edificio, di 400 metri quadri su due livelli, conterrà una sala polivalente, la biblioteca, uffici, altre salette e un bar. Il terreno, finora ad uso agricolo, è stato donato allo scopo dal Comune guidato dal sindaco Angelo Mattich. L’opera sarà finanziata con circa 550.000 euro messi a disposizione dal Governo italiano tramite l’accoppiata UPT-UI. Il progetto è stato predisposto da due architetti della società «Urbis 72» di Pola. I lavori dovrebbero durare un anno. Nel frattempo i connazionali continueranno a servirsi di un locale di 20 metri quadri all’interno dell’osservatorio astronomico. La prossima sfida dei visignanesi italiani sarà quella di aprire nel loro borgo collinare una sezione dell’asilo «Paperino» di Parenzo.
A Cherso sono partiti in dicembre i lavori di restauro di palazzo Pretorio, da ultimare entro 8 mesi. Al termine la locale CI, ora trasferitasi in un locale offertole dalla Città, utilizzerà due dei quattro piani dello storico e centralissimo edificio. Sempre in dicembre l’UI ha firmato un accordo con l’IRCI di Trieste per la tutela delle tombe italiane nel cimitero chersino.
A Visinada è cominciata la ricostruzione e l’ampliamento della sede della CI. A fine estate 2012 dovrebbe invece concludersi la seconda fase dei lavori di costruzione della nuova sede della CI di Torre, finalmente ripresi nei mesi scorsi dopo 3 anni di sospensione: saranno realizzati una sala polivalente e vani per la sezione locale dell’asilo «Paperino». A Valle procede speditamente il restauro degli interni di palazzo Bembo, che fra pochi mesi ospiterà la sede della CI. A Pola infine sono terminati in settembre, ma con ben 4 anni di ritardo, i lavori per la costruzione della nuova palestra della scuola elementare-media e della scuola media superiore italiane. Intanto la Giunta esecutiva dell’UI ha approvato i progetti di restauro delle sedi delle CI di Capodistria, Gallesano e Draga di Moschiena, nonché dell’edificio della scuola elementare italiana «Gelsi» di Fiume.

 

Ricordato il botanico Giuseppe Martinoli

Il grande botanico lussignano-dalmata Giuseppe Martinoli è stato degnamente ricordato nel centenario della nascita lo scorso 25 novembre a Roma presso la Biblioteca Casanatense in un convegno promosso dal comitato provinciale dell’ANVGD e dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. Coordinati da Donatella Schürzel, numerosi relatori ne hanno esposto il percorso biografico, scientifico e professionale, nonché l’importante contributo alla conoscenza e tutela della vegetazione. Durante il convegno è stato possibile acquisire l’annullo speciale concesso da Poste Italiane. Nel salone della Biblioteca è stata inoltre allestita una piccola mostra. Martinoli nacque a Spalato da madre lussig ana il 12 marzo 1911, ma passò l’infanzia a Lussinpiccolo e studiò al seminario di Zara. Alla Normale di Pisa si laureò in Scienze naturali e poi in Farmacia e si diplomò in Botanica. All’Università di Cagliari insegnò Botanica generale, Botanica generale e sistematica e Botanica farmaceutica. Vide Lussino per l’ultima volta il 28 maggio 1945, quando dovette lasciarla di notte su un’imbarcazione. Dal 1946 fu direttore dell’Istituto e Orto botanico dell’Università di Cagliari, dal 1955 di quello dell’Università di Pisa e dal 1963 di quello dell’Università di Roma. Diede il suo apporto alla nascita nel 1966 dell’Orto botanico delle Alpi Apuane. Morì a Roma il 13 marzo 1970.

 

Studenti triestini ben accolti a Rovigno

A fine novembre gli studenti della sesta e settima classe dell’elementare-media italiana «Bernardo Benussi» di Rovigno hanno accolto quelli della prima D della media «Lionello Stock» di Trieste. I primi hanno cantato l’inno della loro scuola, i secondi canzoni in inglese e triestino. Quindi si sono scambiati regali e lettere. In seguito è stato proiettato un CD (regalato ai triestini) con immagini della cittadina istriana accompagnate da canzoni e spiegazioni in italiano, inglese e dialetto rovignese. Poi tutti i ragazzi hanno svolto assieme attività di laboratorio in inglese, tedesco, italiano e rovignese su turismo, folclore, tradizioni e organizzazione della scuola. Successivamente i triestini, cui sono stati offerti merenda e pranzo, hanno visitato l’ecomuseo «Casa della Batana», il Centro di Ricerche Storiche e la locale CI. Infine, davanti alla chiesa di Sant’Eufemia, hanno partecipato con i coetanei rovignesi a un concorso ex tempore di disegno.

 

Come tutelare le tombe italiane?

Tutela del patrimonio monumentale della memoria italiana nei cimiteri dell’Istria e ruolo delle Comunità degli Italiani: questo il titolo dell’incontro che i rappresentanti delle CI di Fiume, Parenzo, Pisino, Rovigno e Visignano hanno avuto lo scorso 7 dicembre con quelli dell’IRCI presso la CI di Rovigno. Il prof. Antonio Pauletich, rovignese "rimasto" che guida per conto dell’ente triestino il progetto Tutela e manutenzione del patrimonio monumentale delle sepolture italiane nei cimiteri dell’Istria, ha spiegato che dal 1996 a oggi l’IRCI ha catalogato le tombe italiane in 203 cimiteri della parte croata e in alcuni di quelli dell’Istria slovena. Laddove Comuni e aziende cimiteriali si sono dimostrati collaborativi, si è riusciti a far restaurare e conservare in appositi lapidari le steli funerarie che altrimenti sarebbero andate distrutte per lasciar spazio a nuove sepolture. Buoni sono i risultati raggiunti a Rovigno e Pisino, molto meno invece quelli ottenuti a Fontane, Lisignano, Matterada e Pinguente. Assai grave poi è la situazione a Fiume, dove molte delle vecchie tombe è passata in concessione a terzi perché gli eredi non pagavano la tariffa annua, mentre altre giacciono abbandonate malgrado alcuni restauri promossi dal Libero Comune di Fiume in Esilio. Il deputato triestino del PD Ettore Rosato ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Terzi chiedendogli di attivarsi per scongiurare la scomparsa delle antiche lapidi e tombe italiane, il 22% delle quali – secondo dati IRCI – hanno già subito la cancellazione delle originarie incisioni.

 

Commemorati i caduti di tutte le guerre

A Milano, domenica 11 dicembre, il Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia ed il Libero Comune di Pola in Esilio con i rispettivi labari, insieme ad un gruppo di esuli residenti in città con le bandiere di Fiume, Dalmazia e Istria, hanno partecipato alla grande cerimonia nazionale degli Alpini per ricordare, oltre ai loro commilitoni, tutti i militari caduti per la Patria in tutte le guerre. Dopo la S. Messa celebrata nel duomo, sul sagrato le autorità civili e militari hanno salutato i partecipanti, ricordando tutti i caduti. Si è poi svolta l’imponente sfilata fino al Sacrario di Piazza S. Ambrogio, che raccoglie le spoglie di 5.000 soldati e dove le massime autorità dell’Associazione Nazionale degli Alpini hanno deposto una corona d’alloro. Ai due lati erano schierati un picchetto, la banda degli Alpini con tutte le delegazioni d’Italia e le numerose Associazioni combattentistiche.

 

Firenze: Piazza Dalmazia non cambia nome

Scampato pericolo: a Firenze Piazza Dalmazia non cambierà nome. Riccardo Lazzerini, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà in Consiglio provinciale, aveva proposto di intitolarla a Diop Mor e Samb Modou, i due senegalesi uccisi proprio lì il 13 dicembre da un fanatico razzista poi suicidatosi. Ma il 21 dicembre la Commissione Cultura del Comune ha approvato una mozione del PD che prevede di installare nella piazza una statua/monumento in memoria delle due vittime «contro ogni forma di discriminazione razziale e xenofobia». Il 31 dicembre la Rete Antirazzista fiorentina ha intanto collocato una targa provvisoria. La delegata ANVGD Myriam Andreatini Sfilli ha scritto al sindaco Renzi dicendosi favorevole al monumento, ma contraria al cambio di nome perché è giusto «commemorare doverosamente una memoria senza ometterne un’altra» e perché «la presenza, nella toponomastica di Firenze, dei nomi delle città e delle regioni già italiane – la cui plurisecolare storia è intensamente correlata con la storia dell’Italia per lingua, cultura, costumi e istituzioni civili – rende giusto conto dell’appartenenza di quei territori così particolari alle vicende della Nazione, alla cui formazione e sviluppo tante personalità del passato e le stesse comunità degli esuli nel secondo dopoguerra hanno dato un riconosciuto contributo». Lettere di protesta contro la cancellazione di Piazza Dalmazia sono state inviate anche da singoli esuli.

 

Convento di Strugnano: restituita alla Chiesa parte dei terreni

Il Comune di Pirano e la parrocchia di Strugnano hanno firmato il 1° gennaio 2012 un’intesa che conclude il processo di "denazionalizzazione" del convento dei frati minori di Strugnano (Slovenia), confiscato dalle autorità jugoslave nel 1945. Nel 2010 l’edificio era stato restituito alla Chiesa e ora lo saranno anche 4.500 metri quadri di terreni pertinenziali. Parte di questi verranno gestiti dalla parrocchia assieme al centro di istruzione «Elvira Vatovec». La Chiesa ha inoltre acquistato dal Comune altri 900 metri quadri per 162mila euro, somma che verrà sottratta entro il 2014 dall’indennità che il Comune stesso paga per beneficiare di alcuni spazi del convento. Sempre il 1° gennaio il vescovo di Capodistria ha dato il via alle celebrazioni per i 500 anni dell’apparizione della Madonna di Strugnano (15 agosto 1512).

 

Pagnacco (UD) avrà un monumento ai Martiri delle Foibe

La Giunta comunale di Pagnacco (UD) ha concesso un contributo di 2.000 euro per la realizzazione e la posa di un monumento ai Martiri delle Foibe nell’omonima piazza del capoluogo. L’iniziativa, ideata da Sara Harzarich Pesle, nipote del maresciallo Arnaldo Harzarich nonché nostra socia, è stata ufficialmente sostenuta dal Libero Comune di Pola in Esilio. Il sindaco Gianni Ciani l’ha fatta propria, ritenendola un atto doveroso che contribuisce sia a ricordare chi ha sofferto ingiustamente sia a voltare pagina per non ripetere gli errori del passato. L’amministrazione del Comune friulano ha deciso di contribuire anche alla realizzazione di un monumento voluto dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia per celebrare il più giovane partigiano italiano. Con tale duplice sostegno la Giunta di Pagnacco, sostenuta da PDL, PD, SEL, IDV e UDC, intende commemorare le vittime sia del comunismo titoista sia del nazi-fascismo.

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