RIPENSARE ALLA STORIA PER COSTRUIRE UN FUTURO COMUNE di Renzo Codarin

 L’INTERVENTO DI di RENZO CODARIN
presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati


Il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo che oggi l’intera Nazione italiana celebra in forma solenne vorremmo rappresentasse una nuova tappa dell’importante cammino coraggiosamente avviato dai Presidenti di Italia, Slovenia e Croazia.

La Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati ha voluto sostenere questo salutare percorso, che ha già prodotto un clima più sereno nelle relazioni tanto fra i tre Paesi quanto fra i tre Popoli vicini e ormai coabitanti nella comune Casa europea.

Gli Esuli istriano-fiumano-dalmati e i loro discendenti non vogliono essere un intralcio al pieno riavvicinamento tra Italia, Slovenia e Croazia o allo sviluppo di Trieste. Anzi: desiderano essere utili a Trieste, così come all’Italia e all’Europa, senza danneggiare in alcun modo i Paesi vicini.

Non vi sono reali alternative al giusto percorso che insieme stiamo compiendo. Infatti, solo in un clima più disteso fra le nostre Istituzioni e i nostri Popoli potremo finalmente risolvere anche i problemi di lunga data che ancora gravano su di noi.

Citiamo, fra i più sentiti: la legge italiana per l’equo e definitivo indennizzo dei beni sottratti dalla ex Jugoslavia, la restituzione da parte slovena e croata dei beni in libera disponibilità e di quelli esclusi dai trattati internazionali, la tutela delle tombe italiane nei cimiteri dei luoghi d’origine, nonché il recupero dei resti delle persone trucidate dai titini e la segnalazione ufficiale dei luoghi dove avvennero tali eccidi.

Non è possibile conseguire obiettivi così importanti senza il dialogo, il rispetto e la fiducia reciproci sia fra i governanti sia fra i cittadini di Italia, Slovenia e Croazia.

È un evento storico fondamentale e una premessa incoraggiante per ogni serio negoziato sui temi irrisolti il fatto che prima il Presidente Türk e poi il Presidente Josipovic ci abbiano incontrato ufficialmente, che a Trieste il 13 luglio 2010 abbiano reso omaggio con il Presidente Napolitano al monumento all’Esodo, e che i Presidente Napolitano e Josipovic abbiano partecipato al concerto del 3 settembre 2011 all’Arena di Pola.

La sfida che ora ci attende è perciò quella di incrementare tale benefico clima di comprensione, affinché possa dare frutti sempre più concreti anche per noi e i nostri discendenti.

Chi invece, strillando, ostacola il processo distensivo non fa i veri interessi né degli Esuli, né di Trieste, né dell’Italia, ma semmai rinfocola il nazionalismo sloveno e croato, fortemente indebolito dal processo di integrazione europea.

In tale ottica auspichiamo che questo 10 febbraio 2012 sia vissuto da tutti come un’occasione per trarre dalle tragedie del passato un ulteriore stimolo a continuare il cammino saggiamente intrapreso, in modo da raggiungere in futuro sempre nuovi traguardi.

Il recente sondaggio commissionato dall’Anvgd rivela che ancora troppo pochi italiani sanno cosa furono le Foibe e l’Esodo: dunque molto resta da fare affinché i nostri connazionali (politici compresi) siano debitamente informati.

Dallo stesso sondaggio emerge però che negli ultimi anni qualche passo avanti è stato compiuto, specie fra i giovani, anche grazie alle celebrazioni del Giorno del Ricordo in ogni parte d’Italia e alla collaborazione tra i sodalizi degli Esuli e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Ricordare oggi le dolorose vicende di ieri ci aiuti a costruire meglio il domani. Un domani di speranza. Un domani in cui gli Esuli e i loro discendenti possano essere sempre più di casa nell’Adriatico orientale insieme ai fratelli "Rimasti", uniti da quella comune identità italiana e giuliano-dalmata che assieme dobbiamo preservare. Tutto ciò è realmente possibile: basta volerlo fino in fondo e operare di conseguenza. Con serenità.

(dal Piccolo del 10/02/2012)