NOTIZIE FLASH DEL MESE DI FEBBRAIO 2012

Al di qua e al di là del confine

Notizie Flash a cura di Paolo Radivo

 

Una guida di Capodistria riscopre la sua storia italiana

Capodistria - La città e il suo patrimonio. È questo il titolo della pregevole guida scritta dallo storico Salvator Žitko in collaborazione con Ingrid Celestina e Roberta Vincoletto. L’opera, edita dalla Libreria «Libris» nelle versioni slovena e inglese e dal Centro Italiano di Promozione, Cultura, Formazione e Sviluppo «Carlo Combi» nella versione italiana, è stata presentata al pubblico lo scorso 9 dicembre nella sala del Consiglio comunale di Capodistria a Palazzo Pretorio. Il volume illustra con in modo oggettivo, anche grazie a fotografie e documenti d’epoca, tanto il patrimonio architettonico e artistico quanto le peculiarità naturali e geografiche dell’antica Caput Histriae, senza trascurarne la storia, le tradizioni e i personaggi celebri. Con onestà intellettuale il prof. Žitko ha sottolineato come Capodistria sia stata indiscutibilmente fino al 1954 una città latina e italiana.

 

Pola rende omaggio a Sergio Endrigo

Ha avuto luogo sabato 17 dicembre presso la Comunità degli Italiani di Pola (CIP) una riuscitissima serata canora in onore dell’illustre concittadino esule Sergio Endrigo. Il famoso cantante, nato all’ombra dell’Arena del 1933, andò profugo con la sua famiglia a Brindisi nel 1947. Trasferitosi poi a Venezia, morì a Roma nel 2005. La sala polivalente era affollatissima, tanto che si sono dovute aggiungere nuove sedie. Vito Dundara ha interpretato 1947 (canzone dedicata all’esodo), Scende la notte, La prima compagnia e La colomba, Maer Il treno che viene dal sud, Dove credi di andare, ed Altre emozioni, Riccardo Bosazzi Girotondo intorno al mondo, Anna Tiani Io che amo solo te, Via Broletto 34 e Canzone per te (vincitrice di Sanremo 1968), Livio Belci Aria di neve e Lontano dagli occhi (seconda a Sanremo 1969), i minicantanti della CI di Albona Ci vuole un fiore, Il pappagallo e La casa. Infine tutti gli interpreti e il pubblico hanno cantato all’unisono L’arca di Noè. Il coinvolgente spettacolo Musica e poesia di Sergio Endrigo, condotto da Rosanna Bubola, è stato promosso dalla Piccola Scena Musicale Istriana in collaborazione con la CIP e il patrocinio dell’Unione Italiana, dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e dall’Ente turistico di Pola.

 

Caporetto è in Italia. Anzi no!

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha attivato verso la metà di gennaio sul proprio sito www.miur.it il servizio Scuola in chiaro per fornire informazioni alle famiglie. L’elenco delle Province di Gorizia e Trieste includeva però anche una cinquantina di Comuni che fra il 1920 e il 1947 erano appartenuti all’Italia, ma che ora appartengono alla Slovenia. Fra questi: Caporetto, Idria, Postumia, Sesana ed altri riportati nella dicitura italiana utilizzata durante il Ventennio. Numerose sono state le proteste a riguardo e per fortuna il sito è stato rapidamente corretto. La senatrice del PD Tamara Blažina, ex sindaco di Sgonico (TS), ha subito presentato un’interrogazione chiedendo se fosse stata avviata un’indagine per verificare le cause e le responsabilità di tale «incresciosa situazione», cosa intendesse fare il ministro affinché in futuro non si ripetano più fatti del genere e se non ritenesse opportuno scusarsi con le autorità slovene e con i Comuni sloveni erroneamente inseriti tra i Comuni italiani. La senatrice ha ricordato che già nel 2010 lo stesso sito aveva fatto un "errore" analogo e che il suo ripetersi stava destando grande incredulità tra la popolazione locale e in Slovenia, ma anche un danno significativo all’immagine del MIUR, nonché «diffidenza, confusione e sconforto tra gli utenti».

 

Il 66,3% dei croati vota sì all’Europa

Appena il 43,5% degli elettori croati si è recato alle urne, ma ben il 66,3% dei votanti ha detto sì all’ingresso nell’Unione Europea e solo il 33,1% no. Sono questi i risultati del referendum deliberativo svoltosi domenica 22 gennaio in Croazia: un vero e proprio plebiscito, il secondo dopo quello che nel 1991 sancì l’indipendenza. Non era previsto alcun quorum, di modo che l’esito è vincolante. Il trattato di adesione sottoscritto lo scorso 9 dicembre prevede l’entrata nell’UE il 1° luglio 2013. A tal fine il Parlamento di Zagabria e quelli degli attuali 27 membri dovranno ratificarlo entro quella data.

Il Presidente della Repubblica Ivo Josipović, il nuovo Governo di centro-sinistra, la Chiesa cattolica e tutti partiti, salvo l’estrema destra nazionalista, si erano espressi a favore. Pochi giorni prima del referendum il Sabor aveva approvato con 127 sì e un solo no una mozione che definiva quella europea una scelta «strategica e di interesse nazionale». Josipović ha parlato di «un grande giorno per la Croazia»: «sono felice – ha detto – perché ora l’intera Europa sarà la mia casa». «Addio Balcani» ha titolato il quotidiano «Večernji List». Fortemente soddisfatta l’Unione Italiana (UI). Il presidente e capogruppo parlamentare delle minoranze nazionali Furio Radin ha attribuito l’alto astensionismo alla scarsa fiducia verso la politica. «Manca poco, due o tre anni, e anche il confine di Schengen – ha detto – si sposterà, ponendo rimedio a una situazione "astorica" che ha tentato di dividere un territorio che storicamente non è mai stato diviso. Verrà a ridursi sensibilmente la distanza con il nostro Paese di origine culturale, l’Italia». «Questo voto – ha dichiarato il presidente della Giunta esecutiva dell’UI Maurizio Tremul – riporta la Croazia in Europa, consentendo ai nostri connazionali di non essere più considerati extracomunitari. L’esito del referendum permetterà di riunire nuovamente l’Istria, giacché a breve potrà cadere il confine innaturale che la divide. Cadrà così pure una parte dei disagi che hanno messo a dura prova l’unitarietà». Tremul si è augurato che la Croazia quanto prima adotti l’euro ed entri nell’area Schengen.

 

A Capodistria francobolli danteschi

Dal 19 gennaio al 25 febbraio la mostra dal titolo La «Divina Commedia» attraverso la Filatelia tematica ha proposto al pubblico nella Galleria del Museo Regionale di Capodistria 34 minicollezioni di francobolli da 12 fogli l’una, per ognuno dei Canti dell’Inferno, realizzate da 34 soci del Centro Italiano di Filatelia Tematica. La collaborazione con Poste Slovene ha consentito l’allestimento della rassegna e la realizzazione di un francobollo commemorativo e di una cartolina maximum (con l’immagine di Dante tratta da un dipinto del pittore capodistriano Bartolomeo Gianelli) a cura del Circolo Filatelico di Capodistria, grazie al finanziamento della Comunità degli Italiani «Santorio Santorio», nonché la stampa di un’altra cartolina celebrativa con l’immagine del cono dell’Inferno ripresa dall’incunabolo miniato «Figino-Grifo» (per gentile concessione della Casa di Dante in Roma) grazie al finanziamento del Centro italiano «Carlo Combi» di Capodistria.

Domenica 22 gennaio la filologa dantesca Valentina Petaros Jeromela ha tenuto nella sala del Museo regionale una conferenza su La Divina Commedia fra traduzione e versione. È seguita una visita guidata alla mostra in lingua italiana.

 

Albona: il Veneto finanzia restauri

Entro il 2012 la Città di Albona restaurerà la chiesa di Sant’Antonio di Padova e il relativo campanile con il contributo della Regione del Veneto ai sensi della legge 15/94 denominata Interventi per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta nell’Istria e nella Dalmazia. Per la chiesa il Veneto offrirà 430.000 delle 450.000 kune previste, mentre per il campanile 75.000 delle 235.000 kune. Entro quest’anno dovrebbero inoltre concludersi i lavori di restauro interno della chiesa di Santa Maria Maddalena iniziati nel 2011, per i quali la Regione del Veneto ha stanziato circa 290.000 delle oltre 400.000 kune previste.

 

Assemblea della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria

La mattina di sabato 28 gennaio si è svolta nella sede sociale di via Crispi 5 a Trieste l’Assemblea dei soci della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria (SIASP). L’istituzione culturale, fondata a Parenzo nel 1884, fu trasferita a Pola nel 1927, a Venezia dopo l’esodo e infine a Trieste nel 1970.

Il presidente Giuseppe Cuscito ha relazionato sull’attività svolta nel 2011 malgrado tagli e ritardi nell’erogazione dei finanziamenti pubblici. In particolare ha ricordato la presentazione il 22 gennaio a Trieste del volume, curato da Sandi Deschmann, Marina Dorsi, Barbara Sablich e Caterina Zucconi, L’archivio Polesini - Inventario della corrispondenza (1752-1882), il 4 maggio del volume di Daniela Durissini Donne a Trieste tra XIV e XV secolo, e il 21 ottobre del libro di Luisa Crusvar Ori e argenti, orefici e argentieri - Una storia rivisitata da Aquileia a Trieste. L’iniziativa principale dell’anno è stata il convegno internazionale Archeologia e urbanistica nelle città dell’Istria costiera svoltosi il 26 marzo a Muggia. Il presidente ha reso noto che sono rientrate in sede 300 monete di varie epoche restaurate dal Museo «Bottacin» di Padova e che nel 2012 si terranno incontri con relatori di chiara fama per diffondere la storia e il patrimonio culturale dell’Istria.

Il tesoriere Gianna Duda Marinelli ha presentato la relazione finanziaria, più rassicurante di quella di un anno fa. È seguita l’approvazione del bilancio consuntivo 2011 e del bilancio preventivo 2012. Il segretario Annalisa Giovannini ha poi illustrato il volume 2011 degli Atti e Memorie, contenente le relazioni del convegno muggesano, l’articolo di Giuseppe Cuscito L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Trieste: origini e sviluppo, l’articolo di Pietro Zovatto Ricerca storica intorno alla Biblioteca del Seminario di Trieste, tre brevi scritti in memoria di Lauro Decarli, Paola Lopreato e Mario Dassovich, nonché le recensioni del libro di David Di Paoli Paulovich Così Rovigno canta e prega a Dio, del Carteggio Luigi Luzzanti - Fedele Lampertico (1861-1905), a cura di Pier Angelo Passolunghi, e del libro di Erna Toncinich e Sergio Molesi su Romolo Venucci. Successivamente Grazia Tatò ha illustrato il volume Lettere di Gian Paolo Polesini a Pietro Kandler (1860-1872), edito dalla SIASP, mentre Gino Bandelli ha tenuto una approfondita prolusione su L’Antico e gli Irredentismi tra Italia e Slavia (1866-1918).

Al termine è stato comunicato l’avvio ufficiale di scambi librari con il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno ed è stato deciso di avviarne uno analogo con la Società di Studi Storici e Geografici di Pirano. Si è infine stabilito che la SIASP chiederà di riavere un suo rappresentante nel consiglio di amministrazione dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata (IRCI).

 

Il 43% degli italiani sa delle Foibe, ma appena il 22% dell’Esodo

Un sondaggio realizzato nel gennaio 2012 dalla Società Ferrari Nasi & Associati per conto dell’ANVGD nazionale rivela che il 43,7% degli italiani sa esattamente cosa furono le Foibe nella storia del nostro Paese (nel gennaio 2010 era il 37,7% e nel gennaio 2008 il 40,6%); il 38,6% non ne ha mai sentito parlare (nel 2010 era il 37,2% e nel 2008 il 35%), il 16% ne ha sentito parlare ma non sa cosa fossero (nel 2010 era il 20,1% e nel 2008 il 19,1%), e l’1,7% dà una risposta sbagliata (nel 2010 era il 5,0% e nel 2008 il 5,3%). A saperne di più sono gli uomini (49,0%), le classi di età fra i 18 e i 35 anni (46,5%), i laureati (57,8%), i residenti nel Triveneto (56,4%), i meno religiosi (50,1%), e i simpatizzanti del PDL (60,5%). Ad averne sentito parlare ma a non sapere esattamente cosa siano sono perlopiù i 18-35enni (17,9%%), residenti a Milano o Torino (25,7%). I più disinformati sono invece gli ultra-56enni, i meno scolarizzati (50,4%), i residenti al Sud (48,6%), i più religiosi (45%%), e i non schierati politicamente. Significativo è che fra il 2008 e il 2012 i giovani adulti informati sulle foibe siano saliti dal 22% al 46%.

Appena il 22,4% degli interpellati sa invece dell’Esodo istriano-fiumano-dalmata (nel 2010 era il 15,6%, nel 2008 il 23,5%), mentre addirittura il 61,7% non ne ha mai sentito parlare (nel 2010 era il 57,6%, nel 2008 il 56,8%), il 15,2% ne ha sentito parlare ma non sa cosa sia (nel 2010 era il 21,8%, nel 2008 il 17,1%%), e lo 0,7% ha dato una risposta errata (nel 2010 era il 5,0%, nel 2008 il 2,6%). Più informati sono gli ultra-56enni (23,8%), i laureati (39,4%), i residenti nell’Italia "rossa", quanti dichiarano una religiosità "media" e i simpatizzanti del PD (29,5%). I meno informati sono invece le donne (65,7%), le classi di età fra il 36 e i 55 anni (64,0%), i meno scolarizzati (72,3%), i residenti al Sud (67,5%) e i simpatizzanti di Sinistra, Ecologia e Libertà.

Un sondaggio commissionato dal comitato di Gorizia dell’ANVGD ha però rilevato che ben il 97,6% dei 600 intervistati residenti nelle province di Trieste e Gorizia sa esattamente cosa furono le Foibe. Il merito sarebbe del passaparola (96,6%) molto più che delle televisioni (49,6%), degli eventi (46%) o dei giornali (11%). L’84,2% degli stessi intervistati sa invece che l’Esodo da Istria, Fiume e Dalmazia si riferisce «all’esodo di circa 350mila italiani costretti ad abbandonare quei territori a causa della pulizia etnica, delle foibe e delle violenze delle milizie jugoslave», mentre l’8,7% pensa si riferisca «ad una migrazione degli oltre 200mila italiani da quelle terre verso l’Italia o paesi stranieri per la ricerca di un lavoro», e il 7,1% «ad una migrazione forzata condotta dal Fascismo per occupare quelle terre durante il Ventennio».

 

Per una "Giornata internazionale della Cultura Giuliano-Dalmata"

Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume in Roma, ha lanciato lo scorso 10 febbraio un appello perché in futuro, oltre al Giorno del Ricordo, si organizzi, «in altra data e ai più alti livelli, la "Giornata internazionale della cultura Giuliano-dalmata", affinché possa essere palese a tutte le istituzioni e all’opinione pubblica il fattivo contributo culturale e spirituale degli istriani, fiumani e dalmati alla civiltà europea, che non si è fortunatamente ancora concluso».

 

Sì della Camera alla Croazia nell’UE

La Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il 15 febbraio il disegno di legge per la ratifica del Trattato di adesione della Croazia all’UE. La procedura è stata seguita in tempi record. Il Governo aveva ricevuto il testo da Bruxelles solo 10 prima e in 24 ore il Consiglio dei ministri aveva licenziato il relativo disegno di legge, di cui il Presidente della Repubblica aveva subito dopo autorizzato la trasmissione al Parlamento. «Vogliamo essere – ha spiegato il ministro Giulio Terzi di Sant’Agata – tra i primissimi Stati a depositare lo strumento di ratifica di un evento storico». Hanno votato a favore tutti i gruppi parlamentari. Roberto Menia, coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, si è astenuto dicendo: «I presidenti di Italia, Croazia e Slovenia nel 2010, durante il concerto di Riccardo Muti, hanno simboleggiato la riconciliazione, ma era anche un atto d’ipocrisia perché il gesto d’inginocchiarsi sulla grande Foiba di Basovizza non l’hanno compiuto. Per quelli che hanno lasciato tutto dall’altra parte del confine, terre, morti e ricordi, è una questione mai risolta. E sugli indennizzi la Croazia ha ereditato tutti i frutti delle rapine titoiste e non ha mai restituito nulla». Angelo Compagnon (UDC) ha auspicato che il Presidente Napolitano, quando in maggio omaggerà i partigiani italiani uccisi a Porzûs dai filo-titini, visiti anche una foiba. «per creare distensione e sanare le ferite che tuttora non si sono rimarginate».

La Camera ha invece respinto un ordine del giorno di Augusto Di Stanislao (IDV) che chiedeva al Governo di farsi portavoce nell’UE della necessità d’incentivare la Croazia a perseguire i crimini di guerra, accettare le sentenze del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia e tutelare la minoranza serba. Il Governo ha presentato in Parlamento anche un ddl di ratifica del Trattato di cooperazione culturale tra Italia e Croazia, sul quale aveva già iniziato l’iter un progetto di legge a prima firma Ettore Rosato (PD).

 

I rettori veneziani in Istria e Dalmazia

La Società Dalmata di Storia Patria ha tenuto il 17 febbraio a Venezia, presso l’Ateneo Veneto, un convegno dal titolo I Rettori veneziani nello Stato da mar - L’istituto rettorale e l’amministrazione dei domini veneziani in Istria e Dalmazia. I lavori, coordinati da Bruno Crevato-Selvaggi, sono iniziati la mattina. Marino Zorzi ha relazionato su I domini veneziani in Istria e Dalmazia e l’istituto rettorale, Giorgio Ravegnani su L’amministrazione dell’Istria e della Dalmazia dall’età bizantina alla veneta e Alessandra Rizzi su L’amministrazione dell’Istria e della Dalmazia nell’età veneta. Bruno Crevato-Selvaggi ha poi presentato il progetto e il relativo sito internet. Nel pomeriggio il polese Egidio Ivetic è intervenuto su L’Istria in età moderna dalle relazioni dei rettori e Rita Tolomeo su La Dalmazia in età moderna dalle relazioni dei rettori. Marino Zorzi ha tratto le conclusioni. In seguito Maria Luisa Semi ha presentato il fondo «Francesco Semi» di argomento istriano, donato di recente all’Ateneo Veneto, mentre Bruno Crevato-Selvaggi, Rita Tolomeo e Marino Zorzi il romanzo di Lucio Toth Spiridione Lascarich Alfiere della Serenissima.

 

L’ambasciatrice D’Alessandro a Pola

L’ambasciatrice d’Italia a Zagabria Emanuela D’Alessandro si è recata lo scorso 17 marzo per la seconda volta in Istria, affiancata dal console generale a Fiume Renato Cianfarani. I due diplomatici hanno dapprima raggiunto Albona, dove incontrato in municipio il sindaco Tulio Demetlika e si sono poi trasferiti alla Comunità degli Italiani, i cui dirigenti hanno manifestato loro l’aspirazione a riaprire la scuola elementare italiana chiusa d’imperio nel 1953-54. La tappa successiva è stata Pola, dove è avvenuto un incontro con il presidente della Regione Ivan Jakovčić. Nel pomeriggio è stata la volta di Cittanova. Qui la D’Alessandro e Cianfarani hanno visitato alcuni stabilimenti industriali di proprietà dell’imprenditore connazionale Roberto Fattori, sono stati accolti in municipio dal sindaco connazionale Anteo Milos e hanno infine raggiunto la sede della locale CI per un incontro con la dirigenza. L’ultima tappa della giornata istriana è stata Rovigno, dove i massimi rappresentanti dell’Italia in Croazia hanno assistito alle premiazioni dei migliori sportivi connazionali di Croazia e Slovenia svoltesi al Centro multimediale. Tra gli ospiti d’onore anche Bruno Pizzul e Giancarlo Antognoni.

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