NOTIZIE FLASH DEL MESE DI MARZO 2012

Al di qua e al di là del confine

Notizie Flash a cura di Paolo Radivo

 

Studenti romani a Pola, Rovigno e Umago

L’Istria è stata la tappa del secondo giorno del viaggio di istruzione nei luoghi del confine orientale italiano compiuto da 120 studenti e 20 docenti di alcune scuole superiori romane nell’ambito del progetto Roma nel Cammino della Memoria. Percorsi e viaggi di storia, cultura e impegno civile.

La mattina del 15 febbraio la comitiva è stata accolta alla Comunità degli Italiani di Pola dal presidente e vice-sindaco Fabrizio Radin, nonché da dirigenti e allievi della scuola media superiore «Dante Alighieri». Radin ha illustrato storia e caratteristiche della CI polese, spiegando come abbia potuto conservare la propria identità «tra alterne vicende e qualche successo». «La bellezza della città di Pola – ha dichiarato Gianluigi De Palo, assessore capitolino alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani – fa ben comprendere quale sia stato il dolore degli esuli italiani che hanno dovuto abbandonare forzatamente le loro case, queste strade, il porto, l’Arena romana e soprattutto tanti affetti. Oggi siamo qui per ascoltare, da cittadini italiani e della Capitale, quanto forte e grande è il senso d’italianità dei nostri amici di Pola. E, perché no, siamo qui anche per imparare a essere italiani, ad amare di più la nostra patria e la nostra città». De Palo ha donato a Radin una medaglia celebrativa dei 150 anni dell’"Unità d’Italia", e Radin al suo ospite una bottiglia d’olio d’oliva istriano e un libro su Pola. Il "gemellaggio" tra studenti romani e polesi è destinato a continuare su una pagina Facebook cui potranno iscriversi i ragazzi che hanno partecipato al viaggio e i loro coetanei della «Dante Alighieri».

A Rovigno il gruppo è stato accompagnato dal vicesindaco Marino Budicin e dal presidente della CI Gianclaudio Pellizzer al Centro di Ricerche Storiche, al giardino d’infanzia «Naridola», alla scuola elementare «Bernardo Benussi», alla scuola media superiore italiana e al Centro Multimediale. Qui i cantanti giovani e giovanissimi della CI, nonché quelli della società artistico-culturale «Marco Garbin» hanno fatto conoscere le bitinade e altri canti tradizionali rovignesi.

A Umago i romani sono stati accolti nella sede della CI dai dirigenti del sodalizio e dal presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Maurizio Tremul.

 

Il Senato dà il via libera alla Croazia nell’UE

Lo scorso 28 febbraio il Senato ha approvato in via definitiva, con 216 sì, 2 no e 22 astenuti, il trattato di adesione della Croazia all’Unione Europea. Durante il dibattito in aula il relatore Lamberto Dini ha evidenziato che, nel corso dei lavori della Commissione Esteri, è emersa unanime l’attesa che la vicina Repubblica, quale membro dell’Unione, assuma un atteggiamento costruttivo per mettere fine ai contenziosi ancora irrisolti. Tra i numerosi interventi:

- Carlo Giovanardi (PDL) ha evidenziato come i 350.000 esuli da Istria, Fiume e Dalmazia in ogni parte del mondo siano ancora sentimentalmente legati ai luoghi d’origine, ha lamentato la mancata consegna della medaglia d’oro concessa dal presidente Ciampi alla popolazione di Zara, ed ha auspicato che, con la caduta di un ulteriore confine, il tessuto sociale di quelle terre, massacrato dalla Seconda guerra mondiale, possa gradualmente ricostituirsi.

- Tamara Blažina (PD) si è detta certa che il processo integrativo della Croazia avrà effetti positivi su alcune questioni bilaterali non ancora completamente risolte, come la restituzione/indennizzo dei beni sottratti dopo la Seconda guerra mondiale dalla Jugoslavia ai legittimi proprietari italiani ma non coperti dagli accordi internazionali.

- Giampaolo D’Andrea, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, ha manifestato la convinzione che, con lo straordinario sviluppo delle relazioni bilaterali nel segno della riconciliazione e dello "spirito di Trieste", ci potremo «lasciare definitivamente alle spalle la pesante eredità del passato» e che «il futuro sarà nella collaborazione fattiva all’interno dell’Unione Europea, nel cui ambito potranno trovare soluzione anche le questioni ancora aperte». In termini analoghi si sono espressi anche Elio Massimo Palmizio (CN:GS-SI-PID-IB-FI), Barbara Contini (FLI), Achille Serra (UDC), Giorgio Tonini (PD) e Giampaolo Bettamio (PDL). Più specificamente Palmizio si è riferito alla pesca, agli indennizzi per gli esuli e alla tutela delle tombe italiane oltre confine, Bettamio al debito sloveno-croato derivante dall’Accordo di Roma, alla restituzione dei beni espropriati in Croazia e alla nomina da parte croata dei componenti della commissione mista per la gestione dei cimiteri.

- Alfredo Mantica (PDL), astenutosi in dissenso dal suo gruppo «anche per rispetto verso gli esuli giuliano-dalmati», ha rammentato che: la Croazia deve all’Italia 35.300.000 dollari da più di 15 anni ai sensi dell’Accordo di Roma, benché nel bilancio croato non risulti nulla, mentre la Slovenia ha depositato presso una banca europea 55 milioni di dollari che il Governo italiano non ha ritirato in attesa che anche la Croazia ottemperi ai suoi obblighi; 1.084 italiani hanno chiesto, secondo la legge croata, la restituzione dei loro beni immobili, ma non si sa ancora se la sentenza della Corte suprema di Zagabria potrà riattivare l’esame di quelle pratiche o se ci vorrà una nuova legge; le tombe italiane in Croazia vengono smobilitate senza che la Commissione, a tal fine istituita quattro anni fa ed i cui nominativi sono stati forniti appena lo scorso ottobre, abbia ancora fatto praticamente nulla.

Il 15 febbraio, durante il dibattito alla Camera, Antonio Borghesi (IDV) aveva auspicato che le commissioni intergovernative sulle problematiche dei beni sottratti agli esuli riprendessero finalmente la loro attività, e Carlo Monai (IDV) aveva invitato il Parlamento a mettere il tema in agenda, lamentando che, con la ratifica del trattato di adesione della Croazia all’UE, si fosse sprecata l’occasione colta al tempo della ratifica del trattato di amicizia con la Libia, quando si erano stanziati fondi per i nostri connazionali espropriati da Gheddafi.

In sostanza, l’Italia ha dato il proprio frettoloso assenso all’adesione della Croazia all’UE, come già aveva fatto con la Slovenia, senza ottenere alcuna contropartita sulle tematiche riguardanti gli esuli istriano-fiumano-dalmati.

 

Arena di Pola: restaurata una torre

La torre nord-occidentale dell’Arena di Pola è stata finalmente liberata da teloni e impalcature. Sono infatti terminati con successo i lavori di restauro che l’avevano interessata dal 2007, quando erano partiti i sondaggi preliminari. Nel settembre 2008 era iniziato il recupero, che ha comportato il trattamento di 4.700 metri quadri di "fughe" architettoniche, la rimozione sia di malte posticce da una superficie di 3.875 metri quadri sia di impurità organiche e inorganiche o elementi corrosivi (patine, incrostazioni, muschi, sale o gesso) da una superficie di 1.415 metri quadri, la pulizia di 9 metri quadri rovinati da graffiti, vernici e altri segni deturpanti, la sostituzione o il posizionamento di 1.294 blocchi di pietra dalle cave di Vincuran (le stesse utilizzate 2.000 anni fa), e il riempimento di 1.196 fori causati dalla rimozione di elementi metallici nel medioevo. Per le ripuliture è stata usata molta acqua, ma gli interventi più difficoltosi hanno richiesto il laser. È così ritornato ben visibile lo stemma del senatore veneziano Gabriele Emo, che nel 1583 impedì lo smontaggio dell’Arena e il suo trasferimento a Venezia. I lavori, commissionati dal Museo Archeologico dell’Istria, sono stati eseguiti da 25 restauratori dell’Istituto nazionale di restauro, della ditta giminese «Kapitel», del Dipartimento per la conservazione e il restauro della pietra dell’Accademia di Belle Arti di Spalato e della Facoltà di Edilizia di Zagabria, sotto la vigilanza dell’ufficio polese della Sovrintendenza del Ministero alla Cultura croato. Il Museo vorrebbe ora passare alla seconda fase concentrandosi o sulla torre sud-occidentale o sul mantello tra i due torrioni. Per la metodologia da seguire verrà interpellata una commissione internazionale di esperti.

 

Slovenia: 2.500 vittime di Tito

attendono la riesumazione

Spetterà al nuovo Governo sloveno guidato da Janez Janša completare la riesumazione dei resti di tutti i 2.500 domobranci e ustaša massacrati dai titini nel pozzo Santa Barbara della miniera di carbone di Huda jama, situata in comune di Laško nella Slovenia orientale. A compiere la disumana strage fu, nel giugno 1945, il 1° battaglione della terza brigata Knoj agli ordini dell’OZNA. I prigionieri furono prelevati dai campi di concentramento di Teharje e Stari piskr e condotti per sette notti di fila su camion alla miniera. Nel luglio 2008 iniziarono gli scavi disposti dalla Commissione governativa incaricata delle indagini sugli eccidi del dopoguerra. Abbattuta l’undicesima soletta di cemento armato che tappava la voragine, gli operai rinvennero 346 cadaveri mummificati. I medici legali appurarono trattarsi soprattutto di uomini con fori alla testa e in altre parti del corpo. Le loro ossa furono sepolte in una fossa comune nei pressi della miniera. Ma i rilievi effettuati nel pozzo, profondo 45 metri, fecero stimare intorno alle 2.500 le vittime complessive, che sarebbero state assassinate davanti all’imboccatura del pozzo e poi gettate dentro o buttate dentro ancora vive e poi mitragliate. La polizia cercò testimoni della carneficina e interrogò 139 persone, senza però venire a capo degli autori. Nel 2010 le indagini furono interrotte. Ora si attende la riapertura del caso.

 

A Trieste primo incontro "nonni-nipoti"

Si svolto il 10 marzo a Trieste presso l’Associazione delle Comunità Istriane il "Primo incontro nonni-nipoti". L’esperimento intendeva riunire in un luogo pubblico esuli e discendenti nati a Trieste per riannodare quel filo generazionale traumaticamente spezzato con l’Esodo. Ne è sorto un dibattito franco dove sono emerse le problematiche ancora irrisolte.

Il presidente Lorenzo Rovis ha evidenziato come non esista un esule-tipo: ognuno ha la sua vicenda personale, da contestualizzare in chiave storica, tanto più che specie a Trieste la scuola non svolge ancora in materia quella funzione informativo-formativa che le spetta. Sul doppio filo conduttore memoria-storia si snoderà l’incontro previsto per sabato 21 aprile alle ore 17 sempre in via Belpoggio 29/1.

Carmen Palazzolo Debianchi ha posto la sfida del passaggio del testimone tra l’ultima generazione di esuli e i loro nipoti, vista l’assenza della generazione di mezzo: quella dei "figli". «Con la sparizione dei più anziani – ha rilevato – il rischio è che scompaia anche la nostra storia e cultura. Mi piacerebbe organizzare una gita nelle nostre terre d’origine con alcune decine di nipoti e celebrare il Giorno del Ricordo nelle scuole e università in un modo più accattivante».

Paolo Radivo ha risposto alle domande sulla realtà linguistico-culturale dell’Istria in base ai censimenti austriaci, italiani e jugoslavi, sulla genesi sia del ceppo romanzo autoctono sia di quello slavo, nonché sulle stravaganti tesi storiografiche secondo cui i veri "indigeni" nell’Adriatico orientale sarebbero sloveni e croati, mentre gli italiani sarebbero i discendenti di coloni insediati da Venezia o da Mussolini.

 

Libro sugli italiani dell’Adriatico orientale

È stato presentato il 2 marzo a Trieste e il 13 marzo a Gorizia il volume collettaneo Gli italiani dell’Adriatico orientale – Esperienze politiche e cultura civile, a cura di Lorenzo Nuovo e Stelio Spadaro. Sono 12 i coautori del testo (pagg. 333, € 24,00), edito dalla LEG e patrocinato dall’Associazione Volontari della Libertà (AVL) di Trieste con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Nell’introduzione Fabio Forti (AVL) spiega come questo sia il nuovo anello della collana avviata dal suo sodalizio per mettere in luce «le tradizioni patriottiche democratiche giuliane che costituiscono parte del patrimonio culturale e civile della Nazione».

Nella prefazione Lorenzo Nuovo e Stelio Spadaro affermano che il libro «si propone di mettere a fuoco alcuni tratti generali di una civiltà adriatica, quella della popolazione di lingua italiana, che nel tempo seppe esprimere una originale e specifica esperienza culturale, civile e politica in un’area caratterizzata da un diffuso pluralismo linguistico ed etnico».

Il libro è suddiviso in tre capitoli. Il primo, dal titolo «Partiti politici», comprende tre saggi: Socialismo istriano e questione nazionale. Le idee e le concezioni sulla questione nazionale degli esponenti istriani della Sezione italiana adriatica del Partito operaio socialdemocratico, di Ezio Giuricin; Appunti per una storia dei repubblicani della Venezia Giulia tra questione sociale e questione nazionale 1906-1922, di Fabio Todero; e Le sezioni del Partito Popolare in Istria dalle pagine di "Vita Nuova" 1920-1922, di Chiara Vigini.

Il secondo capitolo, «Esperienze politiche», racchiude altri tre saggi: Fiume, appunti di storia, di Patrizia C. Hansen; Liberalismo e socialismo nella storia degli italiani di Dalmazia. Dal Risorgimento al fascismo, di Federico Imperato; e Le elezioni comunali del 1922 in Istria, di Paolo Radivo.

Il terzo capitolo, intitolato «Antifascismo democratico», contiene quattro interventi più brevi: Gabriele Foschiatti e Carlo Schiffrer nella tradizione di pensiero del patriottismo democratico a Trieste, di Anna Millo; La Resistenza patriottica italiana in Istria, di Guido Rumici; Manlio Malabotta scrittore, collezionista, antifascista, di Diana De Rosa; e Postfazione. Potersi sentire italiani: un percorso nell’identità italiana di Trieste, di Roberto Dedenaro.

 

Annuale incontro istriano a Grado

È stato un successo l’Incontro istriano 2012 tenutosi a Grado domenica 11 marzo su iniziativa della locale delegazione dell’ANVGD. La sala dell’Hotel Fonzari era gremita sia di esuli che di familiari e amici gradesi. Tullio Svettini, membro del direttivo, ha annunciato che in quella stessa sede domenica 18 marzo l’Associazione Grado Teatro (di cui è presidente) avrebbe rappresentato lo spettacolo Radio Pola.

Alda Devescovi, delegata locale dell’ANVGD, ha reso noto che nelle classi terze della scuola media di Grado la prof. Maria Grazia Ziberna ha cominciato a far conoscere la nostra storia. Dopo aver ricordato Giuliano Mattiassi e Anteo Lenzoni, nel frattempo mancati, ha parlato delle gite effettuate a Pola, Verteneglio e Visinada, annunciando quella in programma a Dignano e alle isole Brioni. Il parroco Armando Zorzin ha auspicato che con l’ingresso della Croazia nell’UE si torni all’interscambio di un tempo con l’Adriatico orientale.

Paolo Radivo, redattore de «L’Arena di Pola» e consigliere del Libero Comune di Pola in Esilio, ha introdotto il documentario Pola, la città dei fuggiaschi, prodotto nel 2004 dal comitato provinciale di Udine dell’ANVGD e realizzato dalla Video Engineering di Gorizia con il contributo del Governo italiano. La trama consiste nel viaggio alla scoperta delle proprie radici effettuato da Giada Orzan, figlia di un esule polesano residente a Gorizia. La giovane parla sullo sfondo di immagini sia di Pola sia di altre località istriane. A tale trama si intreccia la narrazione che l’attore Enrico Cavallero fa della storia di Pola e dell’Istria. Al termine Radivo, commentando l’audiovisivo, si è soffermato in particolare sull’etimologia del nome Pola, sul rapporto tra origini mitiche della città e ritrovamenti archeologici e sul significato del prossimo Raduno di Pola.

Didi Pasquali (ANVGD di Gorizia) ha ricordato che a Grado dal 17 al 20 ottobre si svolgerà la sesta edizione del festival Classe turistica. Festival del Turismo scolastico. Il gradese Augusto Ziberti ha sottolineato la dignità degli esuli istriani e ringraziato i pescatori esuli per aver spezzato il monopolio che sfruttava i pescatori gradesi. Infine Tullio Svettini ha stigmatizzato certi segnali negativi provenienti dalla Croazia e auspicato che si possa anche in Istria mettere in scena La cisterna. Dopo un rinfresco ci si è trasferiti in un ristorante per una cena rallegrata da canzoni istriane, triestine e gradesi.

 

Cooperazione Italia-Slovenia

Continua l’attuazione del progetto strategico «JEZIKLINGUA: plurilinguismo quale ricchezza e valore dell’area transfrontaliera italo-slovena», finanziato nell’ambito del Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali. Al progetto partecipano l’Unione Italiana, il Centro Italiano «Carlo Combi» di Capodistria, le Comunità Autogestite della Nazionalità Italiana Costiera e di Capodistria, il Dipartimento di Letterature straniere, Comparatistica e Studi Culturali dell’Università di Trieste, il Consorzio Universitario del Friuli, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il Centro Internazionale sul Plurilinguismo di Udine, il Centro Studi Veneto «Jacques Maritain», la Biblioteca Centrale «Srečko Vilhar» di Capodistria e la Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale (Capodistria).

Il 20 marzo, presso l’Ospedale Generale di Isola, sono stati consegnati i diplomi al personale medico partecipante al corso di lingua italiana, uno dei 23 previsti dal progetto.

Il 21 marzo gli alunni dell’istituto comprensivo «Ai Campi Elisi» e della scuola media «Lionello Stock» di Trieste hanno registrato dei brani presso lo Studio Hendrix di Radio Capodistria e incontrato i loro coetanei della scuola elementare-media italiana «Pier Paolo Vergerio il Vecchio» di Capodistria. I ragazzi realizzeranno assieme una pubblicazione sull’attività didattica progettuale Un mare da amare.

 

Festival dell’istroveneto

La Città di Buie, con il sostegno della Regione istriana e dell’Unione Italiana e il patrocinio della Regione Veneto, bandisce il concorso video Speta che te conto... nell’ambito del Festival dell’istroveneto, che intende promuovere e valorizzare il dialetto istroveneto, il quale unisce tre Stati: Italia, Croazia e Slovenia. Il concorso vuole documentare un momento di storia, passata o presente, in istroveneto. Le opere non hanno limiti di genere (documentario, intervista, fiction, ecc.). Il tema è libero. Il concorso è aperto a tutti, eccetto i professionisti, e si articola nelle categorie Under 18 e Over 18. Ogni partecipante può concorrere con un massimo di tre video, ognuno della durata massima di 3 minuti. Sono ammessi anche lavori realizzati da più autori. I video vanno caricati su Youtube e sul sito ufficiale www.istroveneto.com va compilato il modulo di adesione. Il concorso rimane aperto fino alle ore 24 del 20 aprile 2012. I video saranno valutati da un’apposita giuria il cui parere è insindacabile e inappellabile. Per ogni categoria saranno assegnati un primo, un secondo e un terzo premio. La giuria può inoltre decidere di assegnare fino a un massimo di tre menzioni. I migliori lavori saranno proiettati durante la manifestazione e raccolti in un dvd.

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