PREMIO TANZELLA: insigniti sette polesi

 «Premio Tanzella»: insigniti sette polesi

Ha avuto luogo il pomeriggio di venerdì 30 marzo a Verona, nella suggestiva Sala Maffeiana, la lunga cerimonia di premiazione dell’XI edizione del Premio letterario nazionale «Loris Tanzella», promossa in memoria del generale polese dal comitato provinciale ANVGD di Verona con il contributo del Governo italiano ai sensi della legge 296/09. La giuria, composta dalla presidente Loredana Gioseffi, nonché da Tullia Manzin, Donatella Stefani Veronesi, Dolores Ribaudo e Giuseppe Piro (tutti membri del direttivo provinciale dell’ANVGD), ha assegnato numerosi riconoscimenti. Tra i premiati segnaliamo ben sette soci del Libero Comune di Pola in Esilio (LCPE): Giovanna Dorani (in memoria del padre Giuseppe), Paolo Radivo, Romanita Rigo Gusso, Roberto Stanich, Tullio Binaghi, Silvia Lutterodt Sizzi e Sergio Fantasma.

La consigliera comunale Antonia Pavesi, portando il saluto del sindaco Flavio Tosi, ha deplorato senza mezzi termini la «vigliaccheria» della classe politica e intellettuale italiana nell’aver abbandonato il popolo istriano-fiumano-dalmata ai tempi delle Foibe, dell’Esodo, dei campi profughi e del Trattato di Osimo, e nell’averlo condannato al totale oblio fino al 2004. «Questo premio culturale – ha detto – è un modo per non dimenticare. Bisogna però lavorare sui giovani».

Francesca Briani, presidente provinciale dell’ANVGD, ha parlato della Sala Maffeiana, messa a disposizione dal Comune. Realizzata fra il 1604 e il 1616 in stile barocco, affrescata nel 1778-79, scampò sia all’incendio del 1749 sia al bombardamento anglo-americano del 23 febbraio 1945.

Loredana Gioseffi ha illustrato le sei sezioni in cui è stato suddiviso il concorso: Ricerche, Saggi e Documenti, Poesia, Testimonianze, Narrativa, Scuole. E sono stati proprio gli studenti delle scuole superiori di Verona e provincia la grande novità dell’edizione 2012. Inizialmente infatti il concorso aveva interessato solo gli esuli, poi anche i loro discendenti: ora c’è quest’ulteriore ampliamento. I giovani hanno potuto scegliere fra quattro tracce.

Il primo premio assoluto alla memoria è stato aggiudicato al professore polese Giuseppe Dorani per la corposa tesi di laurea da lui discussa nel 1929 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze su Girolamo Muzio Giustinopolitano e l’Istria. «L’autore in questo lavoro – si legge nella motivazione – vuole illustrare la temperie culturale e le condizioni sociali dell’Istria nel Cinquecento esaminando la figura e l’opera di Girolamo Muzio ed i suoi rapporti con la società del tempo. Capodistria, definita l’Atene dell’Adriatico, ospitava una scuola umanistica che affiancava altre realtà simili presenti nel territorio italiano e Girolamo Muzio ne fu un rappresentante eccellente. Dai suoi scritti traspare non solo la profonda cultura dell’umanista, ma anche l’acceso amore per la sua terra che viene sottolineato ed esaltato dallo stesso Dorani creando così una "Comunione di amorosi sensi" tra il ricercatore e l’umanista». Girolamo Muzio, nato a Padova nel 1496 e morto alla Panaretta (Siena) nel 1576, fu un diplomatico, un letterato e un sostenitore della Controriforma in opposizione al capodistriano Pier Paolo Vergerio il Vecchio. Aggiunse al cognome l’epiteto "Giustinopolitano" per richiamare la città paterna: Giustinopoli (Capodistria).

Nel ritirare il premio, la figlia Giovanna Dorani ha spiegato che suo padre insegnò per 40 anni prima a Pola e poi, da esule, a Verona. Quale presidente della sezione polese della Società «Dante Alighieri» fra la seconda metà del 1945 e il 13 gennaio 1947 (giorno della partenza per Trieste), difese, attraverso la cultura, l’italianità sia della sua amatissima città sia della Venezia Giulia.

Nella sezione Ricerche è stato consegnato il primo premio ex aequo al giornalista Paolo Radivo per il saggio Una riconciliazione tra "esuli" e "rimasti" nella Sebenico del 1412, pubblicato sulla rivista «Archeografo Triestino», serie IV - volume LXIX (CXVII della raccolta) - 2009, e allo studioso Marino Bonifacio per il quarto volume della serie Cognomi del Comune di Pirano e dell’Istria (Comunità degli Italiani «Giuseppe Tartini» di Pirano, Edizioni Il Trillo, 2011).

Radivo, redattore de «L’Arena di Pola» nonché consigliere addetto stampa dell’LCPE, ha messo in evidenza la modernità dell’«atto di pace e concordia» stipulato a Sebenico il 20 novembre 1412 fra 6 nobili rappresentanti la fazione ex filo-ungherese 24 nobili rappresentanti la fazione filo-veneziana per porre fine a 3 anni di sanguinosa guerra civile. Il documento, sottoscritto con la mediazione veneziana subito dopo la dedizione di Sebenico al Dominio dogale, sancì l’amnistia per tutti i crimini reciprocamente commessi dal 20 agosto 1409, il diritto degli "estrinseci" filo-veneziani a ritornare in città e a farsi restituire i beni indebitamente requisiti o venduti dal Comune o da sebenzani "intrinseci", come pure l’annullamento delle cessioni di beni di "intrinseci" fatte da estrinseci e di tutti i provvedimenti sia delle autorità ungaro-croate contro i fuoriusciti sia delle autorità veneziane contro i "rimasti". L’autore ha auspicato che oggi, 600 anni dopo, quel testo di grande civiltà giuridica possa valere da esempio e ammaestramento per una piena pacificazione tra esuli e "rimasti" nel segno della giustizia e dello spirito europeo.

«Il lavoro dell’autore – si legge nella motivazione – presenta le caratteristiche di una ricerca puntuale in un periodo storico dove da tempo la Serenissima Repubblica di Venezia era la protagonista assoluta nell’Adriatico e non solo. Con meritevole impegno di studio specie nell’Archivio di Stato di Venezia, il Nostro riesce a cogliere con felice intuizione, nella riconciliazione del 1412 a Sebenico, sotto l’ala della Serenissima, un’anticipazione degli esuli e rimasti che facesse presagire una pace duratura nel tempo a venire».

Bonifacio, esule piranese e autore di numerosi studi storico-linguistico-genealogici, analizza nel suo nuovo libro la genesi e l’evoluzione di 77 cognomi, in prevalenza italofoni, ma anche slavi e tedeschi. «Un ponderoso lavoro di ricerca sui cognomi delle comunità di Pirano e dell’Istria – si legge nella motivazione – dove l’autore con certosino impegno descrive la storia di ogni famiglia attraverso il cognome che è la carta d’identità del nostro passato». Tale volume contribuisce a far luce sull’identità etno-linguistica istriana dal Basso Medioevo fino all’Esodo.

Menzioni d’onore nella sezione Ricerche sono state concesse a Rita Muscardin (di padre chersino) per La lingua istriota nella letteratura istro-quarnerina – Le liriche di Ligio Zanini, Oriana Iudici (di nonna fiumana) per la tesi di laurea dal titolo La festa di San Nicolò e (fra gli assenti alla cerimonia) a Tullio Binaghi per La Ciceria, Enrica Mezzetta per Le "donne virili" di Arturo Colautti, e Margherita Sulas per Il confine orientale italiano: l’armistizio, le foibe e l’esodo.

Nella sezione Saggi e Documenti sono stati insigniti del primo premio Amleto Ballarini, Marino Micich, Giovanni Stelli ed Emiliano Loria per il libro collettaneo Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia - Le foibe, l’esodo, la memoria, stampato dall’Associazione per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata nel Lazio col patrocinio della Società di Studi Fiumani e della Regione Lazio. Questa la motivazione: «Gli autori ricercano documenti, indagano avvenimenti ed antefatti, comparano tesi diverse fornendo uno strumento di agile consultazione per chi si accinge ad affrontare l’argomento per la prima volta e per chi vuole approfondire i tragici eventi del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra». A ritirare il premio è stato Emiliano Loria.

Il secondo premio è stato consegnato a Vincenzo Maria de Luca per il libro Il falco e il leone. Soldati italiani al confine orientale 1941-1943. Recita la motivazione: «Contrariamente al sottotitolo dell’opera, de Luca, da vero storiografo, parte da avvenimenti precedenti la seconda guerra mondiale. L’autore esamina a 360 gradi il complesso scacchiere politico, militare, sociale, animato da molte potenze europee, dalle connessioni e dagli scontri tra i movimenti spontanei delle popolazioni italiane e croate. Presenta così al lettore uno scenario molto vasto, nel tempo e nello spazio, delle vicende poco conosciute che hanno portato alla seconda guerra mondiale e al suo tragico epilogo nelle terre dell’Istria, Fiume e Dalmazia». Grazie soprattutto ai documenti trovati all’Archivio storico del Ministero degli Esteri, de Luca ha ricostruito il coinvolgimento del Regio Esercito nella feroce guerra civile jugoslava, che fu non solo una «faida ancestrale e tribale», ma anche la «prima guerra non convenzionale moderna».

Il generale Edgardo Pisani, in memoria della moglie Laura Manfredini, ha consegnato la targa Per non dimenticare a Italia Giacca, presidente del comitato ANVGD di Padova, di cui è stata letta la lirica Nostalgia. In precedenza era stata letta la poesia della stessa Manfredini Il ricordo. Il primo premio della sezione Poesia è spettato alla raccolta di Isabella Massarotto Ultimi raggi, di cui è stata letta la poesia Tornare, il secondo alla raccolta dell’esule piranese Annamaria Muiesan Gaspari Dialeto mio bel, di cui è stata letta Borovnica.

Nella sezione Testimonianze Reneo Lenski ha avuto il primo premio per il lavoro in dialetto Uomini di mare, Uomini di Fiume. Menzioni d’onore sono andate a Francesco Gottardi per Nato a Fiume e Rodolfo Decleva per I Nascimbeni fiumani per Fiume italiana.

Nella sezione Narrativa, Graziella Fiorentin, originaria di Canfanaro, ha ricevuto il primo premio per la testimonianza di vita vissuta Chi ha paura dell’uomo nero?, e Romanita Rigo Gusso, originaria di Pinguente ma sfollata da Pola dopo il bombardamento del 9 gennaio 1944, il secondo premio per il libro La casa natale nel paese perduto, con la seguente motivazione: «Nella narrazione, incisiva e coinvolgente, si delineano nitide immagini del luogo natio e si animano figure e vissuti familiari che fanno percepire al lettore la vitalità e l’armonia di un microcosmo in cui si intrecciano piccole e grandi storie travolte dal turbine della guerra e disperse dall’esodo». La sua casa è oggi un museo. Nel 2000 Alcione Editore e dell’EDIT di Fiume pubblicarono il libro in edizione bilingue italo-croata per consentirne la lettura a un più vasto pubblico.

Hanno ottenuto menzioni d’onore Giorgio Tessarolo per Racconto breve, dedicato ai periodi dell’infanzia da lui passati nell’Istria interna divenuta jugoslava, e il consigliere dell’LCPE Roberto Stanich (impegnato a Genova) per il libro di racconti in dialetto polesano La vita xe ancora bela, dal sottotitolo Tuti devi morir, diseva mio nono, forsi anche mi… ma no’l iera convinto (Tutti Autori 2011).

Per la sezione Scuole ha ottenuto il primo premio Lavinia Pedrollo, della I AR del liceo scientifico «Roveggio» di Cologna Veneta, e il secondo premio Gregorio Zustovi, della IV BR dello stesso istituto. Il ragazzo ha letto una lunga poesia dialettale del bisnonno, esule da Albona nel 1948.

La giuria, volendo riconoscere «un valore speciale alle opere dei testimoni oculari della vita quotidiana delle nostre genti e delle successive dolorose vicende e dell’esodo quale tragica conclusione della nostra storia spesso dimenticata o mistificata», ha conferito un premio speciale a Giuseppe Gioseffi per Testimonianze e riflessioni storiche sull’esodo giuliano dalmata, Mary Smaila Nacinovich per Testimonianze sull’esodo dalla città di Fiume e della vita nei campi profughi, Franca Dapas per Una svolta dolorosa, Guerrino Kotlar per Ahimè, vedo doppio, Silvia Lutterodt Sizzi (assente) per Se no i xe mati no li volemo; Vittoria Diamadi per la sua Raccolta di poesie, e Sergio Fantasma (assente) per dei racconti.

Paolo Radivo

 

  • Notizie Importanti

     

    5 x 1000  90068810325

     

    ARCHIVIO STORICO ARENA DI POLA

    TUTTI GLI ARTICOLI
    DAL 1948 AL 2009

    www.arenadipola.com

      RECAPITI 
    "Associazione Italiani di Pola e Istria-Libero Comune di Pola in Esilio" AIPI-LCPE

    - informatico:
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    cellulare +39 388 8580593.

    - postale:
    c/o Tipografia Art Group S.r.l.
    via Malaspina 1
    34147 TRIESTE

    ***
    Quota associativa annuale, che dà diritto a ricevere L'ARENA DI POLA, euro 35,00 a mezzo bonifico bancario intestato a:
    Associazione Italiani di Pola e Istria-Libero Comune di Pola in Esilio (AIPI-LCPE)
    IBAN dell’UniCredit Agenzia Milano P.zle Loreto
    IT 51 I 02008 01622000010056393
    BIC UNCRITM1222.

    oppure 

    C/C/P 38407722 intestato a "il Periodico L'Arena di Pola"

     ***

    Siamo anche su Facebook. Associazione Italiani di Pola e Istria - Libero Comune di Pola in Esilio
    Diventiamo amici.

    ***

    Dalle elezioni dell' 11 giugno 2017

     Sindaco/Presidente:
    Tito Sidari
    Vice: Maria Rita Cosliani
    Direttore dell'Arena di Pola: Viviana Facchinetti

     (l'organigramma completo nella sezione
    Chi siamo")