SEMINARIO SUL CONFINE ORIENTALE DOVE TENERLO NEL 2013?

Seminario sul confine orientale: dove tenerlo nel 2013?

Ha avuto luogo lunedì 2 aprile a Roma presso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) un’intensa riunione del Tavolo di lavoro «Istria-Fiume-Dalmazia», istituito nel 2009 per concertare tra MIUR e organizzazioni degli Esuli iniziative comuni rivolte alle scuole. Erano presenti: Antonio Lo Bello, dirigente dell’Ufficio II della Direzione Generale Ordinamenti Scolastici e Autonomia Scolastica; Caterina Spezzano, sempre dell’Ufficio II; Valentina Feletti, dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) del Friuli - Venezia Giulia (FVG); Leonardo Devoti, del Touring Club Italiano (TCI); Lucio Toth, vice-presidente di FederEsuli, rappresentante di Coordinamento Adriatico e presidente onorario dell’ANVGD; Donatella Schürzel, delegata ANVGD per la Scuola; Patrizia Hansen, delegata ANVGD per la stampa; Chiara Vigini, delegata dell’Associazione delle Comunità Istriane per la Scuola; Enrico de Cristofaro, in rappresentanza dell’Unione degli Istriani; Paolo Radivo, consigliere addetto stampa del Libero Comune di Pola in Esilio (LCPE). L’ordine del giorno recava tre punti: 1) valutazione del III Seminario nazionale su Le vicende del confine orientale e il mondo della scuola, svoltosi a Trieste il 22 e 23 febbraio 2012; 2) programmazione di ulteriori iniziative; 3) varie ed eventuali.

I rappresentanti di MIUR e USR FVG hanno giudicato il seminario un pieno successo, che ha fugato le preoccupazioni della vigilia relative al fatto che Trieste è una città ipersensibile al tema. I partecipanti sono stati circa 150: 120 tra insegnanti da ogni parte d’Italia, rappresentanti di tutti gli USR (salvo la Basilicata) e studenti, più una trentina di soci di associazioni degli Esuli. Tutti – è stato riferito – sono rimasti contenti e qualcuno ha anche ringraziato. L’USR FVG ha costruito il sito dove rendere disponibile il relativo video. Piena soddisfazione è stata espressa anche da Toth, Chiara Vigini e de Cristofaro. Chiara Vigini ha lamentato l’esigua partecipazione di insegnanti da Trieste, ma si è rallegrata per la collaborazione organizzativa fra i vari sodalizi degli Esuli.

Tutti i rappresentanti delle nostre organizzazioni hanno proposto all’unisono che anche il prossimo seminario nazionale si tenga a Trieste.

Secondo Donatella Schürzel, lì i partecipanti hanno potuto "toccare con mano" le questioni reali e visitare i luoghi della storia. E se i triestini sono stati pochi, a maggior ragione bisognerebbe replicare l’evento, senza alcuno spirito polemico. In alternativa si potrebbe pensare a Gorizia.

Radivo ha sostenuto che Trieste è strategica non di per sé, ma in quanto avamposto verso i territori di cui il seminario si occupa. Quest’anno i partecipanti hanno visitato la Foiba di Basovizza e l’ex Centro di Raccolta Profughi di Padriciano: nel 2013 impiegherebbero lo stesso tempo per andare a Capodistria a vedere altri luoghi significativi sul piano sia storico-culturale sia memoriale, rendendo così omaggio ad alcune vittime misconosciute dei totalitarismi del ’900, come faranno l’LCPE e l’Unione Italiana il prossimo 12 maggio.

Toth ha osservato che Trieste è da preferirsi a Gorizia perché città di mare e dunque più affine alla cultura istriano-fiumano-dalmata.

Secondo Chiara Vigini, ripetere il seminario a Trieste servirebbe anche a realizzare le visite nella vicina Istria, che per mancanza di tempo non si sono potute fare quest’anno. Chi è venuto ha comunque potuto respirare l’aria sia della città sia del golfo e vedere l’Istria almeno da lontano. L’esperienza del 2012 è stata un rodaggio andato a buon fine che ha posto i riflettori su Trieste, facendo del bene a triestini e non.

Valentina Feletti ha assicurato che l’USR FVG è disponibile a ospitare nuovamente il seminario, ma l’unica sede logisticamente adatta è Trieste.

Lo Bello ha sostenuto che il seminario nazionale dovrebbe essere itinerante, non legato a una specifica località, tanto meno se decentrata rispetto al resto d’Italia come Trieste: bisognerà perciò esaminare anche altre ipotesi e tenere conto dei fondi disponibili.

Patrizia Hansen ha chiesto di prolungare di un giorno il seminario 2013 per renderlo meno faticoso, ma Lo Bello ha spiegato che motivi pratici lo impediscono.

Radivo ha suggerito di dedicare una relazione del futuro seminario a quanto è successo nell’Adriatico orientale dopo l’Esodo, ovvero alla politica di snazionalizzazione e asservimento della "minoranza italiana" compiuta dal regime jugoslavo. Ciò estenderebbe l’arco temporale delle vicende narrate e consentirebbe di comprendere meglio il presente. Secondo Toth, Radivo e Donatella Schürzel, andrebbe coinvolto in tal senso il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno.

Valentina Feletti ha consigliato di trattare anche l’aspetto economico della storia. In appoggio, Radivo ha sostenuto che l’ottica socio-economica aiuterebbe a completare un discorso finora essenzialmente politico-culturale.

De Cristofaro preferirebbe invece incentrare il seminario sul dibattito storiografico inerente al confine orientale.

Lo Bello ha dichiarato che tutti questi dettagli verranno affrontati in seguito. Intanto si è prefisso l’obiettivo di "bruciare le tappe" per il nuovo bando del concorso annuale Aspetti del territorio geografico e storico dell’Adriatico orientale.

Patrizia Hansen ha proposto, trovando ampio consenso, di invitare ai prossimi seminari i dirigenti delle case editrici per sensibilizzarli sulle nostre tematiche.

Devoti ha comunicato che per il concorso Classe turistica, indetto dal TCI in collaborazione con il MIUR e con il contributo di ANVGD, Regione Friuli - Venezia Giulia e Comune di Grado, sono finora arrivati circa 470 temi dalle scuole superiori: meno dell’anno scorso. Tale flessione è spiegabile sia con la crisi economica che comprime le risorse tanto delle famiglie quanto delle scuole (specie quelle tecnico-professionali), sia con le maggiori responsabilità legali degli insegnanti nelle gite scolastiche verso studenti e genitori. Toth ha ventilato di chiedere l’alto patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri (MAE): nessuno ha obiettato. Ci si è poi interrogati sull’adesione di una sola delle scuole italiane di Slovenia e Croazia. Per sensibilizzarle si prenderanno contatti sia con l’Unione Italiana sia con l’Università Popolare di Trieste. Ad ogni modo, la scadenza del 31 marzo per l’invio dei temi era solo indicativa.

Lo Bello si è rallegrato che il seminario regionale veneto svoltosi il 20 marzo a Padova sia andato bene.

Valentina Feletti ha reso noto che il 23 marzo il prof. Roberto Spazzali ha tenuto una lezione di storia regionale agli insegnanti neo-assunti del Friuli - Venezia Giulia e che in settembre avrà luogo il seminario promosso dalle Regioni Marche, Sardegna e Veneto.

De Cristofaro ha distribuito copia della risposta che Giuseppe Cosentino, capo della Segreteria tecnica del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, ha dato il 20 gennaio 2012 al presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota, che il 30 dicembre 2011 aveva chiesto di inserire il tema delle Foibe e dell’Esodo tra gli obiettivi obbligatori di apprendimento dei "programmi scolastici" di storia. Cosentino ha ribadito che non esistono più "programmi scolastici" definiti per ogni disciplina, ma "indicazioni nazionali" per i licei e "linee guida" per gli istituti tecnici e professionali. È compito poi delle singole scuole e dei singoli insegnanti costruire su tale trama la propria offerta didattica. A partire dall’anno scolastico 2012/2013 è inoltre prevista «una progressiva transizione ai libri di testo on line o in versione mista»: «tale scelta potrà rendere ancora più facile l’organizzazione flessibile dei percorsi didattici e l’approfondimento di contenuti specifici, come quello delle Foibe e dell’Esodo, al di là di quelli presentati dal volume cartaceo». Ad ogni modo Cosentino sensibilizzerà i tavoli inter-istituzionali nei quali è prevista la presenza del MIUR «per sviluppare iniziative concrete e durature presso la comunità scolastica, perché il valore della memoria legato all’evento delle Foibe sia integrato nella formazione delle nuove generazioni».

Toth ha affermato che la nostra storia non andrebbe ristretta a Foibe ed Esodo. Bisognerebbe invece parlare di civiltà e cultura degli italiani dell’Adriatico orientale in termini più radiosi e temporalmente più vasti.

Riguardo poi all’idea di de Cristofaro di individuare "esperti qualificati" che parlino nelle scuole, sia Lo Bello sia Valentina Feletti hanno ribadito che la decisione spetta ai singoli istituti. Gli stessi hanno ritenuto inaccoglibile l’idea di de Cristofaro di coinvolgere soggetti come l’ANSAS o l’UNITALSI, tanto più che i componenti del Tavolo di lavoro erano stati indicati dalla Presidenza del Consiglio. Solo il Touring Club è stato aggiunto, per consenso generale. De Cristofaro ha inoltre auspicato che le organizzazioni degli Esuli creino siti appositi dove proporre testi di storia a fini didattici.

Toth ha chiesto di coinvolgere il Gruppo di lavoro nell’accordo Rai-MIUR su giovani, scuola e università, per instaurare un rapporto organico Rai-Esuli, uscendo così dall’episodicità che produce risultati scadenti. Ma Lo Bello ha replicato che l’accordo è globale e non relativo a singoli temi.

Paolo Radivo

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