Intenso, fecondo, emozionante di Paolo Radivo

Intenso, fecondo, emozionante. Così potremmo sintetizzare il 56° Raduno degli Esuli da Pola. Il secondo svolto nella città d’origine in accordo con i nostri connazionali "residenti" non è stato una mera ripetizione di quello del 2011, ma un ulteriore significativo passo avanti nel cammino di riavvicinamento tra esuli, "rimasti" e rispettivi discendenti che il Libero Comune di Pola in Esilio sta percorrendo insieme a quanti ne condividono la necessità.

Un raduno ancora più lungo, impegnativo e ricco di contenuti rispetto al precedente. Cinque giorni invece di quattro. Un solo albergo. Un misto di iniziative congiunte di vario genere: simbolico-civile, storico-culturale, artistico, turistico, conviviale. Un maggiore coinvolgimento sia di autorità diplomatiche e locali sia di associazioni consorelle. Una riuscita collaborazione con l’Unione Italiana che lascia intravedere nuovi promettenti sviluppi. L’incalzante programma ha lasciato ben poco spazio allo svago perché volevamo, in poco tempo, piantare molti semi forieri di buoni frutti. E ci sembra di esservi riusciti, malgrado alcune difficoltà. L’innovativa "ricetta" sperimentata ha conferito al nostro raduno una valenza ancora maggiore di quello passato, lasciando alla fine i partecipanti certo un po’ stanchi, ma soddisfatti e desiderosi di ritornare.

Tale successo ci ha arriso malgrado l’infelice periodo cui ci siamo dovuti adattare per motivi logistici. Avremmo infatti voluto tenere nuovamente il raduno in giugno e stare nello stesso albergo, invece di sparpagliarci come l’anno scorso. Ma Pola, con ben due hotel in ristrutturazione, non offriva possibilità alloggiative per un quantitativo così alto di persone se non nella prima metà di maggio. Così, nostro malgrado, siamo stati costretti ad anticipare. Sapevamo che saremmo stati un po’ meno del 2011, sia perché non avrebbero potuto raggiungerci i nipoti di esuli che ancora frequentano la scuola, sia perché si sarebbero tenuti in contemporanea altri eventi di interesse per i nostri soci come il raduno nazionale degli Alpini o quelli degli esuli lussignani e visignanesi.

Ciononostante, l’affluenza si è rivelata superiore alle attese. Infatti all’Hotel Brioni di Verudella hanno complessivamente pernottato in 147. Altri poi hanno trovato sistemazioni diverse partecipando tuttavia ai pranzi e alle cene. Altri ancora, giunti dall’Italia in giornata o residenti a Pola o comunque in Istria, hanno assistito a singoli eventi. L’Associazione Culturale Istriani-Fiumani-Dalmati del Piemonte ha organizzato un pullman che da Torino, dopo varie tappe per raccogliere altri radunisti e ben 12 ore di tragitto, ha condotto a Pola 26 fra esuli polesi, esuli da altre località giuliano-dalmate e simpatizzanti.

Accanto a tante facce note ne abbiamo viste con piacere di nuove. Le località di residenza dei radunisti erano le più disparate, con prevalenza tuttavia di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte o comunque Italia settentrionale. Angela Fagarazzi Conners è arrivata dagli Stati Uniti d’America, le sorelle Maria e Michela Dusman dalla Sicilia (raggiunte l’ultimo giorno dai rispettivi figli), Maria Giachin Ruiu dalla Sardegna. Purtroppo 23 persone, già prenotatesi, hanno dovuto disdire all’ultimo momento per motivi familiari, di salute o di lavoro.

Da venerdì sera a sabato pomeriggio è stato con noi Rodolfo Ziberna, presidente nazionale dell’ANVGD, presidente della Lega Nazionale di Gorizia, già nostro vice-sindaco e consigliere e ora neo-assessore a Gorizia. Renzo Codarin, presidente di FederEsuli, e Lorenzo Rovis, presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane, hanno presenziato alle cerimonie di Capodistria e Strugnano. Abbiamo inoltre ricevuto graditissimi messaggi ufficiali di saluto e adesione da rappresentanti dell’ANVGD (Lucio Toth e Donatella Schürzel), dell’Associazione delle Comunità Istriane (lo stesso Rovis) e dei Liberi Comuni di Fiume e Zara in Esilio (Guido Brazzoduro e Franco Luxardo). Il nostro raduno è stato dunque occasione di incontro fraterno non solo fra esuli e "rimasti", ma anche fra esuli stessi di varia origine e "appartenenza".

Le varie iniziative, specie quella del 12 maggio, hanno trovato eco su alcuni giornali italiani, ma specie su "La Voce del Popolo", Radio-Tv Capodistria, Radio Pola e Radio Istra. Questo ci ha aiutato a trasmettere il nostro messaggio di pace a chi oggi vive in Istria. Attenzione ha dimostrato il quotidiano sloveno "Primorske novice" . Nullo invece l’interesse dei media di lingua croata.

I radunisti sono cominciati a giungere alla spicciolata nel pomeriggio di venerdì 11 maggio. All’atto della registrazione i nostri organizzatori hanno consegnato loro una busta con materiale informativo, la relazione annuale del sindaco Argeo Benco, i bilanci consuntivo 2011 e preventivo 2012, nonché il volume Quei de via Carpaccio, comprendente scritti di Ruggero Botterini, Bruno Carra, Francesco Tromba, Veniero Venier, Lucia Aiello, Claudio Bronzin, Albino Dorliguzzo, Pio Marcozzi e Mario Laudani. Il libro, edito dall’LCPE, è stato realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Tanto nella hall quanto sulla scalinata d’accesso al "Brioni" si è potuto assistere ad abbracci e baci tra persone che non si vedevano da un anno o anche più, a strette di mano fra chi non si conosceva ancora, a capannelli formatisi spontaneamente per raccontare le proprie vicissitudini, ascoltare quelle degli altri, ricordare momenti passati assieme e commentare fatti di attualità.

Il primo appuntamento collettivo è stata la cena in albergo, durante la quale sono sopraggiunti, esausti, i radunisti che avevano viaggiato sul pullman partito da Torino. Dopo il pasto di benvenuto i dodici "consiglieri comunali" presenti si sono riuniti in Consiglio discutendo soprattutto degli aspetti organizzativi di questo raduno e della possibile sede del prossimo. La riunione si è protratta fino alle 23.50. (p.rad.)

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