AVERE BEN CHIARI I PROPRI OBIETTIVI Editoriale di ottobre del direttore Silvio Mazzaroli

Avere ben chiari i propri obiettivi
(Arena di Pola ottobre 2012)

Credo, anzi sono fermamente convinto, che l’unica garanzia di successo per il proprio agire sia la chiarezza degli obiettivi – possibilmente pochi, importanti e, soprattutto, commisurati alle risorse ed energie che si possono mettere in campo – da perseguire. In quest’ottica, il Libero Comune di Pola in Esilio si è da tempo dati tre obiettivi sui quali principalmente incentrare la propria azione: concorrere alla diffusione della nostra storia a livello nazionale ed, in particolare, nelle scuole; esercitare pressioni per giungere alla conoscenza del “chi giace dove” e promuovere la “ricucitura”, nelle terre d’origine, tra chi scelse di andare e chi ancora vi risiede. Ampiamente condivisi i primi due, relativamente al terzo si è trovato ad agire nella non comoda posizione di “battistrada”, esponendosi a critiche ed assumendosene le responsabilità.

 

A tale proposito, è del poeta e saggista americano Ezra Pound, vissuto a lungo tra le due guerre in Italia, l’affermazione «Se non sei capace di rischiare qualcosa per le tue idee, o queste non valgono niente o non vali niente tu» che, senza volerci dare troppa importanza od investirci di connotati epici, sembra abbastanza confacente al nostro attuale impegno. Infatti, è fuor di dubbio che per questa nostra “idea” abbiamo affrontato ed affrontiamo dei rischi; che quanto stiamo facendo non è senza valore poiché anche dai suoi esiti dipende in buona misura la sopravvivenza dell’italianità dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia; che qualcosa, alla faccia dei nostri detrattori, valiamo dal momento che altri si sono immessi nel nostro stesso cammino e che qualche risultato, noi e loro, lo stiamo ottenendo.
Tuttavia, la convinzione per ciò che si va facendo, e dalla quale non è possibile prescindere, non è sufficiente; bisogna, tra l’altro, saper cogliere dal momento attraversato anche le sole, semplici sfumature che in qualche modo risultano confacenti al conseguimento degli obiettivi perseguiti; infatti, molto di ciò che accade e di cui veniamo a conoscenza è interpretabile e si presenta quantomeno con due facce, quella che vogliamo vedere e quella su cui preferiamo soprassedere. Ne costituisce esempio l’articolo “Dopo Tito, Tito”, apparso di recente sulla “Voce del Popolo” (e da noi pubblicato qui accanto).
Cos’è che di esso vogliamo sottolineare? La sceneggiata “vetero-comunista-titoista”, messa in atto a Capodistria in occasione del 65° Anniversario dell’Annessione del Litorale sloveno all’ex Jugoslavia dall’Amministrazione locale e da talune frange associative a forte connotazione ideologico-nazionalista, oppure il sostanziale disinteresse del Governo sloveno nei suoi confronti (che ha trovato, peraltro, corrispondenza nei toni assai moderati con cui nell’Istria croata, ed a Pola, sono state recentemente celebrate analoghe ricorrenze) e, soprattutto, il fine fortemente critico dell’articolo e l’implicito invito ad uscire una buona volta dalla preconcetta logica del “muro contro muro” espresso dall’autore?
C’è chi ha preferito stressare il primo aspetto, con ciò evidenziando – non una grande dimostrazione di buon senso – la propria non volontà, più che incapacità, di cogliere il cambiamento; noi, invece, preferiamo, con pragmatismo, mettere in luce i secondi che più danno senso al nostro agire. E non ci si venga, per questo, a dire che il nostro è un procedere con “i paraocchi” dal momento che, con pari onestà, abbiamo sempre preso atto e messo al corrente i nostri lettori anche di fatti non proprio positivi per il nostro impegno.
Non abbiamo, pertanto, alcuna intenzione di “staccare la spina”; anzi, ci sentiamo di respingere con forza le più o meno velate accuse di “accanimento terapeutico” che qualcuno ci rivolge a causa della nostra insistenza sull’argomento. Sarebbe, infatti, del tutto inopportuno per noi desistere a questo punto dal cammino intrapreso ed ingiustificato considerare la nostra comunità nazionale d’oltreconfine quale “malato terminale”. Inoltre, ed è questa la vera ragione del nostro agire, vogliamo, nei limiti delle nostre possibilità, garantire un futuro alla loro ed alla nostra comunità promuovendo, come richiestoci da non pochi associati, un ritorno non revanscistico né tanto meno bellicoso, che sarebbe una sciocchezza oggi il solo pensarlo, bensì basato sulla ricomposizione etnica dei nostri luoghi d’origine, ed assecondando il desiderio, espressoci da qualcuno (e già attuato da altri), di poter un giorno riposare nella Terra dei propri avi, finalmente riappacificata.
Non ne vale la pena?
Silvio Mazzaroli

  •                   Logo AIPI LCPE

    Notizie Importanti

    ANTICO STATUTO COMUNE DI POLA  Click QUI

    Legenda contenuti ANTICO STATUTO DI POLA Click QUI

     

    RASSEGNA DI FOTO E FILMATI    Click QUI

     

    per devolvere il 5%o a AIPI-LCPE   Codice Fiscale 90068810325

     

    ARCHIVIO STORICO DE L' ARENA DI POLA

    TUTTI GLI ARTICOLI Click QUI
    DAL 1948 AL 2009 

    vai su: www.arenadipola.com

     INFORMAZIONI E RECAPITI 
    "ASSOCIAZIONE ITALINI DI POLA E ISTRIA_LIBERO COMUNE DI POLA IN ESILIO"  Acronimo AIPI-LCPE
    mail per informazioni e cellulare:
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.                +39 388 8580593.

    recapito postale:
    c/o Tipografia Art Group S.r.l.
    via Malaspina 1
    34147 TRIESTE

    ***
    Costo Quota Associativa annuale, con invio del periodico L'ARENA DI POLA, euro 35,00 a mezzo bonifico bancario intestato a:
    Associazione Italiani di Pola e Istria-Libero Comune di Pola in Esilio (AIPI-LCPE)
    IBAN dell’UniCredit Agenzia Milano P.zle Loreto
    IT 51 I 02008 01622000010056393
    BIC UNCRITM1222.

    oppure 

    C/C/P 38407722 intestato a                "il Periodico L'Arena di Pola"

     ***

    Siamo anche su Facebook. Associazione Italiani di Pola e Istria - Libero Comune di Pola in Esilio
    Diventiamo amici.

    ***

    ELEZIONI dell' 11 giugno 2017

    Sindaco/Presidente:
    Tito Sidari
    Vice: Maria Rita Cosliani
    Direttore dell'Arena di Pola: Viviana Facchinetti

     (l'organigramma completo nella sezione
    Chi siamo")