NOTIZIE AL DI QUA E AL DI LA' DEL CONFINE DI PAOLO RADIVO

Notizie al di qua e al di là del confine, di Paolo Radivo

Bilinguismo in Slovenia fra teoria e pratica
La Commissione del Parlamento sloveno per le Nazionalità italiana e ungherese, nella seduta del 19 settembre a Lubiana, rilevando discrepanze tra le norme giuridiche in materia di bilinguismo e la loro applicazione pratica, ha chiesto agli organismi competenti maggiori controlli, eventuali chiarimenti nell’interpretazione delle procedure e miglioramenti nella conduzione dei procedimenti amministrativi bilingui. Tra un anno vaglierà i passi avanti sperabilmente compiuti. Per scagionarsi, i Comuni di Capodistria, Isola e Pirano hanno tracciato un quadro idilliaco, smentito però dalla Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana (CAN) del Capodistriano, la quale ha osservato che la maggior parte dei formulari e dei bandi di concorso non sono bilingui, mentre delibere e certificati vengono tradotti solo a richiesta. I Comuni hanno addossato le responsabilità per un verso allo Stato e per un altro agli stessi italiani, che utilizzerebbero poco la loro lingua madre. Ma proprio le lungaggini dovute alle traduzioni spesso inducono i nostri connazionali a usare lo sloveno. Va peggio nell’amministrazione statale (specie in ospedali, ambulatori e farmacie), nonché nei procedimenti amministrativi di secondo grado. I notai poi fanno pagare le eventuali traduzioni. L’on. Roberto Battelli ha sostenuto che non occorrono nuove misure, bensì la coerente applicazione di quelle esistenti. Alberto Scheriani, presidente della CAN costiera, ha chiesto che alle CAN stesse vengano delegate alcune competenze statali in materia di bilinguismo, con i relativi finanziamenti.
Il 24 settembre un nuovo grido d’allarme sul cattivo stato di salute della lingua italiana nel Capodistriano è stato lanciato alla presentazione del Profilo sulla politica linguistica dell’Università del Litorale. La prof.ssa Lucija Čok ha rilevato il rapido declino sia della conoscenza dell’italiano, specie tra i giovani, sia dell’interesse verso tale lingua, ufficialmente definita «dell’ambiente sociale» nella ristretta area «nazionalmente mista» ma in realtà sempre meno praticata.
A fine ottobre il governo sloveno ha confermato i finanziamenti alla minoranza italiana per il 2013 e il 2014 agli stessi livelli del 2012. Sono tuttavia previste ulteriori decurtazioni ai programmi italiani di TV e Radio Capodistria.

La civiltà istriana nelle scuole di Trieste
La Giunta comunale di Trieste ha stipulato, su proposta dell’assessore all’Educazione Antonella Grim, un protocollo d’intesa quadriennale con l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia Giulia onde far conoscere agli studenti delle scuole medie e superiori cittadine la storia recente del confine orientale. Tramite percorsi didattico-formativi fra monumenti e lapidi, da affiancare alle normali lezioni, si affronteranno vicende storiche e figure significative del “lungo Risorgimento” giuliano. Si allestiranno poi laboratori interattivi con giochi di ruolo dal titolo Il momento delle scelte. Si approfondiranno inoltre i temi Confine orientale: i luoghi, gli spazi e Istria: luoghi, uomini e fatti, illustrando l’intera civiltà istriano-fiumano-dalmata e non solo l’esodo. Infine si darà ampio spazio al centenario dello scoppio della Grande guerra.

Giornate italiane a Fiume e Zara
Fiume è stata dal 9 al 22 ottobre il palcoscenico delle Giornate della cultura e della lingua italiana. Promosse dal Consolato Generale d’Italia in collaborazione con la Città, il locale ateneo, l’Unione Italiana, l’Università Popolare di Trieste, la Comunità degli Italiani di Fiume e il Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia - Sovraintendenza di Fiume, si collocano nel contesto della XII Settimana della lingua italiana nel mondo, organizzata dal Ministero degli Esteri italiano col patrocinio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tra gli sponsor figuravano la casa editrice EDIT e il quotidiano “La Voce del Popolo”. Ricco il programma.
Dal 9 al 20 ottobre è stata visitabile alla Galleria Kortil la mostra itinerante Ottavio Missoni. Il genio del colore, che ha già fatto tappa a Capodistria, Pola e Ragusa.
Dal 10 al 13 ottobre ha avuto luogo alla CI una rassegna del cinema italiano con quattro film dei registi Ferzan Ozpetek, Ivan Cotroneo, Massimo Martelli e Rocco Mortelliti.
Dall’11 al 20 ottobre si sono potuti ammirare alla Casa della cultura croata di Sussak dodici dei sedici quadri donati da Ugo Maffi alla Repubblica di Croazia e depositati presso il Comune di Torre-Abrega, di cui il pittore è cittadino onorario.
Dal 15 al 20 ottobre è stata allestita nello spazio espositivo Mali Salon in Corso e nella Galleria espositiva della Soprintendenza di Fiume la mostra di design Disegno Italia, introdotta il 15 ottobre da una conferenza dell’architetto Marco Marzini nella sala del Consiglio municipale.
Il 16 ottobre sono stati presentati nel Consiglio municipale i 60 anni di attività della casa editrice della Comunità nazionale italiana EDIT di Fiume e del quindicinale “Panorama”. Sono intervenuti il direttore dell’EDIT Silvio Forza, il caporedattore di “Panorama” Mario Simonovich, la prof.ssa Florinda Klevisser e la giornalista e scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti.
Il 17 ottobre, presso il campus dell’Università di Fiume a Tersatto, la prof.ssa Margherita Hack ha parlato degli sviluppi più recenti dell’astrofisica e delle tecnologie correlate, il dott. Martino Margoni della fisica delle particelle e della collaborazione italiana nell’esperimento CMS al CERN, e il prof. Sabino Matarrese della ricerca italiana sulla materia oscura e sulla radiazione cosmica di fondo.
La mattina del 18 ottobre, durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2012/2013 della Facoltà di Filosofia dell’Università di Fiume, il prof. Guido Baldassarri è intervenuto sul l’ultimo viaggio di Ulisse nella tradizione letteraria italiana. Al pomeriggio, in una affollatissima sala del Consiglio municipale, dopo che l’architetto Barbara Fornasir ha tracciato la storia del design italiano e internazionale, il prof. Vittorio Sgarbi ha presentato il suo libro L’arte è contemporanea suscitando ripetuti applausi e risate. Dopo Fiume, nel cui cimitero ha ammirato alcuni significativi monumenti funebri, Sgarbi ha visitato a Draguccio la cappella di San Rocco, a Valle l’appena restaurato Castel Bembo, a Sanvincenti Palazzo Grimani e alcune chiese, e a Rovigno il Centro di Ricerche Storiche.
Il 19 ottobre, presso la Scuola Media Superiore Italiana, il console generale d’Italia a Fiume Renato Cianfarani ha premiato i tre vincitori del concorso letterario rivolto sul tema Come cambio la mia città. Infine l’architetto Italo Lupi ha tenuto una conferenza nella sala del Consiglio municipale.
A Zara, in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo, la locale CI, la sezione della “Dante Alighieri” e i Dipartimenti universitari di Italianistica e Scienze della comunicazione hanno offerto alla cittadinanza, con il sostegno di UI e UPT, quattro giornate dal titolo L’Italia del territorio, l’Italia del futuro. Hanno avuto luogo una conferenza sulla sfida costituita dai terremoti, la presentazione di un libro per bambini, la proiezione del film neorealista di Vittorio De Sica Miracolo a Milano e, all’Università, la conferenza-concerto Eroi ed eroine d’opera nel melodramma italiano di Giuseppe Verdi.

Seminario a Venezia sugli Esuli sfollati
Su iniziativa dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, nel pomeriggio di martedì 16 ottobre si è tenuto a Venezia presso l’Istituto di istruzione superiore “Vendramin Corner” l’incontro seminariale dal titolo Gli esuli istriani sfollati dopo la guerra presenti nelle Comunità delle quattro regioni ed altrove nell’area adriatico-mediterranea. Relatore il prof. Roberto Spazzali. L’iniziativa si colloca nel quadro del Piano interregionale Esperienze e speranze della Regione Euro-mediterranea: scuole e territorio per comunità inclusive nella società della conoscenza, che comprende gli Uffici Scolastici Regionali per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, le Marche e la Sardegna. A sua volta il Piano è inserito nel progetto Europa dell’istruzione, promosso dalla Direzione degli Affari Internazionali del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Festival del Turismo Scolastico a Grado
Si è svolta dal 17 al 20 ottobre con base a Grado la sesta edizione del Festival del Turismo Scolastico Classe Turistica, realizzato dal Touring Club Italiano, dall’ANVGD e dal Comune di Grado in collaborazione con il GIT e il Consorzio Turismo FVG, con l’adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero degli Affari esteri. È questo uno dei frutti indiretti del Tavolo di lavoro fra il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e le associazioni degli Esuli. La novità di quest’anno è stata il coinvolgimento nel concorso nazionale delle scuole medie superiori italiane non solo d’Italia, ma anche di Croazia e Slovenia. Si voleva promuovere tra le prime i viaggi d’istruzione nei luoghi della civiltà istriano-fiumano-dalmata e accrescere tra le seconde la consapevolezza e la conoscenza delle proprie origini culturali.
Una giuria di esperti, dopo aver vagliato 531 elaborati, ha selezionato dodici classi finaliste, che hanno così avuto il diritto di partecipare al Festival. Dieci di queste appartengono ad altrettante scuole della Repubblica Italiana: il Liceo scientifico e musicale “Marconi” di Pesaro, l’Istituto d’istruzione secondaria superiore di Settimo Torinese, il Liceo linguistico “Manzoni” di Milano, l’Istituto tecnico commerciale “Einaudi-Gramsci” di Padova, l’Istituto tecnico industriale “Roncalli-Sarrocchi” di Poggibonsi, il Liceo scientifico “Pascal” di Pomezia, l’Istituto d’istruzione secondaria superiore “Galilei Fermi Pacassi” di Gorizia, l’Istituto d’istruzione secondaria superiore “La Rosa Bianca” di Predazzo, l’Istituto d’istruzione secondaria superiore “E. Merli” di Codogno (Lodi) e l’Istituto per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Manlio Rossi-Doria” di Bagnoli Irpino (impossibilitato a partecipare). Due invece le classi appartenenti ad altrettanti istituti della Repubblica di Croazia: la Scuola media superiore italiana di Rovigno e la Scuola media superiore italiana (indirizzo alberghiero turistico) di Fiume.
La sera di mercoledì 17 ottobre hanno portato il saluto ai circa 250 studenti e insegnanti Leonardo Devoti, responsabile scuola del Touring, il consigliere comunale gradese Fabio Zanetti, il presidente del Touring Franco Iseppi e il presidente nazionale dell’ANVGD Rodolfo Ziberna. Sono stati anche proiettati degli audiovisivi. La mattina di giovedì 18 ottobre Lucio Toth, vice-presidente di FederEsuli e presidente onorario dell’ANVGD, e il prof. Guido Rumici hanno parlato di vari aspetti attenenti la storia del confine orientale, con particolare riguardo all’Esodo. Rumici si è anche avvalso di 200 immagini concernenti località dell’Istria e della Dalmazia, l’Esodo e alcuni personaggi storici. Nel primo pomeriggio c’è stata una visita guidata al centro storico di Grado e ad Aquileia. Nel tardo pomeriggio si è invece proceduto con le premiazioni. La mattina di venerdì è stata dedicata ai luoghi più emblematici delle tragedie del ’900 in terra giuliana: la Risiera di San Sabba, la Foiba di Basovizza e l’ex Campo Profughi di Padriciano. Quindi la comitiva si è diretta a Pirano per una visita della splendida cittadina d’impronta istro-veneta ora in Slovenia e il pranzo; nel pomeriggio è poi ripartita per Gorizia, dove ha passato anche la serata. La mattina di sabato 20 i pullman sono ripartiti per i rispettivi luoghi di provenienza.

La Lega Nazionale compie 120 anni
La Lega Nazionale ha festeggiato a Trieste con due distinte iniziative il 120° anniversario della propria fondazione, avvenuta ufficialmente nel dicembre 1891.
La mattina di venerdì 26 ottobre, dopo il solenne alzabandiera in Piazza Unità d’Italia per il 58° del ritorno di Trieste all’Italia, si è tenuta una celebrazione solenne nell’aula del Consiglio comunale. Il sindaco Roberto Cosolini, cui la Lega Nazionale ha donato una targa ricordo, ha affermato che, pur in tempi di crisi economica, occorre volgere lo sguardo alla cultura e alla memoria storica, come ha sempre fatto il benemerito sodalizio. Il presidente Paolo Sardos Albertini ha ricordato i quattro temi cardine della Lega Nazionale: nazione, Italia, libertà e identità. Temi da coniugare in chiave moderna secondo il principio gollista dell’Europa delle nazioni. Il presidente onorario Gianfranco Gambassini ha infine tracciato il percorso storico della Lega Nazionale.
La mattina di martedì 30 ottobre è stata deposta nel famedio del liceo-ginnasio “Dante Alighieri” una corona d’alloro per ricordare il 94° anniversario della fine del dominio asburgico e i caduti per l’italianità di Trieste. L’aula magna ha quindi ospitato un incontro di studi con quattro relazioni storiche: quella di Diego Redivo sulla Lega Nazionale tra la fine dell’impero asburgico e il consolidamento del fascismo (1891-1929), quella di Diana De Rosa sul sistema scolastico ed educativo della Lega Nazionale nello stesso periodo, quella di Ivan Buttignon sulla rivalità culturale tra Lega Nazionale e Governo Militare Alleato (1945-1954), e infine quella di Roberto Spazzali sulla Lega Nazionale negli anni del crepuscolo dell’idea di nazione (1965-1985).
Come ogni anno, inoltre, lunedì 5 novembre la Lega Nazionale ha commemorato con una corona d’alloro nel pronao della chiesa di Sant’Antonio Nuovo le sei Medaglie d’oro al merito civile cadute durante le manifestazioni di piazza del 5 e 6 novembre 1953 sotto i colpi della Polizia Civile anglo-americana: Pietro Addobbati, Erminio Bassa, Leonardo Manzi, Saverio Montano, Francesco Paglia e Antonio Zavadil. Per la Lega Nazionale costoro sono gli «ultimi Martiri del Risorgimento». Era presente il nostro direttore Silvio Mazzaroli.

A Roma gli Esuli non risulteranno più nati all’estero
Da martedì 23 ottobre gli Esuli istriano-fiumano-dalmati possono ottenere, presso gli sportelli demografici dei municipi di Roma, il proprio certificato di nascita nel rispetto della legge 54/89. Questa prevede che nei documenti di identità delle persone nate nei territori in seguito ceduti alla Jugoslavia con il Trattato di pace o con il Trattato di Osimo compaia «unicamente il nome italiano del comune, senza alcun riferimento allo Stato cui attualmente appartiene». In precedenza invece, come ammette l’assessore capitolino all’Anagrafe Enrico Cavallari, «gli italiani nati in un’area che all’epoca costituiva territorio italiano (la Venezia Giulia e la Dalmazia) hanno dovuto sopportare molti disagi per il fatto che il sistema informatico non riconosceva quei comuni fra quelli italiani». Su molti documenti infatti risultavano nati all’estero. Dopo che la “Gazzetta Ufficiale” del 20 settembre 2012 aveva pubblicato una direttiva della Presidenza del Consiglio applicativa della legge, i consiglieri di Roma Capitale Federico Guidi e Andrea De Priamo (PDL) avevano sensibilizzato il direttore dell’Anagrafe. Dopo tale sollecitazione, gli uffici anagrafici si sono organizzati in maniera tale da consentire il rilascio del certificato di nascita a vista e l’estratto di nascita in 72 ore dalla richiesta secondo la legge 54/89. «Chi è nato in quelle terre quando esse ancora facevano parte dell’Italia – commentano Guidi e De Priamo – ha il diritto di essere a tutti gli effetti nostro concittadino e non solo di sentirsi tale».

Daila: il premier croato dà ragione al Papa
Il primo ministro croato Zoran Milanović è stato ricevuto in Vaticano il 29 ottobre da papa Benedetto XVI e, in una separata udienza, dal segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone e dal segretario per i Rapporti con gli Stati mons. Dominique Mamberti. Nel corso dei cordiali colloqui – riporta una nota vaticana – la Santa Sede ha fra l’altro rinnovato l’appoggio «alle legittime aspirazioni della Croazia alla piena integrazione europea». Quanto all’annosa vicenda dell’ex monastero di Daila, «le due Parti hanno concordato di risolvere la questione il più presto possibile, nello spirito della tradizionale amicizia fra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia».
Milanović ha dichiarato ai giornalisti di volersi impegnare affinché il problema venga risolto quanto prima. «Uno Stato di diritto – ha commentato – non si riprende la proprietà di un bene che precedentemente ha restituito al legittimo proprietario». Ciò costituisce una clamorosa smentita del decreto con cui il 9 agosto 2011 il ministro della Giustizia del precedente governo di centro-destra aveva stabilito la restituzione alla Repubblica di Croazia di tutti i beni dell’ex convento espropriati nel 1947-48 e consegnati alla diocesi di Parenzo-Pola fra il 1997 e il 2007. «Daila – ha precisato il premier – è solo una questione di restituzione di proprietà all’interno della Croazia. Nessuno porterà questa proprietà via dalla Croazia e nessuno per la stessa proprietà pagherà le tasse in un altro Stato. Nel caso Daila la Santa Sede è dalla parte della ragione. Non siamo di fronte a una questione territoriale, ma a un problema di proprietà di beni immobili sul territorio croato. La Santa Sede è nel giusto, anche se non posso prevedere che cosa decideranno i giudici, ma non è detto che la vicenda possa essere definita anche senza un verdetto».
Secondo Milanović è stata sollevata troppa polvere in Croazia sul caso Daila. «Credo – ha aggiunto – che la colpa per le tensioni sorte tra Zagabria e Santa Sede vada ascritta ad alcuni vescovi croati». Chiaro il riferimento all’ex vescovo “ribelle” di Parenzo-Pola Ivan Milovan. «Daila – ha precisato il premier – è qualcosa di più che una disputa per il denaro, è il simbolo dello Stato di diritto. Io capisco le intenzioni del governo precedente, ma bisognava essere più moderati e restare sulla palla. Non è ammissibile rompere i rapporti con il Vaticano per un pugno di milioni di kune. Ho l’impressione che Daila tornerà di proprietà dei frati benedettini di Praglia». In tal caso però qualcuno dovrà rimborsare chi negli anni scorsi ha comperato i terreni venduti dalla diocesi di Parenzo-Pola senza potervi realizzare quanto auspicato.
Il teologo zagabrese Adalbert Rebić ha accusato il cardinale Bertone di tramare nell’ombra per appetiti economici con il sostegno (forse a sua insaputa) dell’«irredentismo italiano». I benedettini di Praglia poi sarebbero degli ingordi, non avendo alcun diritto su Daila perché già indennizzati con Osimo.

Italiani di Pola alle urne il 16 dicembre
Gli oltre 5.000 soci della Comunità degli Italiani di Pola andranno alle urne il 16 dicembre per il rinnovo dell’Assemblea, organo deliberativo della CI formato da 21 consiglieri. Lo ha stabilito l’Assemblea uscente lo scorso 24 ottobre. La presidente della stessa, Claudia Millotti, ha esortato i connazionali (specie i giovani) a candidarsi e votare numerosi. Il presidente della CI e della Giunta esecutiva Fabrizio Radin ha presentato la relazione e il bilancio consuntivo sui primi nove mesi del 2012, rallegrandosi sia dei risultati raggiunti sia della buona condizione finanziaria. Entrambi i documenti sono stati approvati. Via libera anche ai progetti presentati dalla CI per il biennio 2015/2016 in applicazione delle leggi 191/09 e 25/10. Nella sede di via Carrara si sono da poco conclusi i lavori, finanziati dal governo italiano, di risistemazione della biblioteca (dotata di sala di lettura e area riunioni) e ripitturazione della facciata anteriore. La nuova Assemblea si insedierà il 16 gennaio 2013 ed eleggerà il nuovo presidente.

Antonio Ballarin nuovo presidente ANVGD
Il congresso nazionale dell’ANVGD, svoltosi dal 16 al 18 novembre a Gorizia, ha rinnovato i suoi organi interni. Nuovo presidente è Antonio Ballarin, figlio di esuli da Lussingrande nato e cresciuto nel Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma. Vice-presidenti nazionali sono Pietro Cerlienco, Renzo Codarin, Alessandro Cuk, Maria Elena Depetroni, Franco Papetti e Rodolfo Ziberna. A tutti vadano i nostri auguri di buon lavoro.


Italianità transfrontaliera
Si moltiplicano di questi tempi le iniziative all’insegna dell’italianità transfrontaliera e della collaborazione tra italiani di Italia, Slovenia e Croazia.
Venerdì 21 settembre, negli spazi museali del magazzino del sale “Monfort” di Portorose (Slovenia), Flavio Bonin (Pirano), Marina Paoletić (Umago) e Kristjan Knez (Strugnano) hanno trattato del contrabbando e dell’incanovo del sale nei secoli scorsi. Venerdì 12 ottobre, nel Parco naturale delle saline di Sicciole-Lera, Kristjan Knez, Marino Vocci (Trieste), Sergio Dolce (Trieste) e Ondina Lusa (Pirano) hanno invece discusso sulla cucina tradizionale dei salineri e presentato l’iniziativa Gusti e odori de casa nostra. Venerdì 16 novembre, nella Sala delle Vedute di Casa Tartini a Pirano, Kristjan Knez ha presentato il libro Contratti del sale di Pirano 1375-1782, curato da Flavio Bonin. Tutti e tre gli incontri sono stati promossi dalla Comunità degli Italiani di Pirano, dalla Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Pirano e della Società di Studi Storici e Geografici di Pirano.
Mercoledì 24 ottobre a Isola d’Istria (Slovenia), nella Sala Nobile di Palazzo Manzioli, la Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”, in collaborazione con il Circolo Amici del Dialetto triestino, ha presentato la raccolta di poesie dialettali del triestino Oscar Venturini dal titolo Canto la mia zità. Il libro è stato illustrato dalla linguista triestina Livia de Savorgnani Zanmarchi. L’attore Luciano Volpi ha letto alcune liriche dello scrittore, mentre Bruno e Fiorella Jurcev hanno interpretato dei brani musicali in dialetto triestino.
Da mercoledì 25 ottobre a domenica 11 novembre ha avuto luogo a Muggia nella Sala comunale d’arte “Giuseppe Negrisin” la mostra itinerante di quadri e modellini del piranese Giulio Ruzzier Il mito della Parenzana, offerta ad ingresso gratuito dal Comune di Muggia e già esposta a Sicciole (Slovenia), Portorose (Slovenia), Buie (Croazia) e Isola.
Sabato 27 ottobre, presso la Comunità degli Italiani di Dignano (Croazia), il sociologo trevigiano Ulderico Bernardi ha presentato il suo libro Istria d’amore (Santi Quaranta 2012), già presentato il giorno prima a Trieste e due giorni prima a Gorizia. Ha introdotto l’incontro la studiosa connazionale Anita Forlani. Nutrito il pubblico in sala.
Sempre il 27 ottobre, ma al Centro “Millo” di Muggia, il Circolo di cultura istroveneta “Istria”, in collaborazione con il Gruppo-Skupina 85, ha dedicato una serata allo scrittore istriano Fulvio Tomizza presentando il suo libro postumo per ragazzi La scoperta di Bild (Falzea Editore 2010). Il drammaturgo e attore Pippo Rota, della Filodrammatica della CI “Fulvio Tomizza” di Umago, ha recitato il monologo La telefonata.
Lunedì 5 novembre, nalla Sala Nobile di Palazzo Manzioli a Isola, la CI “Dante Alighieri” ha presentato con l’ausilio di suggestive immagini il libro trilingue (italiano, sloveno e tedesco) di Niki Orciuolo e Andrea Cappai Navigare in alto Adriatico - Golfo di Trieste (editore Mare di Carta 2012). Si tratta di un agile supporto culturale alla navigazione dalla laguna di Grado (Italia) a Umago (Croazia).
Martedì 6 novembre, alla CI di Pola, Elsa Fonda, esule piranese a Trieste, interprete, regista, docente al Centro Sperimentale di Cinematografia di Trieste e già annunciatrice RAI, ha messo a confronto sul piano sia letterario che umano i poeti triestini Umberto Saba (1883-1957) e Virgilio Giotti (1885-1957). All’iniziativa hanno contribuito l’Unione Italiana, l’Università Popolare di Trieste e la Società “Dante Alighieri”.
Giovedì 8 novembre, presso la Biblioteca Statale di Trieste, Elis Deghenghi Olujić, direttrice del Dipartimento di studi in lingua italiana all’Università di Pola, e Silvio Forza, direttore della casa editrice fiumana EDIT, hanno parlato degli scrittori italiani in Istria oggi. L’incontro è stato promosso del Circolo della Cultura e delle Arti.
Sabato 10 novembre, al Teatro Cittadino di Isola, si è svolta la 12a edizione dell’incontro etno-folcloristico Folk & Nos, promosso dalla Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” e condotto da Elena Bubola. La Filodrammatica della CI di Momiano (Croazia) ha proposto due bozzetti dialettali, Erica Bellè, del Gruppo dei Cantanti della stessa CI, ha interpretato alcune canzoni tradizionali e infine la Banda d’Ottoni della CI di Buie ha tenuto un concerto.

Recuperati i resti di soldati tedeschi presso Zara e di civili croati a nord di Zagabria
Tre notizie incoraggianti giungono dalla Croazia. La prima è che sono stati recuperati a Boccagnazzo (Bokanjac), nell’entroterra zaratino, i resti mortali dei soldati tedeschi della Wehrmacht verosimilmente uccisi dalle autorità jugoslave nel 1946 dopo che, da prigionieri, avevano scavato un canale tra quella stessa località e Zemonico (Zemunik) per la sistemazione dei tubi del costruendo acquedotto. I corpi di alcuni di loro furono sepolti nel camposanto di Boccagnazzo, i corpi di altri in quello del rione zaratino chiamato Fiume del Cimitero (Ričina). Sempre nel 1946 il parroco di Boccagnazzo apprese i nominativi, l’anno di nascita e la località di residenza dei 132 militari tedeschi inumati nei due luoghi di sepoltura.
Le loro ossa verranno collocate nel sacrario dei soldati tedeschi della Seconda guerra mondiale a Zagabria, come previsto da un accordo recentemente firmato tra la Città di Zara e l’Ambasciata tedesca in Croazia. A perorarlo è stata l’Unione Popolare per la Cura delle Tombe di Guerra Tedesche, un ente umanitario privato riconosciuto dalla Repubblica Federale Tedesca come servizio pubblico che, per conto del governo di Berlino, costruisce e conserva i cimiteri militari all’estero, registra le vittime di guerra e le loro tombe e fornisce anche informazioni e sostegno alle rispettive famiglie.
Questa lodevole iniziativa dimostra che pure in Croazia qualcosa si sta muovendo verso il riconoscimento e il rispetto dovuto alle vittime non jugoslave di Tito. Quando vi è un fattivo interessamento sia di soggetti privati sia di istituzioni statali, ciò diventa possibile perché ormai i tempi sono maturi.
Una commissione inter-governativa italo-croata per l’individuazione dei luoghi di sepoltura sul territorio della Repubblica di Croazia si è riunita negli scorsi mesi, ma non ha ancora prodotto risultati concreti. Il Libero Comune di Pola in Esilio auspica che il recente accordo tedesco-croato, già in fase attuativa, funga da sprone affinché analoghi accordi vengano al più presto firmati anche fra Italia e Croazia. Le Vittime italiane del comunismo jugoslavo lo meritano, a decenni dal loro supplizio. E lo meritano anche i rispettivi familiari. Il tutto naturalmente all’insegna di quello spirito di autentica riconciliazione europea patrocinato dai Presidenti della Repubblica italiano, croato e sloveno.
La seconda buona notizia è che l’Ufficio per l’individuazione, la cura e la manutenzione delle tombe delle vittime dei crimini comunisti commessi nel dopoguerra in Croazia ha recuperato nell’ultima decade di ottobre a Krivićev Brijeg presso Gračani, un villaggio collinare a nord di Zagabria, i resti di 30 persone uccise dall’Armata jugoslava fra il 13 e il 15 maggio 1945. Avevano tutti circa 18 anni, indossavano uniformi blu, erano scalzi e con le mani legate dietro la schiena. La guerra in Europa era ufficialmente finita l’8 maggio, ovvero lo stesso giorno in cui i titoisti avevano occupato/liberato quella che era stata la capitale dello Stato Indipendente di Croazia. I giovani prigionieri furono prelevati da una prigione zagabrese, condotti in un frutteto all’ingresso del Parco naturale della Medvednica e, senza nemmeno una parvenza di processo, soppressi con arma da fuoco e poi sotterrati in una fossa comune. I loro resti, per ora sistemati nell’ossario del cimitero di Mirogoj, verranno sepolti in una fossa comune presso la chiesa di San Michele a Gračani.
La scoperta del sito si è resa possibile grazie alle rivelazioni di Miroslav Haramija, allora ispettore sanitario. Questi ha individuato in zona ben 20 fosse comuni per complessive 783 vittime. Lo sterminio era stato ordinato dall’OZNA, diretta dal temibile Aleksandar Ranković. Questi, insoddisfatto del numero di giustiziati, scrisse con agghiacciante franchezza al comando militare di Zagabria pochi giorni dopo la metà di maggio: «Siamo sorpresi di questa riluttanza nel pulire la città di Zagabria dai nemici. Avevamo ordinato di ripulire la città nei primi giorni di occupazione e di fare tutto sistematicamente e presto, visto che a Zagabria si sono rifugiati tutti i funzionari dell’apparato ustascia nella sua ritirata di fronte le nostre truppe. Eppure a 10 giorni dalla liberazione di Zagabria avete ucciso solo 200 persone».
Lo scorso luglio 36 pazienti e operatori dell’allora ospedale per le malattie polmonari “Brestovac”, uccisi dai titoisti sempre nel maggio 1945 senza processo, erano state esumate in una località vicina, Obernjak, su iniziativa del predetto Ufficio, in collaborazione con la Polizia e il Ministero dei Reduci.
La terza buona notizia è che in ottobre il parlamento croato ha avviato la discussione del disegno di legge sull’individuazione, la cura e la manutenzione dei cimiteri militari e delle tombe delle vittime della Seconda guerra mondiale e del dopoguerra, presentato lo scorso luglio dal governo Milanović. La nuova normativa intende retrodatare la competenza temporale dell’Ufficio creato dal precedente governo un anno fa, il quale può occuparsi solo delle vittime post-belliche, cioè a partire dal 9 maggio 1945. Ovviare a tale inconveniente consentirebbe per la prima volta di compiere indagini anche sugli eccidi compiuti dai partigiani titoisti in Istria, Quarnero e Dalmazia fino all’8 maggio 1945. Lo stesso Ufficio passerà alle dipendenze del Ministero dei Reduci di Guerra, al quale già di fatto si appoggia. Il disegno di legge in discussione prevede principalmente: l’individuazione, la cura e la costante e dignitosa manutenzione delle tombe delle vittime del secondo dopoguerra, con l’evidenziazione dei sepolcri; l’individuazione di soluzioni dignitose per i resti delle vittime della Seconda guerra mondiale e del dopoguerra laddove il trasferimento sia dettato da ragioni di interesse pubblico o nel caso tali resti vengano individuati durante lo svolgimento di lavori infrastrutturali; la manutenzione costante dei cimiteri militari e delle tombe delle vittime civili e l’attuazione degli accordi internazionali in vigore.

San Lazzaro di Savena: inaugurato un monumento ai Martiri delle Foibe
È stato inaugurato domenica 21 ottobre a San Lazzaro di Savena un monumento ai Martiri delle Foibe. Il luogo prescelto non poteva essere più adatto: Via Martiri delle Foibe. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco, rappresentanti della Provincia di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, altre autorità civili e militari, alcuni congiunti di infoibati e una rappresentanza del Comitato provinciale bolognese dell’ANVGD. Il sacerdote triestino Gigi Sion ha impartito la benedizione. La fanfara dei Bersaglieri in congedo di Modena ha poi suonato inni patriottici. L’opera, realizzata dall’artista Achille Ghidini, è stata voluta e finanziata dal Comitato provinciale dell’ANVGD anche grazie al sostegno di alcuni generosi privati e alla piena collaborazione del Comune. È costituita da una piccola statua in bronzo, su un grande basamento in travertino bianco, raffigurante in forma stilizzata due persone che, a braccia alzate verso il cielo, tentano di uscire dalle viscere della terra spezzando un filo spinato. Sul masso è stata apposta una targa metallica recante la scritta «A ricordo dei Martiri delle Foibe» e il nome dell’artista. Tale monumento è l’unico del genere in Emilia-Romagna, visto che la pur massiccia “Stele del Ricordo” inaugurata a Carpi il 24 marzo scorso non presenta statue, ma solo targhe commemorative. Da rilevare che l’amministrazione comunale sanlazzarese è di centrosinistra, sebbene la proposta iniziale fosse del PDL.

«Nelle foibe ci mettiamo pure voi!»
Le foibe? Gli ultras del Livorno sanno benissimo cosa sono ed anzi si rammaricano del fatto che i titini... vi abbiano scaraventato troppo poche persone. Così augurano volentieri quella stessa fine ai loro peggiori avversari. L’ultima volta è successo domenica 21 ottobre quando, durante la partita casalinga contro il Verona, hanno gridato in coro dalla loro curva ai tifosi veneti: «Pure voi, pure voi, nelle Foibe ci mettiamo pure voi!». E per apparire più minacciosi hanno pure sventolato bandiere rosse con falce e martello, brandito uno striscione inneggiante a Tito e stretto il pugno. Dopo pochi minuti gli ultras veronesi hanno reagito in maniera altrettanto riprovevole scandendo slogan odiosi contro Piermario Morosini, il calciatore del Livorno morto sul campo di gioco nella precedente stagione. Il giudice sportivo tuttavia si è accorto solo dei cori veronesi ed ha perciò multato quella squadra con 50.000 euro e una diffida. Al Livorno ha sì comminato 7.000 euro di multa, ma non per i cori sulle foibe. Eppure i relativi filmati sono ampiamente circolati su Youtube e Facebook... Due pesi e due misure?

Udine: graffiata targa alle Vittime delle Foibe
A Udine ignoti vandali hanno graffiato la targa bronzea presente dal giugno 2010 sul masso in pietra carsica in via Bertaldia che ricorda le Vittime delle Foibe. A scoprirlo sono stati i soci udinesi dell’ANVGD recatisi sul posto lo scorso 2 novembre per il tradizionale omaggio. La targa reca la scritta: «A perpetuo ricordo delle Vittime delle Foibe e delle altre tragiche vicende in Istria, Fiume e Dalmazia durante la seconda guerra mondiale. I fratelli esuli in Friuli. Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in Udine». Il Comitato provinciale dell’ANVGD di Udine ha espresso amarezza e disgusto «per un oltraggio che offende la nostra religione e la nostra memoria». Una condanna è giunta anche dal Comitato 10 Febbraio.
Nei giorni successivi è stato trovato divelto a Salt di Povoletto, non lontano da Udine, il cartello che ricorda i Martiri delle Foibe. In 24 ore l’amministrazione provinciale ha provveduto al suo ripristino. Il presidente della Provincia Pietro Fontanini si è augurato non si tratti di azioni di vandalismo «che denoterebbero, se così fosse, la delicata situazione ancora non risolta di un tema così scottante come quello di questi martiri non da tutti riconosciuti come tali».

A Giovanni Radossi il Premio “Civiltà Veneta”
Il prof. Giovanni Radossi, fondatore e direttore del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, è tra i vincitori del Premio della Fondazione Masi “Civiltà Veneta”. Il prestigioso riconoscimento gli è stato conferito il 29 settembre a Verona «per aver contribuito in maniera determinante a salvare la memoria della cultura e della lingua italiana e veneta in Istria». Da 31 anni la Fondazione Masi premia personalità venete per nascita, per famiglia o per adozione distintesi nei diversi campi della cultura, della scienza, dell’arte e dell’economia.
Radossi, nato nel 1936 a Rovigno e laureatosi a Zagabria in Lingua e Letteratura Italiana e Inglese, è stato docente al locale Liceo italiano, vice-sindaco della Città e vice-presidente dell’Unione Italiana. Quale appassionato studioso ha scritto numerosi libri e saggi, ma è stato soprattutto un “cercatore di talenti” e un promotore di cultura anche in tempi difficili.
Il CRSR, istituito nel 1968 dall’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume, ha da allora costantemente beneficiato dei finanziamenti del Ministero degli Esteri italiano tramite l’Università Popolare di Trieste. Il suo scopo era di fare da contrappeso, sia pure con prudenza, alle vulgate nazional-titoiste allora imperanti in Jugoslavia e di preservare la minacciata identità nazionale italiana in Istria, Quarnero e Dalmazia anche tramite il dialogo fra le diverse storiografie. Nel corso degli anni il CRSR ha sviluppato cinque sezioni: storia generale della regione, etnografia, dialettologia romanza, storia del movimento operaio e della Resistenza, ricerche sociali. Finora ha pubblicato 268 volumi in proprio e 60 in coedizione, tutti in italiano con sommari in croato e sloveno. Annualmente pubblica inoltre dei volumi nelle serie “Atti”, “Collana degli Atti”, “Quaderni”, “Monografie”, “Documenti”, “Fonti”, “Acta Historica Nova”, “Ricerche sociali”, “Etnia”, il bollettino “La Ricerca” ed alcune Edizioni speciali.
L’istituto ha sede in un caratteristico palazzo del centro storico di Rovigno messo a disposizione dalla Città, che ospita una grande biblioteca di oltre 100.000 volumi (proclamata nel 1995 Biblioteca depositaria del Consiglio d’Europa), un’emeroteca specializzata con 1.518 titoli di periodi e 627 di giornali, una collezione di 2.500 carte geografiche, topografiche e militari, oltre che di stampe e vedute dell’area istriano-quarnerino-dalmata dal sec. XVI a oggi, quasi 3.000 documenti, disegni, manifesti e calendari, circa 3.000 stampe, foto, film, video e musicassette, nonché 270.000 documenti (originali e fotocopie) informatizzati, di cui 25.000 riguardanti l’esodo.
Il CRSR dà lavoro a 15 fra ricercatori e personale ausiliario in pianta stabile, mentre dispone di 75 collaboratori esterni, residenti in Italia, Croazia e Slovenia. Sono 400 gli abbonati alle sue pubblicazioni e 300 i titoli di scambio.

Menzione speciale al mensile “Arcobaleno”
“Arcobaleno”, il mensile a colori pubblicato dall’EDIT di Fiume per gli alunni delle Scuole elementari italiane dell’Istria e di Fiume, ha ottenuto una Menzione speciale al Premio nazionale “Città di Chiavari”, destinato alla stampa periodica per ragazzi. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo il 14 novembre nell’Auditorium di Chiavari, dove sono stati esposti tutti i numeri del simpatico giornalino che hanno partecipato all’edizione 2012 e a quelle precedenti. Il riconoscimento, consegnato alla caporedattrice Tiziana Dabović, è giunto «per la meritoria azione di informazione e di intrattenimento svolta a favore dei bambini della minoranza di lingua italiana della Croazia e della Slovenia».

Cerimonie nel Capodistriano per i Defunti
Il Consolato Generale d’Italia a Capodistria ha promosso anche quest’anno, insieme alle istituzioni della minoranza italiana, le tradizionali cerimonie in memoria dei Defunti nei cimiteri del Capodistriano. Il 24 ottobre in quello di Isola d’Istria la reggente Maria Pia Mauriello ha reso omaggio con le delegazioni della locale Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana e delle Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” e “Besenghi degli Ughi” al monumento al milite ignoto, al parroco isolano Giovanni Zamarin, alla cappella intitolata all’arcangelo S. Michele, alla tomba monumentale della famiglia Degrassi e a quella di Giovanni Zustovich, giovane cattolico fianonese vittima innocente dello squadrismo fascista nel 1921. Nella cappella è stata poi celebrata una messa in suffragio dei defunti. Successivamente al cimitero di Pirano Maria Pia Mauriello e i rappresentanti della CAN comunale e della CI hanno deposto omaggi floreali.
Il 25 ottobre al cimitero di Capodistria la reggente ha deposto una corona di fiori ai piedi del monumento ai caduti insieme con il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Maurizio Tremul e gli esponenti della CAN e della CI di Capodistria. Analoga cerimonia ha poi avuto luogo a Crevatini.

Caporetto: commemorati i Caduti
Il Consolato Generale d’Italia a Capodistria ha organizzato la cerimonia svoltasi sabato 20 ottobre al Sacrario militare di Caporetto nel 95° anniversario della Battaglia dell’Isonzo. Il 24 ottobre 1917 le truppe austro-ungariche e tedesche iniziarono l’offensiva che portò quelle italiane ad attestarsi precipitosamente sul Piave. L’evento ha voluto rendere omaggio ai Caduti di tutte le forze militari allora contrapposte ed alle inermi popolazioni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto pesantemente coinvolte in quella ritirata; molti infatti furono allora tra i civili i profughi, gli sfollati, le vittime e i perseguitati da parte asburgica. Con tale iniziativa il Consolato Generale d’Italia ha offerto l’opportunità di raccogliersi in preghiera nel ricordo di tanta sofferenza, a sostegno dei valori della pace, della collaborazione, del costruttivo dialogo e della migliore convivenza. L’ambasciatrice d’Italia a Lubiana Rossella Franchini Sherifis, la reggente del Consolato Generale Maria Pia Mauriello, i sindaci dei Comuni del Cividalese, altre autorità sia italiane che slovene e associazioni hanno deposto corone d’alloro e fiori al monumento ai Caduti. Una messa è stata poi celebrata nella cappella dell’Ossario militare. Successivamente sono state deposte corone al cimitero sloveno.

Fiume: esuli e residenti celebrano insieme il 2 Novembre
Come a Pola in mattinata, anche a Fiume nel pomeriggio di venerdì 2 novembre esuli e residenti hanno insieme reso omaggio a chi non c’è più. E, come a Pola, anche a Fiume il console generale d’Italia nel capoluogo quarnerino Renato Cianfarani ha suggellato tale momento di condivisione fraterna. La delegazione del Libero Comune di Fiume in esilio era guidata dal sindaco Guido Brazzoduro, quella dei connazionali “rimasti” dalla presidente della Comunità degli Italiani Agnese Superina e dalla presidente del Consiglio della Nazionalità Italiana della Contea Litoraneo-montana Orietta Marot. I numerosi intervenuti hanno assistito alla messa celebrata in italiano da don Giuseppe Vosilla nella cripta della chiesa di San Romualdo e Ognissanti a Cosala. La funzione liturgica è stata accompagnata dai canti dal Coro Fedeli Fiumani. Il sacerdote ha pregato per tutti i Defunti fiumani ovunque sepolti e, dopo la messa, ha benedetto i presenti davanti al cippo vicino alla cripta dedicato ai «fiumani di ogni fede e razza scomparsi in pace e in guerra». Quindi il console Cianfarani, accompagnato da numerose persone, ha deposto nel cimitero di Cosala una corona di fiori ai piedi del monumento ai granatieri italiani: un’ulteriore occasione di raccoglimento.

Pellegrinaggi
delle Comunità Istriane
L’Associazione delle Comunità Istriane ha celebrato la festività dei Defunti con due pellegrinaggi. Il primo si è svolto venerdì 2 novembre alla Foiba di Basovizza. Il secondo domenica 11 novembre all’Ara Pacis di Medea (Gorizia), dove insieme all’amministrazione comunale e ad altre autorità è stato reso omaggio ai Caduti per la Patria e alle Vittime delle nostre terre. Successivamente nella parrocchiale di Medea i pellegrini hanno assistito a una messa accompagnata dal coro dell’Associazione. È seguito un cordiale incontro con gli Alpini della locale sezione dell’ANA.
Una delle Comunità aderenti all’Associazione, quella di Collalto-Briz-Vergnacco, ha commemorato i propri Defunti “a casa” con una messa celebrata domenica 4 novembre nella chiesa di Santa Maria Maddalena nel villaggio di Briz (Croazia). Dopo il rito don Alen ha benedetto le tombe del cimitero.
La Comunità di Capodistria ha inoltre partecipato domenica 28 ottobre al pellegrinaggio al cimitero di Capodistria promosso dalla Fameia Capodistriana (aderente all’Unione degli Istriani). Nella cappella è stata celebrata una messa in suffragio dei Defunti.
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