LIBRI: L'esodo Istriano Fiumano Dalmata di Michela Conrad

L’Esodo Istriano Fiumano Dalmata

La sala maggiore dell’Associazione delle Comunità Istriane ha ospitato nel tardo pomeriggio di sabato 20 ottobre un doppio appuntamento: la presentazione del libro di Michela Conrad L’Esodo Istriano Fiumano Dalmata - La storia, il ricordo e l’identità di un popolo e, a seguire, un mini-concerto della stessa Michela e della sua gemella Manuela.

Ha introdotto l’incontro il presidente Lorenzo Rovis, intervenuto anche successivamente. «È di grande conforto – ha dichiarato – che dei giovani dimostrino interesse verso le nostre problematiche e le tramandino. Michela Conrad le ha recepite dai genitori e soprattutto dai nonni e le ha infine tradotte in una tesi di laurea. Per noi è un’eccezione pubblicare tesi di laurea: l’abbiamo fatto perché si tratta di un lavoro agile e sintetico ma completo. Michela è stata brava, e non era facile. Stiamo seminando affinché i discendenti sia degli esuli sia dei “rimasti” abbiano la possibilità di intendersi fra loro, e questo libro va in tale direzione. Il mastice fondamentale non può che essere l’amore per la nostra penisola a forma di cuore». Ricordando il pellegrinaggio dello scorso 6 ottobre a Santa Domenica, Rovis ha rilevato una vicinanza ideale tra Michela Conrad e Norma Cossetto, figlie entrambe di quello stesso paese sia pure in modi e tempi molto diversi.

Carmen Palazzolo Debianchi, che ha aiutato l’autrice nella fase editoriale del volume, ha presentato l’evento come una “serata in famiglia” e al tempo stesso come un nuovo incontro “nonni-nipoti”. In sala erano infatti presenti i genitori, i nonni, la sorella e altri parenti della neo-laureata insieme ad esuli qualificabili come “nonni”: «Purtroppo – è stato il commento – non ci sono abbastanza nipoti, ma quelli che abbiamo sono bravissimi». Carmen Palazzolo Debianchi ha quindi intervistato la timida e simpatica Michela in modo alquanto informale per metterla a suo agio.

La giovane ha spiegato che fin da piccola i nonni materni, esuli da Santa Domenica, le hanno parlato dell’Istria e dell’Esodo. Così lei stessa, già sufficientemente motivata in proposito, ha proposto l’argomento della tesi ai docenti universitari Moreno Zago e Raoul Pupo. Essendo la materia di laurea Sociologia del confine, ha dedicato il primo capitolo a un riassunto della storia giuliano-dalmata (con particolare riguardo al ’900), il secondo all’Esodo, allo sventagliamento e all’accoglienza dei profughi, e gli ultimi due a temi più sociologici. In particolare ha focalizzato il difficile problema di come un popolo possa mantenere la propria identità dopo essere stato forzatamente sradicato dalla propria terra ancestrale: un vero dilemma, dal momento che tale identità si sviluppa nel tempo proprio in rapporto al territorio di insediamento. Secondo Michela, costruire e diffondere la conoscenza attraverso la scuola e i media, anche grazie al Giorno del Ricordo, è certamente necessario, ma da solo non sufficiente. Ecco allora che diventa imprescindibile la collaborazione con i connazionali residenti in Istria, il sostegno alle loro attività culturali e alle loro imprese, nonché l’intreccio e l’interscambio tra le diverse realtà di questo ristretto territorio in chiave europea. Per avvicinare poi i giovani di ambo le parti servirebbero nuove iniziative che li allettino e li coinvolgano.

Livio Dorigo, presidente del Circolo Istria, ha sostenuto che la nostra cultura può rimanere viva e trovare degli eredi soltanto se dialoghiamo con i nostri conterranei “rimasti”.

Carmen Palazzolo Debianchi ha affermato che le nostre associazioni devono mettersi assieme, ma che molto possono fare le famiglie portando figli e nipoti in Istria: il resto viene da solo. «Non occorre – ha detto – dividersi tra chi vuole e chi non vuole il rapporto coi “rimasti”: chi se la sente ritorna, chi non se la sente non ritorna, nel rispetto delle scelte di tutti».

Carla Pocecco, complimentandosi con l’autrice per la chiarezza dell’esposizione, ha ammesso la propria difficoltà di tornare a Cittanova, che le ha dato i natali e in cui ha passato i primi sei anni di vita. Però ce la sta mettendo tutta per recuperare il rapporto con i familiari rimasti: ne va del mantenimento delle sue radici e della sua stessa identità personale.

Il volume è richiedibile direttamente all’Associazione delle Comunità Istriane: via Belpoggio 29/1, 34123 Trieste; 040 314741; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Dopo il dibattito, Michela e la sua gemella Manuela, con l’accompagnamento musicale e a tratti anche canoro di Alessandro Ciano, hanno splendidamente cantato diversi fra i migliori brani del repertorio melodico italiano contemporaneo: da Una lunga storia d’amore a Insieme, da Vivo per lei a Io non so parlar d’amore, da Che sarà a In amore, da La prima cosa bella a Grazie perché, ed altri ancora. L’impegno interpretativo, la soavità delle voci, i suggestivi duetti, le ben armonizzate polifonie, la maestria tecnica e l’avvolgente effetto stereofonico dell’amplificazione hanno letteralmente incantato il pubblico. Riproporre un simile spettacolo in Istria, e in primo luogo a Santa Domenica, potrebbe essere un modo per attirare i discendenti sia degli esuli che dei “rimasti” (senza escludere le generazioni più anziane), un modo per riunire all’insegna della migliore arte musicale italiana l’intera nostra “famiglia” finora divisa, e al tempo stesso un modo per alimentare l’italianità in Istria con il sorriso.

Michela Conrad, L’Esodo Istriano Fiumano Dalmata - La storia, il ricordo e l’identità di un popolo, Associazione delle Comunità Istriane, Trieste, 2012, pp. 112, non in vendita.

Paolo Radivo

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