Perchè domani non siano in Istria solo le pietre a parlare di noi

Perché domani non siano in Istria solo le pietre a parlare di noi

Editoriale del direttore Silvio Mazzaroli

(Arena di Pola marzo 2013)

Perché domani non siano in Istria solo le pietre a parlare di noi


Per non pochi esuli, afflitti da un pessimismo privo di prospettiva, in Istria a parlare la nostra lingua non sarebbero rimaste ormai che le pietre e tale negativa visione sembrerebbe trovare oggi fondamento nel progressivo calo demografico, come illustrato anche nell’“Arena” di gennaio, della locale comunità italiana emerso dall’ultimo censimento tenutosi in Croazia. Detto calo peraltro non dovrebbe sorprendere nessuno. Come qui da noi la generazione della diaspora istriana-fiumano-dalmata anche l’originaria comunità degli italiani sull’altra sponda dell’Adriatico va inevitabilmente esaurendosi e come i nostri figli e nipoti, a meno di rare eccezioni, si sentono completamente integrati nella realtà italiana è più che comprensibile che i loro coetanei di là, frutto di matrimoni misti, si sentano oggi più croati che italiani. È, infatti, del tutto naturale che nessuno ambisca a perpetrare in eterno una condizione che è stata, per una ragione o per un’altra, di indubbio disagio.
Tutto questo non pregiudica che anche nelle più giovani generazioni ci sia da un lato il desiderio di conservare il proprio dialetto e di riscoprire le proprie origini e dall’altro l’interesse per la nostra lingua, cultura e storia e che, a fattor comune, ci sia la volontà di mantenere vivo il ricordo del vissuto dei propri avi. È un insieme di cose che, senza dubbio, troverebbero maggiori possibilità d’espressione qualora di ciò che è stato – e che non si può cambiare – si riuscisse tutti a parlare una buona volta non in termini di contrapposizione bensì di obiettività storica e di reciproco rispetto.
Ciò che invece sconcerta, perché in netto contrasto con quello che dovrebbe comunque essere l’amore per la nostra terra, è che un’ottusa percezione del presente spinga qualcuno persino a criticare e giudicare negativamente quello che altri fanno per mantenere viva la brace dell’italianità nelle nostre contrade di ieri. È, ad esempio, un assoluto non senso la critica rivolta all’impegno, anche economico, della Regione Veneto per rivitalizzare la venezianità delle tante vestigia esistenti lungo le coste istriano-dalmate e dare più voce a quelle antiche pietre.
Alla luce dell’asserto iniziale abbandonarsi alla rassegnazione potrebbe apparire non privo di ragione. Tuttavia, a voler aprire bene gli occhi, non risulta né difficile né particolarmente azzardato cogliere oltre confine anche dei segnali, per così dire in controtendenza, che svelano la tenace volontà della nostra sia pur esigua minoranza autoctona ad affermare la propria specificità – cosa non facile in un contesto ambientale tuttora contraddistinto da non lievi afflati nazionalistici – o quantomeno ad opporsi ad una completa assimilazione. Lo dimostrano, tra l’altro ed a prescindere dall’impegno politico dei vertici minoritari, una notevole vivacità culturale come emerso, in particolare nel corso del recente convegno sulla “Letteratura dell’esodo” tenutosi a Trieste, e le forme espressive, non prive di coraggio, di taluni firmatari di articoli che, con maggiore vigore e frequenza rispetto al passato, appaiono sulla stampa locale in lingua italiana, caratterizzate da obiettività storica e volte a fare chiarezza rispetto alle evidenti strumentalizzazioni e forzature di certa stampa slovena e croata ed alle quali da tempo diamo visibilità dedicando loro spazio anche sul nostro giornale. Lo dimostrano ancora i migliorati rapporti tra esuli e residenti, contraddistinti da sempre più frequenti, oltre che ricchi di contenuti, incontri tra le rispettive comunità e che, in particolare, vedranno quest’anno per la prima volta realizzarsi a Fiume, su invito del Sindaco e della locale Comunità degli Italiani, l’Incontro Mondiale dei Fiumani nel mondo.
Così, venendo a noi polesani, non può lasciarci indifferenti che la Municipalità di Pola abbia nel 2012 intitolato ai “Martiri di Vergarolla” l’area adiacente il Duomo cittadino e che la locale Comunità degli Italiani abbia prontamente accolta, facendola propria ed inserendola nei suoi programmi, la nostra proposta di completare con i nomi delle vittime di quell’eccidio l’omonimo Monumento che vi insiste. Ancora, non è privo di significato il fatto che quest’anno i presupposti organizzativi, contraddistinti da pronta ed aperta collaborazione, per quello che sarà il nostro terzo Raduno nazionale a Pola, superate le difficoltà, le paure e le incomprensioni delle edizioni passate, risultino oggi ottimali.
Siamo, ahinoi, consci che quanto precede ci farà commiserare da qualcuno come fossimo dei poveri ed illusi visionari e darà, ai soliti noti, nuovi spunti per tacciarci di essere dei “pifferai”. Da parte nostra, invece, siamo convinti che l’incapacità (ammesso, e non concesso, che d’incapacità si tratti) di cogliere certi aspetti stia a significare che “si hanno gli occhi foderati di prosciutto”. Il detto, così formulato, implicando un alimento di qualità, potrebbe peraltro dare ad intendere che nella loro contrapposizione ci sia, per così dire, “un quarto di nobiltà”. Noi non la pensiamo così! Nel loro modo di fare e di esprimersi non intravvediamo alcunché di finalizzato a ciò che potrebbe essere un bene ed interesse di tutti. Pertanto, del citato detto, ci sembra più appropriato fare riferimento alla sua forma dialettale che recita: “i ga i oci coverti de carta de persuto”, a significare che si tratta di un qualcosa di usato ed abusato... di decisamente vecchio che sa tanto di insensato pregiudizio.
Per concludere, dal momento che non ci sembra sia proprio il caso di cavalcare in questo momento l’onda “euroscettica” ed in vista della ormai prossima caduta anche del confine sloveno-croato che, volenti o nolenti, comporterà la riunificazione quantomeno geografica della Venezia Giulia, riteniamo che lasciarsi andare alla rassegnazione sarebbe profondamente sbagliato e che sia invece, cogliendo i sia pur ancora deboli segnali di cambiamento, giunto il momento per intraprendere, con rinnovato entusiasmo, vie nuove di dialogo e di confronto. In particolare, ciò che riteniamo necessario è giungere alla definizione, con la collaborazione di esuli e residenti e, per quanto possibile, più in generale di italiani, sloveni e croati di un progetto di ampio respiro per rifare della nostra Istria, che forse non a caso come osservato da molti ha la forma di un cuore, un laboratorio di reciproca comprensione, di serenità e di proficua civile convivenza.
L’importante è rimboccarsi le maniche ed iniziare e poco importa se inizialmente si sarà in pochi. Anche un semplice filo d’erba, se un po’ alla volta riesce a far oscillare anche quelli che gli stanno d’attorno, è in grado di innescare vento e cambiare l’aria per quanto immobile possa sembrare.
Silvio Mazzaroli

  • Notizie Importanti

     

    5 x 1000  90068810325

     

    ARCHIVIO STORICO ARENA DI POLA

    TUTTI GLI ARTICOLI
    DAL 1948 AL 2009

    www.arenadipola.com

      RECAPITI 
    "Associazione Italiani di Pola e Istria-Libero Comune di Pola in Esilio" AIPI-LCPE

    - informatico:
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    cellulare +39 388 8580593.

    - postale:
    c/o Tipografia Art Group S.r.l.
    via Malaspina 1
    34147 TRIESTE

    ***
    Quota associativa annuale, che dà diritto a ricevere L'ARENA DI POLA, euro 35,00 a mezzo bonifico bancario intestato a:
    Associazione Italiani di Pola e Istria-Libero Comune di Pola in Esilio (AIPI-LCPE)
    IBAN dell’UniCredit Agenzia Milano P.zle Loreto
    IT 51 I 02008 01622000010056393
    BIC UNCRITM1222.

    oppure 

    C/C/P 38407722 intestato a "il Periodico L'Arena di Pola"

     ***

    Siamo anche su Facebook. Associazione Italiani di Pola e Istria - Libero Comune di Pola in Esilio
    Diventiamo amici.

    ***

    Dalle elezioni dell' 11 giugno 2017

     Sindaco/Presidente:
    Tito Sidari
    Vice: Maria Rita Cosliani
    Direttore dell'Arena di Pola: Viviana Facchinetti

     (l'organigramma completo nella sezione
    Chi siamo")