Non hanno fine le umiliazioni che la classe politica italiana infligge al nostro disgraziato paese

NON HANNO FINE LE UMILIAZIONI CHE LA CLASSE POLITICA ITALIANA INFLIGGE AL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE ED AI SUOI SERVITORI

(Il Piccolo 25 marzo 2013)

Ieri sera ero appena rientrato a casa, dopo aver assistito al Circolo della Stampa di Trieste alla presentazione del libro “I nostri marò - 2012-2013: Odissea in India”, scritto dai giornalisti di “Il Giornale” Fausto Biloslavo e Riccardo Pelliccetti, con prefazione di Tony Capuozzo, quando, accendendo la televisione, ho appreso che i nostri due militari, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, oggi 22 marzo 2013 sarebbero stati rispediti in India. Sarà perché sono stato io stesso un militare – e tale ancora mi sento – e, senz’altro di più, perché sono profondamente italiano, mi sono sentito ribollire il sangue. 

Già nel corso della presentazione, fatta da persone affidabili che si sono guadagnata la credibilità “sul campo”, ero rimasto basito nell’apprendere l’estrema leggerezza con cui la nostra classe politica ha gestito, sin dalle primissime battute, l’intera vicenda: da prima, adottando delle strategie, fondate sull’inconsistente asserto che l’India ci fosse nazione amica, risultate assolutamente inefficaci e tradottesi, appunto, in un’odissea per i nostri due marò;  poi, prendendo la sorprendente decisione di trattenere gli stessi in Italia alla scadenza del permesso per loro concordato con la controparte, venendo così meno alla parola data, infangando, come se i tanti precedenti storici non bastassero, il buon nome del nostro Paese e condannando tutti gli italiani a subirne le conseguenze. Il tutto, senza saper trarre alcun vantaggio dalla palese e ripetuta violazione indiana delle più elementari norme di diritto internazionale né avvalendosi della copertura che l’Unione Europea, originatrice della “missione antipirateria” che vedeva coinvolti i nostri militari, avrebbe potuto e dovuto offrire.  Questo, semplicemente perché si è avuta la presunzione di poter gestire la controversia da soli, mettendo i vari organi internazionali difronte al fatto compiuto. Insomma, una palese manifestazione di incapacità ed inadeguatezza nonché di mancanza di serietà e, ciò che più conta, di assoluta assenza di senso dello stato che, di contro, con il loro esemplare comportamento hanno dimostrato di possedere i due Sottufficiali.

E non è tutto. Ciò che suscita ancora maggiore sdegno è la farsesca mossa attuata dal Premier Mario Monti e da tutto il suo Governo con il “tempestivo” annuncio di voler trattenere in Italia i due marò dato prima della scadenza elettorale, accompagnata da discutibili foto di rito e, soprattutto, il disgustoso e continuo mercanteggiare con l’India giocato “sulla pelle”, oltre che sulla libertà, di uomini obbedienti servitori dello Stato: i due marò, prima e l’Ambasciatore italiano in India, Daniele Mancini, poi. Uomini a cui, peraltro, non è stato riconosciuto lo stesso peso, risultando evidente che i militari sono stati e sono considerati “spendibili e sacrificabili”, molto meno il diplomatico. Insomma, vergogne da far rivoltare lo stomaco.

Da ultimo una considerazione da militare a militare. Al Presidente della Repubblica ed a quello del Consiglio sono affiancati, in qualità di Consiglieri militari, due Generali, investiti del massimo grado. Ora delle due, l’una: o hanno dato consigli sbagliati o dei loro consigli non è stato tenuto il benché minimo conto. In entrambi i casi, un ‘ottima ragione per presentare le proprie dimissioni.
Gen. C.A. Silvio dr. Mazzaroli
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