LAVORO DI SQUADRA

LAVORO DI SQUADRA

di ARGEO BENCO
Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio 


Mi sono spesso chiesto in quest’ultimo decennio come si possa definire il nostro impegno. In questi ultimi anni si ricorre spesso alla locuzione “lavoro di squadra” per descrivere e caratterizzare l’azione ed il comportamento di gruppi organizzati di persone destinate a svolgere una particolare attività o investiti di una qualche mansione. E’ quello che, più o meno consciamente, abbiamo fatto per oltre un decennio – in particolare, nell’ultimo quadriennio di mia presidenza – nella nostra Associazione. 
Nella prima riunione del neo eletto Consiglio Comunale (Torino il 24 maggio 2009), era stata ribadita all’unanimità la volontà di continuare la linea programmatica seguita dal precedente Consiglio. Facemmo, così, le prime importanti scelte e ci demmo degli obbiettivi come il riavvicinamento alle Comunità Italiane presenti in Istria e nella nostra città natale, il rilancio del nostro Giornale, il rendere più partecipata ed ufficiale la commemorazione delle vittime di Vergarolla, il pellegrinaggio sulle foibe… che originalmente sembravano ambiziosi e di difficile realizzazione. Impostatili, li abbiamo affrontati con decisione ed oggi, con soddisfazione, possiamo affermare di averli in buona misura centrati. Questi i temi più importanti affrontati nel corso della nostra attività, ma ce ne sono stati anche degli altri e di tutti, con gli incisivi editoriali del nostro Direttore e con le precise relazioni di Paolo Radivo, vi è stata data puntuale e dettagliata informazione sulle pagine della nostra “Arena”. In verità il mio impegno, a difesa dell’identità nazionale della nostra terra natale, è di gran lunga più datato; direi che, in un modo o nell’altro, l’ho sempre assicurato sin dai tempi della mia giovinezza. Già a Pola, infatti, da ragazzo, collaborando con gli studenti più anziani, mi ero dato da fare nella diffusione dei manifestini pro Italia nel periodo titino; poi a Milano, nei tempi del Liceo, vendendo in classe l’“Arena di Pola” e venendo perciò simpaticamente battezzato dai miei compagni “il nostro irredentista”. Seguì poi un lungo intervallo dedicato alla mia famiglia e ai miei impegni professionali, ma anche in quei frangenti non ho mai dimenticando le mie origini, il nostro mare e la nostra Città. Ho portato i miei figli a conoscerli; ho insegnato loro a nuotare al “Bianco”, in Val Ovina e a Stoia; li ho portati a vedere dove io stesso avevo imparato a nuotare, in val Maggiore, sotto Punta Cristo, in un piccolo canale tra due piastroni. Che emozione ritrovare quel posto, lungo alcuni metri e largo non più di 30 cm, dove, entrandovi da bambino, l’acqua mi arrivava al mento e, da adulto, a mala pena mi bagnava le ginocchia! Hanno imparato ad amarli ed ancora attualmente mi accompagnano volentieri, insieme ai miei nipoti, a bordeggiare in barca a vela lungo le coste istriane e dalmate. Anche professionalmente la mia vita mi ha portato ad impegnarmi nella mia terra d’origine. È successo negli anni ’67-’68, allorché da Chairman del Comitato per l’ammissione di società nazionali nella Società Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni - IRPA, favorii l’adesione dell’allora Jugoslavia al sodalizio e poi, nell’85, allorché a Pola, presso l’Hotel “Brioni”, presiedetti il primo Congresso Italo-Jugoslavo di radioprotezione. Nell’occasione, i colleghi jugoslavi si meravigliarono che io fossi nato a Pola ed io scoprii che loro non sapevano nulla sul nostro esodo; fu così che per la prima volta feci una dettagliata “conferenza”, in inglese, sul come si giunse all’esodo e sul perché delle nostre scelte; naturalmente dovetti fare loro anche da guida turistica nella nostra Città. Fu un’ottima occasione di dialogo e con alcuni di essi instaurai un ottimo rapporto di collaborazione scientifica ed amicizia che dura tuttora. Al mio ultimo impegno sono approdato – dopo oltre 30 anni di attività nell’ambito delle nostre Associazioni, prima come consigliere, poi come vicepresidente e presidente del Comitato Provinciale dell’ANVGD di Varese – nella seconda metà degli anni ’90, coinvolto dall’allora compianto sindaco Nando Gissi nella gestione e nelle iniziative del Libero Comune di Pola in Esilio. Il resto è storia recente e Voi tutti la conoscete per averla vissuta insieme a me. Che cosa mi ha dato questa esperienza? Non è facile fare un consuntivo di un’intera vita vissuta in simbiosi con le Associazioni degli Esuli e, forse, non lo voglio nemmeno fare perché, così mi piace pensarlo, di questo mondo mi sento di fare ancora parte attiva. Di certo, importantissimi sono stati i rapporti umani instaurati con tante persone. Molti di coloro che ho incontrati negli ambienti degli esuli istriani, giuliani e dalmati sono diventati amici miei e della mia famiglia, frequentati anche al di fuori delle nostre attività associative. Molti, purtroppo, ci hanno prematuramente lasciato, ma di tutti, collaboratori, amici, conoscenti, conservo un ricordo, affettuoso e riconoscente, dei tanti momenti trascorsi insieme discutendo, qualche volta anche animatamente, dei nostri tanti problemi, degli ideali che ci hanno ispirato e che ancora ci animano, dei possibili programmi (ahinoi, non sempre realizzabili) da attuare. Tutti hanno contribuito ad arricchire ed a dare un senso alla mia vita. L’argomento che più di altri mi ha impegnato e ha dato un senso positivo al mio mandato è certamente lo sviluppo dei rapporti e alla collaborazione con varie organizzazioni delle Comunità degli Italiani locali, in ciò aiutato dal consenso e dall’appoggio delle Autorità diplomatiche italiane di Fiume e Zagabria. Per la prima volta il Console Generale d’Italia a Fiume ci ha accompagnato in quello che può essere considerato il risultato più interessante e di maggior risonanza del quadriennio, l’omaggio alle vittime degli opposti estremismi, organizzato in collaborazione con l’Unione Italiana lo scorso anno e inserito anche nel programma 2013. La presenza ufficiale del Console Generale d’Italia al pellegrinaggio alla Foiba di Terli e la presenza costante dei rappresentanti della nostra Diplomazia in Croazia alle altre manifestazioni organizzate dalla nostra Associazione nel corso dell’anno deve essere considerato come un passo importante verso l’obbiettivo che da tempo ci siamo posti, ovvero l’individuazione delle foibe e delle povere vittime che ancora vi giacciono. Anche la giornata di Studio in memoria del prof. Mirabella Roberti ha destato molto interesse, e ci sta portando ad un altro importante risultato: la pubblicazione degli Atti, in versione bilingue, sarà fatta in collaborazione con il Museo archeologico di Pola, con il quale si è instaurato un ottimo rapporto, dal quale ci aspettiamo ulteriori positivi riscontri in un prossimo futuro. Oggi molte altre Associazioni di Esuli intendono seguire il nostro esempio, ci sono vicine e sostengono le nostre scelte. Abbiamo aperto con successo una strada che sembrava impervia, ai prossimi Consigli il compito di consolidarla e renderla sempre più percorribile. Tra pochi giorni avrà termine il mio mandato quadriennale; è stato un periodo bello e ricco di soddisfazioni, condiviso con tutti i membri del Consiglio Comunale. Come detto all’inizio, siamo stati una bella squadra ed il merito è di tutti. In particolare, desidero ringraziare di cuore e con affetto: il Direttore Silvio Mazzaroli, senza il cui aiuto ed esperienza non avrei potuto affrontare convenientemente le varie attività gestionali, quelle legate alla realizzazione dei progetti culturali ed i contatti con l’Unione Italiana e le Autorità locali; Paolo Radivo, oltre che per il suo faticoso impegno giornalistico, per la Sua costante e importante collaborazione storico-scientifica, molto apprezzata anche fuori dal nostro stretto ambito, cito, non a caso, il suo splendido lavoro con il Ministero dell’Istruzione; la Famiglia Palermo, Graziella per la preziosa e attenta gestione economica, Salvatore per la tenuta a giorno dell’anagrafe dei soci, ed entrambi per il loro preziosissimo impegno nell’organizzare i nostri Raduni. Se anche quest’ultimo, e non ne dubito, sarà un successo, gran parte del merito sarà loro. E ancora un grazie a Maria Rita Cosliani per come è riuscita a mettere in esercizio il nostro sito web e per la cura assidua che dedica al suo quotidiano aggiornamento; a Lucio Sidari per la sua costante attenzione ai vari problemi che giornalmente si presentano, per aver rappresentato il LCPE in tante occasioni e per il suo impegno nella diffusione della nostra storia; a Piero Tarticchio per la sua collaborazione all’“Arena di Pola” ed i suoi molteplici interventi per il Giorno del Ricordo. Grazie anche a Lucia Bellaspiga per la continua attenzione che presta agli eventi che ci riguardano e per i suoi articoli sul quotidiano “Avvenire” che ci danno un’importantissima visibilità a livello nazionale, ed a Roberto Giorgini per quanto riesce a fare per l’“Ultima Mularia”, alla quale mi onoro di appartenere. Direi, per concludere, che con la nostra azione qualche traguardo l’abbiamo raggiunto e che abbiamo messe la basi per il conseguimento di altri da parte del nuovo Consiglio, sperabilmente con piena soddisfazione di tutti i soci. Io sarò sempre a disposizione del Consiglio e del LCPE per qualsiasi supporto e sostegno finalizzato a realizzare particolari progetti. Siamo ormai alle porte del nostro 57° Raduno per il quale abbiamo cercato di mettere a punto un programma articolato e, a nostro parere, interessante; spero, pertanto, di vederVi numerosi a Pola e rivolgo a tutti l’invito a far conoscere la nostra città a qualche giovane nipote o famiglia di amici. Tanti cordiali saluti a tutti, arrivederci Argeo Benco Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio
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