NEL 2014 RADUNO A POLA

Nel 2014 Raduno a Pola


Il Consiglio comunale uscente del Libero Comune di Pola in Esilio si è riunito per l’ultima volta la mattina di sabato 15 giugno nella sala conferenze dell’Hotel Brioni. Dopo un breve dibattito ha deciso all’unanimità che il Raduno 2014 si tenga nuovamente a Pola, auspicando una sinergia con le altre associazioni degli esuli nell’ottica di un Raduno collettivo.
Conclusa la breve seduta, si è subito aperta nella stessa sala l’Assemblea dei soci. Il sindaco Argeo Benco ha dato la parola all’on. Furio Radin, presidente dell’Unione Italiana, intervenuto per la prima volta a un’assise dell’LCPE. «Da polesano – ha detto – trovo il vostro Raduno estremamente gratificante. Vorrei vedervi tutto l’anno qui, ma so che non è possibile. Questi incontri hanno valore simbolico. Molti di voi vengono anche durante l’anno. Avrei voluto uno storia diversa e che voi non aveste dovuto lasciare la mia e la vostra città. Ho detto ieri agli esuli fiumani: voi siete le radici di Fiume, la cultura di Fiume non ci sarebbe stata senza di voi. E’ sempre con grande emozione che ho incontri privati e istituzionali con chi è stato cacciato da queste terre. Uno dei miei nonni l’ho visto per sole 4 ore in vita mia, quando è venuto a trovarci dal Sudamerica, prima di morire. Tutta la tragedia di noi rimasti potrebbe essere spiegata anche con questo aneddoto. E ce ne sono a migliaia. Ma guardiamo al futuro. Sta per cadere l’ultimo confine con l’Europa. Noi siamo forse gli ultimi a credere nell’Europa perché tira via i confini. Non a caso la banda dei bersaglieri ha suonato ieri a Fiume. Più ci si avvicina all’Europa, più si torna a casa propria, perché è casa nostra. L’altr’anno abbiamo già deciso che non ci sono più esuli e rimasti. La maggior parte della popolazione dell’Istria è stata solidale con noi in tutti questi anni. Oggi meno del 10% degli istriani si dichiara italiano, ma più del 50% parla italiano e rivendica i diritti degli italiani perché sa che l’Istria e Pola non esisterebbero senza anche la grande cultura italiana. Parliamo di cultura e non di numeri, visto che gli anni portano all’assimilazione dei discendenti. Poi magari le radici verranno ritrovate da nipoti e pronipoti. Sono io che devo ringraziare voi per aver trovato la forza di ritornare a Pola dopo averla lasciata in situazioni tanto drammatiche».

Benco ha ringraziato Radin per queste sentite parole. «Abbiamo fatto – ha dichiarato – passi enormi nell’ultimo decennio nel riavvicinamento e nella collaborazione per arrivare al risultato di questi giorni e speriamo in altri ancora maggiori».
«Il percorso straordinario che stiamo compiendo – ha detto Maurizio Tremul – credo abbia avuto tre tappe fondamentali: il 13 luglio 2010 a Trieste, il 3 settembre 2011 a Pola e il pellegrinaggio del 12 maggio 2012, che ci ha portato a considerare con pietà e spirito costruttivo le nostre vicende. C’è la necessità di proseguire la riflessione sul passato e sulle responsabilità. I capi di Stato di Italia e Croazia hanno analizzato nel 2011 con un documento comune queste tragiche pagine della storia e hanno presentato le reciproche scuse. Più di 10 anni fa feci un ragionamento pubblico a Fiume sulle responsabilità degli italiani di queste terre nel secolo scorso sia verso croati e sloveni sia verso gli stessi italiani. L’Unione Italiana, nata nel 1991, erede giuridico ma non politico dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume, segna una sostanziale discontinuità politica verso quella esperienza ideologica che non possiamo più condividere, anche se permangono alcuni obiettivi fondamentali come il mantenimento della cultura, dell’identità e della lingua. Questa riflessione deve continuare basandosi sui dati oggettivi, cioè sulla ricerca storica».
«Ormai – ha aggiunto il presidente della Giunta esecutiva dell’UI – possiamo superare la divisione noi/voi e iniziare un discorso noi/noi. L’Italia deve capire che gli esuli e la comunità italiana in Croazia e Slovenia sono una grande ricchezza. I fondi delle leggi 72 e 73 per le nostre attività non sono una spesa, ma un investimento. Gli italiani dell’alto Adriatico costituiscono una rete connettiva che può mettere in circolazione un territorio che era stato unito e che vede nella presenza italiana una grande risorsa. Le associazioni degli esuli e l’UI fanno le rispettive programmazioni annuali separatamente. Ma ormai credo ci siano le condizioni per incominciare a ragionare attorno a un tavolo su quali possono essere i campi di intervento comune, senza togliere autonomia e soggettività a nessuno. Con la caduta dei confini tra Slovenia e Croazia le nuove prospettive europee ci daranno gli strumenti per costruire assieme iniziative congiunte organiche e a lungo termine. Questo sarà un bene per tutti noi, noi rimasti e voi che speriamo possiate tornare a investire economicamente o a ristabilirvi da queste parti. Faccio i migliori auguri ai nuovi vertici. Ringrazio di cuore il presidente Argeo Benco, Paolo Radivo e soprattutto il gen. Silvio Mazzaroli, con cui abbiamo lavorato parecchio in questi anni e di cui apprezzo molto il lavoro lungimirante e l’interlocuzione costante. Credo sia questo lo spirito con cui dobbiamo continuare».
Il sindaco Benco ha ringraziato Tremul e ricordato la proficua collaborazione con la Biblioteca universitaria di Pola, che ha messo a disposizione alcune copie de “L’Arena di Pola” del 1945-47 per la riproduzione anastatica.
L’Assemblea si è quindi aperta con la nomina di Claudio Bronzin a presidente e di Paolo Radivo a segretario.
Il sindaco Benco ha sunteggiato la relazione già distribuita ai radunisti rimarcando in particolare l’ottima intesa con il Museo Archeologico di Pola e FederEsuli, che ci tratta come se ne facessimo parte. A riprova ha poi citato alcuni messaggi di partecipazione giunti e letto quello di Antonio Ballarin, presidente dell’ANVGD. Inoltre ha ringraziato Graziella Cazzaniga e Salvatore Palermo per l’impeccabile organizzazione del Raduno. Quanto ai finanziamenti statali, ha ricordato che attendiamo ancora quelli per il 2011-12.
Silvio Mazzaroli ha reso noto che, ultimata la digitalizzazione dei numeri de “L’Arena di Pola” dal 1948 al 2002 (da mettere ancora in rete), è in fase di stampa la riproduzione fotostatica di quelli del 1945-47, che saranno spediti in tre grandi volumi ai richiedenti. Di questi ha letto la sua introduzione. L’ultimo della collana dei 10 anni di Pagine scelte sarà prossimamente recapitato ai non radunisti.
Sono stati quindi approvati all’unanimità il verbale dell’Assemblea 2012, il bilancio consuntivo del 2012, il bilancio preventivo 2013 e la decisione di tenere il Raduno 2014 a Pola auspicabilmente in accordo con le associazioni consorelle.
Nel dibattito sulla relazione del sindaco Romana Sansa ha manifestato gratitudine e apprezzamento per l’attività politica degli ultimi anni e per la linea seguita da “L’Arena di Pola”. Giuseppe Piro ha trasmesso i calorosi saluti del Comitato ANVGD di Verona ed espresso piena condivisione per i Raduni nella terra d’origine e il riavvicinamento ai rimasti.
Piero Tarticchio ha annunciato che presenterà al nuovo Consiglio una dettagliata relazione su come garantire un futuro a “L’Arena”, che ha bisogno dell’aiuto e della collaborazione fattivi di tutti, mentre ultimamente le fatiche sono state di pochi. La speranza è che le nuove generazioni entrino al più presto nell’organico e che “L’Arena” abbia nuovamente una redazione a Pola ritornando così dove è nata.
Tullio Canevari ha auspicato una sempre maggiore presenza a Pola, una collaborazione ancora più concreta con l’ANVGD, una riflessione sul nome dell’LCPE (togliendo “Libero”) e una collaborazione anche con i croati di Pola.
Lino Vivoda ha rivolto un plauso a Benco, Mazzaroli e Radivo e sollecitato attenzione ai più giovani come Cosliani, Cnapich, Manco, Moggi, Uljanic e Bellaspiga.
Andrea Manco ha annunciato di volersi impegnare contro i tentativi di negare o sminuire l’italianità di esuli e discendenti.
Giuliano Moggi ha sottolineato l’importanza che in Italia e nel mondo si sappia di noi e i discendenti vengano ai raduni.
Radivo ha propugnato un sistematico lavoro di squadra fra esuli e residenti per preservare nell’Adriatico orientale ogni aspetto della plurimillenaria italianità autoctona, per far sì che il turismo italiano la alimenti, per ricomporre il tessuto sociale lacerato dall’esodo tenendo i Raduni sempre a Pola e favorendo il ritorno, per intensificare le relazioni fra Istria e Italia ripristinando anche i collegamenti ferroviari, e per far restituire ai legittimi proprietari i 679 beni promessi in “libera disponibilità” e tutte le proprietà sottratte escluse dagli indennizzi.
Romana Sansa ha auspicato un ulteriore miglioramento dei rapporti con i “rimasti” e promesso di attivarsi, se eletta, su alcuni dei punti indicati da Radivo, Sidari e Stanich.
Roberto Stanich si è detto d’accordo nel proseguire l’avvicinamento ai “rimasti”. Anche se la nostra minoranza è ridotta di numero, la nostra cultura resiste e il dialetto slavo è infarcito di parole italiane. Le radici sono comuni. Per guardare al futuro occorre incrementare in Istria i legami anche al di fuori delle CI, ad esempio con il Museo e l’Università, e in Italia collaborare con le associazioni consorelle, evitando concorrenze e conflittualità che non portano a niente di buono. Su “L’Arena” bisogna dare spazio al dialetto e alle tradizioni.
Tito Lucilio Sidari ha chiesto un minuto di raccoglimento per le persone scomparse. Quindi ha portato gli auguri di Romeo Cociancich, Sergio Trevisan, Luciano Cremonesi, Giorgio Fasana (che ci ha lasciato) e della famiglia Udovisi-Setti. Dopo aver informato di una modifica allo statuto ha letto il suo programma in 5 punti: rinascimento della cultura italiana in Istria, Fiume e Dalmazia; estensione dei contatti fra istriani, fiumani e dalmati ovunque residenti; individuazione delle foibe e delle vittime; tutela del diritto al ritorno e risarcimento dei beni; sintonia con le organizzazioni consorelle.
Salvatore Palermo e Graziella Cazzaniga, ringraziando tutti, hanno confermato che dopo 10 anni non saranno più in Consiglio ma continueranno a collaborare e ad operare.
Il sindaco Benco ha ringraziato il Consiglio per la coerenza, la collaborazione e l’aiuto.

Paolo Radivo

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