UNA CROCE PER GLI INFOIBATI

Una croce per gli Infoibati
Lo scorso 4 giugno il Gen. Silvio Mazzaroli, come Direttore de “L’Arena di Pola”, ha inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la seguente lettera per sensibilizzarlo in merito alla necessità di individuare i luoghi dove giacciono le spoglie mortali degli italiani trucidati durante e dopo la Seconda guerra mondiale nel territorio ora appartenente a Croazia e Slovenia e di consentire l’erezione di una croce in corrispondenza di una foiba quale simbolo degli eccidi contro gli italiani nell’Adriatico orientale. A tale missiva lo stesso Mazzaroli ha fatto cenno nella conferenza stampa di cui trattiamo a pagina 4.
Signor Presidente,
un anno fa, a conclusione del 56° Raduno nazionale degli esuli da Pola – il secondo da noi tenuto nella Città dovuta abbandonare – e facendo specifico riferimento al percorso, ideato ed attuato dal “Libero Comune di Pola in Esilio”, in omaggio alle vittime italiane degli opposti totalitarismi che nel ’900 insanguinarono le nostre Terre, indirizzammo a Lei ed ai suoi omologhi di Slovenia e Croazia, nonché ai Premier dei tre Paesi, una lettera per chiedere che, nei limiti del possibile, ci venisse reso noto dove ancora giacciono i nostri tanti morti di cui si è persa traccia. Per inciso, la lettera era sottoscritta dal nostro Presidente, Argeo Benco, dal Presidente dell’Unione Italiana, On. Furio Radin, dal Presidente della Giunta Esecutiva della medesima, Maurizio Tremul, e dal Presidente della Federazione degli Esuli, Renzo Codarin. Sappiamo che Lei è a conoscenza di questa e delle nostre altre iniziative volte alla “ricucitura” della nostra originaria lacerata comunità polese, nonché al riavvicinamento tra le genti dell’Adriatico orientale, tant’è che, in occasione dell’ultimo incontro tenutosi al Quirinale per celebrare il “Giorno del Ricordo”, salutando il succitato prof. Benco gli ha espresso apprezzamento per il nostro impegno.
Da allora nulla di concreto nel senso da noi auspicato ci risulta essere stato fatto. Tuttavia, a tale riguardo, sono nel frattempo intercorsi dei fatti, ed un altro assai significativo sta per verificarsi, che ci inducono a rinnovare la nostra richiesta. In data 24 settembre 2012 il Vice ministro croato della Difesa, Ivan Grujić, con una lettera di risposta indirizzata all’On. Furio Radin, citando il Disegno di Legge “sulla ricerca, la ristrutturazione e la manutenzione delle tombe militari e delle vittime della Seconda Guerra Mondiale e del dopoguerra” allora in discussione nel Parlamento croato, si è espresso in senso sostanzialmente favorevole a quanto da noi auspicato, partendo dalla considerazione – sono parole sue – «che tutte le vittime militari e civili che hanno perso la vita nel corso della II GM e nel periodo del dopoguerra hanno diritto ad una degna sepoltura». Oggi il predetto “disegno” è diventato Legge e aspetta solo di essere operativamente applicato. Altrettanto e persino più importante è, inoltre, il fatto che dal prossimo mese di luglio la Repubblica di Croazia sarà parte integrante dell’Unione Europea con ciò portando a compimento quel processo di democratizzazione che il nostro Paese ha, sin dal suo inizio, appoggiato e sostenuto e che, pertanto, dovrebbe aprire ulteriori favorevoli prospettive per quanto, non certo da ieri, andiamo chiedendo ed il cui accoglimento sembra essere, a questo punto, nulla più che un esercizio ed una manifestazione di buona volontà.
Per tutto quanto precede, nell’imminenza del nostro prossimo Raduno, che ancora una volta ci vedrà riuniti a Pola nei giorni 13-17 giugno e reiterare, venerdì 14, l’omaggio alle vittime italiane degli opposti totalitarismi sulla foiba di Surani, luogo di martirio della nostra Norma Cossetto, e nella città di Rovigno, sul luogo dove i fascisti fucilarono i tre partigiani italiani Budicin, Ferri e Sossi, e sapendo della Sua prossima presenza a Zagabria, a conferma degli ottimi rapporti bilaterali tra Italia e Croazia, per le celebrazioni che il prossimo 30 giugno sanciranno l’ingresso della vicina Repubblica nella UE, ci rivolgiamo più fiduciosi che mai ancora una volta a Lei perché si faccia latore della nostra richiesta di conoscere, finalmente e con l’impegno di tutti, “chi giace dove” e perché ci venga concessa l’autorizzazione ad erigere una Croce su di una foiba da eleggere a luogo simbolo dove poter liberamente andare a rendere omaggio, con una preghiera ed un fiore, ai nostri mai dimenticati morti.
Le formulo la presente richiesta non a titolo personale bensì in qualità, ancorché in procinto di “passare la mano” per fine mandato, di Direttore di “L’Arena di Pola”, giornale che dal luglio 1945 a tutt’oggi ha sempre dato “voce” alle tante, ahinoi troppe volte disattese, istanze degli Esuli da Pola.
Il Direttore
Gen. Silvio Mazzaroli
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