Quale ulteriore passo verso l'auspicata riconciliazione? di Silvio Mazzaroli

Quale ulteriore passo verso l’auspicata riconciliazione?

Il nostro 57° Raduno nazionale, svoltosi nella natale Pola, è ormai parte della storia del LCPE.


È stato un successo, non solo per l’apprezzamento espresso da quanti vi hanno partecipato, bensì anche, e forse soprattutto, per cosa esso ha rappresentato circa la nostra volontà di “ritorno” e di “ricucitura” con i concittadini di ieri e, più in generale, con i connazionali dell’Istria di oggi. Sia a Pola che a Rovigno siamo stati accolti con calore e, sia pure con le preconcette e per questo scontate eccezioni, la condivisione del percorso di riconciliazione da noi avviato e volto a facilitare il dialogo ed il confronto tra le parti separate della nostra originaria comunità ha fatto registrare una sensibile crescita di consenso; ancora, e non certo privo di valore, nessun commento negativo alle nostre iniziative è pervenuto da parte croata. Da allora, peraltro, la Croazia è diventata, dal 1° luglio 2013, il 28° membro dell’Unione Europea. Non sta a me disquisire sui risvolti in fieri di questo tutt’altro che trascurabile passaggio; altri non mancheranno di far sentire la propria voce. Certo è che lo stesso appare potenzialmente idoneo a facilitare ulteriormente il cammino sin qui fatto e ad avviare una nuova stagione che, senza dimenticare il passato, ci proietti in un futuro di civile convivenza.

A tale riguardo non sono mancati segnali incoraggianti tra i quali, ancor più che lo scambio di messaggi tra i Presidenti italiano e croato in occasione delle celebrazioni per l’ingresso di Zagabria in Europa, evidenzio la recente presenza (6 luglio 2013) del Presidente Josipović all’inaugurazione della nuova sede della Comunità Italiana di Torre (indice di indubbia vitalità della minoranza autoctona italiana), dove così si è espresso: «Non parlo bene la vostra lingua ma il mio vuole essere un atto di grande rispetto nei vostri confronti. L’Istria è un bellissimo esempio di convivenza plurietnica; con il “virus” dell’istrianità si dovrebbero “infettare” le altre regioni croate». Sarebbe stolto da parte nostra non cogliere, anche contribuendo a rafforzare nei fatti  ̶   quantomeno in Istria ed a partire dalla nostra Pola  ̶  quanto da lui messo in luce.

Chi mi ha conosciuto negli anni del mio impegno associativo sa che sono un fautore dei “piccoli (purché concreti) passi” ed un convinto assertore che il cambiamento per essere stabile va costruito, nel più ampio contesto delle iniziative istituzionali, cercando il coinvolgimento della gente comune e promuovendone il consenso. È in quest’ottica che negli ultimi anni ho organizzato i due percorsi in omaggio alle vittime, in primo luogo italiane, degli opposti totalitarismi e nazionalismi del secolo scorso. Sono state tappe che hanno segnato un approccio nuovo e diverso nei confronti di problematiche, come quelle delle foibe, che ci stanno particolarmente a cuore. Ritengo che il loro significato sia stato a questo punto sufficientemente compreso e non mi sembra, pertanto, sia più il caso di ripeterle.

Tuttavia non ci si può fermare e rifacendomi a quello che sarà il nostro prossimo tradizionale appuntamento in ricordo dell’eccidio di Vergarolla, mi permetto di suggerire quale potrebbe essere il prossimo passo da compiere. A riguardo di detta tragedia molte cose sono sin qui emerse che lasciano ben pochi dubbi sul fatto che di crimine e non di incidente si sia trattato. Tuttavia, nulla è stato ufficialmente riconosciuto. Indotti dalla scomparsa degli allora protagonisti e dalle mutate relazioni italo-slave, i tempi sembrerebbero quindi oggi maturi per affrontare con la necessaria obiettività questo episodio che è stato determinante per il compiersi della nostra storia. Suggerisco, pertanto, che l’aspetto “politico” su cui incentrare il nostro Raduno 2014, che si svolgerà ancora nella nostra amata Città, sia appunto un convegno, con il coinvolgimento di tutte le parti in causa, su detto delicato e scabroso tema. Peraltro, uno dei progetti in itinere per il prossimo anno riguarda proprio la pubblicazione da parte del LCPE di una raccolta di tutto quanto scritto sui giornali dell’epoca in merito alla tragedia di Vergarolla; la ricerca che dovrà essere esperita in tal senso potrebbe, nell’anno che abbiamo a disposizione, essere finalizzata a predisporci per detto incontro, da impostare a “civile confronto” e per il quale alla “controparte” dovrebbe essere ufficialmente rivolto l’invito a fare altrettanto. Il tempo stringe!

Silvio Mazzaroli

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