Le coordinate del dolore

Le coordinate del dolore
di Cierre

Il tempo non sempre è galantuomo. A volte si limita a scorrere e basta. In questo rosario di granelli che sono i giorni, tornano gli anniversari e con essi il ricordo.
Vergarolla. Sessantasette anni domani.
Ancora una volta domenica. Esattamente come 67 anni fa. Una pigra serena domenica di sole, che sarebbe ben presto stato oscurato dal denso fumo delle mine di profondità che scoppiando avrebbero urlato al cielo un dolore devastante. Gli ordigni erano (stati) disattivati, non erano un pericolo reale.

Invece...

Invece scatenarono l'inferno. Sputarono tutta la loro devastante potenza.
Non contro un nemico in mare, contro famiglie, donne, bambini. 
Una guerra a guerra finita.

La tragedia di Vergarolla è storia, nella sua genesi, in quello che fu poi, nella corsa delle autoambulanze, nella frenetica ricerca di notizie dei propri cari, nei funerali...
L'orologio della Storia aveva segnato per Pola le ore peggiori.

Potremmo dire ancora di msgr.Radossi e della sua intenzione di "disfare i banchi della chiesa per fare le bare"; potremmo dire del dottor Micheletti, che decise di piangere poi il suo dolore di padre-fratello-zio per esorcizzare le lacrime di altri.

Vergarolla è storia incompiuta. manca il tassello del chi e del perché.

Disse msgr. Radossi: "... non scendo nelle cause prossime che hanno determinato un simile macello; io rimetto tutto al giudizio di Dio (...) al quale nessuno potrà sfuggire nell'applicazione tremenda della sua inesorabile giustizia....La nostra opera è ben piccola cosa perché i morti sono morti e i dolori sono piaghe che mai più potranno essere cicatrizzate. Questa è la tremenda verità."

Ma di verità, come detto, ne manca un'altra. Quella che si potrebbe chiamare magari "giustizia", mai "vendetta".

Chi e perché?

Si disse di tragica fatalità, Si disse di fredda strategia, quella che passando per il terrore avrebbe fatto cambiare il volto e il cuore della città.

Anche questo mistero ha la sua "stele di Rosetta" che ne consentirebbe la lettura. E' nei documenti del National Archives di Kew Garden vicino Londra. L'intestazione del documento datato 19 dicembre 1946, non lascia dubbi: "Sabotage in Pola"
La fonte delle informazioni è autorevole, "CS", il controspionaggio, meglio ancora, il Battaglione 808 per il controspionaggio, composto da carabinieri e dipendente dal Servizio segreto militare (SIM), che dopo l'8 settembre 1943 collaborò strettamente con gli alleati.
Il documento ( War Office 204/12765 Secret) riporta:
"La seguente informazione è stata ricevuta dal CS e proviene da una fonte attendibile, in relazione al sabotaggio di Vergarolla, a Pola, compiuto con mine e che ha causato la morte di 63 persone. Si segnala che uno dei sabotatori è Kovacich Giuseppe.... uno specialista in atti terroristici e responsabile di numerosi crimini. Agiva come messaggero per l'OZNA".

Comincia qui la verità?

Saperla darebbe pace ai morti e forse un po' di serenità ai vivi.
 
(La Voce del Popolo 17/08/13) 
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