NEL RICORDO DI OLGA MILOTTI

Nel ricordo di Olga Milotti

Ester Sardoz Barlessi

Olga Milotti ci ha lasciati per sempre. Una frase piccola piccola, ma con un
nome che la riempie tutta, e che per i polesani vuole dire tanto, e per le
amiche e gli amici in particolare, è legata a ciò che si suole definire
onestà, discrezione, forza, coraggio e bontà d’animo.

Olga ha camminato sempre nella vita con decisione ma in punta di piedi,
attenta a non urtare i sentimenti della gente, ad aiutare quando poteva, a
portare alta la bandiera della famiglia, degli affetti, orgogliosa della sua
lingua, la sua cultura e la sua appartenenza nazionale.

Una donna di una trasparenza cristallina, rispettosa di tutto e di tutti.
Io, personalmente, di lei, ho dei ricordi indelebili. Era una persona con la
quale ti potevi confidare con la certezza assoluta che ti avrebbe capita.
Rammento il suo sorriso dolce, quasi timido, la felicità che mi dimostrava
quando sentiva che uno dei miei nipoti veniva iscritto alla “Martinuzzi“,
perchè ci teneva che tutti noi polesani iscrivessimo i nostri figli e nipoti
alla scuola italiana, per perpetuare le nostre radici.

Indimenticabile è anche il suo indefesso lavoro quand’era, come presidente,
alla guida della nostra Comunità. Erano gli anni duri della guerra nei
Balcani, con i nostri ragazzi al fronte, e lei si informava di tutti e per i
genitori trovava sempre una parola di conforto. In contatto con il Consolato
Generale d’Italia a Capodistria, si interessava presso il console Solari per
poter avere medicinali per i nostri connazionali malati e anche per la
farmacia dell’Ospedale cittadino, nonchè viveri e indumenti per i più
bisognosi per cui aveva contattato personalmente gli esuli di sua
conoscenza, quelli che avevano lasciato Pola, e che lei desiderava
ardentemente di riuscire a fare riallacciare i rapporti con i fratelli
rimasti, e a questo scopo aveva coniato uno slogan “Dalla nostra gente, alla
nostra gente.“

Non si è mai risparmiata, ha lavorato fianco a fianco con i nostri attivisti
salendo e scendendo scale per portare aiuti umanitari, in pesanti pacchi
pieni di viveri e indumenti, a quelli che avevano bisogno.
Ha attirato in Comunità i giovani, li ha spronati, incitati e incoraggiati
quando hanno messo con successo in scena “Istriolina“, di cui andava
orgogliosa. Dopo le lunghe ore trascorse a lavorare in Comunità, bastava che
qualcuno le accennasse che avrebbe voluto fare un giro per Pola, per
conoscerne le origini romane e medievali, che lei già organizzava il giorno,
l’ora e l’itinerario per portare la comitiva in giro per la città
sciorinando fatti e date: aveva insegnato per anni storia a scuola e aveva
tutto sulla punta delle dita, e illustrava la storia della nostra città con
parole semplici alla portata di tutti. I soci del sodalizio aspettavano con
impazienza quelle uscite e grazie a lei moltissimi si sono fatti una cultura
sui nostri monumenti.

Chi l’ha conosciuta la ricorderà con tristezza e rimpianto, gli amici con
dolore. È stata una leonessa che ha lottato fino all’ultimo, fino a che il
male, uno di quelli che non perdona, ha avuto il sopravvento lasciando la
famiglia, a cui tutti siamo vicini, in un profondo dolore.

Ci sarebbe tanto da dire di lei, ma questi sono momenti difficili nei quali
i pensieri scappano e non si vogliono soffermare ancora sui verbi che la
ricordano al passato. Ti ricorderemo sempre con dolore, ma ci reputiamo
anche fortunati perchè abbiamo potuto conoscerti, starti vicino e volerti
bene. In questo doloroso momento tu sei ancora con noi e non puoi fare parte
del passato: eri, e lo sarai sempre, una grande donna.

Ester Sardoz Barlessi
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