MAILING LIST HISTRIA
RASSEGNA STAMPA SETTIMANALE A CURA DI M.RITA COSLIANI, EUFEMIA G.BUDICIN E STEFANO BOMBARDIERI

N. 876 – 06 Giugno 2013
                                   
Sommario
 
274 – La Voce del Popolo  05/06/13 Pola - Raduno degli Esuli un'agenda fittissima (dd)
275 - Il Piccolo 05/06/13  Renzo Codarin Chiara Vigini e Manuele Braico: «Caro Napolitano, lavoriamo per l'Adriatico riunificato»
276 - L'Arena di Pola 18/05/13  Infoibati italiani: il Ministero croato  della Difesa è disponibile a indagare
277 - Il Piccolo 03/06/13 Un albergo "diffuso" ricavato a Dignano nelle case degli esuli (p.r.)
278 - Il Piccolo 03/06/13 La Comunità italiana ha una nuova sede nel cuore di Orsera (p.r.)
279 - La Voce del Popolo 06/06/13 Cultura - «Mosaico dalmata» a Spalato e Zara (ir)
280 - Il Piccolo 30/05/13 Test di croato svelato Zagabria "punisce" solo gli studenti italiani (Andrea Marsanich)
281 - La Voce del Popolo  01/06/13  Cultura - Il Forum Tomizza a Bruxelles
282 - La Voce del Popolo  05/06/13 Cultura - Dall'Italia il più bel dono (Marin Rogić)
283 - La Stampa 31/05/13 Trieste prepara il divorzio dall'Italia (Carla Reschia)
 
 

Rassegna Stampa della ML Histria anche in internet ai seguenti siti  :
http://www.arcipelagoadriatico.it/
http://10febbraiodetroit.wordpress.com/
http://www.arenadipola.it/

 

274 – La Voce del Popolo  05/06/13 Pola - Raduno degli Esuli un'agenda fittissima

Raduno degli Esuli un’agenda fittissima

Il Libero Comune di Pola in Esilio e la Comunità degli Italiani di Pola promuovono insieme una nuova edizione del Raduno nazionale degli Esuli da Pola nella città d’origine, luogo di partenza e luogo di ritrovo per le famiglie disgiunte, gli amici persi, i conoscenti smarriti. Quest’anno ricorre la 57esima edizione del Raduno: il terzo nel luogo natio e il terzo organizzato congiuntamente dai discendenti di “esuli e rimasti”. L’arrivo dei partecipanti a Pola è previsto nella serata di giovedì 13 giugno con la sistemazione all’albergo “Brioni”, il benvenuto, l’aperitivo e la proiezione del videoclip “Magazzino 18” di Simone Cristicchi, il cantautore che si è fatto portavoce delle sofferenze dell’esule. Venerdì 14 ripartono i pellegrinaggi nei luoghi delle esecuzioni sulla scia di quel “Percorso di omaggio alle vittime degli opposti totalitarismi” inaugurato lo scorso anno. Alle 10.30 i partecipanti al Raduno saranno a Surani per rievocare il calvario di Norma Cossetto e altri 25 italiani finiti in foiba il 5 ottobre 1943. Poi, alle 12,30, la comitiva commemorerà a Rovigno la fucilazione di Pino Budicin, Augusto Ferri e Giovanni Sossi dell’8 febbraio 1944. In giornata è prevista una visita al Centro di Ricerche Storiche e alla Comunità degli Italiani di Rovigno, mentre la serata è riservata per la proiezione del DVD “L’Istria nel tempo”.

Sabato mattina spazio alle attività associative: la riunione del Consiglio Comunale uscente e l’Assemblea generale dei soci, che torna a riunirsi per eleggere le nuove cariche direttive. Sabato sera, “esuli e rimasti” si daranno quindi appuntamento alla Comunità degli Italiani di Pola per assistere allo spettacolo dialettale “In malorsiga anche i drusi” e alla successiva cerimonia di consegna delle benemerenze “Istria Terra Amata”, il riconoscimento istituito dal LCPE nel 2001. Quest’anno i premiati sono Bruno Carra Nascimbeni, “Grado Teatro” ed Ester Sardoz Barlessi: l’esule polese per aver scritto l’opera teatrale “Istria terra amata – La cisterna”; la compagnia di prosa per averla portata in scena per almeno 35 volte; e la scrittrice polese residente per aver contribuito alla promozione pluridecennale della lingua italiana e del dialetto istro-veneto in Istria, e aver “coltivato con sincerità il dialogo con gli esuli sin dagli albori”. Domenica 16 ci sarà la messa di suffragio al Duomo e il successivo omaggio alle vittime di Vergarolla nel parco omonimo che ne ospita il cippo commemorativo. (dd)

 
275 - Il Piccolo 05/06/13  Renzo Codarin Chiara Vigini e Manuele Braico: «Caro Napolitano, lavoriamo per l'Adriatico riunificato»

«Caro Napolitano, lavoriamo per l’Adriatico riunificato»
TRIESTE «Caro Presidente, si aprono nuove prospettive per questa parte d’Europa: l’imminente entrata della Croazia nell’Unione Europea sollecita, da parte nostra, una riflessione e una prospettiva di lavoro diversa dal passato perché l’Adriatico fra pochi mesi sarà riunificato. Se pensiamo alla storia del ‘900, ciascuno di noi si rende immediatamente conto di quello che ciò significa: per gli Stati e per le popolazioni». Lo scrivono, rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Renzo Codarin Chiara Vigini e Manuele Braico, rispettivamente presidente della Federazione esuli, dell’Irci e dell’associazione Comunità Istriane. «Ci rivolgiamo a Lei - si legge nel testo - perché conosciamo bene l’impegno e la passione civile che ha accompagnato il suo lavoro anche per queste regioni e lo ha fatto in nome di un patriottismo repubblicano, intimamente europeista, che è una tradizione ben radicata in queste terre». «Gli istriani, fiumani e dalmati - continuano i tre esponenti - intendono essere in questo processo di “costruzione” europea parte attiva, per storia, conoscenza, amore, per il legame profondo che continuiamo ad avere con queste contrade che le vicende storiche hanno così drammaticamente segnato: non un peso dunque per l’Italia, né un rimorso degli italiani nei confronti di popolazioni che hanno pagato con i loro beni e i loro ideali le follie dei totalitarismi». «Gli incontri che ci sono stati e i documenti sottoscritti in quelle occasioni dai Presidenti di Croazia, Slovenia e Italia - concludono Codarin, Vigini e Braico - testimoniano i progressi che gli Stati e le popolazioni di queste regioni hanno saputo realizzare». Di qui i finali «auguri di buon lavoro con riconoscenza per ciò che ha fatto e per ciò che sta facendo».

 
276 - L'Arena di Pola 18/05/13  Infoibati italiani: il Ministero croato  della Difesa è disponibile a indagare

Infoibati italiani: il Ministero croato della Difesa è disponibile a indagare
Il vice-ministro croato della Difesa Ivan Grujić ha scritto lo scorso 24 settembre a Furio Radin, presidente dell’Unione  Italiana, e a Maurizio Tremul, presidente della Giunta esecutiva  della stessa, in risposta alla lettera inviata congiuntamente  nel giugno 2012 da Argeo Benco, sindaco del Libero  Comune di Pola in Esilio, dagli stessi Radin e Tremul e da  Renzo Codarin, presidente di FederEsuli, ai capi di Stato e di  Governo di Italia, Croazia e Slovenia per chiedere che venga  reso noto dove giacciono i resti mortali degli italiani eliminati  dai partigiani jugoslavi durante o dopo la Seconda guerra  mondiale nei territori ora appartenenti a Croazia e Slovenia  e, possibilmente, qual èla loro identità

Ciò allo scopo di poterli  finalmente onorare in modo consono, come da tempo  autorità e cittadini sloveni e croati fanno in Italia sui luoghi in  cui fascisti e/o nazisti deportarono o uccisero loro connazionali.

La lettera dei rappresentanti degli italiani dell’Adriatico  orientale, sia esuli che residenti, faceva seguito al percorso  della memoria e della riconciliazione in omaggio alle vittime   italiane degli opposti totalitarismi del ’900 in Istria effettuato in  quattro tappe il 12 maggio 2012 nell’ambito del secondo Raduno   degli Esuli da Pola nella loro cittàd’origine.

La cortese missiva del vice-ministro, oltre a manifestare  un’apprezzabile apertura e disponibilità annunciava l’imminente  discussione al Parlamento croato del disegno di legge   governativo sulla ricerca, la ristrutturazione e la manutenzione  dei cimiteri militari e delle tombe delle vittime della Seconda   guerra mondiale e del dopoguerra. Il Sabor ha nel frattempo  approvato la legge. Perciò  ora l’Ufficio istituito nel 2011 dal  Governo al fine di ritrovare, segnalare e curare i luoghi di sepoltura  delle vittime dei crimini comunisti dopo la Seconda  guerra mondiale (nel caso riesumandone i resti) è  abilitato ad  operare anche in riferimento al periodo bellico.    I cittadini possono  segnalare all’Ufficio i luoghi dove i titoisti gettarono o  seppellirono le loro vittime. L’invito per chi sa è  a farsi avanti.

Finalmente sussistono dunque tutte le condizioni politico-giuridiche  affinché trovi concreto accoglimento la richiesta di  individuare e segnalare degnamente, procedendo eventualmente all’estumulazione delle ossa, i luoghi in cui partigiani  jugoslavi trucidarono italiani sia nel periodo bellico sia in  quello postbellico.

A 70 anni dalle foibe del 1943 e nell’imminenza  dell’ingresso in Europa la Repubblica di Croazia dimostrerebbe  così  che i tempi sono ormai più  che maturi per gesti  tangibili di umana pietà  

Il pellegrinaggio in programma il  14 giugno alla foiba di Surani intende sensibilizzare il Governo  di Zagabria proprio in tal senso, dopo che l’Ufficio apposito  ha già  effettuato alcuni recuperi di resti di vittime del comunismo  jugoslavo (soprattutto di nazionalità  croata e tedesca)  in varie parti del paese, con l’esclusione però  dell’Istria.

Pubblichiamo di seguito integralmente la traduzione italiana  della lettera del vice-ministro:

REPUBBLICA DI CROAZIA -  MINISTERO DELLA DIFESA

UNIONE ITALIANA

Sig. Furio Radin, Presidente

Sig. Maurizio Tremul, Presidente della GE

Oggetto: Luoghi di sepoltura delle spoglie mortali  delle vittime della Seconda guerra mondiale  e del dopoguerra

Stimati, in seguito alla Vostra richiesta, indirizzata anche al Governo  della Repubblica di Croazia, in relazione al ritrovamento e  alla degna segnalazione delle tombe delle vittime italiane   della Seconda guerra mondiale e del periodo del dopoguerra  nel territorio della Repubblica di Croazia, il Ministero della  Difesa - Ufficio direttivo per le vittime internate e scomparse  Vi informa di quanto segue.

Partendo dalla considerazione che tutte le vittime militari e  civili che hanno perso la vita nel corso della Seconda guerra  mondiale e nel periodo del dopoguerra hanno diritto ad una   degna sepoltura, il Governo della Repubblica di Croazia nel  corso della riunione del 19 luglio 2012 ha varato il Disegno di  Legge sulla ricerca, la ristrutturazione e la manutenzione delle  tombe militari, delle tombe delle vittime della Seconda  guerra mondiale e del periodo del dopoguerra, ed ha presentato  tale Disegno di Legge al Parlamento croato perché lo  approvi.

Infatti, in base alla situazione attuale, nella Repubblica di  Croazia non esiste un istituto che si occupi delle vittime della  Seconda guerra mondiale, mentre per quanto concerne le  vittime del Dopoguerra, e precisamente le vittime successive  al 9 maggio 1945, da circa un anno ha iniziato ad operare  l’Ufficio per l’individuazione, la segnalazione e la manutenzione  delle tombe delle vittime dei crimini del periodo comunista  dopo la Seconda guerra mondiale.

Con il Disegno di Legge sulla ricerca, la ristrutturazione e la  manutenzione delle tombe militari, delle tombe delle vittime  della Seconda guerra mondiale e del periodo del dopoguerra,   che deve venir discussa nella prossima riunione del Parlamento  croato, verranno affrontati anche i temi relativi:

- alla ricerca, alla ristrutturazione e alla degna manutenzione  delle tombe delle vittime del periodo del dopoguerra, al  mantenimento di un’evidenza delle sepolture singole e di  massa delle vittime del periodo del dopoguerra e alla riesumazione  dei resti delle stesse;

- al trasporto e alla degna sistemazione delle spoglie delle  vittime della Seconda guerra mondiale e del periodo del dopoguerra  e, nel caso queste siano di interesse pubblico e  siano state riesumate a causa di lavori urbanistici o di infrastrutture, a una loro evidenza;

- alla manutenzione permanente dei cimiteri di guerra e dei  cimiteri delle vittime civili della guerra e del dopoguerra;

- all’attuazione dei Trattati internazionali firmati, nella fattispecie  il Trattato sulla ristrutturazione dei cimiteri di guerra  tra il Governo della Repubblica di Croazia e il Governo della  Repubblica Italiana.

La messa in atto di quanto previsto dal Disegno di Legge  sicuramente contribuirebbe a mantenere vivo il ricordo delle  vittime della Seconda guerra mondiale e del periodo del dopoguerra nel territorio della Repubblica di Croazia.

Con stima,
Il Vice-Ministro  Ivan Grujić
Per conoscenza:
Sig. Tomislav Sauch,
capo dell’Ufficio del Presidente del Governo  della Repubblica di Croazia

 
277 - Il Piccolo 03/06/13 Un albergo "diffuso" ricavato a Dignano nelle case degli esuli

Un albergo “diffuso” ricavato a Dignano nelle case degli esuli
Le abitazioni nazionalizzate nel dopoguerra erano state occupate dagli zingari. Ma è scontro fra il sindaco e i rom
DIGNANO Un albergo diffuso ricavato dalla ristrutturazione delle vecchie case pericolanti nel centro storico, un tempo appartenute agli esuli e poi nazionalizzate. L’idea è del sindaco Klaudio Vitasovic che vorrebbe trasferire in questa cittadina istriana quanto visto in Italia dove, sostiene, gli alberghi diffusi stanno facendo tendenza nell’offerta turistica. Vitasovic proporrà questa sua iniziativa al nuovo Consiglio municipale, quello scaturito dalle elezioni locali del 19 maggio scorso. Però tra il dire e il fare ci sono delle famiglie Rom insediatesi abusivamente nelle case in parola. Erano gli anni 60 – 70 dello scorso secolo quando il regime comunista vedeva di buon occhio e addirittura favoriva l'immigrazione di famiglie di etnia bosniaca, musulmana e anche Rom, pur di modificare il quadro demografico che all'epoca era in massima parte italiano. Alcune famiglie se ne sono andate dopo l’ingiunzione di sfratto, altre invece oppongono forte resistenza accusando di crudeltà il sindaco e tentando di sensibilizzare l' opinione pubblica verso il loro problema. Vitasovic risponde che la città ha sempre dimostrato grande sensibilità verso i Rom. «Abbiamo definito un apposito programma sociale - dice - paghiamo la merenda dei loro alunni a scuola,abbiamo aperto un asilo Rom e neanche in futuro il nostro appoggio verrà meno. Però le case in cui abitano abusivamente appartengono alla città che vuole recuperarle dal forte degrado (alcune sono veramente pericolanti e rappresentano un grosso problema per la sicurezza) e destinarle ad altro uso. Dignano ha avviato il procedimento di sfratto nei confronti di 14 famiglie, due delle quali se ne sono andate subito di propria volontà. Per altre 8 il tribunale ha sentenziato lo sfratto definitivo, 2 casi sono oggetto di ricorso e altri 2 attendono la sentenza di primo grado. Proprio nei giorni scorsi il Tribunale di Pola ha rinviato lo sfratto della famiglia Januzi in via Portarol in seguito alla morte di un componente. Alla linea dura del sindaco Vitasovic ha reagito Ibrahim Punuskovic,il presidente del Centro culturale dei Rom dell’Istria. «I fondi europei - ha detto - stanziano notevoli mezzi per i Rom per cui invito le istituzioni dello stato a fare il loro dovere per fermare gli sfratti. (p.r.)

 278 - Il Piccolo 03/06/13 La Comunità italiana ha una nuova sede nel cuore di Orsera

La Comunità italiana ha una nuova sede nel cuore di Orsera
ORSERA A Orsera, località spiccatamente turistica e di pescatori, dalla chiara impronta architettonica veneziana e nota per aver dato ospitalità a Gian Giacomo Casanova, è stata inaugurata la nuova sede della Comunità degli Italiani, ricavata dalla ristrutturazione di un vecchio edificio nel centro storico, ai piedi della Chiesa di San Martino. Per i lavori e gli arredi il governo italiano ha stanziato 300mila euro tramite i canali Ui-Upt. La superficie è di 240 metri quadrati, i soci iscritti sono 330. All’inaugurazione è intervenuto il ministro plenipotenziario del Mae Francesco de Luigi. «Questo non è un punto d’arrivo ma di partenza», ha detto, ribadendo che i finanziamenti erogati dalla nazione madre vengono usati nel migliore dei modi. «La Comunità - ha aggiunto - è forte e viva e per questo motivo noi abbiamo scelto con convinzione di mantenere e sviluppare le sue attività». Il sindaco Franko Stifanic in generale molto attento alle necessità degli Italiani, ha parlato di una nuova era a Orsera:«sono felicissimo per la sede degli Italiani, che sarà un importante centro culturale per tutti, all'insegna dello spirito di felice convivenza da sempre presente». Per la vicepresidente della Regione Istria Viviana Benussi la nuova sede contribuirà all' ulteriore crescita della Cni e all' affermazione dell'identità plurietnica. Il presidente dell’Upt Silvio Delbello ha sottolineato che la sede è nata grazie alla generosità dell’Italia. «Negli ultimi tre anni - ha quindi dichiarato il presidente della giunta esecutiva Ui Maurizio Tremul - abbiamo speso ben 12 milioni di euro per l’edilizia dando cosi anche un contributo all’economia del territorio. Per il presidente dell’Ui e deputato italiano al Sabor Furio Radin la sede della Comunità dev’essere principalmente in funzione dei giovani e anziani. Sono intervenuti inoltre il console d' Italia a Fiume Renato Cianfarani dicendo di essere felice di svolgere la sua missione sul territorio istro quarnerino e la presidente della C.I. Gilliana Boncompagni che ha espresso la sua grande gioia per l' evento. Bruno Serdoz il fondatore della Comunità nell' agosto del 1992 ha detto che ora si potranno avviare tante attività. All'inaugurazione hanno partecipato i bambini dell'asilo italiano “Paperino” e il coro misto della vicina Comunità di Parenzo. (p.r.)

 279 - La Voce del Popolo 06/06/13 Cultura - «Mosaico dalmata» a Spalato e Zara

«Mosaico dalmata» a Spalato e Zara

“Mosaico dalmata” torna nella sua patria d’origine. Il volume di Guido Rumici, pubblicato nel 2011 dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato provinciale di Gorizia, viene presentato oggi alla Comunità degli Italiani di Spalato e il giorno seguente alla CI di Zara (alle ore 18). Gli incontri sono organizzati in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana.

Quello proposto da Rumici è in effetti un excursus che abbraccia due secoli, l’Ottocento e il Novecento, età di spaccature e di grandi mutamenti per la Dalmazia. Infatti, la regione, caduta la Repubblica di San Marco – il cui retaggio culturale e civile è rievocato dall’immagine del leone marciano (simbolo che le autorità jugoslave cercheranno di cancellare) –, passerà dal dominio veneziano a quello austroungarico, quindi al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi una parte di essa verrà inglobata nel Regno d’Italia, che dopo la Seconda guerra mondiale cederà (anche) queste terre alla Jugoslavia di Tito; oggi fa parte della Repubblica di Croazia.

“Le tematiche del confine orientale d’Italia e in particolare delle terre di frontiera, quale è stata la Dalmazia, sono tornate negli ultimi anni alla ribalta dell’opinione pubblica nazionale sia per la guerra che negli anni Novanta del secolo scorso ha insanguinato l’ormai ex Jugoslavia, sia per la più recente istituzione del Giorno del Ricordo – scrive l’autore –. Restano in verità ancora diverse zone d’ombra legate soprattutto a determinati aspetti delle vicende dalmate del Novecento e, in particolare, ad alcuni specifici temi analizzati finora in maniera non del tutto esaustiva come, solo per citare un esempio, l’esodo dei dalmati italiani avvenuto già dopo la fine della Prima guerra mondiale, dopo l’annessione della gran parte della regione al nuovo Stato dei Serbi, Croati e Sloveni nel 1921. La scarsa documentazione esistente e l’esiguo numero di testimonianze rilasciate all’epoca o in tempi più recenti hanno così rappresentato un ostacolo alla ricerca storiografica”, rileva lo storico. Lui è comunque riuscito a ricostruire i molteplici aspetti della vicenda dalmata, anche grazie all’apporto di altri autori. “Questo lavoro, nella sua brevità, non pretende affatto di affrontare né la complessa storia della Dalmazia negli ultimi due secoli – dice Rumici –, né il contesto storico in cui tali vicende andrebbero inserite, ma si limita a presentare un insieme di testimonianze che vorrebbe poter contribuire, sebbene in piccola parte, alla ricostruzione di quel grande mosaico che è la storia della componente dalmata italiana nel periodo considerato”. (ir)

 
280 - Il Piccolo 30/05/13 Test di croato svelato Zagabria "punisce" solo gli studenti italiani

Test di croato svelato Zagabria “punisce” solo gli studenti italiani
 Dovranno sostenere in un unico giorno due prove scritte E non avranno diritto nemmeno alla pausa pranzo
 
di Andrea Marsanich
FIUME Una discriminazione bella e buona, con Zagabria che non risponde alle richieste di aiuto inviate dall’Istria e da Fiume. Domani i maturandi delle scuole medie superiori italiane di Fiume, Pola, Rovigno e Buie dovranno sostenere due esami molto difficili nell’ambito della maturità di Stato, quelli di italiano e croato, e lo faranno senza avere nemmeno una pausa dove poter riposare e mandare giù un boccone. Una situazione complessa, causata non per colpa del personale docente e degli alunni dei quattro istituti italiani, ma a causa di un clamoroso errore compiuto a inizio settimane in tre scuole medie superiodi di Segna, Spalato e Djakovo. C’è stato uno scambio di buste, con consegna agli alunni delle domande relative al test di croato, mentre invece i maturandi avrebbero dovuto svolgere il saggio in lingua croata. Tempo un paio d’ore e le suddette domande sono state pubblicate su Internet, violando così il relativo segreto. Alle competenti autorità scolastiche non è rimasto altro che annullare la prova di croato, che avrebbe dovuto tenersi martedì, rinviandola a venerdì e destituire i coordinatori della maturità di Stato responsabili dello sbaglio. Fin qui tutto relativamente a posto, o quasi, per gli allievi della maggioranza croata che domani avranno l’esame di croato, uno solo, mentre invece i loro coetanei italiani degli istituti di Fiume e della Penisola istriana ne dovranno affrontare due, parecchio impegnativi. È una cosa che accade per la prima volta ed ha spinto le direzioni delle medie italiane di Rovigno, Buie e Pola chiedere all’Agenzia croata per la valutazione esterna del sapere di rinviare la prova di italiano. Da Zagabria non è giunta alcuna risposta. Non si sono dati per vinti nemmeno gli alunni connazionali di Fiume che hanno inviato una mail al ministero della Scienza, Istruzione e Sport e alla su esposta agenzia, chiedendo almeno di poter contare su una pausa pranzo tra i due test. La prova di italiano è infatti in programma alle 9 e quella di croato alle 14 e dunque di tempo per rifiatare ce n’è pochissimo. Nessuno si è degnato di rispondere ad una richiesta logica e che avrebbe in qualche modo aiutato i maturandi ad affrontare i due esami con minori patemi d’animo.

 

281 - La Voce del Popolo  01/06/13  Cultura - Il Forum Tomizza a Bruxelles

Il Forum Tomizza a Bruxelles

Il Forum Tomizza potrebbe approdare anche a Bruxelles. Il suo messaggio, lanciato quattordici anni fa, ha colto nel segno, e in questa Europa delle diversità “Una vita migliore?” potrebbe avere terreno fertile. Se ne è parlato ieri a Umago, durante la consegna del premio “Lapis Histriae” giunto alla sua ottava edizione, e vinto da Natalija Miletić di Sisak. A inaugurare il Forum è stato Neven Ušumović, direttore della Biblioteca civica, che ha ringraziato la città di Umago. Infatti, è stato determinante il suo ruolo, sin dalla prima edizione, quella di quattordici anni fa, per mantenere la manifestazione, oggi presente anche a Trieste e Capodistria.

In particolare ha ringraziato i vice sindaci Niko Čančarević e Floriana Bassanese Radin, nonchè la locale Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” e il suo presidente Pino Degrassi. E la CI renderà omaggio allo scrittore anche oggi, nel corso di una commemorazione al cimitero di Matterada, quando canterà il coro del sodalizio. Per Floriana Bassanese Radin “Una vita migliore?” ha un’enorme significato nel momento in cui l’Europa deve confrontarsi con un degrado graduale della società del consumismo.

Ma più degli altri ha interessato l’intervento del giovane Christian Eccher, che ha proposto di portare il Forum a Bruxelles per dargli una rilevanza maggiore. E, ora che la Croazia è già membro dell’UE anche questo potrebbe diventare fattibile. Nel suo libro “La letteratura degli Italiani d’Istria e Fiume dal 1945 a oggi” Eccher parla di tre generazioni di scrittori dell’Istria. Cosa che potrebbe interessare anche Bruxelles dunque. Perché? Principalmente perché in Europa già oggi molti affermano che “il multiculturalismo è morto” a causa delle enormi differenze culturali che ci sono tra la cittadinanza, soprattutto in Germania.

Anche Uršula Lipovec Čebron, ha parlato de “Una vita migliore” ma dall’ottica della Slovenia. Fra le altre cose che ha pubblicato c’è anche il libro “Storie dei ‘cancellati’ senza assicurazione medica”, fenomeno tristemente noto alle genti dell’ex Jugoslavia, che dopo il 1991 si sono ritrovate in Slovenia. Fra gli altri relatori della mattinata Boris Koroman, Milan Pahor e Nataša Petrinjak

All’ottavo Concorso letterario Lapis Histriae di quest’anno dedicato al tema “Una vita migliore?” sono pervenuti 160 racconti, scritti nelle seguenti lingue: croata, serba, slovena, italiana e bosniaca. Lunedì, 13 maggio, nella redazione dell’EDIT – Ente giornalistico editoriale, si era riunita la giuria, composta da Daša Drndić, Elis Deghenghi Olujić e Marcello Potocco, e aveva scelto i 6 finalisti: “La confessione”, della connazionale buiese Rosanna Bubola,”Bar jednu, ako ne i dvije” di Željko Ljubić (Varaždin), “Stručnjak za pakiranje” di Koraljka Meštrović (Zagabria), “Bolji otrov” di Natalija Miletić (Sisak), “Bolji život” di Sanja Nikolić (Belgrado) e “Gracija od čempresa” di Želimir Periš (Zara).

Il premio di 1.050 euro (8.000 kune, offerto dalla ditta SIPRO s.r.l. di Umago) è stato conferito quest’anno alla giovane Natalija Miletić di Sisak, che ha ricevuto anche l’artefatto dello scultore Ljubo de Karina. A premiarla sono stati Milan Rakovac, promotore dell’iniziativa, e Daša Drndić. Nelle precedenti edizioni avevano vinto: Želimir Periš (Zara, 2012), Darko Macan (Zagabria, 2011), Jelena Đokić (Belgrado, 2012), Vesna Lemaić (Lubiana, 2009), Ivana Peruško (Zagabria, 2008), ex aequo nel 2007 Snježana Pejović Petraček (Buie) e Bogislav Marković (Belgrado), e, sempre a pari merito, l’anno precedente, Martina Gamboz (Portorose) e Igor Grbić (Pola).

Dell’Antologia Lapis Histriae 2013, che verrà pubblicata entro la fine dell’anno dalla Biblioteca civica Umago, faranno parte anche i seguenti sei racconti: “Opstanak” di Velimir Grgić (Zagabria), “Presuda u kontekstu” di Slaviša Obradović (Prijedor), “A miglior vita” di Laura Marchig (Fiume), “Marula posle hunte” di Branislava Sovilj (Belgrado), “Evropsko nepce u perestrojci” di Sabine Alispahić (Novi Sad) e “Kratka zgodovina branja v predmestju” di Miha Mazzini (Lubiana).

 

282 - La Voce del Popolo  05/06/13 Cultura - Dall'Italia il più bel dono

Dall’Italia il più bel dono

ZAGABRIA | Emozioni che non si possono narrare. C’era grande attesa per l’inaugurazione dell’esposizione “Un Caravaggio per l’Europa: ‘La Cena in Emmaus’ della Pinacoteca di Brera a Zagabria”, e tanta soddisfazione per la “materializzazione” del celebre dipinto e il successo palpabile di un progetto preparato a lungo, con il concorso di tante istituzioni, non ultimi gli Stati coinvolti, Italia e Croazia. Dalle ore 11 di questa mattina tutti gli amanti dell’arte e non solo avranno la possibilità di ammirare, presso il Museo dell’Arte e dell’Artigianato del capoluogo croato, uno dei più importanti capolavori della storia della pittura mondiale, “La Cena in Emmanus”, di Michelangelo Merisi noto come il Caravaggio.

Il ricavato per i bambini delle Rose Blu

Come più volte abbiamo scritto sul nostro quotidiano nei giorni scorsi, si tratta di un omaggio che l’Italia ha voluto fare alla vicina e amica Croazia in vista dell’entrata di quest’ultima nell’Unione Europea, il 1.mo luglio. Il ricavato della mostra sarà devoluto a scopo di beneficenza. Il destinatario è l’Associazione Nazionale Il Giardino delle Rose Blu ONLUS, nata nel 2002 per dare continuità all’impegno dei suoi volontari in favore dei piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico di Gornja Bistra, iniziato nel 1998, anno in cui un gruppo di volontari guidati da don Ermanno D’Onofrio incontrava, casualmente, i bimbi di quest’ospedale pediatrico nei pressi di Zagabria. Il loro impegno ha portato alla nascita del Campo Permanente. E don Ermanno d’Onofrio era presente al vernissage.

Simboleggia le radici comuni

L’Italia festeggia così, nelle giornate in cui celebra la fondazione della propria Repubblica, tale epocale traguardo, patrocinando il prestito, da parte della Pinoteca di Brera, di questo capolavoro universale del Caravaggio che è arrivato al Museo dell’Arte e dell’Artigianato (MUO) di Zagabria, nella convinzione che quest’opera ben rappresenti le profondi radici comuni che uniscono il Bel Paese e la Croazia e, più in generale, tutti gli Stati dell’Unione Europea.

Ieri sera il museo zagabrese ha aperto le sue porte ai numerosi giornalisti e fotoreporter e a tutte le personalità della vita pubblica accorsi per vedere in anteprima il capolavoro. Oltre un migliaio di persone, testimonianza più che evidente del grande interesse per questo happening straordinario, forse in assoluto uno dei più importanti dell’anno. Ad attenderli c’erano i protagonisti di questa storica iniziativa, l’ambasciatore d’Italia in Croazia, Emanuela D’Alessandro, il direttore del Museo, Miroslav Gašparović, il ministro della Cultura croato Andrea Zlatar Violić e, in rappresentanza della Città di Zagabria, il prossimo vicesindaco, Vesna Kusin.

“Questo è stato un lavoro che è cresciuto giorno per giorno. Si è trattato di un proficuo gioco di squadra, abbiamo dedicato grande impegno, grande sforzo, per vedere realizzata quest’iniziativa. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile l’arrivo della tela di Caravaggio a Zagabria, il Ministero della Cultura croato e il suo omologo italiano, il direttore dell’MUO Gašparović, le sue colleghe della Pinoteca di Brera, l’Unione Italiana, l’assessore alla Cultura, allo Sport e all’Istruzione di Zagabria, e tutti coloro che hanno collaborato con noi. Vederlo qui e vedere realizzati i nostri sforzi è una grande soddisfazione, ci rende molto felici”, ha detto Emanuela D’Alessandro.

L’inizio di un’intensa stagione

L’ambasciatore, che si è rivolta al pubblico sfoggiando un ottimo croato, ha sottolineato l’importanza della cultura come fenomeno generale capace di creare un linguaggio universale in grado di favorire i rapporti tra gli Stati e, per questo motivo, l’Ambasciata si è impegnata in prima persona a costruire un programma culturale che continuerà per tutta la stagione estiva: “Abbiamo iniziato con quest’esposizione, con quest’opera importantissima, per poi proseguire nei prossimi tre mesi con una serie di manifestazioni culturali che vedono l’Italia presente in Croazia, ma anche la Croazia in Italia. La Croazia sarà infatti il Paese ospite del Mittelfest a Cividale del Friuli dove, nel mese di luglio, si terrà la prima mondiale di ‘Michelangelo’, coproduzione italo-sloveno-croata e avremo i solisti di Zagabria e una serie di importanti artisti croati che si esibiranno a Cividale. Si tratta quindi di una collaborazione in entrambe le direzioni”, ha anticipato D’Alessandro. Il ministro della Cultura, Andrea Zlatar Violić ha voluto pure lei ringraziare tutti gli organizzatori, in primo luogo l’ambasciatore e il direttore dell’MUO, e si è augurata che tutti coloro che si recheranno a vedere il dipinto riescano a cogliere non soltanto la bellezza del discorso artistico di Caravaggio e, nello specifico, il valore della “Cena in Emmaus” braidense, ma anche l’elevato valore simbolico della sua esposizione, quale omaggio dell’Italia alla Croazia. Infine Zlatar Violić ha auspicato che anche grazie alla cultura si possa arrivare a intraprende tutti insieme dei percorsi condivisi.

Una giornata gioiosa

Il direttore del Museo ha aggiunto che si tratta di un doppio evento per la cultura croata: “Quello che presentiamo questa sera è sicuramente uno dei più importanti avvenimenti della storia per la cultura in Croazia, non solo per il valore dell’opera e per il gesto di amicizia da parte dell’Italia nei confronti del nostro Paese, ma anche per la possibilità che è stata data ai cittadini di vedere un Caravaggio in Croazia, che sicuramente è una cosa unica, in quanto prima d’ora il quadro non era mai uscito dalla Pinoteca di Brera. Essere alla direzione del Museo che lo ospita è un onore indescrivibile. Spero che sarà una gioia per tutti i nostri cittadini”. Insomma un’occasione unica, assolutamente da non perdere. La “Cena in Emmanus” è indubbiamente un’opere capitale del percorso artistico e di vita del maestro italiano, dipinta nel momento della sua fuga da Roma nel 1606, espressione di un’intensità pittorica che avrà i suoi sviluppi nel periodo seguente, sia a Napoli sia a Malta. Ed è emblematica della drammaticità delle vicende personali, della maturazione, se vogliamo, di un sentire religioso.

La scena, che riprende il noto racconto evangelico dell’incontro di Cristo risorto con due discepoli sulla via di Emmaus, è caratterizzata da un’estrema sintesi: il fondale scuro, i due discepoli, un taverniere e un’anziana serva circondano Cristo che benedice il pane spezzato in una drammatica concentrazione che sembra attirare lo spettatore verso Gesù. L’effetto teatrale del dipinto, l’uso della luce come espressione del divino e la presenza di personaggi poveri e umili rimandano alla cultura che dovette costituire la formazione del Caravaggio in terra lombarda.
La tela è stata collocata nella Sala del Barocco n. II, all’interno dell’esposizione permanente dedicata a questa corrente artistica del Seicento. L’illuminazione è bassa, anzi per il dipinto caravaggesco è stato installato un nuovo sistema di luci, tutto per mettere in risalto il significato e il valore dell’arte del pittore. Di modo che il pubblico possa farsi la giusta idea del posto che la rivoluzione caravaggesca occupa nella pittura italiana ed europea. Il tutto al costo di 30 kune, quant’è il prezzo del biglietto d’ingresso.

Marin Rogić



283 - La Stampa 31/05/13 Trieste prepara il divorzio dall'Italia

Trieste prepara il divorzio dall’Italia

Boom di firme per il movimento oltranzista che vuole l’indipendenza
 
Il neo-partito rivendica la città come “territorio libero” e proclama uno “sciopero fiscale”, pretendendo gli arretrati versati in questi anni
 
CARLA RESCHIA
 
Un adesivo in un bar con il simbolo dell’alabarda bianca in campo rosso, una raccolta di firme in un negozio, la minaccia di uno sciopero fiscale contro le tasse “illegali”. L’”italianissima” Trieste vuole divorziare dalla madrepatria. O almeno lo vuole, e trova anche un certo consenso – 3.681 triestini si sono fin qui ufficialmente “disitalianizzati”, molti di più hanno firmato le petizioni all’Onu e alla UE - il movimento Trieste Libera, che aspira a ricreare il TLT, il Territorio Libero di Trieste, previsto nel 1947 all’interno del trattato di pace con l’Italia alla fine della seconda guerra mondiale. Un accordo superato poi dalla storia il 5 ottobre 1954 con il Memorandum di Londra firmato dai rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito, Italia e Jugoslavia che stabiliva la linea di confine tra Italia e Jugoslavia.  
 
Così almeno la storia ufficiale. Di cui i sostenitori del TLT contestano le conclusioni, richiamandosi al piano dell’Onu, mai ufficialmente smentito, che prevedeva una zona franca comprendente sia la zona A (assegnata all’Italia) sia la B (passata alla Jugoslavia), una piccola terra indipendente, con tanto di seggio alle Nazioni Unite.  
 
Passata alla Jugoslavia e poi alla Slovenia e alla Croazia la zona B, obiettivamente difficile da reclamare, resta l’ex zona A, la “città portuale europea di Trieste” con il suo porto franco di storica e gloriosa memoria. Molte sono le questioni legali poste dai triestini intenzionati a prendere alla lettera il vecchio detto locale che vuole “italiani” solo i nati fuori dal perimetro cittadino: dal diritto di cittadinanza violato in occasione del censimento della popolazione della zona A, alla mancanza di una consultazione sulla volontà di passare all’Italia.  
Tutte, però, discendono da un presupposto: l’illegittimità dell’azione del governo italiano che avrebbe dovuto, come già prima l’amministrazione militare angloamericana, limitarsi ad agire come fiduciario del mandato internazionale dell’Onu invece di “annettersi” la città. Una tesi fondata sull’interpretazione di documenti governativi statunitensi dove si parla di “amministrazione” e non di sovranità.
 Questioni di lana caprina buone per gli storici? Può essere, ma le conseguenze che il TLT ne ricava e rivendica sono ben concrete, una sopra tutte: “l’arma fiscale viene utilizzata quale forma di repressione per mettere a tacere i cittadini del TLT imponendo loro il pagamento forzoso di tasse, sovrattasse, sanzioni, che vengono riscosse dalla Equitalia S.p.A, e dall’Agenzia delle Entrate, per conto dello Stato Italiano ed in violazione del Trattato di Pace del 1947.
 Da qui l’idea di uno sciopero fiscale che, se attuato su larga scala potrebbe dare qualche (ulteriore) problema allo stato “invasore”, del ripudio del debito nazionale, che non appartiene agli incolpevoli occupati, e la ventilata richiesta dei cospicui arretrati versati finora.  
 
In rete, sul sito di Trieste libera redatto oltre che in italiano, in inglese, tedesco, croato, sloveno e ovviamente triestino, si trovano i moduli per ricorrere contro Equitalia e l’invito a sottoscrivere i vari appelli agli organismi internazionali. In attesa di “rinegoziare il rapporto di Trieste con Roma”, titolo di apertura dell’ultimo numero de “La voce di Trieste”, si sogna una città rifiorita e tornata all’antico splendore, non più nell’angolo dell’Italia ma, come un tempo, al centro della Mitteleuropa. Un polo “multiculturale, multilingue e internazionale” dove il Porto Libero non più mortificato dalla marginalità a cui l’hanno ridotto, nell’imparziale giudizio dei militanti, tutte le amministrazioni locali e nazionali fino a oggi, ridiventi “motore centrale dell’economia”. Con un occhio al “retroterra danubiano” e a Vienna cui legano 600 anni di storia comune, interrotti “dall’invasione italiana degli anni 1915-1917” e l’altro alla Slovenia dove il ministro dell’Economia ha da poco annunciato la creazione a Capodistria di una zona franca doganale.  
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Si ringraziano per la collaborazione della Rassegna Stampa: L’Università Popolare di Trieste e l’Assoc. Nazion.Venezia Giulia e Dalmazia - ANVGD di Gorizia

Vi invitiamo conoscere maggiori dettagli della storia, cultura, tradizioni e immagini delle nostre terre, visitando i siti :

http://www.mlhistria.it
http://www.adriaticounisce.it/
http://www.arupinum.it
 
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