RASSEGNA STAMPA MAILING LIST HISTRIA
 
a cura di Maria Rita Cosliani – Eufemia G.Budicin – Stefano Bombardieri

N. 915 – 21 Maggio 2014
Sommario


202 - La Voce del Popolo 10/05/14 Concorso letterario della ML Histria avrà luogo a Dignano, quest'anno sono in gara 380 ragazzi (Roberto Palisca)
203 - La Voce del Popolo 19/05/14 Pola - Esuli: «Non è poca cosa essere tornati a casa»
204 - Il Piccolo 16/05/14 Gli esuli tornano a Pola e premiano "Magazzino 18" (p.r.)
205 - La Voce del Popolo 19/05/14 Nel ricordo di Olga Milotti (Ester Sardoz Barlessi)
206 - La Voce del Popolo 20/05/14 Pola -  Non ci stancheremo di dire: «Grazie Olga» (Nelida Milani  Kruljac) 
207 - Il Piccolo 14/05/14 Gorizia - Lettera di Romoli al presidente del Consiglio: «Sia fatta chiarezza su quei tragici giorni del 1945» (mb)
208 - Il Piccolo 13/05/14 Zara si ribella e rivuole la sua Calle Larga (Andrea Marsanich)
209 - La Voce del Popolo 10/05/14 L’Istria nell’Euregio Senza Confini (Lara Musizza)
210 - Il Piccolo 18/05/14 La nostalgia di Tito esplode a Fasana
211 - Il Piccolo 12/05/14 Zagabria entrerà in Schengen nel 2015 (Mauro Manzin)


Rassegna Stampa della ML Histria anche in internet ai seguenti siti  :
http://www.arenadipola.it/
http://10febbraiodetroit.wordpress.com/
http://www.arcipelagoadriatico.it/
202 - La Voce del Popolo 10/05/14 Concorso letterario della ML Histria avrà luogo a Dignano, quest'anno sono in gara 380 ragazzi

La cerimonia di premiazione dei vincitori della 12.esima edizione della gara avrà luogo il l.mo giugno a Dignano

Concorso letterario della ML Histria   quest’anno sono in gara 380 ragazzi

A cura di Roberto Palisca

Sono scaduti nei giorni scorsi i termini di tempo previsti per la partecipazione alla 12.esima edizione del tradizionale concorso letterario bandito dal gruppo di discussione in Internet Mailing List Histria e destinato agli allievi delle scuole italiane e ai ragazzi che frequentano le Comunità degli Italiani di Croazia e Slovenia che conoscono la lingua italiana o il dialetto locale di origine veneta ed istriota, e da quanto apprendiamo dai promotori dell’iniziativa questa volta alla gara hanno aderito circa 380 bambini e ragazzi che frequentano le scuole italiane dell’Istria croata e slovena
o          che imparano la lingua italiana in Dalmazia e in Montenegro. Un numero notevole, che riempie gli organizzatori del concorso di orgolgio e di soddisfazione, poiché segno di un crescente aumento di interesse per questa bella iniziativa (l’anno scorso i partecipanti erano in tutto 362 e gli elaborati 240).
La Giuria del concorso, incaricata di prendere visione di tutti i lavori pervenuti e di decidere chi premiare, é dunque in questi giorni indaffaratissima. Le premiazioni dei vincitori della gara avranno luogo in occasione del 14.esimo Raduno della Mailing List “HISTRIA’, che si svolgerà a Dignano domenica 1.mo giugno, con inizio alle ore 11.15.
A coordinare tutte le operazioni di segreteria sono anche quest’anno gli instancabili Walter Cnapich e Maria Rita Cosliani.

Sostegno anche dall'Istria              
Quest’anno la gara letteraria gode, oltre che del patrocinio dell’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio e dell’Associazione dei Dalmati italiani nel mondo, anche del sostegno della Regione Istriana, che ha previsto l’assegnazione di otto premi speciali, ciascuno del valore di 100 euro, per i vincitori delle varie categorie (singoli e gruppi di alunni). Andranno ad aggiungersi, dunque, a quelli ormai tradizionali, che vengono assicurati ogni anno dall’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio (200 euro per l’elaborato che meglio valorizza la permanenza della cultura istriana, fiumana, quarnerina e dalmata romanza di stampo autoctono), delle Associazioni dei Liberi comuni di Fiume e di Pola in esilio (ciascuna con un monte premi di 300 euro destinati ai migliori lavori pervenuti da una delle quattro elementari italiane di Fiume e dalla SMSI, rispettivamente dall’elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi“ e dalla SMSI di Pola), dal Comitato provinciale di Gorizia dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (un premio di 100 euro per il tema che esprime al meglio la particolarità del mondo adriatico orientale); ci sono poi in palio il premio speciale dedicato alla memoria di Alessandro Boris Amisich (100 euro a insindacabile giudizio della Commissione di valutazione alla memoria del noto musicista e amico della Mailing List Histria prematuramente scomparso), quello offerto dalla Famìa Ruvignisa (500 euro destinati al miglior tema proveniente dell’elementare italiana “Bernardo Benussi” di Rovigno e al miglior tema proveniente dalla SMSI di Rovigno e altri 150 euro per tre premi da assegnare ad alunni rovignesi), il premio speciale “Istria Europa“ (100 euro posti in palio da Lino Vivoda, direttore dell’omonimo giornale e destinati all’autore all’autrice del miglior tema proveniente dalla SMSI di Pola) e i premi di 50 euro e tanti libri posti in palio dalla giuria.

Un ponte tra nonni e nipoti            
I temi individuali per i ragazzi delle scuole elementari (Sezione A del concorso), erano quest’anno i seguenti: “I nostri veci ne conta...” ovvero “I nostri nonni ci raccontano”;”Se avessi la bacchetta magica” e “Storie d’amore o di dolore della mia terra, vicende in cui un sentimento non esclude l’altro”. I lavori di gruppo, invece, dovranno essere incentrati sui temi “A Roma il Colosseo o San Pietro, ma nel vostro posto natio, se vi guardate attorno, tra la natura e i monumenti che vi circondano troverete tante cose altrettanto mirabili... tanti motivi per amare la propria terra”; “Parlate delle vostre migliori vacanze: reali o immaginarie” e, come per i temi individuali, “I nostri veci ne conta...”. A questo tema si sono potuti ispirare nei loro lavori pure gli allievi delle scuole medie superiori, che avevano comunque l’alternativa di scegliere anche altri due interessanti argomenti: “Ci sono momenti in cui ascoltando la musica ci sentiamo in armonia col mondo che ci circonda; quali generi musicali, quali composizioni sceglieresti come colonna sonora nella contemplazione del paesaggio che ti circonda?” e “Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo. È il messaggio di Malala Yousafzai, la ragazza simbolo del diritto allo studio. A quali riflessioni ti portano le sue parole?”
Anche nei lavori di gruppo (la giuria considererà tali gli elaborati svolti da almeno due concorrenti), uno dei temi a cui ispirarsi era “I nostri veci ne conta...“. Gli altri due erano invece“Ignorare cosa sia accaduto prima della propria nascita, significa restare per sempre bambini. Verifica se la conoscenza della storia della tua regione ti ha reso consapevole e fatto maturare come suggerisce questo pensiero di Cicerone” e “Le tradizioni sono molto importanti ma, in questo mondo che viaggia alla velocità della luce, quali sono per voi fondamentali e quali superate?”.

Fino all'Albania e al Montenegro   
Nella sezione B del concorso, patrocinata dall’Assocazione Dalmati italiani nel mondo e destinata agli allievi delle scuole elementari e medie dell’antica Dalmazia (da Cherso e Veglia fino ai confini con l’Albania) i temi dei lavori per i bambini delle elementari erano gli stessi della sezione A. Per i lavori di gruppo, invece, le tracce erano: “I nostri veci ne conta”, “Ignorare cosa sia accaduto prima della propria nascita, significa restare per sempre bambini”. “Verifica se la conoscenza della storia della tua regione ti ha reso consapevole e fatto maturare come suggerisce questo pensiero di Cicerone” e “Le tradizioni sono molto importanti ma, in questo mondo che viaggia alla velocità della luce, quali sono per voi fondamentali e quali superate?”.
Da rilevare che la Segreteria della Mailing List Histria ha trasmesso alla Commissione di valutazione esclusivamente i testi identificati da un motto o da uno pseudonimo. I dati dei concorrenti saranno trasmessi alla Commissione soltanto al termine della valutazione.
Tutti i lavori con i quali i ragazzi hanno partecipato al concorso verranno pubblicati sul sito Internet “Histria” www.mlhistria. it e sul sito collegato “Adriatico che unisce” www.adriaticounisce. it, dedicato al concorso letterario indetto da MLHistria. In seguito, a cura del Centro di documentazione multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata di Trieste, sarà inoltre pubblicata un’antologia dedicata interamente al concorso letterario che verrà data in omaggio ai ragazzi partecipanti, alle scuole e alle Comunità degli Italiani.

Raduni da Cesenatico a Dignano  
Nata 14 anni fa su iniziativa di Axel Famiglini e Gianclaudio de Angelini, dal 2000 la MLH si é sviluppata come gruppo di discussione in Internet tra esuli e rimasti, rispettivi discendenti e simpatizzanti. Già dopo il primo anno di esistenza in gruppo cominciò a organizzzare dei raduni veri e propri, il primo dei quali, seppure informale, si svolse a Cesenatico. Nel 2002 il Raduno divenne un avvenimento istituzionale. l’anno di svolta fu il 2003, quando il III Raduno si tenne, per la prima volta in Istria, per l’esattezza nella Comunità degli italiani di Pirano. In questo contesto venne inaugurato il concorso letterario e poi stampata l’antologia che raccoglie tutti gli elaborati dei partecipanti.




203 - La Voce del Popolo 19/05/14 Pola - Esuli: «Non è poca cosa essere tornati a casa»
Esuli: «Non è poca cosa essere tornati a casa» 

Daria Deghenghi 

Sono cinquantott’anni che gli esuli da Pola s’incontrano annualmente in assemblee plenarie, che fino a qualche tempo fa erano convocate in una città italiana diversa, però mai nella città di origine. Da quattro anni in qua, il Raduno nazionale del Libero Comune di Pola in Esilio alloggia regolarmente a Pola, e ultimante ha messo su casa all’albergo Brioni di Verudella, che l’accoglie con grande ospitalità. Fin qui niente di nuovo, si dirà, ed è vero. Ma gli esuli ci tengono a ribadirlo quand’anche i “rimasti”
non avessero orecchie per udire: non è poco essere tornati a casa. Non è poco essersi lasciati alle spalle decenni di rancori e taciti atteggiamenti di accusa. Non è stata poca cosa aver cercato il dialogo con le istituzioni di Pola e, certamente, non è stata poca cosa stringere amicizie personali, come hanno fatto per l’appunto diversi esuli con alcuni italiani residenti in città, complice anche la “rete delle reti”, Internet, con i suoi social e le sue liste di posta elettronica. Tuttavia molto resta da fare. Talvolta l’accoglienza è tiepida, altre volte ci s’innervosisce per poco e comunque “continua a dispiacere lo scarso interesse del sindaco per quella parte della storia di Pola che precede il periodo jugoslavo”. Claudia Millotti lo ha detto chiaro e tondo in sede di Assemblea generale dei soci, sabato
pomeriggio: “Basta con le cerimonie per Vergarolla tra soli italiani!”
Giustamente. L’esplosione in spiaggia del 18 agosto 1946 è stata la più grande sciagura polese in tempo di pace e chi è venuto dopo non ha il diritto di dire: “Non ci riguarda”. Sindaco compreso.

Chiusa parentesi sulle considerazioni ricorrenti di anno in anno, entriamo nel particolare. Il raduno di quest’anno, il 58.esimo in ordine di tempo (il quarto in città) è stato forse meno impegnativo politicamente, forse anche più rilassante del solito, a dire il vero anche meno affollato, ma sempre vivo e interessante da seguire. La mattinata di venerdì (16 maggio) è stata riservata a una gita in barca alle Isole Brioni, mentre in serata si è svolto un incontro nella sede della Comunità degli Italiani. Saluti reciproci da parte del presidente Fabrizio Radin e di Silvio Mazzaroli, assessore della Giunta comunale LCPE; quindi un omaggio musicale offerto dal coro giovanile “Carillon” e dagli allievi del Centro studi di musica classica “Luigi Dallapiccola”. Infine è stato proiettato il film “Istria addio”, interpretato dalla compagnia Grado Teatro.
Quella di sabato è stata la giornata più intensa del Raduno. Dedicata esclusivamente alle ricerche e alle pubblicazioni del LCPE, la mattinata ha visto la presentazione dei recentissimi studi di Gaetano Dato e William Klinger sulla strage di Vergarolla, dei tre volumi con le ristampe anastatiche de “L’Arena di Pola” (1945-47), degli Atti del convegno su Mirabella Roberti (promosso in cooperazione con il Museo archeologico due anni fa) e del libro “Storie e leggende istriane”. In serata, invece, un piacevolissimo incontro col giornalista e scrittore Jan Bernas, autore del libro “Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani” e coautore di “Magazzino 18” assieme a Simone Cristicchi. Bernas e Cristicchi (assente) sono stati premiati quest’anno dal LCPE con la targa “Istria terra amata”.

Daria Deghenghi



204 - Il Piccolo 16/05/14 Gli esuli tornano a Pola e premiano "Magazzino 18"
Nella città dell’Arena si apre il cinquantottesimo raduno con un ricco programma che va dalla visita alle isole Brioni al tradizionale incontro con gli italiani rimasti 

Gli esuli tornano a Pola e premiano “Magazzino 18”

POLA Ormai da qualche anno il raduno nazionale degli esuli dalla città dell’Arena si svolge nella località natale visto il clima decisamente favorevole alla manifestazione. Questa volta il raduno è il numero 58 e vanta un programma decisamente ricco che va dall’albo dei ricordi alla visita dei luoghi più belli e suggestivi dell’Istria passando ovviamente per gli incontri con gli italiani rimasti. La comitiva è arrivata già ieri pomeriggio all’albergo Brioni nell’insediamento turistico di Verudella.
Quella di oggi si preannuncia come una giornata molto intensa con la visita delle Isole Brioni e, in serata, il tradizionale incontro con i connazionali e i concittadini alla Comunità degli italiani dove verrà proiettato l’audiovisivo “Istria addio”, messo in scena dalla compagnia Grado Teatro.
Nell’occasione i canti della Pola di una volta saranno riproposti dalla corale della Società Lino Mariani, mentre la Comunità offrirà un intrattenimento musicale. Nella mattinata di domani è invece in programma la presentazione di alcune pubblicazioni, per la precisione i recenti studi di Gaetano Dato e William Klinger sulla strage di Vergarolla, i tre volumi con le ristampe anagrafiche del giornale “L’Arena” di Pola (1945-1947), gli atti del convegno sull architetto Mario Mirabella Roberti (tra l’altro autore del restauro del Tempio d’Augusto rimasto seriamente danneggiato nei bombardamenti della II guerra mondiale) che si era svolto due anni fa nonché del volume “Storie e leggende istriane” di Maria Secacich e Iginio Udovicich. Il pomeriggio sarà dedicato all’assemblea dei soci, si riuniranno anche il Consiglio e la Giunta del Libero Comune di Pola in esilio. In serata avverrà la consegna delle benemerenze “Istria terra amata”.
Quest’anno il riconoscimento andrà a Jan Bernas e al cantautore italiano Simone Cristicchi, autori di Magazzino 18, il famoso musical sull’esodo.
Domenica mattina l’appuntamento è alla cattedrale per la Santa messa italiana, canterà la corale Lino Mariani. A seguire ci sarà la deposizione di una corona di fiori sul cippo che ricorda la strage di Vergarolla. Più tardi sul campo di Verudella si svolgerà una partita di calcetto tra formazioni composte dagli esuli e dai soci della Comunità degli Italiani.
Dopo il pranzo al ristorante Bi Village a Valbandon, la partenza per il viaggio di ritorno. Con tanti nuovi ricordi nel cuore per tutti i partecipanti. (p.r.) 




205 - La Voce del Popolo 19/05/14 Nel ricordo di Olga Milotti
Nel ricordo di Olga Milotti 

Ester Sardoz Barlessi 

Olga Milotti ci ha lasciati per sempre. Una frase piccola piccola, ma con un nome che la riempie tutta, e che per i polesani vuole dire tanto, e per le amiche e gli amici in particolare, è legata a ciò che si suole definire onestà, discrezione, forza, coraggio e bontà d’animo.

Olga ha camminato sempre nella vita con decisione ma in punta di piedi, attenta a non urtare i sentimenti della gente, ad aiutare quando poteva, a portare alta la bandiera della famiglia, degli affetti, orgogliosa della sua lingua, la sua cultura e la sua appartenenza nazionale.

Una donna di una trasparenza cristallina, rispettosa di tutto e di tutti.
Io, personalmente, di lei, ho dei ricordi indelebili. Era una persona con la quale ti potevi confidare con la certezza assoluta che ti avrebbe capita.
Rammento il suo sorriso dolce, quasi timido, la felicità che mi dimostrava quando sentiva che uno dei miei nipoti veniva iscritto alla “Martinuzzi“, perchè ci teneva che tutti noi polesani iscrivessimo i nostri figli e nipoti alla scuola italiana, per perpetuare le nostre radici.

Indimenticabile è anche il suo indefesso lavoro quand’era, come presidente, alla guida della nostra Comunità. Erano gli anni duri della guerra nei Balcani, con i nostri ragazzi al fronte, e lei si informava di tutti e per i genitori trovava sempre una parola di conforto. In contatto con il Consolato Generale d’Italia a Capodistria, si interessava presso il console Solari per poter avere medicinali per i nostri connazionali malati e anche per la farmacia dell’Ospedale cittadino, nonchè viveri e indumenti per i più bisognosi per cui aveva contattato personalmente gli esuli di sua conoscenza, quelli che avevano lasciato Pola, e che lei desiderava ardentemente di riuscire a fare riallacciare i rapporti con i fratelli rimasti, e a questo scopo aveva coniato uno slogan “Dalla nostra gente, alla nostra gente.“

Non si è mai risparmiata, ha lavorato fianco a fianco con i nostri attivisti salendo e scendendo scale per portare aiuti umanitari, in pesanti pacchi pieni di viveri e indumenti, a quelli che avevano bisogno.
Ha attirato in Comunità i giovani, li ha spronati, incitati e incoraggiati quando hanno messo con successo in scena “Istriolina“, di cui andava orgogliosa. Dopo le lunghe ore trascorse a lavorare in Comunità, bastava che qualcuno le accennasse che avrebbe voluto fare un giro per Pola, per conoscerne le origini romane e medievali, che lei già organizzava il giorno, l’ora e l’itinerario per portare la comitiva in giro per la città sciorinando fatti e date: aveva insegnato per anni storia a scuola e aveva tutto sulla punta delle dita, e illustrava la storia della nostra città con parole semplici alla portata di tutti. I soci del sodalizio aspettavano con impazienza quelle uscite e grazie a lei moltissimi si sono fatti una cultura sui nostri monumenti.

Chi l’ha conosciuta la ricorderà con tristezza e rimpianto, gli amici con dolore. È stata una leonessa che ha lottato fino all’ultimo, fino a che il male, uno di quelli che non perdona, ha avuto il sopravvento lasciando la famiglia, a cui tutti siamo vicini, in un profondo dolore.

Ci sarebbe tanto da dire di lei, ma questi sono momenti difficili nei quali i pensieri scappano e non si vogliono soffermare ancora sui verbi che la ricordano al passato. Ti ricorderemo sempre con dolore, ma ci reputiamo anche fortunati perchè abbiamo potuto conoscerti, starti vicino e volerti bene. In questo doloroso momento tu sei ancora con noi e non puoi fare parte del passato: eri, e lo sarai sempre, una grande donna.

Ester Sardoz Barlessi



206 - La Voce del Popolo 20/05/14 Pola -  Non ci stancheremo di dire: «Grazie Olga»

Non ci stancheremo di dire: «Grazie Olga»

La notizia che in mille modi abbiamo cercato di non ricevere, quasi esorcizzandola, ma che da giorni il sotterraneo tam-tam tra amici ce la imponeva, è infine giunta in tutta la sua spietata realtà. In questo momento il coinvolgimento emotivo è forte, la sincera commozione profonda, i ricordi tanti.
Di Olga Milotti voglio ricordare la forza da leonessa, il suo amore per la verità e la giustizia, la coerenza nel sostenere le idee in cui credeva, il coraggio pari alla determinazione discreta ma 
indefettibile, la costanza unita alla pacatezza d'animo che le permetteva di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Protagonista autentica del rinnovamento politico e civile dopo la disgregazione della Jugoslavia, in un collettivo plauso senza riserve, è entrata nella dirigenza del Circolo.
Da presidente acuta e competente, ha fatto della gestione del Circolo e dell'organizzazione delle attività un impegno forte che ha portato a risultati visibili: alla proprietà della sede, all'intestazione nel catasto, ai contributi per lo stradario, la toponomastica e il bilinguismo cittadino, agli aiuti umanitari ai concittadini e ai profughi arrivati dalle zone di guerra,  alle azioni di concreta solidarietà alle persone in difficoltà, agli  anziani e indigenti.

Un ruolo, quello di presidente, svolto sinergicamente con i membri della Giunta, che ha segnato positivamente la vita della nostra Comunità. Con grande umiltà e grande passione, ha dato molto alla CI di Pola, ha reso la politica degna di essere vissuta in maniera onesta e al servizio dei concittadini, nei piccoli gesti quotidiani come in tante battaglie che erano di tutti, come pure nei grandi progetti sociali e culturali.

Riscatto e speranza

È per questo che ha fatto convogliare la gente al Circolo, soprattutto i giovani che in quella stagione felice hanno allestito lo spettacolo "Istriolina" sulla falsariga della goldoniana "Mirandolina".
Con lei, il Circolo diventa il simbolo del riscatto e della speranza e fa sentire più intensamente il suo richiamo, il richiamo alle origini di ognuno di noi. Una seconda Casa che Olga si sforza di modificare sempre, di arricchirla, di farla vivere con la cura e la valorizzazione del patrimonio identitario, perché solo così sente che potranno sopravvivere le nostre speranze.
Le nostre e quelle dei polesani dispersi in Italia e nel mondo. Sin dal 1991, per statuto e orientamento programmatico, dedica particolare cura ai rapporti con gli esuli, rapporti di accoglienza, di riavvicinamento ai polesani in esilio, con le sue conferenze in varie città d?Italia, 
con la sua presenza costante nella Mailing List Histria e i suoi messaggi di riconciliazione tra 'andati via' e 'rimasti', tra dolori diversi e uguali, ai fini di chiudere per sempre il tempo dei risentimenti.

Per una Comunità coinvolgente

Olga Milotti è stata l'affermazione di un'idea di Comunità coinvolgente, partecipativa, aperta e solidale, è stata la testimonianza sofferta e autentica di una ricerca umana che abbiamo sentito sempre così vicina e alla quale avremmo dovuto rispondere meglio.
Siamo tutti debitori nei suoi confronti e non ci stancheremo mai di dirle "grazie". Grazie per aver goduto del privilegio della sua amicizia, grazie per la sua generosità, per la sua dedizione al prossimo, per il suo impegno indirizzato alla dignità e ai diritti di tutti.
Dopo aver rinunciato ad altri mandati per star vicina alla famiglia, pur nella consapevolezza che la ricerca del sogno perfetto è impossibile nella vita umana, ha continuato a spendersi caparbiamente, con indomita passione civile, fino alla fine, offrendo la sua onestà e la sua combattività al servizio della collettività.
Donna di grande umanità e dal carattere deciso, rispettata, apprezzata e amata da tutti, è stata una moglie straordinaria, una madre vicinissima a sua figlia e ai suoi ragazzi della "Giuseppina 
Martinuzzi".
Nell'ora dell'addio, al marito Carlo e alla figlia Lara giunga l'affettuosa vicinanza di tutti i polesani.

Nelida Milani  Kruljac 








207 - Il Piccolo 14/05/14 Gorizia - Lettera di Romoli al presidente del Consiglio: «Sia fatta chiarezza su quei tragici giorni del 1945»
Lettera di Romoli al presidente del Consiglio: «Sia fatta chiarezza su quei tragici giorni del 1945» 

«Foibe, Renzi tolga il segreto di Stato»

«Il Governo tolga il segreto di Stato sulla tragedia delle foibe». Lo chiede il sindaco di Gorizia Ettore Romoli direttamente al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al quale il primo cittadino invierà il 1 giugno una lettera formale. 
Con quella Romoli, a nome di tutta la cittadinanza goriziana, chiederà che Renzi faccia seguito alla simile iniziativa relativa alle stragi che hanno segnato gli anni Settanta e Ottanta del Paese, togliendo il segreto di Stato anche ai documenti ancora in possesso del Governo sui tragici fatti dei “quaranta giorni” iniziati nel maggio del 1945, quando a guerra conclusa oltre 600 persone vennero prelevate dalle loro case dai partigiani titini per non fare più ritorno a casa. «Il presidente Renzi ha encomiabilmente tolto il segreto di stato sulle stragi italiane del passato, e prendendo spunto da questo gli chiediamo ora che faccia lo stesso sui fatti che riguardarono Gorizia in quei tragici giorni del '45 – dice Romoli -. La mia iniziativa, sia chiaro, non ha nella maniera più assoluta nessun intento vendicativo, o di riapertura di vecchie ferite, ma tende solo alla verità.
Vorremmo che i documenti rimasti sino ad ora celati potessero essere messi a disposizione degli storici, per stabilire esattamente cosa accadde in quei giorni, e dare soprattutto a centinaia di famiglie un luogo dove piangere i propri cari scomparsi». Romoli, che ha presentato ieri l'iniziativa, si è detto «certo della sensibilità di Renzi nell'accogliere la nostra richiesta», ed ha anche aggiunto che prossimamente chiederà una mediazione nel confronto con il presidente della Repubblica alla presidente della Regione Debora Serracchiani, che gli è particolarmente vicina e ha modo di incontrarlo in diverse occasioni. 
Ma il sindaco allarga il suo progetto a tutta la cittadinanza. «In un primo momento avevo pensato di far sottoscrivere la richiesta a tutti i cittadini che fossero interessati, ma poi mi sono reso conto che questo avrebbe richiesto sforzi organizzativi notevoli, e soprattutto tempi piuttosto lunghi – dice Romoli -. Così chiedo piuttosto a tutte le associazioni della città, di ogni tipologia e settore, di sottoscrivere se interessate la lettera che invierò al presidente Renzi. Se nessuno dovesse voler partecipare, comunque, andrò avanti da solo in questa mia battaglia». Le associazioni potranno aderire fino alla fine di maggio mandando un fax al numero 0481-383218, o scrivendo all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Poi il 1 giugno la lettera, corredata di tutte le adesioni, verrà inviata alla Presidenza del Consiglio. (m.b.)








208 - Il Piccolo 13/05/14 Zara si ribella e rivuole la sua Calle Larga
I titini avevano trasformato la principale via della città in “Široka ulica”. Raccolte oltre 10mila firme per il vecchio toponimo 

Zara si ribella e rivuole la sua Calle Larga

di Andrea Marsanich 

ZARA Un'adesione massiccia ed entusiasta, volta a riparare i torti verso la storia, ossia verso quell'antico nome, Calle Larga, cancellato dall'idiozia umana e trasformato in un improbabile “Široka ulica“, che tradotto fa Via larga. Un obbrobrio. Per più di una settimana si è tenuta a Zara la raccolta di firme per il ripristino dell'antico toponimo che riguarda la via principale e più famosa della città del maraschino, nome nato ai tempi della Serenissima. L'iniziativa è partita dall'azione civica zaratina intitolata “Desidero che il nome Via Larga sia mutato per sempre in Calle Larga“ ed in sei giorni ha raccolto la bellezza di 10 mila firme, la qual cosa ha stupito e nel contempo reso felici gli stessi organizzatori, assai indaffarati in questi giorni. La petizione viene firmata in Piazza del Popolo, in via Branimir e in una decina di esercizi alberghieri di Zara. Il principale organizzatore e anima della pregevole iniziativa è Hrvoje Bajlo, il quale ha voluto far presente ai giornalisti che la richiesta di tornare ad avere il popolarissimo toponimo non ha alcuna valenza politica. «Qualcuno ci ha accusati di volere italianizzare o romanizzare la nostra città, ma sono cretinate – ha detto Bajlo – noi vogliamo riavere la Calle Larga, un nome che amiamo, per il quale Zara è nota in tutto il mondo. Del resto i ragusei non si sognano di rinunciare al loro Stradone o i fiumani al loro Corso, denominazioni storiche e legate in modo indissolubile a passato, presente e futuro di queste due città. Siamo contentissimi che migliaia di zaratini abbiano voluto abbracciare la nostra azione, che prossimamente sarà consegnata al sindaco Božidar Kalmeta e ai consiglieri municipali». La raccolta di firme si è interrotta sabato scorso. Ora spetterà alle autorità comunali decidere quali passi adottare. La volontà dei cittadini (Zara ha circa 71 mila abitanti) è stata espressa in modo chiaro e abbisogna di precise risposte. Non si tratta comunque di un'iniziativa nata l'altro giorno. Già un anno fa alcuni consiglieri del parlamentino locale tentarono di ripristinare il toponimo Calle Larga, ma furono costretti a battere in ritirata perché in minoranza. Stavolta però è diverso, essendo il desiderio corroborato da più di 10 mila autografi. Grazie a Facebook, è nato un gruppo intitolato come la predetta azione civica e in un paio di giorni ha registrato più di 3 mila e 300 adesioni. Uno degli organizzatori è Nenad Mar„ina, orgoglioso di essere zaratino: «Ci sono toponimi a Zara come Fossa, Puntamica, Campo Castello, Marasca o Bellafusa, che non cambierei per nessuna ragione al mondo – ha dichiarato – la nostra Calle Larga è lunga più di 800 metri ed è importantissima per noi, per i nostri ricordi. Nessuno ha il diritto di cancellare per sempre questo nome. Sono ottimista per quanto attiene al ripristino, convinto che ora la maggioranza dei consiglieri cittadini approvi la nostra idea». Se la proposta dovesse venire bocciata al consiglio comunale, sostengono i promotori, non è esclusa l'opzione del referendum.





209 - La Voce del Popolo 10/05/14 L’Istria nell’Euregio Senza Confini
L’Istria nell’Euregio Senza Confini 

Lara Musizza 
 
PARENZO | Quella di ieri è stata una giornata storica per l’Istria. Il GECT-Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale “Euregio Senza Confini-Euregio ohne Grenzen” sta per allargare i propri confini: oggi, infatti, è stata avviata la procedura che porterà presto la Regione Istriana a far parte di questa aggregazione, fondata nel 2012 dalle Regioni italiane del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e dal Land austriaco della Carinzia. Nell’assemblea tenutasi ieri a Villa Polesini, a Parenzo, i presidenti della Regione del Veneto (presidente pro tempore dell’Euregio Senza Confini) Luca Zaia, della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e del Land della Carinzia Peter Kaiser, con il supporto tecnico del direttore del GECT Dieter Platzer, hanno deciso di dare il proprio assenso preventivo all’ingresso della Regione Istriana nel Gruppo, consentendo in tal modo, in base allo Statuto del GECT e al Regolamento comunitario, di avviare le procedure formali per l’adesione del nuovo componente. Una decisione assunta all’unanimità dopo aver sentito il presidente della Regione Istriana Valter Flego, che ha ribadito le motivazioni che lo hanno portato a firmare (lo scorso 9 gennaio) la richiesta ufficiale di adesione preventiva, nella quale, oltre a ‘’una proficua e pluriennale cooperazione, fondata sui principi di stima e intesa reciproca’’, sottolineava il ‘’significato straordinario dei processi d’integrazione europea, dello sviluppo regionale e della coesione economica’’. ‘’La creazione di forme innovative di cooperazione futura nei settori previsti dagli atti costitutivi dell’Euregio Senza Confini - aveva rilevato Flego - contribuirà a dare una spinta sociale ed economica alle rispettive regioni’’.
Il GECT è uno strumento creato dall’Unione europea nel 2006 che definisce un quadro legislativo unico per le Euroregioni. Grazie al riconoscimento della personalità giuridica, permette a territori regionali e locali di differenti Paesi della Ue di collaborare in un contesto giuridico comune - indicato dall’ordinamento comunitario e avvallato dagli Stati nazionali - superando le difficoltà derivanti dall’avere differenti strutture giuridiche, contabili e di gestione. Quella di Parenzo è di fatto la terza assemblea del GECT, che fa seguito a quella tenutasi lo scorso novembre a Venezia, nella quale furono definite le linee del primo programma politico d’azione e il budget finanziario per l’anno in corso, e a quella, ancora precedente, d’insediamento dell’Euregio Senza Confini, avvenuta a Klagenfurt, capoluogo della Carinzia, nel febbraio 2013.
Alla riunione di Parenzo, da rilevare, hanno partecipato anche il ministro del Turismo della Repubblica di Croazia, Darko Lorencin, l’ambasciatore italiano a Zagabria, Emanuela D’Alessandro, e il Console generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani.
E ovviamente Ivan Nino Jakovčić, presidente della commissione per la collaborazione internazionale, che nell’ultimo decennio con tenacia e pazienza ha creduto in questo importante progetto, fino ad arrivare alla sua piena realizzazione, in concomitanza del 9 maggio, giornata dell’Europa.
Alla conferenza stampa a Villa Polesini si è parlato in croato, italiano e tedesco, il che ha dato un tocco in più all’atmosfera di festa. Valter Flego non ha nascosto la sua soddisfazione per il fatto che l’Istria, che per prima anni addietro ha aderito a varie associazioni organizzazioni europee e trasfrontaliere, che per prima ha avuto accesso ai fondi UE, sia oggi anche la prima Regione croata ad aderire al GECT. Flego si è detto convinto che una collaborazione del genere, tra partner e amici che cooperano e che si conoscono da tanto tempo ormai, darà i suoi frutti anche nel prossimo futuro. Il via libera all’Istria nell’ambito del GECT contribuirà sicuramente alla valorizzazione delle tante potenzialità in tutte le sfere d’attività. La penisola potrà avvalersi del pieno appoggio dei partner nel contesto di una fruttuosa collaborazione territoriale, abbattendo appieno le barriere confinarie e creando ponti di collegamento con le aree contermini. Verrà dato così un valido esempio, partendo dal basso, di creazione del territorio comune europeo.
Non è mancata l’emozione nel caso di Ivan Nino Jakovčić perché, “chiuso il capitolo di guerre e disordini del passato”, oggi si schiude un mondo nuovo. A Parenzo si continua a costruire assieme un nuovo futuro comune europeo, proposto oggi dall’Europa stessa. Jakovčić ha ringraziato tutti colori che in questi decenni hanno creduto in questo progetto e lo hanno sostenuto. Perché soltanto assieme si può far sempre meglio e di più.


Stessa storia stesso mare

Piena soddisfazione è stata manifestata anche da parte dei partner, la Serracchiani, Zaia e Kaiser per i quali si apre un nuovo capitolo con straordinarie possibilità di progredire e crescere. Per dirla con la Serracchiani si è sicuri di aver fatto la scelta giusta. Zaia ha rilevato l’indefesso lavoro di Nino Jakovčić sia nel mantenimento dei rapporti di collaborazione, sia nel rafforzamento degli scambi e dell’amicizia tra le regioni. Il governatore del Veneto ha anche constatato che “l’Istria per noi è stessa storia, stesso mare“ ed ora (con l’Istria) il progetto euroregio in qualche modo si completa. “Bisogna continuare a crescere e progredire, affrontando insieme le sfide, è stato il commento di Kaiser, per il quale il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e l’Istria assieme alla Carinzia sono un asse forte, un modello di vera convivenza europea che certamente darà ottimi frutti. C’è già un progetto concreto da realizzare assieme, che sarà posto all’attenzione dei fori UE e sottoscritto già entro l’anno, ha concluso Valter Flego.

Lara Musizza




210 - Il Piccolo 18/05/14 La nostalgia di Tito esplode a Fasana

A due passi da Brioni le giornate dedicate al Maresciallo. In mostra una collezione di francobolli e molti oggetti personali 

La nostalgia di Tito esplode a Fasana

POLA Gli anni passano ma il mito di Josip Broz Tito non sembra tramontare. Almeno per i nostalgici del Maresciallo che, a 34 dalla sua morte, continuano a raccogliere numerosi estimatori. Anzi, la nostalgia verso la figura di Tito cresce perché «quando comandava lui - stando almeno agli estimatori del defunto presidente dell’ex Jugoslavia - si viveva in maggior tranquillità e sicurezza sociale, mentre la criminalità economica e la corruzione non abitavano da queste parti».
Succede anche in Istria. E così, per non dimenticare il Maresciallo, ogni anno di questi tempi vengono organizzate le “Giornate di Tito” a Fasana, nella località dove a volte si fermava a parlare con la gente del luogo, prima di imbarcarsi per Brioni. L’evento è iniziato venerdi sera con l’inaugurazione di due mostre: “Tito sui francobolli”, curata da Giancarlo Moscarda, noto esponente della locale Comunità italiana e “Ricordi 33”, curata invece dal collezionista Velimir Dragas. Quest’ultima in particolare espone oggetti curiosi, interessanti e di grande valore storico, capaci di di far tornare indietro il tempo di numerosi decenni. Tra i pezzi più originali l’orologio d’oro Marvin con tanto di firma, che Tito aveva regalato al suo giardiniere al momento di andare in pensione, poi uno dei dodici bossoli di proiettile di cannone fatti sparare nel 1980 a Belgrado durante i suoi funerali. Ma anche il pugnale aprilettere regalato a Jozo Dragas, delegato della finalissima di Coppa Maresciallo Tito di calcio fra Rijeka e Partizan giocata nel 1979. Accanto ai cimeli, inoltre, vengono proiettati i servizi audio originali sui soggiorni di Tito a Brioni tra il 1960 e il 1970 che la Tanjug (l’agenzia di stampa jugoslava) aveva diramato a tutte le agenzie del mondo. E poi tantissime fotografie di Tito con i suoi ospiti a Brioni come Fidel Castro, Haile Selassie, Gamal Abdel Naser, Indira Gandhi e numerosi potenti del mondo. L’inaugurazione della mostra, introdotta da Martin Matosevic presidente dell’Unione delle società Tito in Istria e dal “titologo” Mirko Urosevic, è stata seguita da folto pubblico.
Non sono mancati riferimenti all’attualità e paralellismi. Ad esempio è intervenuto lo stesso autore Velimir Dragas sostenendo che il cambiamento del nome delle isole da Brioni in Brijuni (imposto dallo scomparso presidente Tudjman) ha arrecato un notevole danno all’immagine turistica dell’arcipelago. Le due esposizioni si possono visitare ancora oggi, giornata di chiusura, mentre ieri si è svolto il consueto “comizio del popolo” con fagiolata finale. E non finisce qui: tra pochi giorni un’altra rievocazione del Maresciallo a Umago con la partenza, alla volta di Belgrado, della famosa “Staffetta della gioventù” per fare gli auguri di buon compleanno al “compagno Tito”. 




211 - Il Piccolo 12/05/14 Zagabria entrerà in Schengen nel 2015
Stanziati dall’Unione europea 120 milioni di euro. Ma a Soperga spesi 5,7 milioni per un valico sloveno-croato attivo soli due anni 

Zagabria entrerà in Schengen nel 2015

di Mauro Manzin 

TRIESTE Europee difficili per il premier croato Zoran Milanovic e per il suo Partito socialdemocratico (Sdp). Permier che potrebbe anche vederesi sfilare la poltrona di primo ministro se la sentenza delle urne fosse una sconfitta (peraltro annunciata nei sondaggi). Caduta dovuta a una politica di austerity estremamente pesante e non digerita affatto dalla popolazione, da strani affari di sospetta corruzione nel governo (leggi vicenda del ministro delle Finanze Linic) e dalle lacerazioni interne alla stessa Sdp. E così Milanovi„ si gioca la carta Schengen. La Croazia, membro dell'Ue da dieci mesi, deve essere pronta già nell'estate del 2015 ad adempiere a tutti i criteri per fare domanda di ingresso nella zona Schengen di libera circolazione delle persone. Lo ha annunciato proprio lui, Zoran Milanovic, facendo coincidere l'auspicio con la campagna per le elezioni europee. Milanovic ha promesso che sarà lui personalmente a sorvegliare che tutto il processo di adeguamento della Croazia alle norme di Schengen proceda senza intoppi. A questo scopo il governo di Zagabria ha approvato un decreto che regola l'organizzazione e il funzionamento dei valichi di confine croati che in futuro, con l'ingresso del Paese nella zona Schengen, saranno i confini esterni dell'Ue, con Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro, come anche dei porti e degli aeroporti. Il decreto afferma che i cosiddetti «scali di maggiore importanza», siano gli aeroporti di Zagabria, Spalato e Dubrovnik. Per quanto riguarda invece i valichi stradali quelli principali saranno Macelj, Bregana, Kaštel, Bajakovo, Slavonski Brod, Plovanija, Stara Gradiška, Nova Sela e Karasovici. Sul mare per il traffico navale capeggiano invece Fiume, Spalato e Dubrovnik. La Croazia per l'adeguamento ai criteri Schengen ha a disposizione dai fondi europei 120 milioni di euro. Fondi europei che non sempre vengono investiti con “intelligenza” e con rispetto del contribuente. È il caso proprio di un confine, quello di So›erga tra Slovenia e Croazia. Inaugurato da pochi giorni è costato la bellezza di 5,7 milioni di euro, la gran parte attinti dalle casse di Bruxelles. Oggi è confine sterno di Schengen, tra due anni con l’ingresso della Croazia nell’area “senza confini” sarà rottamato. Insomma un investimento di quasi 6 milioni di euro per soli due anni. Il minimo e storcere la bocca. La Slovenia difende la scelta affermando che il valico andava assolutamente ristrutturato (è interessato da anni da un’enorme movimento franoso) anche per garantire buone condizioni di lavoro agli agenti di polizia. Il ministero degli Interni di Lubiana spiega che i locali appena costruiti potranno essere riutilizzati, la momento dell’ingresso della Croazia in Schengen, come info point turistico, o dati alla comunità locale. Comunque vada 5,7 milioni di euro per un info point ci sembrano decisamente un po’ troppi.


Si ringraziano per la collaborazione della Rassegna Stampa: L’Università Popolare di Trieste e l’Assoc. Nazion.Venezia Giulia e Dalmazia - ANVGD di Gorizia
Vi invitiamo conoscere maggiori dettagli della storia, cultura, tradizioni e immagini delle nostre terre, visitando i siti :
http://www.mlhistria.it
http://www.adriaticounisce.it/
http://www.arupinum.it